Paolo Manganiello
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Sotto i riflettori

Non capita spesso che l’Austria sia presente nei quotidiani italiani (colmare questa lacuna è anche lo scopo di questa newsletter), ma durante l’ultima settimana alcune notizie l’hanno messa al centro dell’attenzione.

Innanzitutto per un rapporto pubblicato dal Consiglio Europeo Consiglio d’Europa, in cui i governi degli ultimi anni sono stati criticati duramente per non aver fatto abbastanza nel combattere la corruzione nell’amministrazione pubblica.

Queste critiche non fanno sicuramente bene all’immagine di Sebastian Kurz, aggiungendo ancora più pressione al suo partito, dove molti esponenti – come vi avevo già scritto – sono coinvolti in scandali più o meno grossi che minano la stabilità del governo.

Riguardo a quello legato al ministro delle finanze Gernot Blümel, indagato per corruzione, non ci sono al momento molte novità, ma negli ultimi giorni sono stati pubblicati i protocolli della perquisizione effettuata nella sua abitazione e un dettaglio in particolare ha fatto molto discutere.

Quando la polizia è arrivata, la moglie del ministro – che era stata comunque informata dal marito – era infatti uscita per fare una passeggiata col figlio, portando però anche con se il computer portatile, che come è stato comunicato dopo veniva usato da entrambi.

Gli inquirenti si sono subito accorti di questa mancanza, e il computer è stato riportato poco dopo, ma questa “sbadataggine” ha fatto alzare più di un sopracciglio.

Di Austria si è parlato anche molto negli ultimi giorni per quanto riguarda la gestione delle vaccinazioni. Kurz ha infatti annunciato di voler creare una partnership insieme a Danimarca e Israele per la produzione di vaccini, in modo da non essere più dipendenti dalle scelte comunitarie.

Sebbene questa iniziativa sia stata inizialmente letta da molti come una rottura con l’Unione Europea, quando si è andati a vedere i dettagli la realtà ha ridotto di molto la portata di questa alleanza.

L’accordo raggiunto prevede infatti al momento solo un gruppo di lavoro, con l’obiettivo di studiare nuovi metodi per contrastare le varianti del coronavirus. L’obiettivo sulla carta è effettivamente quello di poter produrre dei vaccini in maniera autonoma, ma in base agli esperti prima che questo si possa avvenire i tempi saranno lunghi, e almeno fino a quel momento l’Austria continuerà a partecipare ai programmi di approvvigionamento comunitari.

L’ultima notizia che avete forse già letto sui quotidiani italiani riguarda la sperimentazione che verrà avviata a Schwaz. Questo distretto del Tirolo è stato infatti scelto dall’Unione Europea per un programma pilota al fine di analizzare l’efficacia dei vaccini contro le variante del coronavirus. Per questo sono state messe a disposizione 100.000 dosi di quello prodotto da Pfizer-BioNTech, che verranno somministrate a tutti coloro che ne faranno richiesta. Al momento si sono già prenotate circa 40.000 persone (su un totale di 84.000 residenti)

Ma gli aggiornamenti sul coronavirus in Austria non sono ancora finiti. Lunedì scorso il governo si è riunito per decidere i prossimi passi nella gestione della pandemia. Come sapete al momento tutto il Paese si trova ancora in un “lockdown light”, con bar e ristoranti chiusi, il divieto di tutti gli eventi e un l’obbligo di rimanere a casa dalle 20 alle 6.

Dopo lunghe consultazioni, la decisione è stata di spostare la strategia su una regionalizzazione delle restrizioni, in maniera simile al modello italiano. Al momento però a causa degli indici ancora alti in gran pare del Paese, l’unica regione dove sono previsti degli allentamenti è il Voralberg, dove dal 15 marzo potrà riaprire la ristorazione e si potranno svolgere nuovamente eventi culturali. Per tutte le altre regioni è stata annunciata comunque la prospettiva del 27 marzo per la riapertura di almeno bar e ristoranti che hanno tavoli all’aperto.

Tutto questo ovviamente in base all’evoluzione delle prossime settimane. Anche in Austria infatti i casi stanno ricominciando ad aumentare, e molti esperti sono già allarmati per l’arrivo di una terza ondata. Il governo si riunirà nuovamente il 15 marzo per valutare la situazione e decidere eventuali aggiustamenti al piano.

Ci sono però anche buone notizie. I dati mostrano infatti che i contagi nelle case di ripose sono scesi drasticamente, sia per il lungo lockdown, ma soprattutto grazie alle vaccinazioni. Mentre a dicembre si erano registrati 10.750 casi tra ospiti e personale, a febbraio sono stati solo 1.125, una diminuzione del 90%.

Il comune di Vienna ha intanto deciso d’iniziare a utilizzare il vaccino AstraZeneca anche per le persone con più di 65 anni con patologie pregresse, in modo da velocizzare l’immunizzazione di tutta la popolazione a rischio.

Concludo questo (lungo) capitolo sul coronavirus con qualche informazione per chi vuole viaggiare tra Italia e Austria. Purtroppo per chi sperava di muoversi durante la Pasqua non ci sono buone notizie.

Il nuovo decreto italiano che impone restrizioni molto rigide a chi proviene dall’Austria è stato infatti prolungato fino al 6 aprile. In base a questo è necessario presentare già alla frontiera un tampone negativo non più vecchio di 48 ore, ed è poi necessario effettuarne un altro entro 48 ore dall’ingresso in territorio italiano.Indipendentemente dall’esito si dovrà osservare un periodo di quattordici giorni di quarantena, e al termine eseguire un terzo tampone.

Per chi entra in Austria dall’Italia rimane in vigore l’obbligo di pre-registrazione online come anche la quarantena per dieci giorni, riducibili a cinque tramite un test molecolare da effettuare in Austria.

I numeri della settimana:
  • i casi attivi in tutta l’Austria sono attualmente 23.205 (2.741 in più rispetto a sette giorni fa)
  • i ricoverati in ospedale 1.447 (+156), di cui 314 (+35) in terapia intensiva. I deceduti sono 8.713 (+152).
  • la regione con l’indice per 100.000 abitanti più alto è attualmente il Burgenland (221), seguito da Salisburgo (215), Bassa Austria (213), Vienna (192), Carinzia (182), Stiria (157), Alta Austria (152), Tirolo (121) e Voralberg (75).
  • il numero totale di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino sono 557.813 (7,19% della popolazione), di cui 101.151 a Vienna.

Ultima segnalazione prima dei saluti: dal 1 marzo è di nuovo attivo il Wiener Reparaturbon. Per chi non lo conosce si tratta di un bonus del comune di Vienna per incentivare a riparare invece di buttare tutti quegli oggetti che non funziona più. La sovvenzione è del 50% del costo di riparazione, per un massimo di 100€, e si può utilizzare per elettrodomestici, biciclette, scarpe, vestiti, orologi e molto altro ancora.

E per finire anche se la primavera si fa ancora attendere, vi rimando ai miei consigli sul blog per alcune belle passeggiate da fare nei dintorni di Vienna, al momento una delle poche attività che si possono svolgere nel tempo libero (almeno senza mascherina).

Paolo Manganiello

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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