Coronavirus Lascia un commento

Dove fare test e tamponi (gratis) prima di Natale a Vienna

Come vi avevo già scritto nella newsletter del lunedì per il 24 e 25 dicembre ci saranno delle eccezioni alle restrizioni attualmente in vigore: sarà infatti possibile incontrarsi a casa fino a 10 persone e muoversi anche durante la notte.

Sebbene la situazione legata ala coronavirus in Austria sia ancora critica, molti festeggeranno dunque il Natale insieme ad altre persone.

Non voglio qui mettermi a discutere se sia la scelta giusta o meno. Trovo però preoccupante che da ieri si stia già parlando di un nuovo lockdown totale subito dopo i giorni festivi.

Per limitare il contagio, il consiglio per chi si vedrà con altre persone è quindi di farsi testare prima dell’incontro.

Ovviamente massimo uno o due giorni prima, dopodiché è importante non avere contatti con altre persone (mi sembra scontato doverlo scrivere dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia, ma ogni giorno mi accorgo che ci sono ancora tanti, troppi, che non hanno capito la situazione in cui ci troviamo e si comportano come se niente fosse).

Vienna ha un’ampia offerta di possibilità per poter effettuare un test, ecco quelle da conoscere:

  • Presso l’Austria Center chiunque può fare un test rapido (antigenico), anche più volte. E’ aperto tutti i giorni – compresi il 25 e 26 dicembre – dalle 7 alle 19. Prima di recarsi è necessario registrati online o chiamando il numero 1450.
  • Allo Stadio Ernst Happel vengono svolti sia test rapidi (antigenici) che a tampone molecolare (PCR). Questo drive-in è specifico per persone (senza sintomi!) che hanno avuto contatto con altri positivi, che sono stati in viaggio o che lavorano in strutture mediche.
  • La stazione alla Donauinsel è riservata per persone con sintomi e ci si deve recare (se possibile) in macchina. Qui vengono svolti solo tamponi molecolari (PCR). Non è necessario registrarsi.
  • In quasi ogni distretto è presente un container della guardia medica (Schnupfenbox) dove recarsi se si hanno sintomi influenzali (raffreddore, febbre, tosse, mal di gola). Verrà effettuato un test rapido (antigenico) e si potrà chiarire la situazione con un medico. Anche qui è necessario registrarsi online.

Esiste anche la possibilità di svolgere un test rapido presso molte farmacie. Qui la procedura ha un costo che varia da 25 a 50 Euro. E’ consigliato mettersi in contatto per prendere appuntamento.

In ogni caso se avete sintomi o il sospetto di essere stati a contatto con una persona positiva, rimanete in casa e contattate il 1450 (o usate la app online).

Tradizioni Lascia un commento

“Postamt Christkindl”: l’ufficio postale del Gesù Bambino

In Austria la tradizione prevede che a Natale sia Gesù Bambino (Christkind) a passare in tutte le case la sera della Vigilia e – senza essere in visto, in particolare dai bambini – portare sia i doni che l’albero già addobbato.

Questo non è come alcuni pensano il Cristo del Vangelo, ma un angelo (o spirito) dalle sembianze di un bambino, con i capelli biondi, una veste bianca ed ali angeliche.

All’inizio di dicembre tutti i bambini in Austria scrivono quindi una letterina indirizzata al Christkind con i propri desideri.

Ma dove viene spedita? Non al Polo Nord, lì ci abita già Babbo Natale!

Per fortuna proprio in Austria c’è uno speciale ufficio postale dove Gesù Bambino ed i suoi aiutanti possono ricevere tutte queste lettere.

Si trova nell’omonima cittadina di Christkindl, una piccola frazione vicino a Steyr, in Alta Austria.

Esiste dal 1950, quando le poste austriache aprirono questo speciale ufficio che ogni anno, dall’inizio dell’avvento fino al 6 gennaio, riceve migliaia di lettere da tutta l’Austria e anche dall’estero.

Per mandare una lettera a Gesù Bambino (e ricevere una risposta), la procedura è molto semplice:

  1. Preparare una busta con all’interno la letterina a Gesù Bambino.
  2. Nella busta inserirne una più piccola, già affrancata, con l’indirizzo a cui si vuole far arrivare la risposta (anche in Italia o altro Paese estero).
  3. Inviare il tutto al seguente indirizzo:Postamt Christkindl
    Christkindlweg 6
    4411 Christkindl
    Österreich

L’ufficio postale di Christkindl oltre che per i bambini è una attrazione anche per i tanti collezionisti di francobolli e timbri. Ogni anno vengono infatti creati francobolli e timbri speciali, con cui è possibile far affrancare lettere e cartoline.

