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I quesiti del referendum… e chi li capisce?

Ieri sera tornato a casa ho trovato nella cassetta della posta il plico dell’ambasciata italiana con le schede per la votazione per corrispondenza del referundum del 12. e 13. giugno per gli italiani all’estero.

Ammetto che ho avuto un momento di gioia, perchè già temevo che la busta non sarebbe arrivata e che mi sarei dovuto recare personalmente al consolato di Vienna. A proposito: se fino al 29. maggio non avrete ancora ricevuto il plico elettorale, mettetevi in contatto con l’ambasciata per chiarire la vostra posizione elettorale.

All’interno della busta c’erano le quattro schede elettorali, due buste e le istruzioni per votare correttamente. Mi ricordavo che i quesiti riguardavano il nucleare, il legittimo impedimento e due la privatizzazione dell’acqua.

Ho quindi aperto la prima scheda per leggere attentamente il testo e … orrore! Il testo di ogni quesito è scritto completamente in linguaggio “giuridico/burocratico”, con un carattere piccolissimo ma comunque lunghissimo e in pratica difficilissimo da capire.

L’esempio più lampante è la scheda con il quesito sul nucleare, con un testo di più di 30 righe scritte piccolissime che nessuno (se non munito di lente di ingrandimento e molta pazienza) leggerà mai fino in fondo. Il problema è che molti leggeranno nucleare sulla scheda, e faranno una croce sul no, essendo contrari, ma siccome i referendum sono solo abrogativi, avrebbero dovuto fare una una croce sul sì, affiche la legge venga abolita.

Quindi attenzione a dove mettete il segno! I referendum sono sempre abrogativi (ovvero eliminano una legge), quindi se siete contrari per esempio alla privatizzazione dell’acqua , dovete mettere una croce sul si, e allo stesso modo per gli altri quesiti referendari.

Per darvi una mano ecco quindi un piccolo riepilogo dei quesiti diviso per color della scheda:

  • Referendum popolare n. 1 – scheda di colore ROSSO – “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”;
  • Referendum popolare n. 2 – scheda di colore GIALLO – “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”;
  • Referendum popolare n. 3 – scheda di colore GRIGIO — “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”;
  • Referendum popolare n. 4 – scheda di colore VERDE CHIARO –  “Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale”.

Vi ricordo infine che la busta deve pervenire al consolato entro le ore 16.00 del 9. giugno per essere valida, speditela in tempo!

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Scritto da Paolo

Vivo a Vienna dal 2004 e mi occupo di programmazione, consulenza web e marketing. Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

5 Commenti
  1. Lidia scrive:

    effettivamente… anch’io ho esultato al vedere la busta, diffidando dell’amministrazione pubblica italiana, per poi trovarmi un foglio di istruzioni scritte in tedesco e italiano. Perché anche in tedesco? Non é un diritto riservato agli italiani residenti all’estero? Allora pretendo le istruzioni di voto del rappresentate di Bezirk anche in inglese, visto il numero di stranieri a Vienna! Mah!

    Che i quesiti del referendum fossero ostici ed ingannatori… si sapeva già, è sempre stato così, anche per il referendum in Italia. Non ricordo quale aveva un giornale tale… forse era quello per il maggioritario. La cosa bella del votare via posta è che si ha il tempo di capire come ripiegare le schede elettorali. Ci sarà voluto un ingegnere per progettare come piegarle!

    1. Paolo scrive:

      Ciao Lidia,
      anch’io mi sono sorpreso trovando il foglio di istruzioni sia in tedesco che in italiano, ma poi mi sono ricordato dei tanti Südtiroler (o Altoatesini) che abitano in Austria, per i quali c’è l’obbligo della “bilinguità” dei documenti pubblici, e quindi credo che l’ambasciata abbia mandato per questo motivo il foglio a tutti tradotto (e secondo la mia ragazza – austriaca – pure abbastanza male…).

  2. Arielle scrive:

    Ci sono un sacco di italiani che non parlano italiano, sopratutto all’estero (Stati Uniti, Argentina,…)

  3. Rudi scrive:

    Incredibile il fatto che io ho scritto all ambasciata e mi sia stato detto che non è possibile votare !!!!

    Purtroppo no, può votare solo in Italia.

    Cordiali saluti,

    Ambasciata d’Italia
    p. il Capo dellla Cancelleria Consolare
    Elisabetta Mariotti

    Ungargasse 43
    1030 Vienna
    Tel. 01/ 7135671
    Fax 7154030
    —– Original Message —–
    From: Ambasciata d’Italia in Austria Vienna Ambasciata
    To: Ambasciata d’Italia in Austria Vienna Consolato
    Sent: Tuesday, June 07, 2011 1:35 PM
    Subject: Fw: referendum

    —– Original Message —–
    From: RF
    To: Ambasciata d’Italia in Austria Vienna Ambasciata
    Sent: Tuesday, June 07, 2011 12:35 PM
    Subject: referendum

    Buongiorno Gent. Signore o Signora,

    Sono un cittadino italiano, studente che sta lavorando presso XXX per sei mesi qui a Vienna. Volevo chiedere se fosse possibile partecipare al referendum del 12 giugno anche dall´austria.

    Vi ringrazio,

    cordiali saluti,

    RF

  4. Lidia scrive:

    @Rudi: se uno non è iscritto all’AIRE (cosa che generalmente fanno in pochi, specialmente se all’estero per un periodo breve, meno di un anno), non c’è modo di votare dall’estero e credo nemmeno di avere lo sconto sui biglietti del treno per tornare in patria a votare.

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