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Come richiedere lo SPID per chi vive all’estero

Lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è un sistema di identificazione che permette l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione italiana.

In Italia viene ormai richiesto dalla maggior parte dei portali, come per esempio quelli del comune, dell’anagrafe online, dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate.

Ma anche per noi italiani all’estero sarà presto obbligatorio avere lo SPID. Dal 1 gennaio 2023 sarà infatti possibile accedere ai servizi consolari online (il portale Fast-IT) solamente tramite queste credenziali.

In questa breve guida vediamo dunque insieme come ottenerlo facilmente per chi risiede all’estero.

Preparare i documenti

Prima di iniziare la procedura per ottenere lo SPID è importante essere sicuri di avere tutti i documenti necessari per richiederlo. Questi sono:

  • un documento italiano in corso di validità (carta di identità, patente, passaporto);
  • indirizzo email e numero di cellulare (funziona anche con quelli esteri)
  • tessera sanitaria italiana o certificato di attribuzione del codice fiscale

Riguardo a quest’ultimo punto, se come molti italiani all’estero non avete più una tessera sanitaria valida, dovrete richiedere un certificato di attribuzione sostitutivo del codice fiscale.

Farlo è molto semplice, basta inviare una email alla cancelleria consolare (per l’Austria scrivendo a ci_ambvien@esteri.it) e si riceverà in poco tempo una risposta col documento allegato.

Richiedere lo SPID

Lo SPID viene rilasciato dai cosiddetti Gestori di Identità Digitale accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Questi offrono varie possibilità di registrarsi: per chi vive in Italia si può fare la richiesta di persona presso gli uffici predisposti.

Dall’estero la procedura deve invece essere fatta online. Le modalità a disposizione per l’identificazione sono quindi due:

1) tramite webcam

E’ sicuramente il metodo più semplice, ma per il quale è però previsto un costo da tutti i gestori.

La procedura è abbastanza semplice: basterà registrarsi su uno dei provider che offrono il servizio, effettuare il pagamento e richiedere un appuntamento.

Con l’aiuto di un operatore o tramite sistemi automatizzati di riconoscimento sarà quindi possibile caricare i documenti richiesti e ottenere le credenziali SPID.

I provider che offrono il riconoscimento con la web è il seguente (in ordine di costo – aggiornato 01.2022)

2) tramite carta d’identità elettronica

È il metodo che ho utilizzato io: se siete già in possesso della nuova carta d’identità elettronica (quella in formato tessera), grazie al chip interno di identificazione la potete utilizzare per ottenere lo SPID. Rispetto al metodo con la webcam è inoltre completamente gratuita.

Per utilizzare questa modalità è necessario avere:

  • il PIN a 8 cifre allegato alla carta (la prima parte viene consegnata alla richiesta della carta, la seconda alla consegna del documento)
  • uno smartphone che abbia la funzione di lettura carte NFC (qui una lista)

La procedura è poi molto simile alla precedente: bisognerà registrarsi su un provider che offre il servizio e seguire la procedura di caricamento dei documenti richiesti (vi consiglio di farlo con un computer) e di riconoscimento della carta d’identità.

I provider che offrono questa opzione sono:

Come utilizzare lo SPID

Alla fine della procedura di identificazione otterrete un nome utente e una password, il vostro SPID. Vi ricordo che l’utilizzo dello SPID è in ogni caso gratuito per il cittadino.

Le credenziali ottenute si potranno usare in tutti i portali della pubblica amministrazione abilitati. Basterà premere su “Entra con SPID” e selezionare il gestore con cui avete fatto la registrazione.

Verranno quindi richieste le credenziali e in alcuni casi una conferma tramite un codice temporaneo di accesso fornito attraverso sms o con l’uso di un’app del gestore di identità digitale.

Avete già richiesto lo SPID all’estero? Lasciate la vostra esperienza o i vostri consigli nei commenti!

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Arriva l’obbligo vaccinale

Dopo settimane di discussioni, tra politici, esperti (e anche persone comuni) a favore e contrari, è stata presentata ieri il testo definitivo della legge che introdurrà l’obbligo di vaccinazione contro il coronavirus in Austria.

L’Austria era stato uno dei primi paesi al mondo ad annunciare a novembre dello scorso anno questa misura, introdotta per contrastare il basso tasso di vaccinazione nel paese.

Anche se la variante omicron ha sicuramente modificato ancora le carte in tavolo, il governo guidato ora da Karl Nehammer ha deciso di continuare sulla stessa linea adottata, anche se la legge sarà molto più blanda rispetto agli annunci iniziali.

L’obbligo entrerà infatti in vigore come previsto dal 1 febbraio ma l’applicazione sarà decisamente permissiva. I controlli avverranno solo campione e chi non potrà dimostrare di essere vaccinato riceverà una multa di 600,- euro. Questa potrà essere annullata vaccinandosi nelle due settimane successive al controllo.

Verranno comunque inviati degli avvisi a coloro che risultano non (o parzialmente) vaccinati e solo in un secondo momento, se assolutamente necessario, verranno mandati inviti per un appuntamento di vaccinazioni che se non rispettati si trasformeranno in una multa.

Insomma un po’ una classica “soluzione austriaca”, una via di mezzo per accontentare tutti ma senza prendere una posizione netta, lasciando molto spazio alla responsabilità individuale.

Il governo ha forse in questo modo cercato di salvare la faccia ma senza esasperare i toni. In Austria un obbligo vaccinale è infatti un qualcosa di assolutamente nuovo, non essendo previsto per nessuna malattia.

Al momento il numero di persone vaccinate in Austria rimane comunque basso, il 71,6% della popolazione (in Italia è l’83,5%], se l’obbligo vaccinale farà aumentare questa quota rimane ancora incerto.

(Per rimane aggiornati sulle misure in vigore, sia in Italia che in Austria, vi consiglio come sempre la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata di Vienna)

Lavorare in Austria, qualche consiglio

Siccome girando sui vari social network vedo sempre molte domande tra chi si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro austriaco, vi lascio qui qualche informazione di base, per voi o da girare ai vostri conoscenti:

  • innanzitutto quando si parla di stipendio in Austria la retribuzione è sempre da considerare lorda. Se la cifra è su base annuale è inoltre da suddividere in 14 mensilità (qui si può calcolare il netto)
  • sempre a proposito di retribuzione, quella minima deve essere per legge indicata in tutte le offerte di lavoro, quindi non al colloquio o dopo un periodo di prova.
  • quasi ogni settore lavorativo è regolamentato tramite contratti collettivi (Kollektivvetrag) tra le parti sociali, all’interno dei quali sono indicati diritti e doveri dei lavoratori, tra cui orario massimo, stipendi, ferie, ecc. (qui trovate quelli per ogni categoria)
  • per qualunque problema col datore di lavoro, l’ente a cui fare sempre riferimento per avere aiuto è la camera dei lavoratori (Arbeiterkammer). Fornisce consulenza gratuita su qualunque questione legata al lavoro, dal contratto, all’orario fino allo stipendio, mettendo a disposizione anche un supporto legale in caso di necessità.