L’ufficio è anche aperto al pubblico e si può visitare, quest’anno ovviamente con alcune limitazioni.

Austria Lascia un commento

“Orange the World”: Vienna in arancione contro la violenza sulle donne

Se non fosse per il coprifuoco che ci impone di rimanere nelle nostre case, molti di voi avrebbero la possibilità questa settimana di vedere molti dei palazzi di Vienna illuminati di arancione.

L’inusuale illuminazione é un simbolo per ricordarci di un’altra pandemia, più subdola e pervasiva di quella che ha colpito le nostre vite in questo 2020 e che non deriva da alcun virus: quella della violenza contro le donne.

Il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne, oltre 130 edifici in Austria si tingeranno di arancione a sostegno della campagna “Orange the World”. L’iniziativa globale lanciata da UN Women è un appello a “Sedici Giorni di Attivismo” per promuovere il contrasto ad ogni forma di violenza di genere contro le Donne.

Accomunare la violenza sulle donne alla recente pandemia non è affatto esagerato; anzi, offre alcuni pregnanti parallelismi.

Estensione e gravità. Secondo le stime di UN Women, oltre il 35 per cento delle donne attorno al globo é stata vittima di una qualche forma di violenza sessuale. 243 milioni di donne hanno subito un abuso da parte del proprio compagno nel solo 2019.

Scala globale e senza frontiere. L’Italia e l’Austria non sono immuni a questa tragedia. In Austria una donna adulta ogni cinque ha subito violenza almeno una volta nella vita; numero che cresce a quasi una donna su tre in Italia. Le due nazioni sono al di sotto della media europea per quanto concerne la parità, entrambe tutt’oggi ancorate a ruoli sociali stereotipati.

Responsabilità in prima persona. Il vero cambiamento parte da noi e dalle nostre vite. Come per il contrasto alla pandemia del COVID, la responsabilità nella risposta alla violenza di genere non è solo dello Stato o di organizzazioni internazionali, ma in primis di noi individui.

Per esempio: criticando apertamente frasi e atti sessisti; facendo attenzione al nostro linguaggio; cercando di evadere da pregiudizi e stereotipi.

Tutti, siamo chiamati a fare la nostra parte con semplici azioni quotidiane, Tutti, in qualunque parte del mondo. Tutti, uomini e donne.

Maggiori informazioni riguardo “Orange the World” al sito di UN Women Austria: https://www.unwomen.at/unserearbeit/kampagnen/orange-the-world/orange-the-world-2020/

Foto (c) UN Women Austria

Lavoro 2 commenti

Enti e sovvenzioni per corsi di formazione e aggiornamento a Vienna

In un mondo del lavoro in continua evoluzione seguire un corso di formazione o aggiornamento è sempre utile per migliorare la propria posizione lavorativa.

E in un periodo di grandi incertezze come quello in cui viviamo oggi, mi sembra più importante che mai.

A Vienna le possibilità non mancano, sia per quanto riguarda l’offerta che le sovvenzioni statali, vediamone qualcuna insieme.

Iniziamo dai centri di formazione: quelli più conosciuti, con la maggiore offerta e soprattutto il maggiore riconoscimento dalle aziende sono WIFI e BFI. Il loro catalogo è veramente immenso e in continua espansione, si va dai seminari di un fine settimana fino a veri e propri corsi con diploma che possono durare anche un anno.

Esistono naturalmente anche moltissimi altri enti, spesso specializzati in un solo settore. Un’ottima fonte per trovare un corso valido che consiglio è la banca dati del WAFF, dove sono già selezionati quelli più utili ed accreditati.

Per coprire i costi dei corsi – spesso elevati – esistono vari tipi di sovvenzione a cui è possibile accedere:

Bildungsgutschein: ogni anno la Arbeiterkammer mette a disposizione per tutti i lavoratori dipendenti un buono di 120 Euro da spendere in formazione. La lista dei corsi è predefinita ma molto ampia e variegata, e va da quelli di lingua fino alla formazione professionale.

