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Toro Rosso

Se nei primi anni ’80 un signore sulla quarantina vi avesse offerto una bevanda dolciastra inventata in Asia dicendovi che “mette le ali”, la maggior parte di voi lo avrebbe probabilmente preso per matto.

E invece la fortuna e la genialità a volte si incontrano nella persona giusta, portandola al successo. Quel signore infatti non è altro che Dietrich “Didi” Mateschitz, che grazie alla bevanda Red Bull è diventato famoso in tutto il mondo e la persona più ricca d’Austria.

Mateschitz nasce in un piccolo paese della Stiria nel 1944 e la sua carriera è inizialmente come quella di molti. Studia all’università di economia di Vienna e lavora poi vari anni presso alcune multinazionali, dove si specializza in particolare nel marketing.

Durante un viaggio di lavoro in Asia prova Krating Daeng (letteralmente “toro rosso”), una bevanda thailandese a base di taurina e caffeina. Mateschitz vede in quel prodotto un grande potenziale e riesce a mettersi in società con il produttore fondando la società Red Bull (di cui ancora oggi detiene solo il 49%) per esportarlo in Europa.

La bevanda viene introdotta sul mercato austriaco nel 1987, anche se inizialmente con poco successo, sia per il gusto molto particolare che per le critiche legate agli effetti sulla salute di un prodotto di questo tipo.

Ma Mateschitz non si scoraggia, e anzi grazie alle sue idee riesce a creare un mercato mondiale per un prodotto che nessuno aveva chiesto, quello delle bevande energetiche. Fin dall’inizio punta tutto sulla sua specialità, il marketing, tramite campagne innovative e cercando di legare il marchio Red Bull allo sport, in particolare quello più adrenalinico ed estremo.

L’evento più spettacolare che ha sovvenzionato è stato sicuramente il lancio in caduta libera di Felix Baumgartner da 39 chilometri d’altezza. L’evento è costato più di 50 milioni di euro, ma il ritorno pubblicitario e di visibilità è stato valutato in oltre 1 miliardo, senza praticamente dover mostrare nemmeno il prodotto.

Il patrimonio di Mateschitz è stimato a oltre 20 miliardi di Euro. Ma anche se Red Bull è diventato un marchio globale, l’azienda ha comunque sempre mantenuto le sue radici in Austria. La sede principale è ancora oggi a Fuschl am See, un paesino di 1.500 vicino a Salisburgo, situata in un edificio che non presenta né loghi né scritte.

Lo stesso Mateschitz non ha mai amato avere i riflettori puntati su se stesso, preferendo che fossero rivolti verso il suo marchio. Anche quando sembra intenzionato a influenzare l’opinione pubblica austriaca con le sue idee, lo fa infatti sempre in maniera indiretta.

L’esempio più recente è legato a Servus TV, l’emittente privata austriaca in suo possesso. Attiva dal 2009, ha sempre avuto una programmazione legata a una visione molto tradizionale dell’Austria, con tendenze anche populiste. Dall’arrivo del coronavirus si è però spostata sull’appoggiare le tesi novax più disparate, facendo diventare il canale un punto di riferimento di questa area.

Anche se Mateschitz non si è mai esposto pubblicamente su questi temi (e risulta anche che sia vaccinato), sembra che difficilmente senza la sua approvazione si sarebbe scelta questa linea editoriale.

Mateschitz ha oggi 78 anni, ma continua ancora a gestire l’azienda di persona come il primo giorno e non sembra intenzionato a ritirarsi. Che la sua bevanda gli abbia veramente “messo le ali”?

Aggiornamenti Coronavirus

L’ondata di variante Omicron continua ad essere dominante in tutta l’Austria, con una media di 30.000 casi giornalieri anche questa settimana. Con la fine delle “ferie semestrali” e il rientro a scuola si teme però che i numeri possano crescere nei prossimi giorni.

Vista la situazione negli ospedali, e probabilmente anche per un calcolo politico, il governo continua però con il piano di riaperture. Mercoledì è inoltre previsto un incontro tra i rappresentanti del governo e delle regioni, dove dalle prime indiscrezioni sembra che verrà annunciata la rimozione di tutte le restrizioni nelle prime settimane di marzo.

A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 325.038, di cui 2.081 ricoverati in ospedale e 200 in terapia intensiva. Le regioni con l’incidenza dei contagi più alta sono Vorarlberg (3.064), Carinzia (3.045), e Alta Austria (2.835). Il 69,7% della popolazione risulta protetta da un vaccino.

(Per rimane aggiornati sulle misure in vigore, sia in Italia che in Austria, vi consiglio come sempre la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata di Vienna)

Le segnalazioni della settimana

  • Wordle è un semplice gioco online diventato virale grazie alla sua semplice formula: ogni giorno bisogna indovinare una nuova parola di 5 lettere, un carattere alla volta (è più facile da giocare che da spiegare). Ho scoperto che c’è anche una versione in tedesco, utile come passatempo e per migliorare il proprio vocabolario.
  • Il negozio di specialità italiane Casa Caria e il bar/ristorante Citrus Vienna sono alla ricerca di varie figure professionali da inserire nel proprio organico, sia nella vendita che nella gestione del negozio e bar. È richiesta una buona conoscenza di italiano e tedesco.
  • Il nostro Comites Austria è intervenuto a una conferenza online organizzata presso il Senato della Repubblica, dove hanno partecipato i rappresentanti dei più importanti comitati europei. Il nostro segretario Margherita Salucci ha preso parte con un breve intervento in cui ha presentato il nostro comitato e dato una panoramica della situazione degli italiani residenti in Austria, trovate qui la registrazione.

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A lunedì prossimo!

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004. Da più di dieci anni racconto tramite QuiVienna questa città e tutto quello che succede in Austria, con un occhio di riguardo per la comunità italiana.

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