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Lucilla
Austria
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Erla il gigante, Blondchen l’ondina e il “Seeschloss Ort”, il castello lacustre di Ort

Ci sono luoghi che sembrano nati espressamente per far volare la nostra fantasia. Ce ne sono altri che, invece, sembrano toglierci il respiro, tanto sono spettacolari e mozzafiato. C’è poi un lago nei pressi di Gmunden, nel Salzkammergut, chiamato Traunsee, dove tra le acque spunta un castello, il Seeschloss Ort (castello lacustre di Ort), che si tiene per mano con la terraferma e con il Landschloss Ort (castello “di terra” di Ort) grazie ad un lungo ponte di legno.

Se vi dovesse capitare di passeggiare lungo questo ponte e di dare un’occhiata al suggestivo e incantevole paesaggio che lo circonda, vi sembrerà quasi di scorgere, tra le montagne e le acque lacustri, il leggendario gigante Erla e la mitica ondina Blondchen. Del gigante Erla leggenda vuole che vivesse sulle montagne sopra il Traunsee e che durante una passeggiata notturna scorgesse tra le acque del vicino lago Laudachsee, una ninfa o ondina dai lucenti capelli dorati che chiamò Blondchen, “biondina” appunto. Erla rimase abbagliato da tanta grazia e bellezza e seguitò a sedersi di notte tra il monte Traunstein e il Katzenstein ad osservare quella meravigliosa creatura.

Una notte anche l’ondina si accorse del gigante e rimase anch’ella incantata dalla sua prestanza e dalla sua magnanimità. Il gigante promise allora alla sua Blondchen che le avrebbe costruito un castello talmente bello da non temere il confronto con nessun altro nel territorio. Il buon gigante prese alcuni massi dal Traunstein e li gettò “an einen anderen Ort” (in un altro luogo) a formare un isolotto sul lago Traunsee e, con l’aiuto di alcuni gnomi, costruì per la sua bella lo Seeschloss Ort, il castello lacustre di Ort; ma, una volta terminato, la sua gigantesca corporatura non gli permise né di accompagnare Blondchen lungo il pontile, né di entrare nel castello.

La strega Kranawitha, inteneritasi dall’amore sbocciato tra Erla e Blondchen, lanciò un incantesimo: trasformò il gigante in un giovane (in alcune versioni in un cavaliere) che sposò Blondchen. La loro felicità durò purtroppo una sola estate poi, con l’arrivo dell’autunno e delle prime nebbie, Blondchen si ammalò e morì. L’incantesimo era ormai spezzato: Erla si riscoprì nuovamente gigante e si rifugiò tra le montagne, dove cominciò a modellarne una con il profilo della sua amata Blondchen.

La Erlakogel, la montagna che secondo questa saga testimonierebbe l’effimera felicità di un gigante e di un’ondina, sembra veramente ricalcare il profilo di un volto umano, con naso, bocca, mento e chioma ben visibili, rivolti verso l’infinito del cielo. Si può ammirare dal Traunsee, magari durante un rilassante giro del lago in barca, da lontano come in una cartolina vivente, oppure, se siete escursionisti esperti, potete seguire un percorso fino alla cima, da dove potrete abbracciare con lo sguardo lo scenario da sogno che vi si aprirà davanti agli occhi.

La storia di Erla e Blondchen sarà anche una leggenda che niente ha di vero con la costruzione del castello lacustre di Ort, ma la straordinaria atmosfera e l’incanto del paesaggio, evocati magicamente da questo racconto popolare, quelli, che ci crediate o no, esistono sul serio!

Se volete anche voi entrare nel regno di Erla e Blondchen non vi resta altro che preparare le valigie e fare un salto nel Salzkammergut: c’è il lago Traunsee ed il Laudachsee che vi aspettano, c’è il Seeschloss pronto a raccontarvi la sua autentica storia, ci sono le montagne e la Erlakogel (detta anche “schlafende Griechin“) che si bacia con il cielo. Anche se non vi capiterà di incontrare giganti, gnomi o ninfe, il viaggio sarà ugualmente straordinario. No… forse vi imbatterete nel gigante Erla, nell’ondina Blondchen e nella strega Kranawitha magari intagliati nel legno…

P.S.: il castello lacustre di Ort è stato anche teatro di una serie tv molto amata di produzione austro-tedesca, intitolata Schlosshotel Orth, il cui primo episodio andò in onda il 25 Novembre del 1996.

Lucilla

Scritto da Lucilla

Sono nata a Livorno nel 1981, e mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere con una tesi su Arthur Schnitzler. Vienna è per me una "Città dei Sogni", sospesa tra passato e presente: dall'architettura barocca allo Jugendstil, dalla Staatsoper ai centri industriali fino ai quartieri più periferici dove si può gustare una tipica Wiener Schnitzel o un esotico Kebab. Inutile sottolineare che per quasi cinquant'anni è stata la città dei sogni di Freud!

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