Se volete saperne di più, tantissime informazioni sono sempre disponibili negli articoli pubblicati sul blog nel corso degli anni. E per qualunque domanda scrivetemi – basta rispondere a questa newsletter – come sempre cercherò di darvi qualche consiglio.

Le segnalazioni della settimana

  • Anche nel 2022 tornano i Lotterien Tagen, una iniziativa tramite la quale si può entrare al museo (quasi) gratis. Acquistando uno dei prodotti delle lotterie austriache (come un gratta e vinci – Rubbellos – da 2 Euro), si potrà infatti entrate in vari musei senza costi aggiuntivi. La prossima occasione sarà il 21 gennaio con il Museo di Storia Naturale, le date e i musei che aderiscono li trovate sul sito web ufficiale.
  • Il ritiro dalla politica di Sebastian Kurz è stato sicuramente l’avvenimento più importante in Austria nel 2021. Il canale pubblico ORF 3 ha realizzato un ottimo documentario sulla sua carriera, dagli inizi nel partito giovanile fino agli scandali degli ultimi mesi. In meno di un ora riassume perfettamente l’ascesa e la caduta del Wunderkind della politica austriaca.
  • Anche se la situazione legata al coronavirus rimane alquanto incerta, a Vienna questa settimana aprirà comunque il Wiener Eistraum, la pista di pattinaggio sul ghiaccio amata da grandi e piccoli davanti al municipio (naturalmente con accesso solo per vaccinati e guariti).
  • Infine una curiosità che ho scoperto da poco: il disegnatore delle prime banconote dell’Euro è un viennese, Roberto Kalina, dipendente della banca centrale austriaca. Le sue proposte, che teniamo ora ogni giorno tra le mani, vennero scelte da una giuria nel 1996 tra più di 40 candidati.

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2022, cosa ci aspetta in Austria

Bentornati a parlare insieme di quello che succede a Vienna e in Austria. In questa prima newsletter diamo insieme un’occhiata a quello che ci aspetta nel 2022, partiamo!

Il nuovo anno è iniziato purtroppo in maniera non molto diversa dal vecchio, con la pandemia che non ci dà tregua. Gli effetti del lockdown di novembre sono stati velocemente spazzati via dalla variante Omicron, che ha fatto risalire i contagi a oltre 10.000 casi al giorno (tendenza in aumento).

Il governo austriaco ha comunque deciso, vista l’apparente meno pericolosità di questa variante, di non introdurre al momento nuove restrizioni. Al contrario, quelle che erano in vigore sono state ridotte, il che porterà quasi sicuramente a un aumento vertiginoso dei casi (oggi riaprono anche le scuole).

Il lockdown per “non vaccinati” è ancora in vigore, ma i controlli sono blandi. Il numero di vaccinati rimane basso (70,8% della popolazione) e anche il previsto obbligo vaccinale da febbraio non sta portando all’effetto sperato.

(Per rimanere aggiornati sulle misure in vigore, sia in Italia che in Austria, vi consiglio come sempre la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata)

La pandemia ci accompagnerà quindi sicuramente per gran parte del 2022, ma non sarà probabilmente l’unico tema importante quest’anno in Austria.

Ci sarà infatti anche la politica, e in particolar modo l’elezione del Presidente della Repubblica. Diversamente dall’Italia, in Austria questo viene scelto direttamente dai cittadini, rendendo quindi spesso questa elezione una prova di forza tra i partiti più che la nomina di un candidato condiviso che rappresenti la nazione.

Quella del 2016 fu una delle più turbolente mai registrata (trovate i resoconti quiqui e qui) e ci si augura che invece questa volta tutto fili lisco. Con una data del voto prevista per dopo l’estate, al momento tutti attendo comunque cosa deciderà di fare l’attuale presidente Van der Bellen. Se si ricandiderà troverà l’appoggio di molti partiti, e difficilmente si presenteranno veri e propri sfidanti.

Sempre per quanto riguarda la politica rimane sempre aperta l’incognita di nuove elezioni nazionali. Il partito popolare (ÖVP) dopo aver cambiato tre cancellieri rimane comunque ancora sotto forti pressioni, sia politiche che giudiziarie, che minano la tenuta del governo. I sondaggi lo mostrano in forte calo, con invece i socialdemocratici al momento al primo posto tra gli elettori.

Dal primo gennaio è entrata inoltre in vigore la legge che permette il suicidio assistito in Austria. Come avevo già scritto in passato è una norma che farà sicuramente ancora discutere, sono sicuro che ne sentiremo ancora parlare quest’anno.

E infine il 2022 porta anche brutte notizie per tutti i possessori di una automobile a Vienna. Dal primo marzo infatti in ogni distretto, anche in quelli più periferici, parcheggiare in strada diventerà a pagamento. Sarà sicuramente un forte disincentivo per chi usa la macchina, un nuovo passo per una città senza auto?

La Fonte, il festival di letteratura italiana

Tra le iniziative italiane che ci aspettano nel 2022 quella sicuramente più interessante è La Fonte, il primo festival italiano di letteratura italiana a Vienna. Nato da una idea di Silvia Chiarini e sviluppato insieme all’associazione Librai in Corso e all’Istituto Italiano di Cultura, si svolgerà dal 25 al 27 febbraio presso il teatro Odeon.

Sarà un fine settimana di grande letteratura, con 10 autori e autrici di tutti i generi, tra cui Carlo Lucarelli, Marco Balzano, Donatella Di Pietrantonio e Antonio Scurati. Ci sarà spazio anche per un incontro dedicato ai bambini con Annalisa Strada come anche per chi segue le graphic novel, con Giulia Spagnulo, in arte Zuzu.

Le presentazioni saranno bilingue e ci sarà naturalmente anche spazio per domande dal pubblico e firmacopie dei libri presentati.

La prevendita è già iniziata, potete acquistare i biglietti online o presso la libreria Hartliebs (Porzellangasse 36, 1090).

Tutti gli aggiornamenti li trovate sul sito web o sulla pagina Facebook.

