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I am from Austria

Quando può una persona dire di essere italiana (o austriaca)? Quando è nata da un genitore italiano? O perché è nata in Italia? E se vive per 10, 20 o 30 anni in Italia (o in Austria), allora è più italiana o austriaca?

Non c’è un risposta univoca a questa domanda, e ci vorrebbe un libro, non una newsletter, per analizzare tutti gli aspetti.

Ma è una questione a cui nel nostro mondo globalizzato, dove è ormai normale per le persone vivere in un altro Paese rispetto a quello dove si è nati, e dove sempre più figli nascono da genitori di nazioni diverse (e poi magari crescono in un altro Paese ancora) diventa sempre più importante trovare una risposta.

In Austria la settimana scorsa si è riacceso il dibattito a riguardo per una proposta fatta dal partito socialdemocratico (SPÖ) di semplificare la normativa per la concessione della cittadinanza. Attualmente per “diventare austriaci” la legge ha dei criteri molto stringenti:

  • vengono richiesti 10 anni di residenza in Austria, che sono ridotti a 6 solo per i cittadini dell’Unione Europea, per chi può dimostrare un livello B2 di tedesco o per chi è nato in Austria.
  • si deve dimostrare di aver avuto un reddito minimo negli ultimi 3 anni (almeno 1.000 euro al mese) senza aiuti sociali.
  • si deve avere una buona conoscenza del tedesco e superare anche un test sull’Austria e la sua storia.
  • si deve rinunciare alla propria cittadinanza originale
  • e infine si ha un costo per tutta la procedura tra i 1.100 e 1.500 Euro.

L’idea del partito socialdemocratico è di semplificare queste regole, in particolare rendendo per tutti a 6 anni il tempo di attesa per effettuare la richiesta, riducendone il costo e semplificando le prerogative. Ma la richiesta più interessante che è stata fatta è quella di dare a chiunque sia nato in Austria la cittadinanza se un genitore si trova legalmente nel Paese da almeno 5 anni, muovendo quindi la legislazione verso lo “ius solis”.

Queste proposte hanno toccato un nervo scoperto, e infatti le discussioni sui giornali sono andate avanti per vari giorni. In Austria il numero di persone straniere – residenti anche da molti anni – è in continua crescita. A Vienna in particolare questa situazione è sentita da molti, dove si calcola che il 30 percento dei residenti non ha diritto di voto. E non stiamo parlando solo d’immigrati: sono infatti ben 45.000 i giovani nati in Austria che ogni anno raggiungono l’età per poter votare, ma che non lo potranno fare perché nati da genitori stranieri.

Sono numeri importanti, che vi fanno capire come una grande fetta della popolazione sia esclusa dal processo democratico e da scelte che influenzano anche le loro vite.

Mentre il partito dei verdi e dei NEOS hanno accolto in maniera positiva queste proposte, il partito popolare (ÖVP) del cancelliere Kurz come anche il partito della libertà (FPÖ) si sono opposti fermamente. Le motivazioni sono state di natura prettamente morale (“la cittadinanza è un bene superiore e non va dato a chiunque”), ma la vera questione, come hanno fatto notare in molti, è come spesso succede in politica legata ai voti.

In base alle proiezioni i voti di questi potenziali nuovi cittadini andrebbe infatti per la maggior parte ad avvantaggiare i socialdemocratici e i verdi. Pochissimi voterebbero il partito popolare o la destra, ed ecco quindi spiegata questa forte contrarietà, che non si è mostrata in altre situazioni. Se vi ricordate infatti due anni fa il partito popolare era intenzionato a dare una doppia cittadinanza ai madrelingua tedesca dell’Alto Adige (poi non se ne fece nulla per la caduta del governo) e nessuno si pose dei “problemi morali”. Probabilmente i calcoli fatti a quel tempo mostravano che avrebbe portato un maggiore vantaggio verso altri partiti.

La proposta dei socialdemocratici rimane comunque solo un’idea, essendo il partito attualmente all’opposizione. Ma è un tema sui cui la politica austriaca dovrà prima o poi confrontarsi in maniera seria per trovare una risposta alla crescente richiesta di rappresentanza delle persone straniere che vivono in Austria.

