Informazioni utili Lascia un commento

Le linee guida per il turismo 2020 in Italia

L’estate 2020 verrà ricordata come quella delle vacanze ai tempi del Coronavirus. Ogni Stato ha annunciato regole più o meno stringenti per evitare che l’epidemia torni a diffondersi.

Anche l’Italia, che dal 3 giugno ha riapertura nuovamente i propri confini, ha pubblicato delle linee guida molto dettagliate contenenti misure sanitarie e di sicurezza per i turisti.

Sono informazioni utili da leggere non soltanto per chi ha deciso di trascorrere le proprie vacanze in Italia ma anche per chi (finalmente) si recherà a casa per rivedere i propri amici e parenti.

Innanzitutto rivediamo la situazione in generale: all’interno di tutto il Paese è possibile spostarsi liberamente.  Musei e luoghi di cultura, come anche ristoranti, bar e da alberghi hanno riaperto. Gli aeroporti, le stazioni ed i servizi di trasporto sono nuovamente operativi. I rifugi di montagna e gli stabilimenti balneari sono organizzati per accogliere in tutta sicurezza i turisti.

Ci sono però ancora delle importanti misure sanitarie e di sicurezza in vigore da tenere a mente, ecco le più importanti:

  • in tutta Italia vige l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso.
  • non è obbligatoria all’aperto tranne nel caso che non si possa mantenere la distanza di almeno 1 metro (unica eccezione è la Lombardia).
  • nei bar e ristoranti la mascherina va indossata all’ingresso del locale e quando ci si alza dal tavolo.
  • presso le spiagge e gli stabilimenti balneari si deve mantenere una distanza di almeno 1,5 metri dalle altre persone. Sono vietati gli sport di gruppo che potrebbero creare affollamenti.
  • all’interno di negozi e centri commerciali è obbligatorio indossare la mascherina.
  • anche nei musei e luoghi di cultura bisogna indossare la mascherina. L’ingresso potrebbe essere limitato ad un numero massimo di persone.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti potete consultare le Linee guida nazionali per la riapertura delle attività economiche e produttive.

Per i vostri amici e conoscenti austriaci le linee guida sono disponibili anche in tedesco.

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Dal 16 giugno riapertura dei confini tra Italia e Austria senza limitazioni

Il ministro degli esteri Schallenberg ha comunicato oggi che dal 16 giugno l’Austria permetterà nuovamente di viaggiare senza limitazioni tra 31 Paesi, tra cui l’Italia.

Attualmente è già possibile viaggiare dall’Austria all’Italia senza controlli, ma al rientro è necessario presentare un certificato medico che attesti la negatività’ al test del Coronavirus oppure sottostare ad una quarantena di 14 giorni.

Dopo il 16 giugno queste restrizioni non saranno più necessarie e si potrà quindi andare in Italia (o venire in Austria) senza controlli come eravamo abituati fino all’inizio della pandemia, anche per motivi turistici.

Resta solamente in vigore da parte del ministero un invito alla cautela per la Lombardia, dove viene attualmente sconsigliato di recarsi.

In base alle informazioni fornite dalla compagnia OEBB, il traffico ferroviario tra Italia e Austria riprenderà a partire dal 26 giugno. Non tutte le tratte sono ancora indicate ma verranno molto probabilmente comunicate nei prossimi giorni.

Riguardo ai voli, l’unica compagnia che ha attualmente confermato la riapertura dei collegamenti aerei è la Austrian Airlines, con le tratte da e per Milano attive nuovamente dal 22 giugno, e da e per Bologna, Roma, Firenze e Venezia dal 1 luglio.

Molto probabilmente nei prossimi giorni anche le altre compagnie comunicheranno la ripresa dei voli.

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100 giorni di Coronavirus in Austria

Il 25 febbraio 2020 una coppia italiana residente ad Innsbruck venne messa in isolamento con febbre e tosse sospetta. Si scopriranno essere i primi casi ufficiali di Coronavirus (o Covid-19) in Austria.

