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Lucilla
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“Naschmarkt”: questo è l’ombelico di Vienna… anzi no! E’ la sua pancia!

Sono pochi i passi che lo separano dalla storica palazzina teatro della Secessione viennese, come pochi sono i metri che distano dalla stazione della Metropolitana Karlsplatz di Otto Wagner: è il mercato di Naschmarkt che, con i colori ed i profumi di variopinte spezie, fiori, frutta, formaggi ed altre goloserie, esposte su oltre 120 pittoresche bancarelle, sembra quasi rievocare le immaginifiche sinestesie cercate e fortemente volute nelle opere dei “vicini” Secessionisti; ma è anche una fermata di quella “stazione” multiculturale e multietnica che, fin dai tempi antichi, è sempre stata lo snodo commerciale di Vienna, crogiuolo di differenti paesi e culture, nonché crocevia di mondi lontani eppur vicini tra loro.

In passato per tutti  Aschmarkt ed Aschenmarkt prima, Naschmarkt dal 1820 circa, l’ex Kärtnertormarkt (Mercato della Carinzia) ottiene  il suo nome ufficiale, Naschmarkt, nel 1905. Non è chiaro quale sia l’etimo di questo toponimo: c’è chi lo fa risalire all’anno 1780, quando un piccolo mercato di contadini, dediti prevalentemente al commercio di  prodotto lattiero-caseari, -e l’antica parola Asch, usata per indicare i secchi di legno di Eschen, frassino, “Kuhmilch Asch(er)”, impiegati per trasportare il latte, avrebbe dato origine ad Aschmarkt– venne trasferito dalla riva del fiume Wien in un prato un tempo impiegato come discarica di rifiuti e di cenere (= Aschen in tedesco, da qui Aschenmarkt) davanti allo Starhembergische-Freihaus (attuale Wiedner Hauptstraße, Resselgasse, Operngasse).

Da Aschmarkt/Aschenmarkt si sarebbe passati, poi, nell’uso corrente a Naschmarkt,  probabilmente per assonanza con il termine naschhaft, goloso, ghiotto, in riferimento alle prelibatezze messe in vendita ogni giorno in questo mercato.

Negli anni ’20 del secolo scorso, dalle bancarelle mobili siamo passati a tanti piccoli negozietti dove potete comprare alimenti freschi e rari provenienti da ogni parte del mondo: dalla Russia e dai Paesi dell’Est fino all’India, dalla Turchia all’Italia, dalla Cina e Giappone al Mar del Nord e all’Africa… senza contare gli stand con prodotti locali e biologici: avrete solo l’imbarazzo della scelta!

Nella pancia di Vienna lasciatevi tentare da chi vi chiederà di “Probieren, der Herr?/”Bitteschön, was darf es sein?”(”Vuol provare, signore?/Prego, desidera?”) il formaggio al caramello della Norvegia, il Brin d’Amour della Corsica, le noci Wasabi, i Pirozhki russi, il pesce dal Mare del Nord, i prodotti in salamoia o le particolarissime mele Lederäpfel, senza contare i nuovi funghi del Burgerland o gli aceti alla frutta e alle verdure.

Non solo stand, ma anche ristoranti, café, bistrot e, ogni sabato, il Flohmarkt, il mercato delle pulci più esotico del paese con i suo banchi di vestiti e abbigliamento sia occidentale che orientale, collane, anelli, sciarpe, ma anche mobilia, giocattoli, fiori, piante…

Nel mercato di Naschmarkt, che tra il 2010 ed il 2015 ha subito un’opera di risanamento, la maggior parte dei chioschi sono aperti tra le 9.00 e le 18.00, mentre il Flohmarkt è aperto il sabato dalle ore 6.30 alle ore 18.00. 

Lucilla

Scritto da Lucilla

Sono nata a Livorno nel 1981, e mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere con una tesi su Arthur Schnitzler. Vienna è per me una "Città dei Sogni", sospesa tra passato e presente: dall'architettura barocca allo Jugendstil, dalla Staatsoper ai centri industriali fino ai quartieri più periferici dove si può gustare una tipica Wiener Schnitzel o un esotico Kebab. Inutile sottolineare che per quasi cinquant'anni è stata la città dei sogni di Freud!

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