Digi-Bonus: sempre la Arbeiterkammer offre una sovvenzione di ulteriori 120 Euro per corsi legati al mondo della digitalizzazione: informatica, internet, programmazione e social media (cumulabile con il Bildungsgutschein).

WAFF: il fondo per la promozione dell’occupazione è un ente della città di Vienna che sovvenziona corsi di formazione, aggiornamento e perfezionamento sia per chi ha un lavoro sia per chi è disoccupato. In base alla propria situazione e al corso possono sovvenzionare anche corsi molto costosi, è sempre un’ottima idea contattarli per una consulenza gratuita.

Bildungskarenz: chi ha lavorato ininterrottamente per almeno 6 mesi può fare richiesta di un periodo di aspettativa della durata massima di un anno, al fine di partecipare ad attività formative. Questa deve essere approvata dal datore di lavoro, il quale si impegna al reintegro del dipendente dopo la conclusione. Durante l’aspettativa si riceve un sussidio statale pari a quello di disoccupazione.

Wiener Sprachgutschein: il comune di Vienna offre per chi proviene da un Paese dell’Unione Europea un buono di 150 Euro una tantum da usufruire presso svariate scuole di tedesco. Per ottenerlo è necessario iscriversi al programma StartWien

AMS: chi riceve una indennità di disoccupazione può richiedere di frequentare un corso di aggiornamento o di tedesco tramite l’ufficio di collocamento (AMS). La richiesta deve essere fatta attraverso il proprio consulente del lavoro (Berater).

Avete utilizzato una di queste sovvenzioni o partecipato ad un corso di formazione? Lasciate la vostra esperienza nei commenti!

Riflessioni Lascia un commento

Questo nuovo lockdown è diventato necessario, ma si poteva evitare

Ho pubblicato questo commento sul nuovo lockdown in Austria nella newsletter inviata ieri. Siccome forse molti di voi non sono ancora iscritti la pubblico anche qui. Se volete ricevere le prossime newsletter (arriva ogni lunedì, gratis), vi potete iscrivere qui.

E’ da ieri che mi chiedo chi abbia sbagliato. 
Se i cittadini, che affollano i centri commerciali e non rispettano le regole, pensando che il coronavirus sia qualcosa che tocca solo gli altri. O il governo, che non è riuscito a far capire alle persone la portata di questa pandemia, ed è arrivato impreparato alla situazione attuale.

Quello che so è che da marzo non abbiamo imparato nulla. E ora chi deve pagare sono nuovamente i bambini che non potranno andare a scuola e le famiglie che devono nuovamente prendersi in carico di tutto. Sperando sempre che questo non sia il colpo di grazia per tantissime aziende e lavoratori.

Questo nuovo lockdown è diventato necessario, ma si poteva evitare.
Sarebbe bastato che ognuno si prendesse le sue responsabilità, si comportasse da persona adulta, pensando non solo a se stessa, ma anche al prossimo. Molti cittadini lo hanno sicuramente fatto, ma tanti altri no. E questo governo non lo ha fatto, giocando invece sui proclami per sembrare forte nell’illusione che la situazione si risolvesse magicamente da sola

Nelle prossime settimane molto probabilmente il numero dei casi scenderà, e a dicembre ci daremo tutti delle grandi pacche sulle spalle dicendoci quanto siamo stati bravi. E poi? Avremo veramente imparato questa volta? O ricominceremo tutto da capo?

Il nuovo lockdown totale inizierà domani martedì 17 novembre e si dovrebbe concludere domenica 6 dicembre. Qui trovate le nuove restrizioni come quelle già in vigore.

I numeri della settimana:

  • i casi attivi in tutta l’Austria sono attualmente 76.453 (16.430 in più rispetto a sette giorni fa)
  • i ricoverati in ospedale 4.178 (+1.186), di cui 599 (+140) in terapia intensiva. I deceduti 1.829 (+418).
  • la regione più colpita è Vienna (15.429) seguita da Alta Austria (14.745), Stiria (12.238), Bassa Austria (10.064), Tirolo (7.870), Salisburgo (5.818), Voralberg (4.299), Carinzia (3.872) e Burgenland (2.188)
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“Rimaniamo uniti”: il nostro ruolo per una Vienna più tollerante

Forse in pochi lo sanno, ma il 16 novembre di ogni anno si celebre la Giornata Internazionale per la Tolleranza. La ricorrenza é stata proclamata dalle Nazioni Unite nel 1996 per celebrare l’adozione della Dichiarazione sui Principi sulla Tolleranza da parte degli Stati Membri dell’UNESCO.