Da quella data sono passati esattamente 100 giorni, un buon momento per guardarsi indietro: l’epidemia in Austria si è diffusa in maniera simile a tanti altri Paesi, sembrando inizialmente circoscritta a poche zone, ma estendendosi poi velocemente in tutto il Paese in maniera esponenziale.

Anche se non sarà mai possibile capire da dove è arrivato veramente il primo caso (a Vienna si scopri in seguito che un avvocato era già da 10 giorni in ospedale senza essere stato testato), il focolaio di Ischgl in Tirolo ad inizio marzo è stato sicuramente il fattore scatenante che ha fatto esplodere la crescita in tutto il Paese – e anche in molte altre zone d’Europa.

Da li le cose si sono evolute velocemente: il governo austriaco già il 10 marzo, con appena 182 casi accertati, decise di introdurre le prime restrizioni, tra cui il divieto di ingresso dall’Italia senza certificato medico, l’annullamento della maggior parte degli eventi e la sospensione delle università. Il giorno seguente venne comunicato che anche tutte le scuole sarebbero rimaste chiuse.

Il 13 marzo poi – quando i casi confermati erano già saliti a 504 – venne comunicata l’inizio della “quarantena” in tutto l’Austria. Tutte le aziende che ne hanno la possibilità avrebbero dovuto permettere il telelavoro, ristoranti, bar e negozi sarebbero dovuti rimanere chiusi e venne esortata la popolazione a lasciare la propria abitazione solo per 3 motivi:

  • Motivi di lavoro che non possono essere rinviati
  • Acquisto di beni di prima necessità
  • Attività di aiuto verso altre persone

Venne però comunicato che passeggiate nelle vicinanze della propria abitazione sarebbero rimaste possibili, ma solo insieme a persone del proprio nucleo familiare.

Queste misure restrittive, prese quando i casi erano ancora relativamente pochi sono state (col senno di poi) introdotte – per calcolo o per fortuna – proprio nel momento giusto. L’epidemia ha infatti raggiunto il suo picco in Austria il 3 aprile con 9.193 casi, per poi iniziare lentamente a scendere.

La strategia seguita dal governo è stata quella di introdurre nuove disposizioni, sia restrittive che di allentamento, ogni 14 giorni, per vederne gli effetti sul diffondersi del contagio.

Il 30 marzo per esempio, è stato comunicato l’obbligo di uso delle mascherine protettive nei supermercati e nelle altre attività aperte al pubblico. Dal 14 aprile venne permessa la riapertura dei piccoli negozi, ma allo stesso tempo venne introdotto l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici.

Dal 1 maggio venne poi permessa la riapertura di tutti i negozi, dei centri commerciali e dei barbieri. Inoltre vennero sospese le limitazioni agli spostamenti attive da metà marzo.

Il 15 maggio è stata poi permessa la riapertura di bar e ristoranti, con distanze di sicurezza ed limitazioni al numero di persone trai tavoli, e infine dal 29 dello stesso mese è arrivata anche la riapertura gli alberghi, le palestre e le piscine.

Questa strategia in Austria sembra aver funzionato: attualmente in tutta l’Austria ci sono solo 358 persone ammalate di Coronavirus, in costante diminuzione. La maggior parte (211) si trova a Vienna, un numero in ogni caso molto piccolo per una città di 2 milioni di abitanti. I piccoli focolai che compaiono vengono più facilmente tracciati e al momento non sembra esserci il rischio di una nuova crescita esponenziale.

Con un totale di 16.700 casi registrarti e 670 decessi l’Austria è uno dei Paesi in cui l’impatto del Coronavirus è stato sicuramente tra i più lievi, anche se le conseguenze sull’economia e sulla popolazione sono ancora ben presenti e dureranno a lungo.

A Vienna la vita di tutti i giorni sembra tornata alla normalità (a parte la presenza costante delle mascherine protettive), ma non è ancora tutto finito: stiamo ancora aspettando che il confine con l’Italia venga riaperto ufficialmente, ed è difficile sapere come si evolverà la situazione nei prossimi mesi.

Io mi auguro – e anche a voi lettori – che tutto andrà bene.

