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Paolo Manganiello
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Referendum sul “taglio dei Parlamentari”: informazioni per gli italiani in Austria

Aggiornamento

La data del referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari, in programma il 29 marzo prossimo, è stata rinviata.

Le procedure referendarie in Italia e all’estero sono state quindi sospese, per riprendere quando sarà fissata la nuova data del referendum.

Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, vista l’emergenza sanitaria da Coronavirus, per consentire a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’adeguata informazione sulla scelta che sono chiamati a fare votando sul quesito referendario.


Il 29 marzo 2020 si terrà in Italia il referendum costituzionale per confermare la cosiddetta legge sul “taglio dei parlamentari”.

La riforma riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Per quanto riguarda noi italiani all’estero in particolare, i deputati scenderebbero da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4.

L’Ambasciata d’Italia a Vienna ha comunicato alcune direttive riguardanti la partecipazione al voto per gli italiani residenti in Austria, sia iscritti all’AIRE che temporaneamente all’estero, che vi riporto.

Elettori residenti in Austria ed iscritti all’AIRE

Se siete iscritti all’AIRE le modalità che avete a disposizione per votare sono due:

1. Voto per corrispondenza

In generale la modalità di voto per gli italiani in Austria è per corrispondenza. Questo significa che alcune settimane prima della votazione riceverete all’indirizzo di residenza un plico elettorale per esercitare il diritto di voto.

In caso di variazione del proprio indirizzo è quindi importante comunicarlo tempestivamente all’ufficio AIRE per poter tenere aggiornati gli elenchi (basta inviare copia del nuovo Meldezettel a anagrafe.vienna@esteri.it).

Casomai non riceveste il plico si potrà richiedere un duplicato alla Cancelleria Consolare (le modalità verranno comunicate in seguito).

2. Voto in Italia

In alternativa è inoltre possibile esercitare il voto in Italia, presso il Comune di iscrizione elettorale.

In tal caso bisognerà però far pervenire entro l’8 febbraio 2020 alla Cancelleria Consolare una dichiarazione scritta o il modulo presente a questo link accompagnata da fotocopia di un documento di identità in corso di validità.

Può essere inviata per posta (Cancelleria Consolare, Ungargasse 43, 1030 Vienna), posta elettronica (vienna.elettorale@esteri.it) o consegnata a mano, sempre entro l’8 febbraio.

Se si decide di votare in Italia la legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

Elettori temporaneamente in Austria

Tutti coloro che sanno già che si troveranno temporaneamente in Austria per un periodo di almeno 3 mesi (per motivi di lavoro, studio o cure mediche) nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum hanno la possibilità ricevere la scheda di voto per corrispondenza all’indirizzo in Austria.

Per utilizzare questa opzione è necessario comunicarlo entro il 26 febbraio 2020 al Comune italiano d’iscrizione nelle liste elettorali tramite questo modulo.

L’opzione può essere inviata al Comune – non al Consolato austriaco – per posta, posta elettronica, per posta elettronica certificata, oppure fatta pervenire a mano , anche da persona diversa dall’interessato. Nel sito web indicepa.gov.it sono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei Comuni italiani.

Ulteriori informazioni e aggiornamenti sono presenti sul sito web dell’Ambasciata d’Italia, come anche una lista delle domande e risposte più frequenti.

Paolo Manganiello

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

1 Commento
  1. Avatar NEREO ha detto:

    Grazie Paolo! Sempre pronto a informare sulle novità. Bravo!
    Se si decidesse di votare in Italia, Te dici: “…non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute”. La solita discriminazione per noi italiani(non so ancora per molto se si va avanti così), residenti all’estero. Serve il nostro voto, ma siamo sempre non considerati alla stregua degli altri nostri connazionali.

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