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17 musei per un futuro sostenibile

Il Museo. Basta la sola parola per riportare alla mente dedali di corridoi infiniti, rivestiti di bacheche stracolme di oggetti e tappezzate da didascalie incomprensibili. Per quanto ancora legati ad un immaginario ottocentesco, i musei si sono invece evoluti in maniera radicale nel corso degli ultimi decenni.

Proprio a Vienna nel 2007 l’International Council of Museums (ICOM) ha adottato quella che è riconosciuta come la più autorevole definizione di ciò che un Museo dovrebbe essere nel mondo contemporaneo: “…un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.”

Nulla a che vedere dunque con sole vetrinette e plastici. I musei del nostro tempo aspirano ad essere istituzioni democratiche, al servizio della società, concentrate sulle sue trasformazioni e col fine di servirne lo sviluppo. Ecco perché è intrinseca natura dei musei l’essere dei luoghi politici.

L’avvenuto compimento della trasformazione dei musei in attori di cambiamento sociale oltre che culturale, è al cuore del progetto “17 Musei X 17 Sustainable Development Goals” lanciato lo scorso Febbraio da ICOM Austria in cooperazione con il Ministero Federale per Arte, Cultura, Servizio Civile e Sport.

L’iniziativa coinvolge 17 musei di varie dimensioni e sparsi sull’intero territorio austriaco a cui sono stati associati altrettanti Sustainable Development Goals (SDGs), ovvero gli obiettivi che l’ONU si è posto quali priorità da raggiungersi entro il 2030 per garantire lo sviluppo sostenibile dell’umanità. Tramite laboratori e consultazioni aperti a tutta la cittadinanza, sarà compito dei diversi musei quello di sviluppare dei programmi che mirino a progredire l’SDG a loro assegnato.

Il progetto riconosce quindi il ruolo centrale che le istituzioni museali possono avere nei più ampi processi politici e sociali di una democrazia. Ciò in quanto spazi inclusivi, aperti al dialogo fra e con la cittadinanza, atti alla riflessione su tematiche sensibili e capaci di offrire conoscenze e strumenti per facilitare la creazione di proposte condivise per il futuro costruite sulla comprensione del passato.

Una simile dichiarazione d’intenti stride però col fatto che proprio il settore culturale sia stato sacrificato senza troppi patemi sin dall’immediato inizio della pandemia, venendo colpito più di altri da misure draconiane non sempre del tutto giustificabili.

Da Vienna Riccardo Muti nel suo discorso di chiusura del Concerto di Capodanno 2021 esortò i governi a “considerare sempre la cultura come uno degli elementi primari per avere una migliore società nel futuro.” Speriamo allora che “17 Musei X 17 SDGs” sia l’inizio di una inversione di tendenza in questa direzione.

Potete trovare maggiori informazioni riguardo “17 Musei X 17 SDGs” e la lista dei musei che vi partecipano a questo link: https://www.bmkoes.gv.at/Kunst-und-Kultur/Neuigkeiten/Aufaktveranstaltung-Auslosung-17Museen-x-17SDGs0.html

Scritto da Francesco Marrella

Arrivato a Vienna nel 2017 dopo cinque anni a Londra, si occupa di diritti umani e democrazia in organizzazioni multilaterali.

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