La Dichiarazione afferma che “La tolleranza è rispetto, accettazione e apprezzamento della ricca diversità delle culture del nostro mondo, delle nostre forme di espressione e dei nostri modi di essere umani.“

L’Austria gode di uno stereotipo che la vede come un idilliaco paese di montagna, “Insel der Seeligen”, “L’Isola dei beati”, come la chiamano tutt’oggi i suoi abitanti. La sua capitale Vienna, città quasi ideale, forte di una millenaria tradizione di accoglienza al confine fra oriente ed occidente.

L’Austria é un paese più multietnico di quanto ci si possa immaginare. Ad oggi un quarto della popolazione austriaca ha origini straniere. A questo si aggiunge che il 17% delle persone residenti in Austria sono cittadini di altri paesi.

Vienna é lo specchio di questa diversità. Nel corso di decenni la città ha accolto un sempre crescente numero di persone da tutte le parti d’Europa e del mondo, divenendo un punto d’approdo per molti, in particolare a seguito delle grandi rivoluzioni in Est Europa e nei Balcani. Non é dunque un caso che il 45% dei suoi quasi due milioni di abitanti vengano da un contesto migratorio.

La multiculturalità ha contribuito in maniera fondamentale a plasmare Vienna per come la conosciamo oggi. Le centinaia di migliaia di persone giunte nella capitale hanno trovato spazio ed opportunità per poter esprimere la propria cultura e costumi, costruendo un variegato mosaico sociale.

L’attentato terroristico dello scorso 2 Novembre ha però frantumato l’incantesimo di Vienna come città perfetta, armoniosa e multietnica ed evidenziato nel più doloroso dei modi la sottile linea tra tolleranza ed indifferenza.

Forse Vienna non é così tollerante come la si immaginava? Forse quella che si considerava multiculturalità é solamente una superficiale e disinteressata coesistenza?

La Dichiarazione precisa che “La tolleranza non è concessione, condiscendenza o indulgenza ma un’attitudine proattiva” di riconoscimento.

Per essere veramente tolleranti non ci possiamo limitare ad una superficiale indifferenza ma dobbiamo impegnarci a capire le variegate unicità che ci circondano ed agire per fare in modo che tutti possano godere degli stessi diritti e di pari opportunità per la realizzazione delle loro aspirazioni. Apertura e dialogo sono elementi costitutivi del concetto stesso di tolleranza.

Noi Italiani in Austria siamo al centro di queste dinamiche. Siamo immigrati noi stessi, posti davanti ai diversi problemi con cui molte altre persone si confrontano vivendo in una città ed in una cultura in cui non sono nati.

Nel periodo immediatamente successivo all’attentato terroristico di Novembre, lo slogan “Wir Halten Zusammen”, “Rimaniamo uniti” é stato usato dai cittadini di Vienna per sottolineare lo spirito di solidarietà ed accoglienza della città. É anche nostra la responsabilità di realizzare questa nobile dichiarazione di intenti, cominciando dal conoscere davvero chi ci sta a fianco.

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La lunga notte di Vienna. Una riflessione sull’attentato del 2 novembre

Sono passate appena 24 ore ma lo shock è ancora grande. Vivo a Vienna da 15 anni e per me questa città è sempre stata un’isola felice.

Dove si può passeggiare a tarda notte senza paura, dove tutti rispettano le regole e la società civile è ancora importante. Dove convivono popoli, religioni e modi di vivere completamente diversi in una sola grande città multiculturale.

Ma tutto questo ieri qualcuno ha cercato di portarcelo via. Con un attentato, in pieno centro, tra i bar ed i ristoranti dove le persone stavano trascorrendo ancora qualche ora insieme prima dell’inizio del nuovo lockdown.

Un terrorista ha deciso che questo non andava bene. Kujtim F., ventenne austriaco di origine nord-macedone ha aperto il fuoco su passanti e chiunque fosse nelle vicinanze, uccidendone 4 e ferendone – anche gravemente – oltre 20.

