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Alex Stacchini
Storia dell'Austria
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Tutti gli uomini dell’imperatrice

Il fascino, la straordinaria bellezza e la personalità eccentrica sono elementi che, fusi in un’unica persona, possono stravolgere le vite di tante persone. Se poi quest’unica persona è una delle teste coronate più importanti dell’Ottocento, ecco che ad essere stravolte non furono soltanto le vite di chi attorno a Lei ruotava, ma anche della Storia stessa che assunse un’indelebile impronta di questa augusta protagonista.

Gli uomini furono per Elisabetta un aspetto importante, anche se non fondamentale, della propria quotidiana esistenza, ed in tanti ebbero verso di Lei una sorta di “venerazione”, come verso una Dea intoccabile scesa nell’impurità del mondo terreno.

Se avrete la pazienza di seguirmi, andremo alla scoperta di questi Uomini non seguendo però un ordine cronologico, bensì un cerchio logico che contraddistinse la vita e l’amore di Elisabetta.

“Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai mai amato” (William Shakespeare)

francesco-giuseppe-imperatore-austriaFRANCESCO GIUSEPPE. L’inizio di tutto è una delle più belle favole d’amore che la Storia ci abbia mai trasmesso… Il giovane Imperatore d’Austria decise di rompere ogni storico e rigido protocollo e d’impulso scelse la giovane cugina Sisi rompendo il fidanzamento (ormai pubblicamente) ufficiale con Elena. Fu un atto di follia impensabile per un giovane ligio e attento a rispettare il dettame della sua condizione imperiale e che poi gli segnò l’intera esistenza.

Infatti Francesco Giuseppe proverà sempre un amore profondo verso la moglie Elisabetta, esaudendone ogni desiderio a discapito della propria felicità, relegandosi ad una vita di lavoro e solitudine, mitigata solo dalla presenza della “Amica” Katarina Schratt (anche se già in età matura). Per la moglie l’Imperatore accettò umilianti attese di mesi, brusche e negative risposte, continue richieste di denaro per le più disparate idee (come ad esempio la costruzione dell’Achilleon a Corfù), e pettegolezzi sempre più insistenti verso determinate personaggi con idee politiche in netto contrasto con la sua idea di monarca.

Elisabetta provò verso il marito una sempre più profonda tenerezza, e a volte una insospettabile vicinanza, seppur rara e forse dovuta più alle apparenze. È l’epistolario imperiale che ci svela il rapporto fra l’augusta coppia, rivelandoci sorprese e una più corretta visione della Storia. La loro fu una storia di “inseguimento”, ovvero l’Imperatore (anche in senso strettamente fisico) ha inseguito Elisabetta per tutta la durata della loro unione, riuscendo sì a legarla ufficialmente a sé, ma senza essere presente nel cuore di lei. Nonostante tutte le sue dimostrazione di amore.

DUCA MASSIMILIANO IN BAVIERA. Se si desidera comprendere appieno la figura dell’Imperatrice non si può non tenere conto del padre, un nobile bonario, viaggiatore, anticonformista e amante della bella vita. Max amava i suoi figli, ma molto di più se stesso, era spesso in viaggio e tornava a casa giusto in tempo per mettere incinta la moglie Ludovica (alla quale poi spettava di gestire casa e famiglia) per poi ripartire verso mondi lontani di cui poi raccontava in libri che nessuno leggeva.

duca-massimiliano-bavieraCresceva i suoi pargoli a contatto con la natura, vestendoli da popolani, e portandoli con sé in escursioni in montagna e nei boschi, spesso anche si esibivano nella piazze con canti e balli, raccogliendo poi le offerte degli astanti (Max si vantava dicendo essere gli unici soldi guadagnati veramente in vita sua). Quindi è con il mito e l’affetto verso il padre che la giovane Sisi cresce, prendendo da lui non solo il carattere ma anche lo stile di vita. Negli ultimi anni di vita di Max, i rapporti fra padre e figlia si erano completamente raffreddati, in quanto Elisabetta, vedendo la solitudine e sofferenza della madre, gli rimproverava quello stesso stile di vita che paradossalmente ella stessa stava portando avanti con il marito.

BAY MIDDLETON. Il capitano scozzese non era proprio entusiasta all’idea di fare da “badante” alle cavalcate in Inghilterra dell’Imperatrice nel marzo del 1876, anzi i suoi commenti sprezzanti arrivarono alle orecchie di Elisabetta, che a questo punto volle ancor di più dimostrare all’altezzoso Middleton le sue capacità. Ed ovviamente, con la grazia e l’arditezza che la caratterizzano, conquistò anche lo scozzese. Corpo tarchiato, volto lentigginoso, fulvo di capelli e sordo da un orecchio, Middelton era uno dei cavallerizzi più conosciuti in Inghilterra, vincitore di numerosi premi e quindi ambito ospite nei salotti mondani e nel letto di donne dell’alta società britannica.

bay-middleton-austria-ungheria-vienna-imperatrice-sissiNon amato dalla corte ungherese (in particolare dal geloso Niky Esterhazy), detestato dal Principe Ereditario e “mal sopportato” da Francesco Giuseppe, fra il capitano scozzese e l’Imperatrice nacque un’amicizia basata sull’amore per l’equitazione e la condivisione di percorsi pericolosi ed estremi, frequentandosi fino al 1882 quando Bay, convolando a nozze con la sua storica (e ricca) fidanzata Charlotte Baird non poté più accompagnare in giro per l’Europa Elisabetta, ma il loro forte rapporto continuò per via epistolare. Alla morte del capitano scozzese, avvenuta nel 1892 la vedova farà sparire tutta la loro corrispondenza. Nonostante i molti pettegolezzi, spesso alimentati dalla gelosia di Sofia, ex regina del Regno delle due Sicilie (e sorella dell’Imperatrice), Elisabetta si prese sempre teneramente cura del capitano, tenendolo lontano dai veleni di Corte e cercando di farlo sentire sempre a suo agio, ma questo non prova che fra i due vi sia mai stata intimità, anche se per Elisabetta il capitano Middelton rappresentò sempre una delle figure più importanti della sua vita.

