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Politica
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Oggi è una giornata da ricordare

elezioni-referendum-giornata-ricordare-viennaNon sono solito scrivere di politica su questo blog, ma oggi è una giornata molto particolare, e voglio prendermi la libertà di sfruttare questo (mio) spazio per fissare alcuni pensieri e condividerli con voi.

Per i futuri lettori che ripasseranno di qui tra qualche anno, oggi sia nel Paese in cui vivo (l’Austria) che in quello dove sono nato (l’Italia) si svolgono due elezioni considerate da molte come uno spartiacque per il futuro: da una parte l’elezione del Presidente della Repubblica, dall’altra un referendum sulle modifiche alla Costituzione.

Qui ci sarebbe da fare innanzitutto una lunga premessa sul fatto di vivere all’estero e sul diritto di voto, che in questa giornata diventa lampante: sono mesi che seguo i giornali e le campagne elettorali, aspettando che il Presidente in Austria venga finalmente eletto per capirne le conseguenze sulla mia vita di tutti i giorni, ma invece quello per cui ho potuto scegliere è un cambiamento in Italia le cui conseguenze probabilmente non mi toccheranno mai. Purtroppo questa è la situazione di chi vive all’estero e bisogna accettarlo.

Da spettatore di entrambe le campagne elettorali ho visto molte somiglianze: entrambe sono state brutte e deprimenti, giocate sulla personificazione dei contenuti e la demonizzazione dei candidati,  invece che sulla discussione dei temi e la presentazione di argomenti a favore o contrari. Purtroppo è una tendenza che si sta estendendo in tutto il mondo (mi vengono in mente le campagne per il Brexit e l’elezione del Presidente degli Stati Uniti), e con conseguenze secondo me veramente catastrofiche per il discorso politico. Il risultato di campagne di questo tipo è infatti di allontanare dalla politica le persone più ragionevoli – mettendo invece in luce quelle più estremiste – rendendo ogni campagna una corsa a chi urla di più.

Parliamoci chiaro, in entrambi i Paesi indipendentemente dal risultato domani mattina non ci sarà nessuna rivoluzione: ci alzeremo – maledicendo il lunedì – e continueremo con la nostra vita. Ma le conseguenze sulla partecipazione politica dei cittadini, sul creare un Paese unito di fronte alle difficoltà per renderlo migliore, quelle credo si stiano già delineando adesso, e sono purtroppo negative, sia in Italia che in Austria.

Non voglio – e non posso – approfondire di più riguardo alla situazione italiana vivendola solamente dall’esterno ed a distanza, ma vorrei spendere ancora alcune parole sulle conseguenze della situazione in Austria.

Per come si è svolta in questi lunghi 8 mesi, la campagna elettorale austriaca ha avuto dal mio punto di vista come unica conseguenza quella di danneggiare il ruolo del Presidente della Repubblica. La perdita di fiducia nei grandi partiti tradizionali che non sono riusciti a presentare dei candidati validi, i toni veramente esasperati in tutte le discussioni e la ricerca continua di mettere in luce negativa il candidato avversario ha creato una situazione paradossale: molti cittadini non vogliono votare uno dei due candidati perché lo ritengono il più adatto al ruolo di Presidente, ma solamente per evitare che l’altro assuma questa carica.

Purtroppo è – secondo me – una conseguenza delle modalità di scelta del Presidente, ovvero tramite elezione diretta invece che dal Parlamento come in Italia. In questo modo la corsa alla presidenza si trasforma in una vera e propria campagna elettorale dai toni sempre più accesi, invece di essere un momento di catarsi collettiva in cui scegliere la persona più adatta e “super partes” per questo ruolo. Ricordiamo che i poteri del Presidente in Austria sono praticamente gli stessi di quello italiano: può avere una certa influenza sulla composizione del governo e nella promulgazione delle leggi, ma i suoi poteri sono in fin dei conti molto limitati, ed è un ruolo per lo più di rappresentanza.

Cosa succederà da domani? Come in tutte le corse raggiunto il traguardo ci si fermerà un attimo, si tirerà un respiro e ci si calmerà tutti. Rispetto all’inizio di questa campagna elettorale in panorama politico sia in Austria – con un nuovo presidente del consiglio – che in Europa è molto cambiato. Il partito di destra FPÖ rimane ancora primo tra i sondaggi e sono varie settimane che si sta parlando di nuove elezioni politiche in base al risultato delle elezioni odierne, probabilmente un fatto più di calcolo che di vera necessità, ma lo vedremo nelle prossime settimane.

