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Lockdown

Credo di aver sbagliato la settimana scorsa a intitolare la newsletter “la pandemia dei non vaccinati”. In Austria, come anche nel resto del mondo, il coronavirus continua infatti a essere la pandemia di tutti noi.

Perché anche se chi non è vaccinato ha una maggiore possibilità di ammalarsi gravemente, le conseguenze della condizione in cui ci troviamo colpiscono tutti.

La situazione in Austria continua a essere drammatica. Questa settimana sono stati registrati ogni giorno più di 10.000 nuovi casi (in un paese di otto milioni di abitanti, meno della sola Lombardia).

Dopo che la settimana scorsa erano già state introdotte misure per ridurre i contatti delle persone non vaccinate, il governo ha deciso d’inasprire le misure con lockdown per non vaccinati.

Da oggi tutte le persone con più di 12 ani che hanno scelto di non vaccinarsi potranno infatti uscire di casa solo per motivi di assoluta necessità, come andare al lavoro o fare la spesa.

Le restrizioni – uniche in Europa – riguarderanno alcune milioni di persone, visto che il tasso di vaccinazioni rimane ancora tra i più bassi in Europa, circa il 65 percento.

L’idea del governo è di far crescere il più velocemente possibile con queste misure drastiche la percentuale di vaccinati, ma difficilmente sarà così.

Innanzitutto perché la fiducia della popolazione nelle decisioni del governo per quanto riguarda il coronavirus è ai minimi storici. La classe politica sembra allo sbando, con decisioni prese senza un progetto preciso, senza assumersi le proprie responsabilità ma anzi cercando ora di attribuire tutte le colpe su chi non si è vaccinato, il che difficilmente li invoglierà a vaccinarsi.

E il secondo motivo è semplicemente numerico. Da quando sono state annunciate le restrizioni il numero di prime vaccinazioni è aumentato a circa 10.000 al giorno. Ma dai calcoli degli esperti mancano ancora almeno 1.5 milioni di persone e a questo ritmo ci vorrebbero mesi prima di raggiungere l’effetto sperato.

L’impressione che hanno molti – me compreso – è che un nuovo lockdown generale per far scendere la curva sarà presto necessario, forse già lunedì prossimo. La domanda è ancora una volta se avremo finalmente imparato la lezione, o se fra qualche mese saremo di nuovo da capo.

Vienna nel frattempo continua a seguire una propria via (che al momento gli stanno dando ragione visto il basso numero di casi) introducendo l’obbligo anche per i vaccinati e guariti di presentare un test negativo per accedere ad attività del tempo libero (cinema, teatro, locali notturni) e agli eventi con più di 25 persone, come anche l’uso delle mascherine in bar e ristoranti se non si è al tavolo.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 111.893 (più 39.347 rispetto a una settimana fa), di cui 2.327 (+424) ricoverati in ospedale e 433 (+68) in terapia intensiva. La regione con l’incidenza dei contagi più alta è l’Alta Austria (1.328), seguita da Salisburgo (1.271), Carinzia (916), Vorarlberg (864), Bassa Austria (863), Tirolo (844), Stiria (671), Burgenland (612) e Vienna (468). Il 65,22% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Le segnalazioni della settimana

  • È stata presentata la settimana scorsa la ventesima edizione dell’iniziativa Eine Stadt. Ein Buch tramite la quale il comune di Vienna incentiva alla lettura regalando 100.000 copie di un romanzo. La scelta quest’anno è caduta su “Un’eredità di avorio e ambra” di Edmund de Waal. Chiunque può richiedere una copia (il testo è in tedesco) presso le biblioteche comunali e nelle librerie che partecipano all’iniziativa.
  • Dal 2 novembre è di nuovo attivo il Wiener Reparaturbon. Per chi non lo conosce si tratta di un bonus del comune di Vienna per incentivare a riparare invece di buttare tutti quegli oggetti che non funziona più. La sovvenzione è del 50% del costo di riparazione, per un massimo di 100€, e si può utilizzare per elettrodomestici, biciclette, scarpe, vestiti, orologi e molto altro ancora.
  • Nei prossimi giorni arriveranno a tutti coloro che si sono registrati i plichi elettorali per le elezioni Comites. Per votare basterà mettere un segno sul simbolo della nostra lista Com.It.At e scegliere fino a quattro preferenze tra i candidati. Vi ricordo che il plico dovrà arrivare al Consolato entro il 3 dicembre, quindi è importante rispedirlo appena possibile.
  • Concludo questa settimana con un articolo dal blog riguardo agli enti e sovvenzioni per corsi di formazione e aggiornamento a Vienna. In un mondo del lavoro in continua evoluzione seguire un corso di formazione o aggiornamento è sempre utile per migliorare la propria posizione lavorativa.

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A lunedì prossimo!

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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