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Lucilla
Storia di Vienna
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Klosterneuburg e la leggenda del velo della pia Agnese

C’è una leggenda intorno alla costruzione dell’abbazia di Klosterneuburg (Stift Klosterneuburg), documentataci fino ai giorni nostri dal lontano XIV secolo. Protagonisti il margravio Leopoldo III di Babenberg (poi solo Leopoldo il Santo) e la sua pia mogliettina Agnese di Waiblingen, figlia dell’imperatore Enrico IV. Scenario: la terrazza (o la finestra?) della residenza dei due novelli sposini a Kahlenberg (oggi Leopoldsberg) a pochi chilometri da Vienna, otto giorni dopo la celebrazione del loro matrimonio. Periodo: XII secolo.

Il margravio Leopoldo e consorte stavano conversando e oggetto del loro fitto chiacchierare era la futura costruzione di un monastero da quelle parti, quando un refolo di vento impertinente e beffardo si portò via il preziosissimo velo indossato dalla nostra Agnese. Inutile dire che il margravio promise alla sua dolce metà che glielo avrebbe ritrovato e riportato intatto e così, assieme ai suoi servitori, mosse mari e monti… eh… mosse valli e colline per cercarlo. Leopoldo giurò anche che nel luogo esatto dove il vento avrebbe posato il prezioso velo, egli avrebbe dato il via alla costruzione del monastero.

Passano gli anni, 8 (o 9 secondo alcune versioni) per la precisione, ma del velo nessuna traccia, quando un giorno, durante una battuta di caccia, il nostro margravio ritrovò proprio il prezioso velo, integro, posato su di un sambuco in fiore. Complici, forse, i cani che avevano indirizzato Leopoldo verso quel punto, potete immaginare lo stupore e la meraviglia dipinti sul volto dell’uomo, che attribuì il ritrovamento ad un chiaro disegno divino (e secondo alcune fonti al margravio sarebbe apparsa anche la Madonna): quello sarebbe stato il luogo designato per la costruzione dell’abbazia. Fu così che, secondo la leggenda, nacque il Klosterneuburg.

Ad avvalorare questa suggestiva storia il maestoso bronzeo candeliere a sette braccia che ancora oggi fa parte dei tesori del monastero di Klosterneuburg, e che, secondo alcune fonti, conterebbe al suo interno della parti di legno di “quel” sambuco e che già nel Medioevo era conosciuto come “Hollunderbaum”, albero di sambuco. (In verità l’inserimento di una parte in legno sarebbe avvenuto nel XVII secolo per rafforzare una parte interna). Per non parlare del prezioso velo di seta e pizzo con inserti in oro, che nel XV secolo era venerato come reliquia della Madonna e che si trova esposto in una sala del monastero.

Oggi è possibile visitare l’imponente complesso del Klosterneuburg che, nel corso della storia, è stato residenza dei Babenberg e degli Asburgo; tra la chiesa romanica con suoi campanili a guglia in stile barocco ed i suoi incantevoli affreschi, la cappella di San Leopoldo con il celeberrimo Altare di Verdun (realizzato nel 1181 da Nicola da Verdun) e le sue splendide tavole in smalto ed oro, la tomba di Leopoldo III, la biblioteca e il museo con le tavole gotiche, la rappresentazione dell’albero genealogico dei Babenberg e le opere di oreficeria barocca, la camera del tesoro con la corona arciducale austriaca… fino ai vigneti e alle cantine sotterranee dove poter assaggiare e portare a casa del rinomato vino, Klosterneuburg è sul serio un luogo leggendario, dove compiere un viaggio che è un ritorno al passato, tra storia, fantasia e realtà.

L’abbazia di Klosterneuburg è raggiungibile da Vienna con l’autobus 400 o 402 dalla stazione di Heiligenstadt (U4) o con la S40 da Spittelau (U6). Ingresso € 9,- , aperta tutti i giorni (09-18 estate, 09-16 inverno). Maggiori informazioni stift-klosterneuburg.at.

Lucilla

Scritto da Lucilla

Sono nata a Livorno nel 1981, e mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere con una tesi su Arthur Schnitzler. Vienna è per me una "Città dei Sogni", sospesa tra passato e presente: dall'architettura barocca allo Jugendstil, dalla Staatsoper ai centri industriali fino ai quartieri più periferici dove si può gustare una tipica Wiener Schnitzel o un esotico Kebab. Inutile sottolineare che per quasi cinquant'anni è stata la città dei sogni di Freud!

2 Commenti
  1. Donatella ALVINO-ROSA ha detto:

    Se posso permettermi un’osservazione, da esperta nel settore, è che i Babenberg non sono stati affatto “principi-arcivescovi”, come quelli di Salisburgo. L’unico vescovo della famiglia è stato il figlio di Leopoldo III, peraltro vissuto a Friburgo.

    1. Grazie dell’osservazione, il refuso è stato corretto.