Come seguire il Comites Austria

Dopo le (meritate) vacanze natalizie stiamo rimettendo in moto le attività del Comites Austria. Al momento siamo impegnati con varie attività burocratiche per così partire al più presto – pandemia permettendo – con le prime iniziative. Per seguire tutti gli aggiornamenti potete utilizzare i seguenti canali:

Altre segnalazioni della settimana

  • L’ambasciatore Stefano Beltrame ha pubblicato un bilancio del lavoro svolto dell’Ambasciata e della cancelleria consolare di Vienna nel 2021, una interessante lettura per chi vuole conoscere meglio il “dietro le quinte” delle nostre istituzioni.
  • Si è finalmente venuto a sapere il nuovo lavoro dell’ex cancelliere Sebastian Kurz. Aveva annunciato di ritirarsi dalla politica per passare più tempo con la famiglia, ma invece sembra che sarà molto in viaggio: lavorerà infatti come consulente per Thiel Capital, azienda con sede negli Stati Uniti.
  • Come ogni anno a gennaio il Filmmuseum, il museo austriaco del cinema, dedica una retrospettiva al cinema italiano. Quest’anno la selezione è incentrata su Ennio Morricone, con una ampia scelta di opere per cui ha composto le musiche e colonne sonore.

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2021, tiriamo le somme

Non so a voi, ma anche quest’anno mi sembra volato. Il 2021 iniziava con la speranza di lasciarci alle spalle il coronavirus grazie ai vaccini, e invece siamo di nuovo qui da capo, come se non fosse cambiato nulla.

In questa ultima newsletter dell’anno – poi andrà in vacanza per qualche settimana – cerchiamo di tirare un po’ le somme degli avvenimenti più importanti successi in Austria (e nella comunità italiana), e fare qualche previsione sull’anno prossimo.

Partiamo naturalmente dal coronavirus: se ricordate l’Austria aveva iniziato l’anno già in lockdown, e vi era rimasta praticamente fino a maggio. Ma dopo una estate senza restrizioni e una campagna vaccinale tra le peggiori in Europa, l’autunno è arrivato a battere cassa, e il paese si è ritrovato nel pieno di una nuova ondata e al conseguente lockdown da cui si sta appena uscendo.

La lezione però non sembra ancora imparata. Anche se è stato annunciato l’introduzione di un obbligo vaccinale da febbraio, il numero totale di persone vaccinate rimane comunque ancora basso (il 69,5% della popolazione), e la situazione quindi ancora incerta (senza contare la nuova variante omikron).

Ma per l’Austria questo è stato anche un anno molto travagliato dal punto di vista politico, come non si vedeva da decenni. Sebastian Kurz, che sembrava avrebbe dominato la politica del paese per ancora molto tempo a venire, è stato invece travolto da una serie d’intercettazioni e indagini che ne lo hanno prima portato a dimettersi da cancelliere e infine a ritirarsi completamente dalla scena politica, lasciando un vuoto che potrà avere molte conseguenze sull’Austria dei prossimi anni.

Anche se il nuovo cancelliere Karl Nehammer – dopo il breve intermezzo di Alexander Schallenberg – sembra aver riportato una certa stabilità nel governo, le indagini ancora in corso e la commissione parlamentare che si insedierà all’inizio dell’anno prossimo potrebbero portare ancora nuove sorprese.

Per quanto riguarda la comunità italiana in Austria la pandemia anche quest’anno ha bloccato la maggior parte delle attività, degli eventi e della possibilità di ritrovo.

L’avvenimento più importante è stato sicuramente l’elezione del nuovo Comites Austria, che come avevo già scritto la settimana scorsa mi auguro che possa essere lo strumento per ridare linfa vitale alla nostra comunità.

Ha destato anche grande clamore la vendita della chiesa dei Minoriti alla Fraternità sacerdotale San Pio X, conosciuta anche come comunità lefebvriana, anche se sembra che le attività italiane potranno comunque continuare.

Mi piace infine ricordare che quest’anno è caduto il decennale del progetto QuiVienna. Un progetto che mi ha dato – e continua a dare – tante soddisfazioni, opportunità e che ha accompagnato un bel pezzo della mia vita e di quella della comunità italiana a Vienna. Un grazie come sempre a voi che mi seguite.

Le segnalazioni della settimana

  • Per quanto riguarda il coronavirus, da un punto di vista dei casi si vede al momento sicuramente un miglioramento come conseguenza del lockdown, con una netta diminuzione nel numero dei malati nell’ultima settimana, ma c’è grande allarme per la variante omikron. Per questo motivo sono state introdotte anche qui misure stringenti per chi entra dall’estero (i dettagli nei prossimi punti).
  • Per chi entra dall’estero in Austria dal 20 dicembre varranno le seguenti regole:
    • l’ingresso nel Paese senza controlli sarà permesso solo a chi ha già fatto la terza dose di vaccino
    • chi ha solo due dosi o è guarito dovrà anche presentare un test molecolare (PCR) effettuato nelle 72 ore precedenti
    • chi non è provvisto di green pass avrà l’obbligo di sottoporsi a quarantena di 10 giorni (potrà essere interrotta dopo 5 giorni con test molecolare negativo)
    • Sono esenti i pendolari transfrontalieri, le donne incinte e i bambini sotto i 12 anni.
  • Per chi viaggia verso l’Italia valgono invece dal 16 dicembre le seguenti regole:
    • le persone vaccinate (<9 mesi) o guarite (<6 mesi) devono essere munite di Passenger Locator Form e di un tampone molecolare (PCR) (<48 ore) oppure antigenico negativo (<24 ore).
    • le persone non vaccinate né guarite, oltre all’obbligo di presentazione del Passenger Locator Form e del tampone Covid-19 negativo, devono sottoporsi all’isolamento fiduciario per un periodo di 5 giorni, al termine del quale si devono sottoporre a un ulteriore tampone.
  • Consiglio come sempre di seguire la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata d’Italia a Vienna per gli ultimi aggiornamenti sulle normative e le regole di viaggio tra i due paesi.
  • A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 44.632 (29.058 in meno rispetto a una settimana fa), di cui 1.773 (-784) ricoverati in ospedale e 479 (-94) in terapia intensiva. Le regioni con l’incidenza dei contagi più alta sono Vorarlberg (443), Tirolo (322) e Alta Austria (266). Il 69,5% della popolazione risulta protetta da un vaccino.
  • Come accennato si è svolta la settimana scorsa la prima assemblea del neonato Comites Austria. Durante questa è stato scelto l’esecutivo (io sono stato eletto presidente) e approvato il bilancio preventivo per il 2022. Stiamo ora iniziando a farci conoscere attraverso vari canali, potete già seguire gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook e Instagram.
  • Vi segnalo finalmente un progetto che di cui sto seguendo lo sviluppo e che mi sta a cuore: il primo Festival della Letteratura Italiana di Vienna, che si svolgerà dal 25 al 27 febbraio 2022 presso il Teatro Odeon. Un fine settimana di grande cultura, un evento sicuramente da non perdere. Iniziate a segnarvi la data, ne riparleremo sicuramente in una delle prossime newsletter.
  • Come accennato all’inizio, la newsletter si prenderà una pausa natalizia e (a meno di qualche avvenimento particolare) tornerà il 10 gennaio 2022. Vi faccio quindi già ora gli auguri di Natale di Nuovo Anno, e colgo l’occasione per ringraziare voi lettori/lettrici, che siete il fulcro di questo progetto. State crescendo sempre di più e ogni settimana mi mandate sempre suggerimenti e interessanti risposte a quello che scrivo (oltre a qualche donazione, grazie!), che mi aiutano a far crescere questo progetto.

