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Dare fiducia alla democrazia per uscire dall’emergenza

Il governo ha recentemente annunciato che il lockdown verrà prorogato sino al prossimo 7 febbraio. Le norme verranno ulteriormente rafforzate con l’introduzione di una serie di nuove misure che entreranno in vigore già dal 25 gennaio. La decisione non giunge inaspettata ed arriva al termine di un periodo di intenso confronto politico.

Già in anticipo sulla fine dello scorso anno, si sono susseguite diverse consultazioni fra il governo, le opposizioni, esperti e le parti sociali per discutere i provvedimenti da adottare al decorrere del termine dell’attuale lockdown. Come risultato, un numero di proposte, dai “Freitesten” (che addirittura prevedeva il rilassamento delle misure lo scorso 17 Gennaio) sino ai “Reintesten“, sono state da allora avanzate, riviste e da ultimo abbandonate.

Per quanto la confusione creata dai continui ripensamenti delle scorse settimane abbia finito per amplificare il generale senso di incertezza e possa sulle prime essere risultata frustrante, dovremmo invece vedere questi cambi di rotta come effetti di un processo positivo.

Per uscire da questa ormai quotidiana emergenza, la cooperazione fra le diverse parti della società è l’unica via per la formulazione di proposte affidabili, tanto nel breve quanto nel lungo termine. Proposte che prendano in considerazione i bisogni di tutte le fasce della popolazione e categorie professionali, garantendo che nessuno rimanga privo del necessario supporto.

Il Parlamento è – e deve essere – al cuore di questo processo.

Come dice il nome stesso, il Parlamento è l’organo per eccellenza preposto allo scambio di opinioni, quale incarnazione del pluralismo che contraddistingue uno stato democratico.

Il dibattito che ne identifica la ragion d’essere, assume un ruolo centrale per trovare il necessario compromesso che porti a decisioni condivise e finalizzate al bene della collettività.

Al contempo, i procedimenti complessi che dettano il suo funzionamento prevengono l’adozione di decisioni affrettate. L’intrinseca azione di supervisione costituisce un’importante difesa contro i danni che provvedimenti a sola tutela di porzioni della cittadinanza e di breve efficacia potrebbero portare alla società civile ed al paese intero.

Tale attività però richiede i suoi tempi. Soprattutto in questo periodo di costante urgenza, non possiamo cedere alla fretta di accontentarci di soluzioni parziali.

Il sistema democratico, con i suoi principi, istituzioni, processi, pesi e misure, è il migliore strumento a nostra disposizione per la costruzione collettiva di decisioni comuni per il futuro di tutti.

Non possiamo uscire da questa crisi da soli. Nell’apprestarci a nuove difficili settimane tutti noi dobbiamo fare la nostra parte: seguendo le norme sanitarie, sottoponendosi a test e vaccini; informandoci da fonti accurate; esprimendo opinioni; ed infine, riponendo fiducia nella democrazia.

Foto © Parlamentsdirektion / Johannes Zinner

Scritto da Francesco Marrella

Arrivato a Vienna nel 2017 dopo cinque anni a Londra, si occupa di diritti umani e democrazia in organizzazioni multilaterali.

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