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Visitare Vienna da casa: idee e consigli per rivivere monumenti, musei e molto altro

Passeggiando in queste settimane per il centro di Vienna c’è una cosa che proprio manca: i turisti!

Anche se non è un bene per l’economia, devo ammettere che non mi dispiace potermi godere la mia città in maniera più tranquilla rispetto al solito.

Allo stesso tempo immagino anche che a tanti di voi lettori Vienna manchi: forse avevate già in programma un viaggio, oppure vorreste rivivere le meraviglie che avete visto l’ultima volta che siete stati qui.

Per fortuna grazie ad internet oggigiorno si può visitare gran parte di Vienna senza muoversi da casa, vediamo insieme come!

Innanzitutto c’è Google Maps: grazie alla funzione Street View potete passeggiare virtualmente per ogni angolo di Vienna, dai luoghi più conosciuti, come Santo Stefano, l’Opera di Stato o il Municipio ma anche quelli meno visitati, come il Böhmischer Prater o la Wotrubakirche.

Il progetto Arts & Culture (sempre di Google) offre la possibilità di visitare i musei più famosi di Vienna comodamente da casa. Ecco alcuni dei più interessanti a disposizione:

Molti sono inoltre anche i monumenti ed edifici storici che si possono visitare virtualmente:

Se volete farvi guidare attraverso un video, su Youtube si trovano moltissime riprese ad alta definizione degli angoli più conosciuti della città. Ecco alcuni tra i più belli:

Per chi ama il teatro e l’opera anche qui le possibilità non mancano.  In streaming vengono offerti infatti video integrali di spettacoli delle ultime stagioni (in tedesco):

In un viaggio a Vienna non può naturalmente mancare la musica classica: anche qui Youtube ci viene in aiuto, dove sono disponibili le registrazioni di alcuni dei più famosi concerti che si svolgono ogni anno a Vienna, come il concerto di Capodanno o il Concerto di una Notte d’Estate.

Mancherebbe solo poter assaggiare una torta Sacher insieme ad un Melange, ma questo mi auguro sarà possibile nuovamente tra poche settimane!

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Come funziona il “Wohnbeihilfe”, il sussidio per l’affitto a Vienna

La Vienna “rossa”, da più di 100 anni governata dal partito socialdemocratico, ha ancora oggi tra i suoi pilastri fondamentali il diritto alla casa.

Una tradizione sociale che permette affitti agevolati per più della metà degli abitanti, tramite l’edilizia popolare (Gemeindebau), le cooperative (Genossenschaft) ma anche grazie a sovvenzioni per chi ha un reddito basso.

In questo articolo mi voglio soffermare in particolare sul sussidio per l’affitto (Wohnbeihilfe) che si basa su un’idea semplice ma efficacie: in base al reddito viene calcolato l’affitto che una persona o famiglia può sostenere. Se quello che attualmente paga è più alto di questa cifra, il comune lo aiuta con un sussidio pari alla differenza tra i due valori.

Per richiederlo bisogna innanzitutto avere, oltre ad un contratto di affitto in regola, la residenza principale (Hauptwohnsitz) a Vienna ed un permesso di permanenza in Austria valido (Anmeldebescheinigung).

Il diritto o meno al sussidio viene poi calcolato in base ai seguenti criteri:

  • l’importo dell’affitto principale (senza le spese condominiali)
  • le dimensioni dell’appartamento
  • il numero di persone che vivono all’interno

Per accedere al sussidio è inoltre necessario avere un reddito superiore ad una certa soglia. Può sembrare un paradosso ma non lo è. La cifra corrisponde infatti al reddito minimo che in Austria viene considerata come soglia di povertà (nel 2020 per persone sigole 917,- e per coppie 1.375€). Chi non la raggiunge può richiedere una integrazione (Mindestsicherung) che comprende già un sussidio per l’affitto (Mietbeihilfe).

Il sussidio per l’alloggio viene concesso per un periodo limitato (solitamente 1 o 2 anni), dopodiché si potrà inviare una nuova richiesta dove verrà valutata la nuova situazione economica.