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A presto!

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Il nuovo Comites Austria

Dopo quattro anni la comunità italiana in Austria torna finalmente ad avere un Comites. Come vi avevo già annunciato nella scorsa newsletter, il 4 dicembre si è concluso lo spoglio delle schede e la lista Com.It.At – di cui anche io faccio parte – è stata eletta.

Voglio quindi dedicare questa newsletter a qualche riflessione – a nome personale – sul ruolo che penso dovrebbe avere in Austria.

Partiamo da un dato, ovvero quello della partecipazione alle elezioni, che anche questa volta è stata purtroppo molto bassa. Sebbene ci siano oltre 30.000 italiani in Austria, solo 495 hanno chiesto di partecipare al voto. Di questi 342 plichi sono tornati in tempo alla cancelleria consolare, e 326 sono stati ritenuti voti validi. In totale la partecipazione è stata quindi di meno dell’1% degli aventi diritto di voto, un numero che deve fare riflettere.

Il sistema utilizzato – che richiedeva una richiesta attiva per votare – è stato sicuramente un grande ostacolo, ma l’esigua percentuale è anche un segnale che una delle priorità del Comites dovrà essere da subito un grande lavoro di comunicazione per farsi conoscere.

Forse qualcuno di voi si ricorda che cinque anni fa scrissi una lettera aperta al precedente Comites, con una serie di riflessioni su come ritenevo che questo organo debba svolgere il proprio ruolo a favore della comunità. Li ritengo naturalmente ancora validi, e ora questi consigli ricadranno su di noi, e sarà per me naturalmente importante rispettarli (e per voi controllare che vengano seguiti!).

Devo ammettere che per lungo tempo sono stato scettico che il Comites fosse la struttura giusta per la comunità italiana in Austria. Ma ora ritengo che potrebbe essere invece il mezzo ideale per ripartire dopo la pandemia. L’associazionismo italiano in Austria è da anni purtroppo molto carente, e il coronavirus ha dato il “colpo di grazia” alla maggior parte delle attività e delle possibilità d’incontro per la nostra comunità. Il Comites, grazie alle sue strutture e ai suoi fondi, potrebbe essere la scintilla che faccia ripartire tutto questo.

Lo dico subito: non sarà facile. Non essendoci stato un Comites attivo negli ultimi anni stiamo partendo praticamente da zero. C’è molta burocrazia, dovremo creare tutte le strutture, sia interne che esterne, e anche conoscerci bene tra di noi. L’inizio delle attività non sarà quindi immediato.

Allo stesso tempo siamo una bella squadra, motivata e con tantissime idee da proporre. Ci siamo presi questo impegno – che vi ricordo si svolge su base volontaria – e faremo sicuramente il meglio che possiamo per dare una mano alla comunità italiana in Austria.

Il primo – piccolo – progetto, ovvero il questionario per conoscere gli interessi e i bisogni della comunità italiana è già stato un successo, con quasi 200 partecipanti (qui trovate i risultati) e ci sta aiutando nella preparazione dei primi progetti.

Abbiate ancora un po’ di pazienza e inizieremo a farci conoscere al più presto, sia noi che le nostre iniziative.

Voglio concludere con un’ultima nota: per me il Comites è composto da 12 persone ma sarà sempre aperto a tutta la comunità italiana, non solo ai membri eletti. Come noi cercheremo di supportare voi, ci farebbe piacere che anche voi aiuterete questa iniziativa a crescere, con proposte, contributi nella realizzazione dei progetti o anche solo partecipando agli incontri.

Non posso che concludere infine con un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno aiutato finora, chi ha sottoscritto alla lista, chi si è candidato con noi, chi ci ha votato, chi ha fatto da rappresentante e da scrutatore, e anche chi al consolato ha risposto alle nostre infinite domande.

I membri eletti del nuovo Comites Austria:

  1. Manganiello Paolo – voti 164
  2. Rebeschini Sara – voti 124
  3. Bolzan Daniela – voti 103
  4. Campanale Lidia – voti 97
  5. Marrella Francesco – voti 62
  6. Cescon Vania – voti 59
  7. Salucci Margherita – voti 59
  8. Cuzzocrea Laura – voti 55
  9. Carpanese Claudia – voti 54
  10. Mauro Marta – voti 50
  11. Blasioli Andrea – voti 48
  12. Rinaldi Ivan – voti 46

Le segnalazioni della settimana

  • Aggiornamenti Coronavirus: ieri è finito il lockdown in tutta l’Austria, anche se rimane valido per i non vaccinati. Molte restrizioni rimangono comunque in vigore (uso della mascherina FFP2, eventi con limitazioni). Ci sono inoltre differenze regionali ancora in vigore: a Vienna per esempio hanno riaperto i negozi, ma bar e ristoranti rimarranno invece chiusi ancora fino al 20 dicembre. Gli esperti consigliano comunque di continuare a fare molta attenzione: le terapie intensive sono ancora ai limiti delle capacità, e le conseguenze della variante Omicron rimangono ancora poco chiare.
  • A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 73.690 (36.510 in meno rispetto a una settimana fa), di cui 2.557 (-472) ricoverati in ospedale e 573 (-78) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è Vorarlberg (701), seguita da Carinzia (473), Tirolo (468), Salisburgo (403), Alta Austria (372), Stiria (365), Bassa Austria (316), Burgenland (256) e Vienna (249). Il 68,4% della popolazione risulta protetta da un vaccino.
  • Con la fine del lockdown ieri hanno potuto anche riaprire i famosi mercatini di Natale. L’accesso è comunque permesso solo a persone in possesso di green pass (vaccinate e guarite), l’acquisto di cibo e bevande sarà questa settimana consentito solo da asporto e in loco dal 20 dicembre. Gli indirizzi e orari li trovate sul sito web dell’ente del turismo.
  • Vi segnalo che la Cancelleria Consolare di Vienna dal 7 dicembre 2021 ha ampliato la fascia oraria di apertura del centralino, che sarà dalle ore 9 alle ore 13.30 per informazioni consolari di carattere generale e dalle ore 13.30 alle ore 15 per informazioni su pratiche consolari in corso.
  • Infine per tutti coloro che magari sono ancora alla ricerca di regali per il Natale, ecco dall’archivio del blog un articolo con 10 idee per regali originali che si possono acquistare facilmente a Vienna che – secondo me – faranno felice chi li riceverà.

