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2021, tiriamo le somme

Non so a voi, ma anche quest’anno mi sembra volato. Il 2021 iniziava con la speranza di lasciarci alle spalle il coronavirus grazie ai vaccini, e invece siamo di nuovo qui da capo, come se non fosse cambiato nulla.

In questa ultima newsletter dell’anno – poi andrà in vacanza per qualche settimana – cerchiamo di tirare un po’ le somme degli avvenimenti più importanti successi in Austria (e nella comunità italiana), e fare qualche previsione sull’anno prossimo.

Partiamo naturalmente dal coronavirus: se ricordate l’Austria aveva iniziato l’anno già in lockdown, e vi era rimasta praticamente fino a maggio. Ma dopo una estate senza restrizioni e una campagna vaccinale tra le peggiori in Europa, l’autunno è arrivato a battere cassa, e il paese si è ritrovato nel pieno di una nuova ondata e al conseguente lockdown da cui si sta appena uscendo.

La lezione però non sembra ancora imparata. Anche se è stato annunciato l’introduzione di un obbligo vaccinale da febbraio, il numero totale di persone vaccinate rimane comunque ancora basso (il 69,5% della popolazione), e la situazione quindi ancora incerta (senza contare la nuova variante omikron).

Ma per l’Austria questo è stato anche un anno molto travagliato dal punto di vista politico, come non si vedeva da decenni. Sebastian Kurz, che sembrava avrebbe dominato la politica del paese per ancora molto tempo a venire, è stato invece travolto da una serie d’intercettazioni e indagini che ne lo hanno prima portato a dimettersi da cancelliere e infine a ritirarsi completamente dalla scena politica, lasciando un vuoto che potrà avere molte conseguenze sull’Austria dei prossimi anni.

Anche se il nuovo cancelliere Karl Nehammer – dopo il breve intermezzo di Alexander Schallenberg – sembra aver riportato una certa stabilità nel governo, le indagini ancora in corso e la commissione parlamentare che si insedierà all’inizio dell’anno prossimo potrebbero portare ancora nuove sorprese.

Per quanto riguarda la comunità italiana in Austria la pandemia anche quest’anno ha bloccato la maggior parte delle attività, degli eventi e della possibilità di ritrovo.

L’avvenimento più importante è stato sicuramente l’elezione del nuovo Comites Austria, che come avevo già scritto la settimana scorsa mi auguro che possa essere lo strumento per ridare linfa vitale alla nostra comunità.

Ha destato anche grande clamore la vendita della chiesa dei Minoriti alla Fraternità sacerdotale San Pio X, conosciuta anche come comunità lefebvriana, anche se sembra che le attività italiane potranno comunque continuare.

Mi piace infine ricordare che quest’anno è caduto il decennale del progetto QuiVienna. Un progetto che mi ha dato – e continua a dare – tante soddisfazioni, opportunità e che ha accompagnato un bel pezzo della mia vita e di quella della comunità italiana a Vienna. Un grazie come sempre a voi che mi seguite.

Le segnalazioni della settimana

  • Per quanto riguarda il coronavirus, da un punto di vista dei casi si vede al momento sicuramente un miglioramento come conseguenza del lockdown, con una netta diminuzione nel numero dei malati nell’ultima settimana, ma c’è grande allarme per la variante omikron. Per questo motivo sono state introdotte anche qui misure stringenti per chi entra dall’estero (i dettagli nei prossimi punti).
  • Per chi entra dall’estero in Austria dal 20 dicembre varranno le seguenti regole:
    • l’ingresso nel Paese senza controlli sarà permesso solo a chi ha già fatto la terza dose di vaccino
    • chi ha solo due dosi o è guarito dovrà anche presentare un test molecolare (PCR) effettuato nelle 72 ore precedenti
    • chi non è provvisto di green pass avrà l’obbligo di sottoporsi a quarantena di 10 giorni (potrà essere interrotta dopo 5 giorni con test molecolare negativo)
    • Sono esenti i pendolari transfrontalieri, le donne incinte e i bambini sotto i 12 anni.
  • Per chi viaggia verso l’Italia valgono invece dal 16 dicembre le seguenti regole:
    • le persone vaccinate (<9 mesi) o guarite (<6 mesi) devono essere munite di Passenger Locator Form e di un tampone molecolare (PCR) (<48 ore) oppure antigenico negativo (<24 ore).
    • le persone non vaccinate né guarite, oltre all’obbligo di presentazione del Passenger Locator Form e del tampone Covid-19 negativo, devono sottoporsi all’isolamento fiduciario per un periodo di 5 giorni, al termine del quale si devono sottoporre a un ulteriore tampone.
  • Consiglio come sempre di seguire la pagina Focus Coronavirus dell’Ambasciata d’Italia a Vienna per gli ultimi aggiornamenti sulle normative e le regole di viaggio tra i due paesi.
  • A oggi i casi attivi in tutta l’Austria sono 44.632 (29.058 in meno rispetto a una settimana fa), di cui 1.773 (-784) ricoverati in ospedale e 479 (-94) in terapia intensiva. Le regioni con l’incidenza dei contagi più alta sono Vorarlberg (443), Tirolo (322) e Alta Austria (266). Il 69,5% della popolazione risulta protetta da un vaccino.
  • Come accennato si è svolta la settimana scorsa la prima assemblea del neonato Comites Austria. Durante questa è stato scelto l’esecutivo (io sono stato eletto presidente) e approvato il bilancio preventivo per il 2022. Stiamo ora iniziando a farci conoscere attraverso vari canali, potete già seguire gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook e Instagram.
  • Vi segnalo finalmente un progetto che di cui sto seguendo lo sviluppo e che mi sta a cuore: il primo Festival della Letteratura Italiana di Vienna, che si svolgerà dal 25 al 27 febbraio 2022 presso il Teatro Odeon. Un fine settimana di grande cultura, un evento sicuramente da non perdere. Iniziate a segnarvi la data, ne riparleremo sicuramente in una delle prossime newsletter.
  • Come accennato all’inizio, la newsletter si prenderà una pausa natalizia e (a meno di qualche avvenimento particolare) tornerà il 10 gennaio 2022. Vi faccio quindi già ora gli auguri di Natale di Nuovo Anno, e colgo l’occasione per ringraziare voi lettori/lettrici, che siete il fulcro di questo progetto. State crescendo sempre di più e ogni settimana mi mandate sempre suggerimenti e interessanti risposte a quello che scrivo (oltre a qualche donazione, grazie!), che mi aiutano a far crescere questo progetto.

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A presto!

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004. Da più di dieci anni racconto tramite QuiVienna questa città e tutto quello che succede in Austria, con un occhio di riguardo per la comunità italiana.

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