La richiesta può essere effettuata anche da persone che vivono in un appartamento condiviso (per esempio studenti), ma in questo caso il reddito verrà calcolato sommando le entrate di tutti coloro che vivono nella casa.

L’ufficio del comune responsabile per il sussidio all’affitto è l’MA 50, dove si può inviare la documentazione (anche per posta o email) o richiedere un appuntamento per una consulenza.

Maggiori informazioni come anche i moduli da presentare sono presenti su questa pagina del comune di Vienna.

Se avete già fatto la richiesta del sussidio per l’affitto raccontate la vostra esperienza nei commenti!

Lavoro 2 commenti

2 offerte di lavoro presso l’Ambasciata d’Italia a Vienna

L’Ambasciata d’Italia a Vienna ha pubblicato due bandi di concorso per impiegati a contratti, uno da adibire ai servizi di collaboratore nel settore consolare, ed un secondo come assistente amministrativo.

Avviso di assunzione di n.1 impiegato/a a contratto da adibire ai servizi di collaboratore amministrativo nel settore consolare

Il primo bando di concorso riguarda l’assunzione di un impiegato/a a contratto da adibire ai servizi di collaboratore amministrativo nel settore consolare.

I requisiti principali per partecipare alla selezione sono:

  • aver compiuto il 18° anno di età
  • essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equivalente (“diploma di maturità”).
  • avere la residenza (Hauptwohnsitz) continuativa in Austria da almeno 2 anni

E’ inoltre necessaria un’ottima conoscenza dell’italiano e del tedesco, poiché tra le prove d’esame è prevista una traduzione scritta ed un colloquio in entrambe le lingue, senza l’uso del dizionario.

Le domande di ammissione alle prove devono essere presentate entro venerdì 29 maggio 2020, utilizzando il modulo presente su questa pagina, ed allegando curriculum vitae ed una copia di un documento d’identità.

Ulteriori informazioni sono presenti sul sito web dell’Ambasciata.

Avviso di assunzione di n.1 impiegato/a a contratto da adibire ai servizi di assistente amministrativo

Il secondo bando di concorso riguarda l’assunzione di un impiegato/a a contratto da adibire ai servizi di assistente amministrativo.

I requisiti principali per partecipare al concorso in questo caso sono:

  • aver compiuto il 18° anno di età
  • essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di primo grado o equivalente (“licenza media”).
  • avere la residenza (Hauptwohnsitz) continuativa in Austria da almeno 2 anni

Anche qui è necessaria una ottima conoscenza del tedesco, essendo prevista tra le prove d’esame una traduzione scritta senza l’uso del dizionario, oltre ad un colloquio in entrambe le lingue.

Le domande di ammissione devono essere presentate entro mercoledì 3 giugno 2020, utilizzando il modulo presente su questa pagina, ed allegando curriculum vitae ed una copia di un documento d’identità.

Ulteriori informazioni sono presenti sul sito web dell’Ambasciata.

Libri Un commento

La Marcia di Radetzky Remix 2020

La battaglia di Solferino – Stampa 1859

Non sempre lo stesso libro provoca lo stesso impatto emotivo, se letto in momenti diversi. Personalmente l’ho scoperto proprio in questi giorni, rileggendo “La Marcia di Radetzky”, l’opera più celebre di Joseph Roth, uno dei “cantori” della Mitteleuropa. Ed è stato leggendolo ora, in piena emergenza Coronavirus, che sono riuscito ad entrare totalmente nel suo spirito. Quale? Lo scoprirete continuando a leggere questo articolo, che non sarà, però, la classica recensione di un libro.

I protagonisti

Il romanzo si snoda attraverso le vicende della famiglia Trotta, che grazie a un atto di coraggio del sottotenente di fanteria, Joseph, durante la battaglia di Solferino, conquisterà il favore imperiale, e, da semplice figlio di una famiglia slovena di contadini, assumerà un titolo nobiliare. La trama, però, seguirà più i passi del nipote dell’eroe di Solferino, Carl Joseph, e il suo rapporto con il padre, mentre la figura del nonno sarà sempre sullo sfondo, proprio come il suo ritratto appeso nella casa del capitano distrettuale, barone Franz von Trotta e Sipolje. La cornice della storia si snoda nei territori dell’Impero Asburgico, e più esattamente nelle sue zone più orientali, ovvero Moravia, Galizia e Vienna. E il tutto sull’onda di un sentimento verso una Patria che sempre più andava disgregandosi.

