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Paolo Manganiello
Burocrazia
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Iscrizione AIRE e rilascio del passaporto: alcune novità dall’Ambasciata di Vienna

L’Ambasciata d’Italia a Vienna ha comunicato alcune novità interessanti per facilitare le procedure burocratiche, in particolare relative all’iscrizione all’AIRE e al rilascio del passaporto.

Iscrizione online all’AIRE

Da aprile è possibile effettuare l’iscrizione all’AIRE direttamente online tramite il portale Fast It.

Bisogna innanzitutto registrarsi al portale, poi accedere alla sezione “Anagrafe consolare e AIRE” e selezionare la funzione “Richiedi l’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani all’Estero”. Sarà poi necessario compilare un modulo, stamparlo e tramite scansione ricaricarlo sul portale insieme ad una copia di un documento di identità e del certificato di residenza in Austria (Meldezettel).

La richiesta non viene in ogni caso automaticamente accettata: i dati verranno inviati all’ufficio responsabile del Consolato di Vienna che farà convalidare la richiesta al Comune di competenza in Italia. Lo stato di avanzamento della pratica sarà in ogni caso visibile all’interno del proprio profilo sul portale online.

Al momento non risulta purtroppo ancora attiva la funzione per comunicare una variazione della propria residenza. Per fare questo rimane quindi necessario comunicarlo direttamente al Consolato, per un semplice cambio di residenza in Austria basta inviare una nuova copia del Meldezettel per e-mail (anagrafe.vienna@esteri.it).

Passaporto: più appuntamenti e procedura per casi urgenti

Il rilascio del passaporto presso la Cancelleria Consolare di Vienna è normalmente possibile solo tramite appuntamento che deve essere preso attraverso un sistema di prenotazione online. Anche a causa dell’aumento di connazionali in Austria negli ultimi anni questa procedura è sempre stata complicata, comportando anche una attesa di vari mesi per ottenere il documento.

Per migliorare questa situazione, la Cancelleria Consolare di Vienna ha deciso da maggio 2018 di potenziare l’ufficio responsabile per il rilascio dei passaporto con del personale aggiuntivo, in modo da incrementare il numero degli appuntamenti che saranno disponibili sul portale.

Da settembre 2018 la calendarizzazione degli appuntamenti avverrà inoltre su base mensile. In pratica il 1 giorno di ogni mese verranno resi disponibili tutti gli appuntamenti per il mese successivo (per esempio il 1 settembre saranno visibili le date per ottobre e così via). Sarà quindi possibile prendere appuntamento fino ad esaurimento posti. Si consiglia in ogni caso di controllare il calendario periodicamente, in quanto a seguito di disdetta o cancellazione si potrebbero liberare nuovi appuntamenti.

Inoltre è stata decisa una procedura per i casi urgenti con cui sarà possibile presentare l’istanza di rilascio senza previo appuntamento direttamente in Consolato, con le seguenti modalità:

  • il servizio sarà disponibile ogni primo lunedì del mese dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.
  • sarà necessario presentarsi di persona e in base all’ordine di arrivo verrà rilasciato un appuntamento in base alla capienza massima disponibile nella giornata.
  • sarà necessario provare la comprovata urgenza e necessità del documento (per esempio biglietti aerei o ferroviari già acquistati con partenza prevista non oltre 14 giorni dal giorno della richiesta).
  • per il rilascio del passaporto tramite questa procedura d’urgenza sarà necessario versare € 50,- (oltre al costo complessivo del passaporto di € 116,-)

Maggiori informazioni dettagliate su queste nuove disposizioni sono presenti sul sito web dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.

Immagine di Joel Filipe da Unsplash

Paolo Manganiello

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

5 Commenti
  1. Giacomo ha detto:

    Quindi, mi pare di capire che – nonostante il potenziamento del personale dell´Ufficio – il sistema di prenotazione online rimane lo stesso. Mah… vedremo fra un anno se avrà portato davvero ad una riduzione dei tempi di attesa.

