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Arriva l’obbligo vaccinale

Dopo settimane di discussioni, tra politici, esperti (e anche persone comuni) a favore e contrari, è stata presentata ieri il testo definitivo della legge che introdurrà l’obbligo di vaccinazione contro il coronavirus in Austria.

L’Austria era stato uno dei primi paesi al mondo ad annunciare a novembre dello scorso anno questa misura, introdotta per contrastare il basso tasso di vaccinazione nel paese.

Anche se la variante omicron ha sicuramente modificato ancora le carte in tavolo, il governo guidato ora da Karl Nehammer ha deciso di continuare sulla stessa linea adottata, anche se la legge sarà molto più blanda rispetto agli annunci iniziali.

L’obbligo entrerà infatti in vigore come previsto dal 1 febbraio ma l’applicazione sarà decisamente permissiva. I controlli avverranno solo campione e chi non potrà dimostrare di essere vaccinato riceverà una multa di 600,- euro. Questa potrà essere annullata vaccinandosi nelle due settimane successive al controllo.

Verranno comunque inviati degli avvisi a coloro che risultano non (o parzialmente) vaccinati e solo in un secondo momento, se assolutamente necessario, verranno mandati inviti per un appuntamento di vaccinazioni che se non rispettati si trasformeranno in una multa.

Insomma un po’ una classica “soluzione austriaca”, una via di mezzo per accontentare tutti ma senza prendere una posizione netta, lasciando molto spazio alla responsabilità individuale.

Il governo ha forse in questo modo cercato di salvare la faccia ma senza esasperare i toni. In Austria un obbligo vaccinale è infatti un qualcosa di assolutamente nuovo, non essendo previsto per nessuna malattia.

Al momento il numero di persone vaccinate in Austria rimane comunque basso, il 71,6% della popolazione (in Italia è l’83,5%], se l’obbligo vaccinale farà aumentare questa quota rimane ancora incerto.

(Per rimane aggiornati sulle misure in vigore, sia in Italia che in Austria, vi consiglio come sempre la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata di Vienna)

Lavorare in Austria, qualche consiglio

Siccome girando sui vari social network vedo sempre molte domande tra chi si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro austriaco, vi lascio qui qualche informazione di base, per voi o da girare ai vostri conoscenti:

  • innanzitutto quando si parla di stipendio in Austria la retribuzione è sempre da considerare lorda. Se la cifra è su base annuale è inoltre da suddividere in 14 mensilità (qui si può calcolare il netto)
  • sempre a proposito di retribuzione, quella minima deve essere per legge indicata in tutte le offerte di lavoro, quindi non al colloquio o dopo un periodo di prova.
  • quasi ogni settore lavorativo è regolamentato tramite contratti collettivi (Kollektivvetrag) tra le parti sociali, all’interno dei quali sono indicati diritti e doveri dei lavoratori, tra cui orario massimo, stipendi, ferie, ecc. (qui trovate quelli per ogni categoria)
  • per qualunque problema col datore di lavoro, l’ente a cui fare sempre riferimento per avere aiuto è la camera dei lavoratori (Arbeiterkammer). Fornisce consulenza gratuita su qualunque questione legata al lavoro, dal contratto, all’orario fino allo stipendio, mettendo a disposizione anche un supporto legale in caso di necessità.

Se volete saperne di più, tantissime informazioni sono sempre disponibili negli articoli pubblicati sul blog nel corso degli anni. E per qualunque domanda scrivetemi – basta rispondere a questa newsletter – come sempre cercherò di darvi qualche consiglio.