Il giovane Carl Joseph percepisce come qualcosa stia cambiando, nel suo servizio nell’esercito asburgico e la sua personalità fragile, unita ad un forte senso del dovere e dell’onore, male si staglia sullo sfondo di una società annoiata, dove i giorni passano apparentemente uguali e caratterizzati da una serie di gesti rituali, che servono più a confermare una sicurezza quotidiana che a concretizzare un vero senso di unità. La vita di Carl Joseph prosegue fra una serie di lutti che lo segneranno (l’amante Katharina, l’amico Max Demant, il capitano Wagner), il rapporto ricercato, ma sempre distaccato e anaffettivo col padre, l’amore per Wally, e la pesante eredità del suo cognome. In questo turbinio di sentimenti, egli cerca il suo posto nella vita, tanto da farsi trasferire a Brody, a pochi chilometri dalla Russia. Ed è in questo ambiente, dove convivono popolazioni di lingua ucraina, russa, tedesca ed ebrei, che vede il suo mondo sgretolarsi, e soprattutto la sua granitica fede negli Asburgo.

Ieri come oggi

Emblematica sarà la “festa d’Estate”, organizzata nel giugno del 1914, una festa a cui verranno invitati rappresentanti della nobiltà e dell’esercito dalle varie parti dell’Impero. Mentre tutti ballano, al riparo nella villa del conte Chojnicki (era scoppiato improvvisamente un furioso temporale), dalla città arriva la notizia dell’assassinio dell’erede al trono a Sarajevo. Il conte raduna immediatamente le cariche più rappresentative della serata, in una sala a parte e comunica la notizia, scatenando immediatamente una scena surreale: chi afferma che la festa andasse subito fermata, chi, invece, grida che si deve proseguire la serata, qualcuno che afferma che si tratta sicuramente di una “fake news”, altri che alzano il calice, brindando alla morte di Francesco Ferdinando. E nel mentre, nella sala principale, si continua a volteggiare a suon di valzer ed a ubriacarsi con vino e liquori vari.

Quando mi sono imbattuto in queste pagine (capitolo diciannovesimo), la mente è subito tornata alla prima settimana di marzo, quando ovunque, dalla televisione, ai social, per strada, non si faceva altro che parlare del “morbo cinese” in arrivo. Chiunque diceva la propria, ognuno aveva la giusta ricetta o comunque una risposta pronta. E mentre tutto questo accadeva, ci si ammassava sulle piste innevate della Alpi, nei locali all’aperto, negli stadi.

Un’altra immagine fortemente simbolica è data da un avvenimento che ha scosso la vita di Franz von Trotta. Il capitano distrettuale (una sorta di prefetto nell’impero austroungarico) di una città della Moravia, una mattina di maggio, nota che a servire la colazione non vi è Jacques, il suo maggiordomo, in quanto indisposto. Per il tranquillo e abitudinario figlio dell’eroe di Solferino, questa è una scossa che fa tremare una vita, composta da gesti sempre uguali e ritmati ogni giorno. Per il barone von Trotta quella giornata sarà uno spartiacque nel suo mondo: per la prima volta in vita sua non si recherà in ufficio, andrà al capezzale di Jacques, e, nonostante egli sia stato in casa con lor fin da quando era bambino, solo in quelle ore verrà a conoscenza di tante cose del suo maggiordomo, una figura a lui molto cara, di più, uno di famiglia. Ed alla fine si troverà anche a sorridere in quella giornata “sospesa”.

Ecco, anche questo episodio (capitolo decimo), mi rimanda a queste nostre lunghe giornate, in modo particolare all’inizio di questa quarantena, quando, in maniera così repentina e forte, ci siamo trovati a vivere momenti di “sospensione” ed in tanti casi (ri)scoprendo, oltre ai nostri spazi, anche chi questi spazi con noi li condivide.