Era già stato arrestato in passato per i suoi legami con il mondo radicale e per aver provato ad andare in Siria con lo scopo di unirsi all’ISIS. Era stato poi rilasciato dopo un programma di riabilitazione che ha indubbiamente fallito.

Un atto solitario, ma che si lega ad una scia di terrore presente in tutta Europa da tanti, troppi anni, e che ora ha raggiunto anche l’Austria.

Gli esperti si aspettavano che prima o poi un attentato sarebbe potuto accadere. Vienna è una capitale nel cuore dell’Europa, con sede di molte organizzazioni internazionali, come l’ONU e l’OPEC, e non è esente dalla presenza di persone radicalizzate.

Le lotte di potere che hanno segnato i servizi segreti ed antiterrorismo austriaci negli ultimi anni – con anche una commissione parlamentare – portando a conflitti anche con gli altri partner europei, hanno inoltre indebolito la capacità di sorveglianza ed analisi dello Stato.

Tutte queste criticità ieri sera si sono scontrate con la cruda realtà della tragedia che ha colpito la popolazione.

Tra i tanti discorsi il ministro dell’Interno ha annunciato che sarà necessario un ripensamento dei programmi di controllo e riabilitazione delle persone radicalizzate, vedremo nei prossimi mesi come questi annunci si trasformeranno in fatti.

Ora è il momento del lutto e della riflessione. Per le vittime, per tutti i feriti e per tutti coloro che sono stati testimoni di questo attentato e dovranno superare la paura.

Ma poi bisognerà anche rialzarsi. Capire dove si è sbagliato, perché questo è stato possibile, e fare in modo che non si ripeta mai più.

E la mia Vienna tornerà quella di prima, scorbutica ed un po’ scontrosa ma come sempre aperta a tutti, di qualunque nazione, etnia o religione.

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Secondo lockdown in Austria: regole e provvedimenti

Visto il drammatico aumento dei nuovi casi di Coronavirus in Austria nelle ultime settimane, il governo ha annunciato ieri durante una conferenza stampa un nuovo lockdown per tutto il Paese.

Le nuove regole entreranno in vigore da martedì 3 novembre e saranno al momento limitate fino a fine mese.

Questi i provvedimenti principali:

  • Sarà vietato lasciare la propria abitazione dalle 20 alle 6. Fanno eccezione motivi di lavoro, passeggiate (senza contatto con altre persone) e motivi di salute o assoluta necessità.
  • Tutti gli eventi, sia all’aperto che al chiuso, saranno vietati, indipendentemente dal numero di partecipanti.
  • Tutte le attività legate al tempo libero, come teatri, cinema, palestre, musei, piscine, zoo e simili rimarranno chiuse.
  • Anche i bar e ristoranti saranno chiusi. Sarà possibile il cibo da asporto come anche le consegne a domicilio.
  • Rimarranno invece aperti negozi, supermercati e parrucchieri, con la limitazione di un cliente ogni 10 metri quadrati.
  • Anche gli asili e le scuole dell’obbligo rimarranno aperte. Le scuole superiori come le università dovranno applicare l’insegnamento a distanza.

Rimangono inalterati gli altri provvedimenti già in vigore:

  • obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi pubblici, taxi e presso qualunque luogo al chiuso accessibile al pubblico. Le visiere e protezioni in plastica non sono permesse.
  • tenere la distanza di almeno 1 metro tra le persone che non siano dello stesso nucleo familiare.

Al momento non sono previste limitazioni sugli spostamenti sia all’interno dell’Austria che con l’Italia.

Per rimanere aggiornati sugli ultimi provvedimenti rimando come sempre alla pagina ufficiale del Ministero della Salute austriaco e a quella dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.
Austria Un commento

7 podcast da ascoltare su Vienna e l’Austria

E’ oramai da qualche anno che i podcast stanno diventando sempre più popolari.

Grazie alla possibilità di ascoltarli con gli smartphone o al computer, sono un ottimo modo per ascoltare contenuti originali e di nicchia che altrimenti non si troverebbero altrove.

Anche in Austria il fenomeno dei podcast sta crescendo, con produzioni interessanti e di qualità sempre maggiore.

Ho pensato quindi di segnalarvene alcuni: ovviamente sono in tedesco, ma quasi tutti con una parlata semplice da ascoltare (e poi si possono mettere in pausa o riascoltare in ogni momento). In fondo alla lista ne trovate anche uno in italiano!

