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Mauro
Visitare Vienna
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Alla scoperta della vera Vienna: la fabbrica della birra Ottakringer

Da grande appassionato e frequentatore di Vienna mi chiedo spesso quanto i turisti, Italiani in particolare , conoscano veramente questa città dopo averla visitata.

Vado a Vienna spesso e spesso per diletto, e la curiosità mi ha portato a scoprire angoli poco conosciuti  e al di fuori dai soliti percorsi turistici, uno di questi l’ho scoperto proprio nel mio ultimo viaggio.

E’ bastato prendere la metro U3 e scendere al capolinea di Ottakring, mi sono trovato catapultato in una Vienna distante anni luce dagli stereotipi da cartolina delle masse, Sissi, gli Asburgo, le palle di Mozart e la Schnitzel di Figlmuller.

Mi è sembrato di tornare al mio primo contatto con questa città nel 1997 già all’uscita della metro, con quel grande slargo affacciato su palazzi monocolore anni cinquanta, l’immancabile Anker e il gabbiotto Würstelstand alle nove di mattina già con i suoi inconfondibili odori.

La nebbia ha aiutato non poco questo mio ritorno al futuro rendendo il tutto più affascinate: le vie semi deserte, i negozi con improponibili vetrine retrò – che sembrano come abbandonate – fanno sembrare Vienna ancora sospesa tra impero e moderno.

I palazzi di fine Ottocento, impeccabili nei loro colori spenti, nascono intorno a quello che è stato il fulcro del 16 Distretto, ovvero la fabbrica della birra Ottakringer, inconfondibile caseggiato in mattoni rossi dai comignoli fumanti.

Peccato non sia stato possibile visitare l’interno, è possibile solo nei mesi caldi. Per i birrafondai come me ci si può comunque rifare con lo shop all’esterno: tante birre, oggetti curiosi, bicchieri di tutte le forme, apribottiglie, camice e persino sdraio e ombrellone a marchio Ottakringer, oltre a una buona degustazione (da provare quella corretta al limone).

Me ne torno a piedi verso la metro accompagnato dallo sferragliare dei vecchi e orgogliosi tram bianco-rossi, quando veniamo colti dalla vista di un vecchio caffè, uscito forse dalla trama del film “Il Terzo Uomo”.

Ci entro per fame, e trovo un arredamento misto, vecchio-nuovo e post-antico, e una cameriera non più giovanissima nella sua divisa anni cinquanta accompagnata dall’immancabile sandalo con calzino (in centro ormai non se ne vedono più), sorriso impeccabile quasi di stupore per uno straniero caduto in quest’angolo di paradiso che si presenta con un Gruss Gott e piatto del giorno, Rindgulasch super speziato accompagnato clamorosamente da una birra Gösser!

Un po’ di strada ancora e riprendiamo la U3 con l’emozione di far parte, qualche volta, della città più bella del mondo, che nel suo futuro ha un passato da gigante!

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Mauro

Scritto da Mauro

Sono un 40enne di Anzio, single, ogni giorno faccio da mangiare per 1400 bambini. Vivo nella speranza di trasferirmi a Vienna la città della mia amata Sissi

1 Commento
  1. anna ha detto:

    beh!!!!!!! che dire….. interessante argomento, buon proseguo

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