Oggi come ieri

Il capitano distrettuale prenderà, per la prima volta in vita sua, una decisione per lui insolita e inaudita. Dopo la morte di Jacques, egli decide di fare le valigie. Per esattezza, le farà fare alla governante e non è nemmeno la prima volta che viaggia, in quanto per lavoro regolarmente si muove verso Vienna, ma sarà la prima volta che si prenderà una vacanza. Infatti, Franz von Trotta sente improvvisamente il desiderio di andare a trovare suo figlio, di stanza al confine orientale. Si rende conto che forse Carl Joseph ha bisogno di lui, ma sicuramente che anche lui stesso ha bisogno di ritrovare suo figlio.

Il capitano distrettuale non si è mai preso una vacanza in vita sua, così come non si è mai sentito in dovere di (pre)occuparsi del figlio. Quanto avviene in questa parte della storia (capitolo undicesimo), qualcosa per noi di così usuale, per Franz è un fatto straordinario, che avviene all’interno di un mondo, sia interiore sia esterno a lui, che sta vivendo momenti di epocali cambiamenti. Alzi la mano chi in questi giorni, non sta progettando qualcosa di (personalmente) eclatante da realizzare, non appena questo momento di transizione sarà terminato?

La banda della domenica mattina

Se dovessi descrivere brevemente il romanzo, lo definirei di “malinconica dolcezza”. Attraverso le vicende della famiglia Trotta, l’autore ci fa percepire in noi quello che è stato non solo il crollo di una monarchia, ma lo smarrimento di chi da sempre ha creduto nel composito mondo degli Asburgo. Proprio come lo stesso Joseph Roth, che è riuscito inoltre a tratteggiare umanamente la figura dell’imperatore Francesco Giuseppe (capitolo quindicesimo).

Non vi svelerò il finale, non vi rivelerò se e come Carl Joseph e suo padre Franz abbiano affrontato il mutamento del loro mondo. Joseph Roth ci racconta comunque di sé, di lui e tanti come lui, che hanno visto tutte le loro certezze cadere improvvisamente, con la fine della Monarchia Asburgica.

Però una cosa sì, quella voglio rivelarvela: leggendo il romanzo di Roth, anche voi, di tanto in tanto, vi troverete a ripensare a quelle domeniche estive, nelle quali la banda militare del maresciallo Nechwal suonava nella piazza davanti alla casa del capitano distrettuale. E come Carl Joseph, respirerete ogni volta, attraverso quel ricordo, la libertà della spensieratezza.

Bambini 2 commenti

L’annuale lotteria degli asili comunali

Ogni anno a fine marzo migliaia di genitori attendono trepidanti una lettera dal comune di Vienna: si tratta della risposta alla loro richiesta d’iscrizione negli asili comunali.

L’apprensione non è ingiustificata, in base ai dati disponibili ogni anno ci sono infatti posti a disposizione per meno della metà delle richieste per bambini sotto i 3 anni (mentre per quelli dai 3 ai 6 anni c’è posto a sufficienza).

Oggigiorno nella maggior parte delle famiglie entrambi i genitori lavorano e – anche utilizzando entrambi il periodo di congedo parentale – dopo massimo 24 mesi dalla nascita è necessario trovare una soluzione per accudire i bambini.

Ma facciamo un passo indietro per chi non conosce il sistema austriaco: negli asili in Austria si trovano tutti i bambini fino a 6 anni. Questi sono suddivisi in gruppi da 0 a 3 anni (Kinderkrippe) e da 3 a 6 anni (Kindergarten). In molte strutture sono anche presenti gruppi dove tutti i bambini – da 0 a 6 anni – stanno insieme (Familiengruppe).

Gli asili comunali di Vienna sono molto richiesti innanzitutto perché gratuiti. Non ci sono infatti costi a parte un contributo mensile per il cibo di circa 70 € . Inoltre il rapporto educatore/bambini è molto alto, con 2 educatori e 2 assistenti per ogni gruppo di massimo 15 bambini.

