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Vaccini in Austria, un aggiornamento

La settimana scorsa ho ricevuto (finalmente) la seconda dose di vaccino per il coronavirus. Colgo quindi l’occasione per fare il punto sullo stato delle vaccinazioni in Austria.

Attualmente il 55,8% della popolazione risulta completamente vaccinata. Mentre però la quota sopra i 65 anni è già oltre l’80%, tra i più giovani questa cala drasticamente, è al momento intorno al 50%, e avanza molto lentamente.

La causa non è sicuramente nella scarsità di vaccini. Sono tutti disponibili e in abbondanza, e da alcune settimane è addirittura possibile scegliere quale ricevere. L’attesa è inoltre praticamente nulla. A Vienna per esempio i si può recare in qualunque momento presso l’Austria Center, senza appuntamento o la necessità di avere la e-card (la tessera sanitaria austriaca).

E non bisogna pensare che siano tutti “no vax” in Austria. Certo anche qui ci sono, ma in base ad alcuni sondaggi rappresentano all’incirca il 10% della popolazione (un numero comunque alto, ma ancora sopportabile).

Si sta dunque cercando di allargare in tutti i modi le campagne vaccinali, rendendo in particolare l’accesso il più semplice possibile. A Vienna per esempio le possibilità sono molteplici: oltre ai centri predisposti e dai medici di base è possibile vaccinarsi anche in alcuni centri commerciali, tramite autobus adattati e posizionati in luoghi di passaggio, su delle imbarcazioni al Danubio e dalla settimana scorsa anche presso il duomo di Santo Stefano.

L’obiettivo è raggiungere il maggior numero di persone entro metà settembre. L’inizio della stagione fredda che favorisce gli incontri al chiuso come anche la riapertura delle scuole destano infatti molta preoccupazione.

Già ora la curva dei contagi sta risalendo: la settimana scorsa si è nuovamente superata la cifra di 1.000 nuovi casi giornalieri, che non si registrava da maggio. La maggior parte di questi sono persone non ancora vaccinate, come anche la quasi totalità delle persone ricoverate negli ospedali.

Al momento vige in tutta l’Austria per l’ingresso nei ristoranti, bari e nella maggior parte delle attività al chiuso la “regola 3-G”. Questa prevede che l’accesso sia permesso solo a chi è testato (Getestet), vaccinato (Geimpft) o guarito (Genesen).

Ma anche qui si stanno valutando delle modalità per aumentare la pressione su chi ancora non si è fatto vaccinare. Per esempio da ieri è necessario avere entrambe le vaccinazioni, e non solo una come in precedenza, per essere considerati in regola. L’assessore alla salute di Vienna Peter Hacker ha però anche detto che si sta valutando la possibilità di dare maggiori permessi ai soli vaccinati se la situazione non dovesse migliorare, con l’obbiettivo di evitare un nuovo lockdown.

Un obbligo vaccinale per tutta la popolazione è stato in ogni caso escluso dal governo (in Austria non esiste nemmeno l’obbligo per i vaccini “classici”), anche se per alcune categorie di lavoratori, come nelle case di riposo o negli asili, è praticamente già presente.

Molti speravano finalmente il coronavirus sarebbe stato solo un ricordo. E lo sarà quando tutti ci saremo vaccinati. Farlo è semplice e sicuro. Cosa state aspettando?

Attualmente ci sono 8.559 casi di coronavirus in Austria. I ricoverati in ospedale sono 255, di cui 55 in terapia intensiva. I decessi sono 10.756.

Le segnalazioni della settimana

  • Un ottimo articolo de Il Post riassume la situazione del Wiener Zeitung, il quotidiano di Vienna tra i più antichi al mondo che rischia di chiudere.
  • Anche questa settimana ripesco un interessante articolo dall’archivio del blog: il tormento di un abbraccio vi porterà alla scoperta di Egon Schiele.
  • E poi per chi invece si interessa del buon vino di Vienna ecco un articolo sul Gemischter Satz, una vera specialità austriaca.
  • Ultima segnalazione: la newsletter va in vacanza. Mi prendo una pausa di due settimane e ci rivediamo a settembre!

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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