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A lunedì prossimo!

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Ritorno al passato

C’è chi ha subito annunciato la fine di un’era nella politica austriaca.

In realtà sono trascorsi meno di quattro anni da quando Sebastian Kurz è stato eletto per la prima volta alla guida del paese. Togliendo il governo tecnico di Brigitte Bierlein rimangono appena 39 mesi in cui il “ragazzo prodigio” ha guidato l’Austria.

Ma cosa rimane della sua gestione? L’Austria ha avuto un periodo d’instabilità che non si era mai visto prima. Cinque (presto sei) governi, una coalizione con la destra del partito della libertà (FPÖ) finita con lo scandalo Ibiza, e una con i verdi che sembrava destinata a finire ben presto. Il tutto contornato da una pandemia che è stata gestita più con gli slogan e la propaganda che con risposte concrete ai bisogni della popolazione.

L’uscita di scena di Kurz ha seguito lo stesso schema: perfettamente messa in scena, con un discorso incentrato sulla sua persona e su quanto ha fatto per l’Austria, ma senza un assunzione di responsabilità come uno statista dovrebbe saper fare.

Kurz ha abbandonato la nave (insieme a Gernot Blümel, ministro delle finanze e a lungo suo braccio destro), lasciando il governo e il suo partito alla deriva nel bel mezzo della pandemia.

Chi ha subito cercato – per rimanere nell’analogia – di prendere il timone è stata la vecchia guardia capitanata dai potenti governatori regionali e dalle associazioni corporative, che non si sono fatti scappare l’occasione per tornare al potere.

Il cancelliere Schallenberg ha subito dichiarato di volersi mettere da parte (da quello che si dice anche con qualche sospiro di sollievo) e al suo posto, come anche a capo del partito è stato designato Karl Nehammer, finora ministro degli Interni.

Il rimpasto delle nomine è poi proseguito velocemente, con le regioni che hanno posizionato i propri fedeli nelle stanze del potere.

In molti vedono in questo un ritorno al passato come se l’era Kurz non fosse mai esistita e almeno nei sondaggi questo già si è visto, con il partito popolare di nuovo intorno al 20 percento (con Kurz aveva ottenuto nelle elezioni politiche del 2019 il 37,5% dei voti).

Potrebbe sembrare una sconfitta, e invece è molto probabile che l’uscita di scena di Sebastian Kurz porti una maggiore stabilità nella politica austriaca, con meno slogan e decisioni prese solo in base ai sondaggi, e più politica “vecchia maniera”.

Le segnalazioni della settimana

  • Aggiornamenti Coronavirus: mentre tutta l’Austria era concentrata sui cambiamenti politici, la pandemia naturalmente non si è presa una pausa. Pcr fortuna il lockdown sta finalmente avendo gli effetti sperati, e la curva dei contagi durante la scorsa settimana ha iniziato a scendere. Ma anche se la situazione sembra migliorare, un piano da parte del governo per come procedere non è stato ancora presentato. L’unica cosa che sappiamo è che il 12 dicembre il lockdown finirà. Probabilmente questa settimana ci saranno nuovi aggiornamenti. La variante Omicron è stata riscontrata in alcuni casi anche in Austria, ma al momento in maniera minima.
  • A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 110.200 (38.403 in meno rispetto a una settimana fa), di cui 3.029 (-188) ricoverati in ospedale e 651 (+31) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è Vorarlberg (1.021) seguita da Carinzia (1.010), Tirolo (752), Salisburgo (707), Alta Austria (701), Stiria (653), Bassa Austria (544), Burgenland (428) e Vienna (347). Il 67,6% della popolazione risulta protetta da un vaccino.
  • Si sono concluse sabato le operazioni di voto per l’elezione del Comites Austria. La nostra lista Com.It.At essendo l’unica in gara è stata naturalmente eletta. Non sono ancora stati resi pubblici i risultati ufficiali ma vi posso già dire un grande grazie per tutti i voti arrivati, ne parleremo in maniera approfondita lunedì prossimo.
  • Sempre a proposito di Comites, sono stati pubblicati i risultati del questionario per conoscere gli interessi e i bisogni della comunità italiana al fine di organizzare al meglio il nostro programma e iniziative. Grazie mille a tutti coloro che hanno partecipato!
  • Per chi vuole approfondire la conoscenza della “Vienna italiana” vi segnalo una interessante conferenza online – in tedesco – organizzata dall’associazione per la storia di Vienna il 9 dicembre alle ore 18:00. Lo storico Christian Hlavac vi porterà alla scoperta di palazzi, strade e personaggi italiani che hanno lasciato un impronta nella capitale austriaca.
  • La pandemia ha purtroppo fatto un’altra vittima. In questo caso non si tratta di una persona fisica ma dell’azienda Mirabell, produttrice delle famose “palle di Mozart” (Mozartkugel) che ha dichiarato bancarotta a causa del crollo delle vendite per la carenza di turisti. Un piano di risanamento è probabile, ma è sicuramente un segnale degli effetti del coronavirus anche sull’economia austriaca.
  • Concludo ricordandovi che oggi in Austria si festeggia San Nicolò. Se volete conoscere meglio la sua storia e come mai è così simile a Babbo Natale, vi rimando a questo articolo sul blog.

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Serve un piano

Ogni tanto il mondo gira il proprio sguardo verso la piccola Austria, e viene a vedere come vanno le cose. La settimana scorsa è stata uno di quei momenti: il ritorno del lockdown, l’obbligo vaccinale, temi che scaturiscono un certo interesse.

Molte trasmissioni televisive italiane hanno mandato in onda dei servizi (vi segnalo Piazza PulitaAgorà e Propaganda Live), tutti più o meno approfonditi.

Mi voglio qui soffermare solo su un aspetto, ovvero la manifestazione “novax” di due settimane fa a cui è stato dato un grande risalto. È sicuramente vero che erano presenti circa 40.000 persone, non poche per l’Austria.

Ma come mi piace sempre ricordare lo stesso giorno c’è stata anche un’altra manifestazione contro il coronavirus. Quella delle 70.000 persone che si sono messe in fila senza cartelli o urla per farsi vaccinare.

