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Paolo Manganiello
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Elezioni in Austria: quelli che non possono votare

Tra esattamente due settimane, domenica 29 settembre 2019, si terranno le elezioni per il rinnovo del parlamento austriaco.

Non voglio parlarvi qui di sondaggi o previsioni su quello che sarà il nuovo governo (ne discuteremo eventualmente dopo le elezioni), ma ci tengo a fare qualche riflessione su un tema che invece lega molti di noi, ovvero il diritto di voto.

Io – come tanti altri – anche vivendo da lungo tempo in Austria non avremo infatti la possibilità di partecipare a queste elezioni. Non è naturalmente una novità: da quello che so in qualunque Nazione sono solo i cittadini a poter esprimere il proprio voto per il Parlamento.

Ma in Austria è un questione molto sentita: sono infatti più di 1 milione le persone sopra i 16 anni che non hanno la possibilità di recarsi alle urne (contro 6,4 di aventi diritto).

A Vienna, polo di attrazione di moltissimi stranieri, si calcola che il 29,5 percento dei residenti non ha diritto di voto (circa il 15 percento su tutta l’Austria) E non stiamo parlando solo di immigrati: sono infatti ben 45.000 i giovani nati in Austria che ogni anno raggiungono l’età per poter votare, ma che non lo potranno fare perché nati da genitori stranieri.

Sono numeri importanti, che vi fanno capire come una grande fetta della popolazione sia esclusa dal processo democratico e da scelte che influenzano anche le loro vite.

In teoria ottenere la possibilità di votare sarebbe semplice: basterebbe prendere la cittadinanza austriaca. Ma molti preferiscono mantenere la propria: alcuni per motivi pratici (il processo è molto lungo e dispendioso e i vantaggi per chi già proviene da un Paese dell’Unione Europea, oltre al diritto di voto, sono quasi nulli), altri per non perdere il legame con il proprio paese di origine o perché si sentono più cittadini europei più che austriaci.

Diversi anni fa avevo già scritto alcune riflessioni su questo tema legandole alle elezioni comunali viennesi e ritengo che possano essere ancora valide. Se nella mia semplice proposta indicavo una residenza continuativa di almeno 3 anni per ottenere il diritto di voto “locale”, perché non permettere di partecipare alle elezioni nazionali dopo 6 anni, ovvero lo stesso tempo di residenza necessario per poter richiedere la cittadinanza, ma senza questo obbligo?

Come già accennavo all’inizio il tema della possibilità di voto per i non cittadini (non chiamiamoci stranieri!) è molto sentito in ampie fasce della popolazione e si trovano spesso iniziative a supporto.

In particolare vi segnalo “Pass Egal Wahl 2019“, che per sensibilizzare organizzerà il 24 settembre in tutte le maggiori città austriache dei seggi elettorali simbolici dove sarà possibile esprimere la propria preferenza di voto, indipendentemente dalla propria cittadinanza. A Vienna il seggio sarà presso la Minoritenplatz, dalle 15:00 alle 20:00. (qui la lista completa per tutta l’Austria)

Qual è la vostra opinione sul diritto di voto? Vorreste votare (anche) in Austria?

Paolo Manganiello

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

6 Commenti
  1. Avatar Lidia ha detto:

    Perfettamente d’accordo. Alla fine seguo più i dibattiti politici austriaci che quelli nostrani. Da notare che i cittadini tedeschi perdono il diritto di voto nel proprio paese dopo un tot di anni (credo 15, ma non ne sono sicura) di residenza all’estero. Lo possono riacquistare solo tornando in Germania per almeno 3 mesi. Purtroppo, però, non hanno automaticamente il diritto di votare in Austria, anche se han vissuto qui per altrettanto tempo. Il problema è sentito anche dai numerosi tedeschi che vivono e lavorano in Austria da decadi e che non vogliono perdere la cittadinanza tedesca. Chissà che il nuovo governo, di qualsiasi colore sia, ne tenga conto (ne dubito fortemente).

  2. Avatar Monika ha detto:

    È una tematica molto interessante. Tempo fa ho letto un articolo che riguardava proprio la problematica che nascerà in futuro quando di fatto la percentuale di chi risiede in Austria ma non ha diritto di votare sarà così alta che i risultati delle elezioni non potranne essere viste nemmeno valide o per lo meno come espressione della volontà del popolo.

  3. Avatar Michela ha detto:

    Mia figlia (18 anni) sta seriamente pensando di prendere la cittadinanza austriaca. Essendo nata e cresciuta qui a Vienna, il pensiero di non poter votare (magari per tutta la sua vita!), la disturba immensamente.
    Comprendo bene il suo pensiero, anch’io soffro molto (ma evidentemente non abbastanza…) di non poter votare per la nazione in cui ho scelto di vivere 34 anni fa!

  4. Avatar NEREO ha detto:

    Hai ragione Paolo! Bisogna fare proporre una proposta di modifica della attuale normativa, da qualche organizzazione politica della futura maggioranza. Come si può votare per le comunali (peraltro regolata dalla Comunità europea) non si capisce il perchè non sia così anche in questo caso.
    Poi, una cosa sulla Nazionalità austriaca: cosa costerebbe? Mi risulta però chi ha la nazionalità austriaca, ha anche altre agevolazioni fiscali in Austria, che in Italia non ci sono.
    Io ad esempio sono un ex dipendente pubblico italiano, ora da 4 anni residente in Austria – Salzburg. Ricevo naturalmente la pensione dall’INPS CON SEDE A ROMA, pertanto devo pagare l’Imposta comunale al Comune di Roma oltre € 500 all’anno, in quanto la miasede fiscale è stata trasferita in automatico, senza avvisarmi, da Trento a Roma. Nella dichiarazione dei redditi DEVO INDICARE SOLAMENTE LE ENTRATE!! Non ho più la possibilità di avere detrazioni, ne per le spese mediche, ne per gli studi dei figli, nessuna di quelle che prima con la residenza in Italia avevo. Non posso avere neanche nessuna deduzione fiscale neanche in Austria, in quanto il mio reddito proviene dall’Italia, quindi qui non posso dichiarare nulla!!!
    Sicchè sono doppiamente penalizzato. Se hai novità in merito fammele sapere, grazie. dr. Nereo

  5. Avatar Claudio Teagno ha detto:

    Sono convinto che sia un problema commune per tutti i cittadini Europei, il diritto di esercitare il voto nel paese dove si risiede dopo anni; dovrebbero i legislatori europei legiferare una legge europea che Tutti i Paesi Europei dovrebbero adottare.
    Oggi 2019 l’Europa che da piccolo studiavo sul sussidiario della De Agostini come “MEC” e’ mia personale opinione e’ lontana da essere una Comunita’ omogenea di Stati, Popoli, Idee e Leggi.
    Comunque continuo per i figli e nipoti sperare che il sogno di avere “Europa” si avveri.

  6. Avatar NEREO ha detto:

    Ne approfitto dell’occasione, un richiesta particolare: Vi è qualcuno che fa la dichiarazione dei redditi in Italia e anche qui in Austria? O solo in Italia? Avete le mie stesse difficoltà e limitazioni nel non potere dichiarare le spese? Se si, fatemelo sapere, la mia mail è nereob@teletu.it in quanto intendo muovermi nelle sedi competenti al fine di fare eliminare questa “DISCRIMINAZIONE VERA E PROPRIA” fra cittadini italiani. Più siamo e più forte sarà la nostra richiesta. Attendo vostre adesioni, ciao.

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