Non potendo coprire tutte le richieste l’alternava sono i tanti asili privati: da quello che so la spesa in più non è altissima, ma il problema è che anche qui ci sono spesso liste d’attesa di più anni, ed ho sentito persone consigliare di iscriversi addirittura ancora prima del parto.

Tornando agli asili comunali, la procedura d’iscrizione è uguale per tutti: ogni anno tra novembre e fine dicembre è possibile fare richiesta – online o di persona – presso gli uffici comunali (MA10).

Nel modulo bisognerà indicare in particolare lo stato lavorativo dei genitori (presentando un attestato del datore di lavoro), se si desidera lasciare il bambino solo fino a dopo pranzo o fino a sera, da quale mese si vuole iniziare e due opzioni di scelta dell’asilo (qui trovate la lista per distretto).

E poi inizia l’attesa – come scrivevo all’inizio fino a fine marzo – quando vi arriverà a casa la fatidica lettera.

Qualche giorno fa – quest’anno in ritardo a causa del Coronavirus – con estrema gioia abbiamo ricevuto una risposta positiva, ottenendo un posto proprio nell’asilo che avevamo scelto. E a voi come è andata?

Riflessioni 4 commenti

Ripartiamo.

Come forse avrete notato nelle ultime settimane non ho aggiornato il blog con nuovi articoli.

Potrei dirvi che ero troppo impegnato a seguire l’evoluzione del coronavirus in Austria e nel mondo, e sicuramente non è una bugia se conoscete gli aggiornamenti quotidiani del mio “osservatorio”.

Ma la verità è che non me la sentivo di scrivere riguardo ad altri argomenti mentre in tutto il mondo è in corso una pandemia che ha cambiato e cambierà la vita di molti.

Ma ritengo che ora sia arrivato il momento di ripartire.

Il coronavirus è ancora li fuori, e dobbiamo iniziare ad imparare a conviverci. La vita deve andare avanti, forse in modo diverso da come eravamo abituati prima, e quindi voglio che anche questo blog vada avanti.

Questo non vuol dire che vi riempirò di articoli “frivoli”, chi mi segue da tanto tempo sa che il mio stile è anzi forse troppo distaccato.

Ma voglio ricominciare a dare spazio ai tanti temi di cui voglio scrivere e che mi auguro come sempre che possano essere interessanti per voi lettori, anche se non solamente legati al coronavirus (che comunque ci accompagnerà sicuramente almeno per tutto quest’anno).

Cercherò quindi di riprendere a pubblicare (almeno) una volta in settimana. L’obiettivo è sempre lo stesso: essere un blog di informazione e attualità su Vienna e l’Austria.

Dentro ogni articolo c’è una piccola parte di noi: le nostre conoscenze, le nostre esperienze, la nostra voglia di condividere con voi ciò che siamo.

Ripartiamo.

Coronavirus 5 commenti

Osservatorio Coronavirus Austria

Il Coronavirus è diventato in pochissimo tempo anche in Austria una vera e propria emergenza. Le notizie e gli aggiornamenti si susseguono ogni giorno, a volte ogni ora.

Per aiutare voi (e anche me stesso) a seguire in maniera più strutturata l’evoluzione di questa situazione ho creato quindi una pagina apposita, chiamata “Osservatorio Coronavirus Austria“.

All’interno trovate dati, statistiche, mappe e notizie in italiano sul Coronavirus in Austria.

Le statistiche riportate sulla pagina si basano sui dati ufficiali del Ministero della Salute austriaco. Le tabelle ed i grafici vengono aggiornati quotidianamente dopo la presentazione delle informazioni complessive per la giornata (ore 15).

Alcuni esempi dei grafici che potete trovare sulla pagina:

Come sempre cerco di fare del mio meglio per informarvi sulla situazione, ma non posso garantire la correttezza di tutti i dati. Consiglio quindi come sempre di riferirsi anche alle fonti ufficiali, in particolare:

Se siete a conoscenza di altri dati e informazioni utili da aggiungere all’osservatorio coronavirus potete come sempre scriverli nei commenti o mandarmi un messaggio.