E in ognuno dei giorni seguenti sono state più di 100.000 le persone che hanno preso la prima, seconda o terza dose. È questa secondo me la maggioranza che protesta nel modo giusto contro il virus e contro le restrizioni a si dovrebbe dare più risalto.

Anche se questi numeri possono dare l’impressione di un cambiamento di rotta nella campagna vaccinale, sul totale hanno comunque ancora un basso effetto. A oggi infatti solo il 66,7% della popolazione in Austria è protetta grazie ai vaccini (in Italia è il 76,9%).

E quello che in molti iniziano a chiedersi è: qual è il piano del governo austriaco?

Sebbene infatti la curva dei nuovi casi stia lentamente scendendo (ma rimane ancora sopra i 10.000 giornalieri), sembra di rivivere gli errori di un anno fa, con la politica che procede a occhi chiusi, nella speranza che la situazione si risolva da sola.

Invece di dare degli obiettivi precisi (una percentuale di vaccinati, un numero di terapie intensive, un indice regionale), il governo ripete come un mantra che il 12 dicembre si potrà riaprire, indipendentemente dalle condizioni in cui sarà il Paese.

Se questo avvererà sarà comunque con molte eccezioni: il cancelliere Schallenberg in una intervista ha fatto intendere che la riapertura potrebbe essere infatti limitata ai soli negozi. E anche l’assessore alla salute di Vienna ha annunciato che nella capitale dopo il lockdown in molti ambiti verrà introdotto il 2G+, ovvero la necessità di mostrare un test negativo anche per i vaccinati e guariti.

Rimangono comunque solo annunci e un piano ufficiale ancora manca. Il rischio è che – esattamente come un anno fa – si riapra tutto per permettere gli acquisti di Natale e poi dal 26 dicembre si torni nuovamente in lockdown. Spero di sbagliarmi.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 148.603 (803 in meno rispetto a una settimana fa), di cui 3.217 (+294) ricoverati in ospedale e 620 (+93) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è Salisburgo (1.404), seguita da Carinzia (1.397), Alta Austria (1.351), Vorarlberg (1.281), Tirolo (1.228), Bassa Austria (900), Stiria (806), Burgenland (611) e Vienna (480). Il 66,7% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Le segnalazioni della settimana

  • Il questionario della nostra lista Com.It.At per conoscere quali sono gli interessi e i bisogni della comunità italiana è ancora online fino al 30 novembre. Per partecipare basta premere qui (ci vogliono 5 minuti in tutto).
  • Il 3 dicembre è anche l’ultimo giorno per far arrivare il plico elettorale per le elezioni Comites alla Cancelleria Consolare di Vienna, se non lo avete ancora fatto ricordatevi di spedirlo in tempo! Nella prossima newsletter dovrei anche essere in grado di darvi i primi risultati.
  • Il nostro Club di Lettura, dopo aver rimandato l’appuntamento di novembre a causa dell’improvviso aggravarsi della situazione riprende gli incontri a dicembre, anche se solo online. Il prossimo si svolgerà martedì 14 dicembre alle ore 18:00, e discuteremo di “A riveder le stelle” di Aldo Cazzullo. Per rimanere aggiornati potete iscrivervi qui all’apposita newsletter.
  • Ieri è iniziato il periodo di attesa del Natale, caratterizzato in Austria dalla corona dell’Avvento. Se volete conoscere meglio questa tradizione, vi rimando a questo articolo sul blog.
  • Concludo questa settimana facendo i complimenti a Danilo Campisi, ballerino da tanti anni residente a Vienna, che sabato insieme a Caroline Athanasiadis ha vinto l’edizione austriaca di Ballando con le Stelle (Dancing Stars). Potete seguirlo sulla sua pagina Facebook o Instagram.
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La storia si ripete

E così come molti già prevedevano, l’Austria entra oggi in un nuovo lockdown per tutta la popolazione. C’è da chiedersi perché sprecare ulteriori sette giorni, quando era già chiaro che escludere solamente i “non vaccinati” sarebbe stato insufficiente a fermare la diffusione del virus.

Purtroppo da quello che ho letto nei retroscena sono state necessarie forti pressioni per far cambiare opinione al governo, che fino all’ultimo voleva evitare la chiusura totale per non dover contraddire la narrazione tenuta finora, in particolare dal partito popolare (ÖVP), che già prima dell’estate aveva annunciato la “fine della pandemia per i vaccinati”.

Ma come ho già scritto in passato questa è ancora la pandemia di tutti. E la variante delta insieme a un tasso di vaccinazione tra i più bassi in Europa ha condotto l’Austria a essere il primo Paese a reintrodurre un lockdown, che nuovamente si poteva evitare.

Esattamente un anno fa avevo inviato una newsletter in cui scrivevo la stessa cosa. Quel lockdown (il secondo in Austria) era diventato necessario, ma si poteva evitare. Ecco un estratto:

Mi chiedo chi abbia sbagliato. Se i cittadini, che affollano i centri commerciali e non rispettano le regole, pensando che il coronavirus sia qualcosa che tocca solo gli altri. O il governo, che non è riuscito a far capire alle persone la portata di questa pandemia, ed è arrivato impreparato alla situazione attuale.

Quello che so è che da marzo non abbiamo imparato nulla. E ora chi deve pagare sono nuovamente i bambini che non potranno andare a scuola e le famiglie che devono nuovamente prendersi in carico di tutto. Sperando sempre che questo non sia il colpo di grazia per tantissime aziende e lavoratori.

Questo nuovo lockdown è diventato necessario, ma si poteva evitare. Sarebbe bastato che ognuno si prendesse le sue responsabilità, si comportasse da persona adulta, pensando non solo a se stessa, ma anche al prossimo. Molti cittadini lo hanno sicuramente fatto, ma tanti altri no. E questo governo non lo ha fatto, giocando invece sui proclami per sembrare forte nell’illusione che la situazione si risolvesse magicamente da sola

Nelle prossime settimane molto probabilmente il numero dei casi scenderà, e a dicembre ci daremo tutti delle grandi pacche sulle spalle dicendoci quanto siamo stati bravi. E poi? Avremo veramente imparato questa volta? O ricominceremo tutto da capo?

L’anno scorso il lockdown iniziò il 17 novembre, interrotto per alcune settimane a dicembre e ricominciò subito dopo Natale per poi durare fino a maggio. La storia si ripeterà anche questa volta?