Le segnalazioni della settimana

  • Anche nel 2022 tornano i Lotterien Tagen, una iniziativa tramite la quale si può entrare al museo (quasi) gratis. Acquistando uno dei prodotti delle lotterie austriache (come un gratta e vinci – Rubbellos – da 2 Euro), si potrà infatti entrate in vari musei senza costi aggiuntivi. La prossima occasione sarà il 21 gennaio con il Museo di Storia Naturale, le date e i musei che aderiscono li trovate sul sito web ufficiale.
  • Il ritiro dalla politica di Sebastian Kurz è stato sicuramente l’avvenimento più importante in Austria nel 2021. Il canale pubblico ORF 3 ha realizzato un ottimo documentario sulla sua carriera, dagli inizi nel partito giovanile fino agli scandali degli ultimi mesi. In meno di un ora riassume perfettamente l’ascesa e la caduta del Wunderkind della politica austriaca.
  • Anche se la situazione legata al coronavirus rimane alquanto incerta, a Vienna questa settimana aprirà comunque il Wiener Eistraum, la pista di pattinaggio sul ghiaccio amata da grandi e piccoli davanti al municipio (naturalmente con accesso solo per vaccinati e guariti).
  • Infine una curiosità che ho scoperto da poco: il disegnatore delle prime banconote dell’Euro è un viennese, Roberto Kalina, dipendente della banca centrale austriaca. Le sue proposte, che teniamo ora ogni giorno tra le mani, vennero scelte da una giuria nel 1996 tra più di 40 candidati.

E anche per questa settimana è tutto, se ti piace questa newsletter puoi sostenerla in vari modi:

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  • inoltrandola ai tuoi contatti e chiedendogli d’iscriversi.
  • mandandomi consigli, idee e segnalazioni, basta rispondere a questo messaggio.

A lunedì prossimo!

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004. Da più di dieci anni racconto tramite QuiVienna questa città e tutto quello che succede in Austria, con un occhio di riguardo per la comunità italiana.

1 Commento

  1. Carlos ha detto:

    Scrivo di nuovo in questa nuova era pandemica, in cui le cose sono cambiate parecchio. I provvedimenti presi per far fronte ai contagi stanno influendo molto sulla vita sociale e lavorativa in buona parte del mondo. L’Austria, con la decisione di Schallenberg sinceramente mi ha spiazzato, anche se poi alla fine la cosa sarà meno drastica che da noi e soprattutto più chiara. Ho la fortuna (in rapporto all’Austria) di vivere in provincia di Udine, per cui dopo diverse esperienze e considerando l’età non più giovane e i figli già grandi, ho deciso di non trasferirmi ma di fare il pendolare stagionale negli alberghi della Carinzia, reparto bar-ristorazione (ogni 15 giorni riesco a rientrare), fino forse alla pensione.
    Adesso però non è così semplice: c’è stato il lockdown, le prenotazioni sono calate e attualmente sia per salire che per ritornare è richiesto un PCR test che costa minimo 60 Euro e che però qualche datore di lavoro offre gratuitamente ma solo per ragioni lavorative. E incombe sempre la possibilità di finire in quarantena.
    Ho buone ragioni per ritenere che questa situazione sanitaria si esaurirà entro l’estate e consiglio l’Austria a chi sta cercando di fuggire dall’Italia e sia giovane e/o con figli piccoli, in modo da prospettargli un futuro migliore.
    Da Italiani (specie se non del nord) non aspettatevi l’Eldorado, perchè vi mancherà il mare, il clima è rigido e i rapporti impersonali molto riservati. Io parlo naturalmente per Carinzia e Tirolo, ma anche Vienna dai commenti che ho visto non mi sembra il Brasile. Chi viene su lo fa essenzialmente per ragioni economiche e di qualità dei servizi offerti.
    Anche se siete interpreti di lingua tedesca non capirete un tubo quando parlano tra di loro perchè dappertutto il dialetto la fa da padrone. Essere dipendenti qui è buono (dipende poi dai settori) e per quanto mi riguarda abbastanza regolamentato, ma se aprite un’attività vostra cercate di rimanere sulla tipica offerta italiana (gelateria, pizzeria, prodotti esclusivi, musica doc) e di non pestare i piedi agli Austriaci, se no vi boicottano.
    Spero di sentire altre esperienze rispetto a quello che ho scritto e saluto tutti cordialmente.

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