CONSTANTIN CHRISTOMANOS. Lo studente ateniese arrivò a Vienna all’età di 21 anni per approfondire i suoi studi, e tre anni dopo venne scelto da Elisabetta quale suo lettore di greco, un onore ed un onere veramente importante per questo ragazzo dalla mente arguta e dalla schiena ingobbita. Entrò in servizio nel maggio 1891 e vi restò per undici mesi, seguendo l’Imperatrice nei suoi viaggi e restandole accanto per molte ore del giorno. Christomanos, con la sua anima imperniata di valori classici, cominciò a venerare Elisabetta come una dea dell’Olimpo, per la sua bellezza non sfiorita con gli anni (Sisi era già oltre la cinquantina) e per l’arguta intelligenza, riportando nelle pagine del suo diario personale non solo i momenti trascorsi con l’Imperatrice, ma le parole, i commenti, le sensazioni e le confidenze che l’augusta Signora riservava alla sua presenza.

Christomanos, totalmente rapito la vedeva con gli occhi dell’amore, e struggente fu il momento in cui dovette, nell’aprile del 1892 congedarsi dall’Imperatrice. La pubblicazione del suo diario (“Elisabetta d’Austria nei fogli di diario di Costantin Christomanos”) fu la prima preziosa opera pubblicata sull’Imperatrice. Una visione sicuramente non obiettiva, ma sicuramente in linea con il periodo Romantico e fin de siécle che permeava la società europea dell’epoca.

gyula-andrassy-ungheria-sisi-impero-austro-ungheriaGYULA ANDRÁSSY. Quando l’otto gennaio del 1866 la delegazione della provincia ungherese fu ricevuta dall’Imperatrice alla Hofburg di Vienna, i loro sguardi si incrociarono per la prima volta. Eppure ognuno già sapeva tutto dell’altra e la sintonia fra Elisabetta e il Conte Andrássy fu immediata.

Alto, moro, capelli lunghi e ricci, oratore brillante, poliglotta, occhi profondi e cupi, e soprattutto fascino magiaro, il “bell’impiccato” fu, nei suoi anni di esilio dorato a Parigi, un protagonista delle cronache mondane e soltanto con il matrimonio con la connazionale Katinka Kendeffy (appartenente alla nobiltà ungherese fedele alla famiglia Asburgo), che il conte ottenne la grazia e il permesso di rientrare nei territori dell’Impero, abbandonando definitivamente i salotti della Parigi bene. Da qui si pose subito alla testa di un movimento per perseguire l’autonomia dell’Ungheria ma, a differenza del 1848, non con una rivoluzione armata, bensì attraverso un’incisiva azione politica, creando così un contatto con Elisabetta (già sensibile alle istanze magiare) tramite la sua lettrice, ma soprattutto amica e confidente, Ida Ferenczy. Qui ebbe inizio quella che per Elisabetta sarà un’ importante storia d’amore. Da quel primo incontro di gennaio altri ne seguirono, a Buda come a Vienna, e insieme tessero un’alleanza che portò allo storico “Compromesso” e quindi alla nascita dell’Austria-Ungheria, l’ultimo atto di un Impero ultrasecolare.

Entrambi abili seduttori, uniti da identiche passioni ed insolite assonanze caratteriali, la loro liason porterà ad un cambiamento nell’assetto della Storia europea, poiché con il “Compromesso” iniziò la legittimazione dei nazionalismi. Un legame molto chiacchierato, malvisto dalla Corte Viennese e alimentato al contrario dalla nobiltà magliara, non si seppe mai se questa relazione rimase platonica (come alcuni biografi tendono a seguire) o ebbe risvolti passionali (tesi supportata ancor oggi dagli ungheresi), ma è certo che si trattò di una grande storia d’amore. Storia d’amore che portò al risultato di dare ad un popolo dopo tanti secoli un barlume di libertà e autonomia, cosa che non riuscì con le rivoluzioni. Una follia impensabile, che invece si concretizzò.

Nel febbraio del 1867, mentre soli in carrozza si stavano recando dal Castello di Gödöllö alla stazione di Pest, Elisabetta tenendo la mano al Conte, gli avanzò una curiosa richiesta: “Devo chiedervi un’altra cosa, conte, ed è la più importante. Dovete promettermi di non morire prima di me”. Questa frase, più di tante altre supposizioni o illazioni, dimostra l’amore di Elisabetta verso l’affascinate conte Andrássy. E nonostante la devozione che nutriva verso l’Imperatrice, egli non riuscì però a mantenere la promessa.

Immagini (c) https://commons.wikimedia.org

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Alex Stacchini

Scritto da Alex Stacchini

Romagnolo DOCG, nasce lo stesso giorno di Mozart ma qualche anno più tardi. Collabora con un importante tour operator italiano per il quale viene spesso “inviato” a Vienna e in Austria, tanto da definirla ormai la sua seconda patria. E nell'attesa di diventare prima o poi cittadino viennese, prova a dare qualche consiglio su come scoprirla e amarla di più. Nella speranza che possano esservi utili.

2 Commenti
  1. Grazia canella scrive:

    Bravo….hai raccontato la donna che si è celata dietro la figura di una algida imperatrice.

  2. ALBERTO scrive:

    Molto interessante, complimenti per averci fatto un breve quadro dei personaggi maschili vicini all’Imperatrice Elisabetta.

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