Un breve commento anche sull’obbligo di vaccinazione, che il governo ha annunciato di voler introdurre da febbraio 2022. Anche qui l’Austria è il primo paese in Europa con questa misura, anche qui è un cambio di rotta totale rispetto alle scelte fatte finora (al contrario dell’Italia, in Austria nessun vaccino è obbligatorio). È sicuramente una misura molto drastica, ed è possibile che porti a una divisione ancora maggiore all’interno della popolazione. Ma è anche probabile che sia l’unico modo per porre veramente una parola fine alle restrizioni e alla pandemia. L’iter legislativo è comunque solo all’inizio, le discussioni non mancheranno sicuramente.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 149.444 (più 37.551 rispetto a una settimana fa), di cui 2.923 (+596) ricoverati in ospedale e 527 (+95) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è Salisburgo (1.843), seguita da Alta Austria (1.691), Vorarlberg (1.310), Carinzia (1.288), Tirolo (1.272), Bassa Austria (909), Stiria (747), Burgenland (731) e Vienna (643). Il 65,96% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Le regole del lockdown in vigore da oggi:

  • è reintrodotto il divieto di lasciare la propria abitazione sia di giorno che di notte. Fanno eccezione l’acquisto di beni di prima necessità, motivi di lavoro, passeggiate, motivi di salute o assoluta necessità.
  • negozi e attività commerciali dovranno rimanere chiusi, a eccezione di quelli di prima necessità (supermercati, farmacie, banche, uffici postali, etc.).
  • ristoranti e bar rimarranno chiusi, ma sarà possibile l’asporto.
  • i luoghi di cultura e di ritrovo rimarranno chiusi, tutti gli eventi in presenza sono annullati.
  • le scuole rimarranno aperte ma senza l’obbligo di frequenza.

La fine è prevista per il 12 dicembre, ma dovrebbe continuare per chi non è ancora vaccinato.

Per gli ultimi aggiornamenti sulle regole in vigore per chi desidera muoversi tra Italia e Austria consiglio di seguire gli aggiornamenti della pagina Focus Coronavirus sul sito web dell’Ambasciata.

Le segnalazioni della settimana

  • È attiva dalla settimana scorsa la nuova piattaforma Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente tramite la quale si potranno ottenere facilmente molti certificati anagrafici online, in maniera autonoma e gratuita, senza bisogno di recarsi a uno sportello. Per esempio il certificato di nascita, di residenza (anche AIRE) o lo stato di famiglia. Per accedere è necessario lo SPID o le credenziali della Carta d’Identità Elettronica.
  • È stato pubblicato il bando della quinta edizione del premio “Italian Bilateral Scientific Cooperation Award”, destinato a scienziati italiani che abbiano dato un contributo di rilevanza nel settore della scienza e della tecnologia. Il termine per presentare le domande è il 31 dicembre, il bando completo è presente sul sito web dell’Ambasciata.
  • La nostra lista Com.It.AT ha lanciato un questionario per sapere quali sono gli interessi e i bisogni della comunità italiana al fine di organizzare al meglio il nostro programma e iniziative. Per partecipare – non ci vogliono più di 5 minuti – basta premere qui: https://forms.gle/8FJBqcSZTxUw5TCy7. Tutte le informazioni saranno raccolte in forma anonima, il questionario rimarrà online fino al 30 novembre. Grazie!
  • Sempre a riguardo del Comites, se vi siete registrati per le elezioni ma non avete ancora ricevuto il plico elettorale potete contattare da oggi la Cancelleria Consolare di Vienna all’indirizzo vienna.elettorale@esteri.it per ottenere un duplicato.
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Lockdown

Credo di aver sbagliato la settimana scorsa a intitolare la newsletter “la pandemia dei non vaccinati”. In Austria, come anche nel resto del mondo, il coronavirus continua infatti a essere la pandemia di tutti noi.

Perché anche se chi non è vaccinato ha una maggiore possibilità di ammalarsi gravemente, le conseguenze della condizione in cui ci troviamo colpiscono tutti.

La situazione in Austria continua a essere drammatica. Questa settimana sono stati registrati ogni giorno più di 10.000 nuovi casi (in un paese di otto milioni di abitanti, meno della sola Lombardia).

Dopo che la settimana scorsa erano già state introdotte misure per ridurre i contatti delle persone non vaccinate, il governo ha deciso d’inasprire le misure con lockdown per non vaccinati.

Da oggi tutte le persone con più di 12 ani che hanno scelto di non vaccinarsi potranno infatti uscire di casa solo per motivi di assoluta necessità, come andare al lavoro o fare la spesa.

Le restrizioni – uniche in Europa – riguarderanno alcune milioni di persone, visto che il tasso di vaccinazioni rimane ancora tra i più bassi in Europa, circa il 65 percento.

L’idea del governo è di far crescere il più velocemente possibile con queste misure drastiche la percentuale di vaccinati, ma difficilmente sarà così.

Innanzitutto perché la fiducia della popolazione nelle decisioni del governo per quanto riguarda il coronavirus è ai minimi storici. La classe politica sembra allo sbando, con decisioni prese senza un progetto preciso, senza assumersi le proprie responsabilità ma anzi cercando ora di attribuire tutte le colpe su chi non si è vaccinato, il che difficilmente li invoglierà a vaccinarsi.

E il secondo motivo è semplicemente numerico. Da quando sono state annunciate le restrizioni il numero di prime vaccinazioni è aumentato a circa 10.000 al giorno. Ma dai calcoli degli esperti mancano ancora almeno 1.5 milioni di persone e a questo ritmo ci vorrebbero mesi prima di raggiungere l’effetto sperato.

L’impressione che hanno molti – me compreso – è che un nuovo lockdown generale per far scendere la curva sarà presto necessario, forse già lunedì prossimo. La domanda è ancora una volta se avremo finalmente imparato la lezione, o se fra qualche mese saremo di nuovo da capo.