Erzähl mir von Wien: Edith (Michaeler) e Fritzi (Kraus) portano gli ascoltatori alla scoperta di Vienna, delle sue storie, di personaggi curiosi e aneddoti poco conosciuti. Per tutti coloro che credono di conoscere già ogni angolo di Vienna (erzaehlmirvon.wien)

Ganz offen gesagt: un podcast che parla di politica (austriaca) e di tutto quello che ci ruota attorno. In ogni trasmissione intervengano esperti di rilievo nazionale per approfondire l’attualità ed i temi del momento (ganzoffengesagt.simplecast.com)

Flip the Truck: per chi vuole conoscere il cinema austriaco (e tedesco), questo podcast vi porterà alla scoperta delle ultime uscite ma anche di pellicole (semi)sconosciute, dei festival e delle novità dal mondo dello spettacolo (flipthetruck.com)

Falter Radio: la redazione della rivista Falter commenta i principali temi della settimana, con dibattiti accesi, interviste ai protagonisti e un punto di vista mai banale. (falter.at/falter/radio)

Darf’s ein bisserl Mord sein?: un podcast “true crime” che racconta storie di delitti, criminali e misteri successi a Vienna e in Austria. Per chi ama il mistero! (darfseinbisserlmordsein.com)

Stadt Wien Podcast: prodotto dal comune di Vienna, in ogni puntata si parla di un tema legato alla città o ad una fascia della popolazione (i giovani, gli immigrati, gli anziani, ecc.). (wien.gv.at/medien/podcast)

Vino Servus Pod: l’unico podcast italiano di questa lista, parla di vino e cibo a Vienna (in italiano e in tedesco). Creato da Francesca Romana Cordella, esperta di vino, da molti anni a Vienna e che gestisce anche l’omonimo blog. (anchor.fm/vinoservus)

Elezioni Lascia un commento

I risultati finali delle elezioni di Vienna

Sono stati finalmente pubblicati i risultati definitivi delle elezioni di Vienna. Lo spoglio è durato fino a martedì notte a causa dei voti per posta, che per questa elezione sono stati più di 300.000.

Questi i risultati per il consiglio comunale (Gemeinderat), tra parentesi la differenza rispetto al 2015:

  • SPÖ: 41,6% (+2,03%)
  • FPÖ: 7,1% (-23,7%)
  • GRÜNE: 14,8% (+2,9%)
  • ÖVP: 20,4% (+11,1%)
  • NEOS: 7,5% (+1,3%)
  • Team HC: 3,2%
  • LINKS: 2,1% (+0,9%)
  • BIER: 1,8%
  • SÖZ: 1,2%
  • Altri: 0,2%

I numeri parlano chiaro: il partito socialdemocratico del sindaco Michael Ludwig è il grande vincitore.

Alla sua prima elezione, con il partito a livello federale all’opposizione e in grave crisi e nel bel mezzo della pandemia, è riuscito comunque ad aumentare i consensi rispetto al 2015, ed ha ora la possibilità di scegliere il partner di coalizione a lui più congenito.

Importante é anche il risultato dell’ÖVP che, trainato dal “fattore governo” e da programma basato sulle politiche del cancelliere Kurz, ha raccolto molti dei voti della destra raddoppiando i consensi rispetto a 5 anni fa.

I grandi perdenti sono invece l’FPÖ che passa dal secondo al quinto posto, e Heinz-Christian Strache che non è riuscito a superare la soglia di sbarramento.

Negativa è stata anche la partecipazione, che si è fermata al 65,3% degli elettori, rispetto al 74,8% della scorsa volta.

A livello distrettuale, dove anche noi italiani abbiamo potuto esprimere il nostro voto, i risultati hanno portato ad alcune novità.

L’SPÖ è riuscito a diventare nuovamente il primo partito nella Leopolstadt (2. distretto), negli ultimi 5 anni governata dai verdi, come anche a Simmering (11. distretto) che aveva perso per solo 100 voti contro l’FPÖ.

Infine i verdi hanno ottenuto la maggioranza dei voti nella Josefstadt (8. distretto), governata fino ad ora dall’ÖVP.

Se volete analizzare i risultati nel dettaglio vi rimando alla pagina ufficiale del comune di Vienna.