  2. Lidia ha detto:

    Domanda provocatoria. Ad agosto 2019 devo andare in Giappone, a luglio 2019 mi scade il passaporto. Premesso che fino a marzo mi serve per andare negli USA, faccio a tempo ad averne uno nuovo o mi conviene tentare di prendere la nazionalità austriaca? Se uno perde il turno quando aprono le prenotazioni slitta di due mesi!
    Riguardo poi la registrazione all’AIRE per via telematica. Ho provato via e-mail un paio d’anni fa (era quasi un cambio d’indirizzo, bastava aggiornare i dati con il nuovo Meldezettel), è durata sei mesi e si è mossa solo dopo quattro solleciti, di cui uno di persona, causa imminenza del referendum. Mi secca doverlo ammettere, ma Bxl con molti più connazionali funzionava incredibilmente bene.
    Confidiamo che la velocizzazione del servizio vada a buon fine!

  3. Sophia ha detto:

    In Germania:
    Einen Express-Reisepass könnt ihr schon 48 Stunden nach Eingang des ausgefülllten Antrages bei der Bundesdruckerei abholen. Hierfür sind die Reisepass-Kosten leider auch höher:
    91,00 Euro.

    In Italia:
    116€ + 50€ se si ha bisogno del rilascio urgente del documento!
    Totale=165€!

  4. Gianluigi ha detto:

    QUELLO CHE NON DICONO DELL’AIRE,
    Dopo un congruo periodo di tempo in Austria ho creduto opportuno di iscrivermi all’AIRE e compiere il mio dovere di cittadino italiano (è un obbligo di legge), speranzoso altresì di semplificare la fiscalità con magari qualche piccolo vantaggio economico.
    Ho compiuto con successo tutti i passi per l’iscrizione online e già la prima sorpresa:
    a parte una e-mail informale dell’ufficio anagrafe del mio comune , non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale scritta, ne’ in Austria ne’ in Italia, ne’ tantomeno nel portale attraverso cui mi sono iscritto.
    Venendo dal paese della burocrazia e delle carte bollate, l’unica attestazione ricevuta è stata quella e-mail (non ovviamente una PEC, peraltro anch’essa invenzione tutta italiana) che avrebbe potuto essere scritta dalla donna delle pulizie durante una assenza fisiologica del mittente dalla scrivania: un testo assolutamente non presentabile come attestazione di una avvenuta iscrizione a qualcosa, perfino il circolo fungaioli del mio paese almeno una lettera di benvenuto ai nuovi soci la spedisce!
    La cosa che però mi ha dato fastidio di più, è che nessuno dice che una volta iscritti la propria abitazione in Italia diventa automaticamente SECONDA CASA, e come tale “munta” da IMU e balzelli vari. Per di più in questo caso la comunicazione tra uffici pubblici diventa straordinariamente efficiente e i “mungitori” vengono informati ben prima dell’interessato che ovviamente non lo sa e si troverà ad aver a che fare con more e sovrattasse gli anni successivi.
    E’ assolutamente vergognoso che benché la vita all’estero sia in qualche modo una condizione obbligata per campare o avere una vita più decorosa e che facendolo si liberino posti di lavoro in Italia o comunque si riduca il numero di disoccupati che gravano sull’immagine dell’Italia, si venga poi considerati dei privilegiati e quindi ulteriormente tassati.
    Io mi sono iscritto di nuovo all’anagrafe del mio comune (notare che all’AIRE ti puoi iscrivere online, ma la cancellazione va fatta di persona in Comune..) e consiglio tutti di pensarci bene, perché L’AIRE è un obbligo di legge ma non esistono sanzioni per chi non provvede, mentre perdendo la residenza italiana si viene considerati dei nababbi da spremere ad ogni occasione…

    1. Lidia ha detto:

      Premesso che finora ho sempre ricevuto una raccomandata dal comune italiano ad ogni cambio di residenza all’estero, la storia della casa è vergognosa, concordo! Da quanto ho capito, si tratta però d’interpretazione dei singoli comuni. Il mio, per esempio, considera la casa in Italia una seconda casa… anche se uno all’estero è in affitto, mentre il comune vicino no. Dovremmo fare una petizione o una class action per sensibilizzare il nostro paese al problema. Personalmente considero di prendere la cittadinanza austriaca e vendere qualsiasi cosa eventualmente rimasta in Italia.

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