Vienna nel frattempo continua a seguire una propria via (che al momento gli stanno dando ragione visto il basso numero di casi) introducendo l’obbligo anche per i vaccinati e guariti di presentare un test negativo per accedere ad attività del tempo libero (cinema, teatro, locali notturni) e agli eventi con più di 25 persone, come anche l’uso delle mascherine in bar e ristoranti se non si è al tavolo.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 111.893 (più 39.347 rispetto a una settimana fa), di cui 2.327 (+424) ricoverati in ospedale e 433 (+68) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è l’Alta Austria (1.328), seguita da Salisburgo (1.271), Carinzia (916), Vorarlberg (864), Bassa Austria (863), Tirolo (844), Stiria (671), Burgenland (612) e Vienna (468). Il 65,22% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Le segnalazioni della settimana

  • È stata presentata la settimana scorsa la ventesima edizione dell’iniziativa Eine Stadt. Ein Buch tramite la quale il comune di Vienna incentiva alla lettura regalando 100.000 copie di un romanzo. La scelta quest’anno è caduta su “Un’eredità di avorio e ambra” di Edmund de Waal. Chiunque può richiedere una copia (il testo è in tedesco) presso le biblioteche comunali e nelle librerie che partecipano all’iniziativa.
  • Dal 2 novembre è di nuovo attivo il Wiener Reparaturbon. Per chi non lo conosce si tratta di un bonus del comune di Vienna per incentivare a riparare invece di buttare tutti quegli oggetti che non funziona più. La sovvenzione è del 50% del costo di riparazione, per un massimo di 100€, e si può utilizzare per elettrodomestici, biciclette, scarpe, vestiti, orologi e molto altro ancora.
  • Nei prossimi giorni arriveranno a tutti coloro che si sono registrati i plichi elettorali per le elezioni Comites. Per votare basterà mettere un segno sul simbolo della nostra lista Com.It.At e scegliere fino a quattro preferenze tra i candidati. Vi ricordo che il plico dovrà arrivare al Consolato entro il 3 dicembre, quindi è importante rispedirlo appena possibile.
  • Concludo questa settimana con un articolo dal blog riguardo agli enti e sovvenzioni per corsi di formazione e aggiornamento a Vienna. In un mondo del lavoro in continua evoluzione seguire un corso di formazione o aggiornamento è sempre utile per migliorare la propria posizione lavorativa.

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La pandemia dei non vaccinati

Quasi 10.000 nuovi casi al giorno. Le terapie intensive che si riempiono. La prospettiva di un nuovo lockdown. Pensavo che non avrei dovuto più scrivere una frase del genere, e invece – dopo quasi due anni dall’inizio della pandemia – il coronavirus ha di nuovo l’Austria in pugno.

Come molti esperti già avvertivano da mesi, il basso tasso di vaccinazione nella popolazione, fermo al 66,8%, avrebbe portato a una nuova ondata. La variante delta sta facendo aumentare il numero di casi a una velocità mai vista prima. Mentre in Italia l’indice di contagio sui sette giorni è 57,5, la media austriaca è schizzata a 592,3.

E come mostrano le statistiche la maggior di coloro che si ammalano gravemente sono proprio i non vaccinati. Il governo austriaco ha quindi deciso l’introduzione immediata di nuove restrizioni, che entreranno in vigore da oggi per tutto il paese:

  • sarà permesso solo a vaccinati o guariti (regola-2G) l’ingresso in bar, ristoranti, alberghi, parrucchieri e agli eventi con più di 25 persone.
  • chi ha ricevuto una sola dose di vaccino avrà tempo quattro settimane per ricevere anche la seconda, in questo arco di tempo potrà accedere alle strutture indicate sopra presentando un test molecolare (PCR).
  • sul posto di lavoro rimane in vigore la regola 3-G, verranno quindi anche accettati i test (solo molecolari) per accedere.
  • viene reintrodotto l’obbligo d’indossare una mascherina FFP2 nei negozi, biblioteche e musei.

Sono misure credo tra le più restrittive in Europa per quanto riguarda le limitazioni per chi non è ancora vaccinato. Ma sembra che già solo l’annuncio abbia fatto un primo effetto. Nel fine settimana si sono infatti formate lunghe code presso tutti i centri vaccinali del Paese.

Si potrebbe dire “ben gli sta” ai non vaccinati, ma incolpare i cittadini di questa situazione secondo me non è giusto. Anche in Austria ci sono i “novax”, ma sono comunque una piccola parte della popolazione.

Il motivo per cui siamo di nuovo in questa situazione è purtroppo da cercare nella classe politica di questo paese. Il governo e in particolare l’ex cancelliere Sebastian Kurz ha gestito la pandemia fin dall’inizio come un patriarca: ferreo quando la situazione diventava drammatica e benevolo durante l’estate quando diventa comodo per raccogliere voti.

Invece di creare un senso di comunità, di fare un vero sforzo comune per uscire dalla pandemia, si è cercato soluzioni facili sostenute solo dai sondaggi. La campagna vaccinale è stata quindi debole, con poche informazioni. Già ad aprile il messaggio era stato che la pandemia fosse già finita, invece di cercare di spingere per le vaccinazioni.

Ma anche il modello federalista austriaco, che lascia grandissimi poteri decisionali alle regioni è stato una causa del fallimento. I governatori hanno applicato misure a piacimento, senza considerare la situazione nazionale, spesso solo per gestire i propri interessi. Ma in un paese così piccolo come l’Austria questo non può funzionare, e si vede ora nella differenza di vaccinati tra le varie regioni e quindi anche nel numero di casi.

Questa settimana i casi continueranno sicuramente a salire, vedremo presto se le misure ora in vigore saranno sufficienti o se lo scenario di un lockdown (alcuni dicono solo per alcune regioni) potrebbe diventare reale.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 72.546, di cui 1.903 ricoverati in ospedale e 365 in terapia intensiva. Le regioni con l’indice più alto di casi sono Salisburgo (913!), Alta Austria (906!) e Bassa Austria (641). Vienna è attualmente la più virtuosa, con un indice di “solo” 371. Il 66,8% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Le segnalazioni della settimana

  • Martedì 9 novembre alle ore 18:00 si svolgerà il prossimo incontro del Club di Lettura con la discussione di “La piccola Parigi”, di Massimiliano Alberti. L’autore – che vive a Vienna – avrà il piacere di essere presente durante la serata, e potremo discutere direttamente con lui del testo e della sua attività letteraria. Per l’ingresso saranno valide le norme vigenti anti-covid.
  • Sempre martedì 9 novembre alle ore 10 la Fondazione Migrantes presenterà il Rapporto Italiani nel Mondo 2021, per il quale anche io ho scritto un contributo sulla comunità italiana a Vienna e come questa ha vissuto la pandemia. Si potrà seguire la presentazione in diretta streaming tramite il canale Youtube della CEI.
  • L’11 Novembre in tutta l’Austria si celebra la festa di San Martino – una tradizione dell’Europa centrale in cui viene ricordato il Santo, vescovo di Tours. La festa è caratterizzata in particolare dall’usanza di una cena a base di oca ma anche da molte altre tradizioni per adulti e bambini. Per chi vuole saperne di più trovare un approfondimento sul blog.
  • Infine un breve aggiornamento riguardo al Comites: in base alle informazioni forniteci dal Consolato sono state quasi 500 le persone che si sono registrate per votare. Un grazie a tutti voi! I plichi elettorali arriveranno nelle prossime settimane. Nel frattempo stiamo continuando a lavorare “dietro le quinte” alle prime iniziative, vi informerò sicuramente nelle prossime settimane.

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