Qualunque sia il risultato ricordatevi che presto è Natale, e ci sarà un nuova – e più importante – scelta da fare che dividerà ancora di più le famiglie: pandoro o panettone? :-)

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004 e mi occupo di programmazione, consulenza web e marketing. Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

4 Commenti
  1. Ann ha detto:

    Buongiorno Paolo, nn so dirti nulla x ciò che riguarda l’Austria, ma sono perfettamente daccordo con te sul fatto che purtroppo la gente alla fine vita più x la persona e non per il contenuto delle vorazioni stesse, inoltre io direi che oggi tutti i politici sono uguali, va via uno, torna l’altro ma il risultato è sempre lo stesso, chiunque arriva non sistema gli errori già esistenti, anzi forse ne accumula degli altri….è solo un parlare, parlare e ancora parlare, ma tutti sprecano i soldi dei cittadini. I politici?? Chi sono? Cosa fanno per i cittadini? Sono uomini pronti a scontrarsi tra di loro dimenticandosi il vero motivo del perchè sono stati eletti.. E adesso da noi in Italia si ricomincia☹️️Grazie di avermi dato l’opportunità di dire il mio pensiero, ti auguro una buona giornata ed una felice permanenza in Austria.

  2. Veronica ha detto:

    Io ne pandoro ne panettone perché sono intollerante al lievito chimico
    Tristezza a parte, è proprio vero che molti non hanno dato peso ai contenuti ma meramente ai personaggi politici “in gioco”..che tristezza!!

  3. Tomas ha detto:

    I poteri del Presidente della Repubblica in Italia sono molto ampi: ricordo solo il potere di nomina del Primo Ministro e dei Ministri, di sciogliere le camere, di dichiarare guerra, di Presidente del Consiglio superiore della Magistratura. Per vederlo realizzato, basti ricordare cosa ha fatto Napolitano nel 2011 quando ha nominato Monti mandando a casa Berlusconi. Dopo le elezioni ha nominato Enrico Letta che, sfiduciato, ha lasciato il posto a Renzi, che ora si é dimesso per aver perso il Referendum. In Austria l’elezione di Hofer avrebbe portato certamente cambiamenti, ma in Italia la caduta di Renzi é in vero e proprio terremoto. Vediamo.

  4. Walter ha detto:

    Al termine delle due elezioni mi sembra di poter evidenziare che i grandi timori presenti in Austria quanto in Italia sono sempre quelli per Banche, populismo, instabilità politica ed economia, eccesso di stranieri….
    In Europa questa instabilità preoccupa perché l’acquisto di materie prime pagate in dollari americani crea meccanismi economici ben noti soprattutto in Italia (es. inflazione).
    Preoccupa anche il sistema bancario Italiano l’instabilità politica-economica di far fronte ad un eccesso di debito pubblico.
    Forse, finché c’è Draghi alla Presidenza della BCE, come Italiani ne potremmo trarre vantaggio, ma il dopo Draghi come si prospetterà per l’Italia?
    Questione emigranti: io presumo che l’Italia segretamente abbia fatto un patto con la malavita e forse con gli estremisti islamici:Noi accettiamo gli immigrati e voi , in cambio, non fate attentati sul territorio italiano.
    Ognuno ha da guadagnarci e da fare (rectius, continuare) il proprio business.

    Austria, non è più l’Austria Felix, anche le celebrazioni per il Centenario della morte di Franz Joseph sono state svolte senza troppo clamore, Tirol e SuedTirol a parte.
    Non mi sembra che l’Austria oggi sia favorevole ad una monarchia o abbia pensieri nostalgici per gli Asburgo.
    Diversamente in Italia, la contesa fra i due rami della Famiglia già regnante si è riaccesa, dopo che la Famiglia Borbone ha deciso di abolire la c.d. “Legge Salica”, e il principe ultimo nato, discendente diretto di coloro che furono Re d’Italia, non ha figli maschi.
    Ci troviamo così con una famiglia che ha soldi ma non ha discendenti maschi, ed il ramo collaterale che ha figli maschi ma non ha i soldi.
    A chi spetta risolvere la questione ? Non certamente ai Senatori del Regno o ad un collegio dei Probiviri …a loro volta suddivisi tra le due famiglie.
    Vedremo in futuro

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