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Due anni di pandemia

“Positiv getestet: Zwei Corona-Infizierte in Tirol”: il 25 febbraio 2020 il quotidiano Kronen Zeitung annunciava così la scoperta dei primi casi di coronavirus in Austria, due italiani residenti a Innsbruck che pochi giorni prima erano stati a Bergamo.

Sono trascorsi due anni, e il virus è diventato ormai parte delle nostre vite. I vaccini ci stanno lentamente aiutando a uscirne, ma come vediamo dalla variante omicron, ogni giorno le cose possono cambiare. Alcuni l’anno già definita come una terza guerra mondiale, che il mondo intero combatte contro un nemico invisibile.

Per rendersi conto di quanto il coronavirus abbia colpito ognuno di noi non credo ci sia migliore indicatore dei numeri. Vi riporto alcuni dei più importanti relativi a questi due anni in Austria:

  • fino ad oggi i casi positivi sono stati 1.585.883, il 17,8% della popolazione.
  • più di 300.000 persone hanno avuto bisogno di un ricovero in ospedale.
  • più di 40.000 sono state in terapia intensiva.
  • i decessi legati al coronavirus sono stati 13.991.
  • dall’inizio della pandemia sono stati svolti più di 133.564.965 test.
  • le persone che si sono vaccinate almeno una volta sono 6.721.087 (il 75,24% della popolazione).
  • lo Stato ha investito direttamente oltre 41 miliardi di euro in misure per aiutare lavoratori e aziende (e si stimano oltre 100 miliardi in perdita economica).
  • sono stati necessari finora 4 lockdown, per un totale di 131 giorni di chiusura.
  • secondo le stime più di 100.000 persone potrebbero soffrire in futuro di sintomi da “long covid”.

Fonti: OrfAgesGesundheitsministeriumFinanzministerium.

Sono numeri che messi insieme penso rendano più chiara la dimensione di quello che stiamo vivendo (e solo per quanto riguarda l’Austria).

Ma tutti questi numeri sono condannati a salire: la variante omicron continua infatti a tenere sotto scacco il Paese. La settimana scorsa sono stati superati i 25.000 casi giornalieri, anche se si presume che siano molti di più a causa di problemi di rilevamento in molte regioni.

La situazione negli ospedali rimane al momento relativamente tranquilla, con meno di 200 persone in terapia intensiva, anche se come ormai sappiamo, ci vogliono alcune settimane prima che l’aumento dei casi corrisponda a un aumento dei ricoveri.

Il governo austriaco rimane comunque al momento fermo sulle proprie decisioni e non sono previste nuove restrizioni o chiusure. La legge per l’obbligo vaccinale è stata approvata dal parlamento ed entrerà in vigore come già scritto dal 1 febbraio.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 208.238, di cui 869 ricoverati in ospedale e 193 in terapia intensiva. Le regioni con l’incidenza dei contagi più alta sono Tirolo (2.576), Salisburgo (2.562) e Vienna (2.086). Il 72,13% della popolazione risulta protetta da un vaccino.

(Per rimane aggiornati sulle misure in vigore, sia in Italia che in Austria, vi consiglio come sempre la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata di Vienna)

Come richiedere lo SPID per chi vive all’estero

Dopo tanto tempo ho pubblicato un articolo “classico” sul blog, sul tema dello SPID. Per chi non lo conosce, si tratta di un sistema d’identificazione che permette l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione italiana.

Ottenerlo in Italia è semplice, basta recarsi a uno degli sportelli abilitati, mentre per chi risiede all’estero la procedura deve essere fatta online e richiedere qualche passaggio in più.

Poiché presto diventerà necessario per accedere ai servizi consolari online (il portale Fast-IT), è sicuramente importante iniziare ad informarsi su come ottenerlo. La guida completa la trovate sul blog.

Aggiornamenti della settimana

  • Lentamente stiamo iniziando a organizzare le attività del Comites Austria. Abbiamo avuto una riunione interna per decidere i prossimi passi (anche in base alla situazione coronavirus in Austria), stiamo finalizzando il regolamento interno come anche la creazione dell’associazione con cui potremo operare in Austria. Piccoli passi che ci porteranno presto alla realizzazione dei progetti e degli obiettivi che ci siano prefissati.
  • Vi segnalo una pagina del blog forse poco conosciuta: si tratta di una raccolta bibliografica sulla Vienna italiana, dove nel corso degli anni ho inserito testi attuali e storici che raccontano e analizzano la storia della comunità italiana nella capitale austriaca. Se siete a conoscenza di altri libri o articoli scrivetemi, li aggiungerò volentieri.
  • Una correzione della scorsa newsletter. Come mi è stato fatto notare da alcuni di voi (grazie di essere così attenti), il link che doveva portare al tool per calcolare lo stipendio netto in Austria non funzionava. Ecco qui quello corretto: bruttonetto.arbeiterkammer.at

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  • mandandomi consigli, idee e segnalazioni, basta rispondere a questo messaggio.

A lunedì prossimo!

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004. Da più di dieci anni racconto tramite QuiVienna questa città e tutto quello che succede in Austria, con un occhio di riguardo per la comunità italiana.

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