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Uomini che odiano le donne

La settimana scorsa si è tornato a parlare in Austria di femminicidio, dopo che due donne sono state uccise dai rispettivi partner. Sono già undici le vittime quest’anno e purtroppo non saranno le ultime.

Una statistica è stata in particolare riportata da molti quotidiani: in base ai dati Eurostat, l’Austria è l’unico Paese in Europa dove vengono uccise più donne rispetto agli uomini (dati 2017). Anche nel 2020, su 43 omicidi, 31 sono state donne. Un numero alto per un Paese come l’Austria che ha solo otto milioni di abitanti. Sempre in base ai dati Eurostat l’Austria ha avuto infatti 0,98 femminicidi per 100.000 abitanti, mentre l’Italia “solo” 0,43 (dati 2018).

È un problema che, come anche in altri Paesi, viene sottovalutato e torna alla ribalta solo dopo fatti tragici come quelli appena accaduti. Ma perché non si riesce a cambiare questa situazione?

In Austria le leggi di prevenzione ci sono, come anche le possibilità per chiedere aiuto. Il governo dopo gli ultimi fatti ha anche promesso di aumentare i fondi e di avviare una campagna di sensibilizzazione sul tema. Ma quello che manca come spesso accade è un cambio di mentalità. Sia da parte delle autorità – che troppo spesso minimizzano i problemi e non applicano le normative vigenti – che soprattutto da parte degli uomini.

Purtroppo l’Austria è un Paese ancora molto conservatore per quanto riguarda la parità di genere. Leggevo proprio ieri i risultati di un sondaggio: secondo il 32% degli intervistati, il ruolo degli uomini in famiglia è solo quello di guadagnare lo stipendio, mentre quello delle donne è di occuparsi della casa e della famiglia. O ancora: il 75,2% delle donne ha solo un lavoro part-time perché deve occuparsi della famiglia, mentre il 92,6% degli uomini lavora a tempo pieno.

Sono dati che fanno riflettere. Quello che è necessario affinché la situazione cambi è stato discusso tante, troppe volte: bisogna che si crei una parità reale tra uomini e donne, non solo a parole. Nel lavoro, nella vita di coppia e nella gestione dei figli. È un lavoro lungo ma necessario – non solo in Austria. Mi auguro che si inizi al più presto, prima che vengano pubblicate altre tragiche statistiche.

Aggiornamenti Coronavirus

A meno di dieci giorni dalle previste aperture, la situazione in Austria è in costante miglioramento, il che fa sperare che non ci saranno modifiche al piano presentato. In tutte le regioni l’indice di casi positivi è in diminuzione e anche a Vienna la situazione sembra finalmente sotto controllo.

Dopo alcuni tentennamenti nelle scorse settimane il sindaco Michael Ludwig ha confermato che anche la capitale seguirà il piano di riaperture proposto dal governo per il 19 maggio, con la riapertura di ristoranti, bar e attività culturali. Oggi è prevista una conferenza stampa in cui verranno svelati tutti i dettagli.

Le vaccinazioni nel frattempo continuano a buon ritmo, a oggi 2.6 milioni di persone hanno ricevuto una prima dose, e quasi un milione già la seconda. Si prevede che nelle prossime settimane verrà estesa la possibilità di vaccinarsi a molti nuovi gruppi di popolazione. Se non lo avete ancora fatto è consigliato quindi pre-registrarsi tramite il sito web impfservice.wien.

Dal 15 maggio ingresso libero in Italia

Il premier Mario Draghi ha annunciato che dopo il 15 maggio la quarantena per coloro che entrano in Italia dai Paesi dell’Unione Europea (e quindi anche l’Austria) non sarà più necessaria. In attesa del “passaporto verde” europeo, l’Italia introdurrà infatti un pass nazionale, che permetterà sia di spostarsi tra le regioni sia di entrare dall’estero senza quarantena, a patto che si possa dimostrare di essere guariti dal coronavirus, vaccinati o negativi a un tampone. Una ordinanza apposita verrà presentata nei prossimi giorni con maggiori dettagli.

I numeri della settimana

  • casi attivi in tutta l’Austria sono attualmente 16.793 (5.538 in meno rispetto a una settimana fa)
  • i ricoverati in ospedale sono 1.270 (-296), di cui 409 (-67) in terapia intensiva. I deceduti sono 10.382 (+137).
  • la regione con l’indice per 100.000 abitanti più alto è attualmente il Vorarlberg (166), seguita da Stiria (132), Tirolo (115), Alta Austria (112), Carinzia (102), Salisburgo (91), Vienna (84), Bassa Austria (74) e Burgenland (53).
  • riguardo ai vaccini, il numero totale di persone che hanno ricevuto almeno una dose sono 2.651.653 (35,2% della popolazione), di cui 513.185 a Vienna.

Check up gratuito della bicicletta

Come ogni anno il partito dei verdi di Vienna offre per tutta l’estate un servizio gratuito tramite il quale far controllare le condizioni della propria bicicletta (ed effettuare piccole riparazioni). I meccanici e volontari sono presenti ogni giorni in una piazza diversa, il calendario lo trovate sul sito ufficiale della Grüne Radrettung.

Una nuova aggiunta ai medici italiani a Vienna

Ho aggiunto questa settimana la Dr. Rossella Angotti-Arthofer, specializzata in pneumologia, alla lista dei medici italiani (o che parlano italiano) presenti a Vienna. La dottoressa ha un suo studio nel 2º distretto e accetta tutte le casse malati. Per maggiori informazioni vi rimando al suo sito web lunge-leopoldstadt.at.

Sposarsi a Vienna: consigli da chi ci è già passato

Proprio oggi è il mio anniversario di matrimonio, ho pensato quindi di ripescare per voi due articoli che avevo scritto a riguardo, con consigli e idee nel caso voleste anche voi fare il “grande passo”:

Una passeggiata a visitare i canguri

Per chi ha bambini, ma anche per chi ama gli animali, a pochi chilometri fuori da Vienna c’è la fattoria dei canguri (Kängurufarm). Ideale per una escursione in giornata ora che sembra veramente arrivata la primavera. Tutti i dettagli ve li racconta Pier in questo nuovo articolo sul blog.

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A lunedì prossimo!

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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