Il titolo di questa newsletter è una canzone del cantautore Rainhard Fendrich, inno “inufficiale” austriaco e amata da tutti coloro che si sentono austriaci, indipendentemente dalla propria cittadinanza.

Aggiornamenti Coronavirus

Il governo ha comunicato la scorsa settimana che dal 1 luglio ci sarà un nuovo allentamento delle misure in vigore:

  • Non sarà più obbligatorio indossare una mascherina in tutti i luoghi dove l’ingresso è già controllato tramite la regola 3-G: ristorazione, turismo, attività culturali e del tempo libero, scuola ed eventi.
  • Nei mezzi pubblici come anche nei negozi e nei musei non sarà più obbligatoria la mascherina FFP2 ma sarà sufficiente quella di stoffa o usa e getta.
  • Discoteche e club potranno riaprire, senza limitazioni di orario. Anche le feste private (come i matrimoni) si potranno nuovamente svolgere senza limitazioni.
  • Anche i grandi eventi saranno permessi senza limitazione, solamente la regola 3-G verrà applicata all’ingresso.

Anche se al momento i numeri dei contagi sono in costante diminuzione, come nel resto dell’Europa preoccupa la variante delta (“indiana”). In Austria sono già presenti alcuni casi e si pensa che dopo l’estate potrebbe portare a una nuova ondata se le vaccinazioni non avranno portato a una copertura sufficiente.

Attualmente i casi attivi in tutta l’Austria sono 2.771 (di cui 1.127 a Vienna), con 251 persone ricoverate in ospedale. Il 56,4% della popolazione ha ricevuto almeno una prima dose di vaccino.

Nuovo ristorante italiano a Vienna

Quasi ogni settimana apre una nuova attività italiana a Vienna (e fa sicuramente piacere). Questa volta vi segnalo Cibaria Italiana, un nuovo ristorante nel 2. distretto, con specialità della cucina genovese e bolognese, tutte preparate con pasta fresca. Appena possibile ci saranno anche eventi di arte, musica e spettacolo, promette bene!

Musei e parchi archeologici gratis per iscritti AIRE

Mi è stato segnalato un decreto ministeriale in base al quale per tutti gli iscritti AIRE è previsto in Italia l’ingresso gratuito nei musei, parchi archeologici e luoghi della cultura gestiti dallo Stato per gli anni 2021, 2022 e 2023. Per ottenere lo sconto è necessario esibire un documento che attesti l’iscrizione all’AIRE. Un eventuale certificato si può richiedere al comune d’iscrizione (il consolato non può rilasciarlo) oppure tramite il portale Fast It. Non ho trovato purtroppo molte altre informazioni a riguardo, né sul sito web del ministero né su quello di alcuni musei che ho consultato, vi aggiornerò non appena ci saranno novità.

Parcheggi a pagamento per tutta Vienna

Qualche settimana fa scrivevo della tendenza a Vienna a disincentivare l’uso delle automobili, ed ecco una notizia che conferma questa idea. È stato infatti comunicato che dal 1 marzo 2022 i parcheggi in strada a pagamento verranno estesi a tutta la città, anche nei quartieri più periferici. Da questa data si potrà sostare con la propria macchina dalle 9 alle 22 (dal lunedì al venerdì) solamente pagando 2,20 euro/ora oppure con un abbonamento annuale (120 Euro), valido però solo per un distretto.

Alcune idee per rinfrescarsi a Vienna

Mentre una volta l’Austria era considerato un Paese dal clima mite e temperato ora i giorni con temperature da record stanno diventando ogni anno sempre più la normalità. Sarà colpa di questo fantomatico riscaldamento globale? Lo dovremmo chiedere a un meteorologo o forse a qualche presidente che pensa di aver capito tutto, ma a me, come immagino a tanti di voi, la cosa che al momento interessa di più è dove trovare un po’ di refrigerio fino all’arrivo dell’autunno (o delle ferie). Vi rimando quindi a un articolo sul blog con alcune idee per rinfrescarsi con un bel bagno!

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A lunedì prossimo!

Paolo

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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