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Déjà Vu

Oggi l’Austria riapre, concludendo così il lockdown che ha bloccato tutto il Paese dal 26 dicembre. Dovrebbe essere un momento vissuto con gioia, con sollievo, in cui tutti gli sforzi fatti dalla società vengono ripagati.

E invece la sensazione che ho è di déjà vu.

Perché ancora una volta invece di ascoltare il parere degli esperti – che indicano il numero di casi giornaliero ancora troppo alto – si è voluta prendere una decisione puramente politica.

Perché in Tirolo si sta diffondendo da settimane la variante sudafricana del virus, e invece di scegliere la via della fermezza per contenerla, si continua a discutere sul da farsi, con il rischio di creare un nuovo “caso Ischgl”.

Perché – dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia – manca ancora una strategia chiara ed efficacie da parte del governo sul futuro del Paese. Si vive giorno per giorno, sperando forse che i vaccini si moltiplichino miracolosamente o che la primavera risolva tutto.

E infine perché si continua a cercare di mandare il messaggio che “il virus viene da fuori”, sbandierando i controlli alle frontiere invece di occuparsi dei problemi interni (quanti si sono tenuti alle regole del lockdown appena concluso?)

Non voglio dire che mi dispiaccia la fine del lockdown, anzi, sono tra i primi che vorrebbe tornare alla vita di prima.

Ma l’impressione è che ancora una volta si stia giocando con il fuoco, cercando di sviare l’attenzione dai veri problemi invece di affrontarli. Spero di sbagliarmi.

Le misure in vigore da oggi 

  • il divieto di lasciare la propria abitazione è di nuovo valido solo dalle 20:00 alle 6:00.
  • i negozi e le attività commerciali sono aperti al pubblico, con la limitazione di un cliente ogni 20 mq e obbligo di mascherina FFP2.
  • per accedere alle attività commerciali a stretto contatto (come parrucchieri o estetisti) è necessario presentare un test negativo non più vecchio di 48 ore.
  • scuole dell’infanzia e dell’obbligo sono di nuovo aperte. Per le scuole è prevista una presenza a turni per le classi e regolari test per gli studenti.
  • anche i musei e gli zoo sono di accessibili, con obbligo di mascherina FFP2
  • rimangono invece ancora chiusi ristoranti e alberghi
Dove farsi testare a Vienna
Vista la necessità di un test negativo per accedere a varie attività commerciali, ricapitoliamo le possibilità (gratuite) per farsi testare a Vienna. Da qualche settimana sono ben cinque le Teststraßen a disposizione, raggiungibili sia a piedi che in macchina. Queste si trovano presso:  Ernst-Happel-Stadion, Austria Center, Stadthalle, Schule Erlaaer Schleife e Schloss Schönbrunn. Per tutte è necessario un appuntamento, che si può prendere online oppure chiamando il 1450.

Da oggi sarà inoltre possibile effettuare un test rapido gratuito anche in molte farmacie (con consegna di un certificato). E’ necessario prendere appuntamento telefonicamente e presentarsi con la propria e-card.

Nella maggior parte dei distretti rimangono disponibili le Checkboxen, dove recarsi in caso di sintomi sospetti (febbre, tosse, raffreddore).

Vienna è diventata arancione
La Ampelkommission, l’organo che decide il colore delle regioni austriache in base al numero di casi è tornata a farsi viva con una buona notizia. Vienna è stata infatti resa arancione. Anche se puramente simbolico – le misure adottate sono ancora quelle valide a livello nazionale – è sicuramente una piccola nota positiva per la nostra città.

Quarantena anche per i pendolari
Da martedì 10 febbraio sarà richiesto anche per i pendolari di presentare un test covid molecolare o antigenico negativo non più vecchio di una settimana (in caso contrario si dovrà sottostare a regime di quarantena ). Rimane anche obbligatoria la registrazione online prima di passare il confine.

 Aggiornamento Vaccini 
La buona notizia di questa settimana è l’arrivo anche in Austria del vaccino prodotto da AstraZeneca. Oggi inizieranno le prime somministrazioni e in base al piano del ministero ne saranno disponibili oltre 340.000 già a febbraio. Il numero di vaccinati questa settimana è salito a 276.860 (2,36% della popolazione in Austria), di cui 46.974 a Vienna.

I numeri della settimana

  • i casi attivi in tutta l’Austria sono attualmente 13.774 (406 in meno rispetto a sette giorni fa)
  • i ricoverati in ospedale 1.289 (-387), di cui 300 (+1) in terapia intensiva. I deceduti sono 7.906 (+185).
  • la regione con l’indice per 100.000 abitanti più alto è Salisburgo (166), seguita da Carinzia (137), Stiria (114), Burgenland (106), Bassa Austria (103), Tirolo (102), Vienna (99), Voralberg (93) e Alta Austria (82).

La newsletter di questa settimana è molto incentrata sul coronavirus, ma vi lascio ancora due segnalazioni riguardo alla Vienna italiana prima di concludere.

I prossimi libri del Club di Lettura
Gli incontri per chi ama leggere e discutere di letteratura continuano, anche se ancora solo in maniera virtuale. Domani sera parleremo di Kobane Calling di ZeroCalcare, mentre questi sono i testi selezionati per i prossimi incontri:

  • 09 marzo 2021 – Pao Pao di Pier Vittorio Tondelli
  • 13 aprile 2021 – Semina il vento di Alessandro Perissinotto
  • 11 maggio 2021 – L’Italia è un sentiero di Natalino Russo
  • 08 giugno 2021 – Rosa alchemica di Donatella Bisutti

Almeno finché gli incontri rimarranno in videoconferenza sono benvenuti/e anche partecipanti dall’Italia! Tutti i dettagli li trovate qui.

Un cornetto, un cappuccino ed un assedio
Sul blog trovate l’articolo di Rocco Silvestri, nuovo collaboratore, che vi racconta qualche aneddoto sull’origine di cornetto e cappuccino, inventati (forse) proprio a Vienna.

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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