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Paolo Manganiello
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7 consigli per chi cerca lavoro nella ristorazione a Vienna

Molti italiani che arrivano a Vienna e sono alla ricerca di una occupazione scelgono la ristorazione per trovare un primo impiego.

Per molti si tratta della prima esperienza in Austria e possono non essere chiari i propri diritti (e doveri) sul posto di lavoro. Purtroppo ho sentito spesso storie di offerte di lavoro poco chiare, con orari e paghe al di fuori di ogni regola o situazioni in cui i diritti di base non vengono minimamente rispettati.

Se state cercando lavoro in questo settore (o magari ci lavorate già) vi lascio quindi una serie di consigli da tenere sempre a mente, sono validi sia per Vienna che per tutta l’Austria:

1) Mai lavorare senza contratto: può sembrare ovvio ma capita spesso che un datore di lavoro chieda di iniziare da subito, per vedere se tutto funziona bene e solo in seguito “chiarire i dettagli”. La legge austriaca parla chiaro: ancor prima di iniziare qualunque attività deve essere presente un contratto firmato con diritti e doveri di entrambe le parti.

2) Controllare che i contributi vengano versati: se guadagnate più della “soglia minima di occupazione” (Geringfügigkeitsgrenze – 446 € / mese per il 2019), il datore di lavoro è obbligato  a versare per voi i contributi di previdenza sociale per malattia e pensione. Per legge la comunicazione alla cassa malati deve essere fatta al più tardi il giorno di inizio del contratto di lavoro e vi deve consegnare una conferma dell’avvenuta iscrizione.

3) Leggete il contratto collettivo: come per quasi tutti i settori lavorativi, anche per la ristorazione vige un contratto collettivo dove sono indicati diritti e doveri dei lavoratori, come le ore massime di lavoro al giorno, i giorni di ferie e anche lo stipendio minimo per i vari tipi di mansione. E’ una lettura magari non delle più facili, ma la consiglio a tutti, qui trovate la versione 2019 e qui le tabelle con gli stipendi minimi.

4) Chiarire la gestione delle mance: in Austria è usanza lasciare la mancia e in un locale ben frequentato può diventare una somma non indifferente. Per evitare malintesi vi consiglio di chiarire fin da subito come queste vengono gestite. In base alla legge son un regalo del cliente e in teoria appartengono a chi le ha ricevute. In molti locali vengono però messe insieme e suddivise equamente tra tutti i dipendenti.

5) Far rispettare l’orario di lavoro: chiarite fin da subito e indicate sul contratto i giorni e l’orario di lavoro. Il contratto collettivo prevede che ogni dipendente possa lavorare normalmente al massimo 40 ore settimanali. Queste possono essere aumentate in particolari fasi stagionali – anche fino a 12 ore al giorno e 60 ore la settimana – ma devono comunque essere recuperate o pagate in seguito (qui maggiori dettagli).

6) Il periodo di prova: il periodo di prova può avere una durata massima di 14 giorni – durante il quale si può lasciare il posto di lavoro o venire licenziati senza preavviso – dopodiché il contratto passa automaticamente a tempo indeterminato, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.

7) Dimissioni e licenziamento: anche qui vigono delle regole ben definite. Se non indicato in altro modo sul contratto, è possibile dare le dimissioni con 4 settimane di preavviso. Il datore di lavoro deve dare almeno 6 settimane di preavviso (il datore di lavoro può anche sollevarvi dal lavoro immediatamente, cosiddetto Dienstfreistellung – ma deve comunque pagare tutto il periodo fino alla fine del contratto).

E per qualunque problema con un datore di lavoro, sia se siete occupati attualmente che per far controllare un contratto, potete sempre rivolgervi agli uffici della camera dei lavoratori (Arbeiterkammer), una specie di sindacato che aiuta gratuitamente in qualunque problema legato al posto di lavoro.

Paolo Manganiello

Scritto da Paolo Manganiello

Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

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