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Patrick
Storia dell'Austria
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Titania, una poetessa fuori dal suo tempo

“Cara Anima del futuro!

Ti affido questi scritti.
Il grande maestro che li ha ispirati mi ha suggerito anche cosa farne: potranno essere pubblicati solo quando saranno trascorsi sessant’anni a partire dal 1890 ed i proventi dovranno essere impiegati per aiutare i perseguitati politici e i loro familiari bisognosi.
Anche fra sessant’anni, la felicità e la pace ovvero la libertà continueranno continueranno a non essere di casa su questo nostro piccolo pianeta così come non lo sono state ai miei tempi.
Forse lo saranno un giorno in un mondo diverso. Oggi non sono in grado di dirlo, forse però quando leggerai queste righe…
Un saluto di cuore. Ti sento vicino.

Titania

P.S. Scritta nel 1890, in piena estate, sul treno speciale che fischia e va veloce”.

Chi è Titania?

Leggendo la sua raccolta di poesie capiamo che è un animo delicato che si sente fuori posto, una donna insoddisfatta e malinconica per aver visto sfiorire il grande amore giorno dopo giorno e anno dopo anno.

Non sono in tanti a conoscere l’opera poetica, a mio avviso straordinaria, di questa donna che ha scelto di firmarsi con il nome della regina delle fate di shakesperiana memoria.

In realtà tutti la conoscono: si tratta di una delle figure più famose legate alla storia dell’Austria, l‘Imperatrice Elisabetta (o se vogliamo Sissi).

In molti saprete che la ragazza bavarese che fece perdere la testa a Francesco Giuseppe, agli austriaci e agli ungheresi, poco ha a che vedere con la Romy Schneider del grande schermo; Sissi aveva un carattere complesso e un furore capace di sconvolgere nel bene e nel male la secolare stabilità di un impero, un carattere plasmato anche dai terribili lutti che l’hanno colpita e affondata come madre.

Questi aspetti sono alcuni dei punti di forza della sua poesia.

Gli scritti di Elisabetta sono taglienti e rivoltosi, ella stessa probabilmente li vide troppo “sconvenienti” e decise così di riservarli alla “anima del futuro”, forse l’unica in grado di comprenderne l’essenza.

La raccolta venne data alla luce nel 1982, e non nel 1950 come l’Autrice aveva richiesto. Il coraggio di questa scelta è di una delle sue biografe più preparate: Brigitte Hamann che rinvenne le liriche quasi per caso.

La poetica di Sissi si rifà esplicitamente a Heinrich Heine, ma dalle sue righe scaturisce anche una buona preparazione classica (merito dell’educazione impartitagli nella corte d’Asburgo per le nozze con l’Imperatore).

Tra le tematiche troviamo una forte avversione per le etichette delle corti, in “Kremsier” parla di un incontro con lo zar Alessandro III descrivendolo come un babbuino contornato da altre scimmie, la poesia si conclude con una frase non proprio “imperiale”:

“Presto datemi un catino, perché devo vomitare.”

Un topos è l’amore svanito con il suo Franz:

“(…) La gente vuol sapere / perché vesto sempre in grigio? / Colori chiari vorrebbero alcuni, / altri il rosso e altri il blu. // A nessuno viene in mente / che io sia sentimentale; / se l’amore mi ha sorriso / grigia è stata poi la pena (…)”

Sissi si dimostra spesso inquieta, amareggiata ed arrabbiata

“(…) Il mondo è troppo amaro, / gli uomini sono troppo fastidiosi, / perciò salgo sul mio cavallo alato / e in volo mi allontano dalla terra; / così fuggo dai bastardi maligni / e da tutte le canaglie (…)”

e l’unica consolazione sono i suoi viaggi continui alla ricerca della libertà

“(…) Libera voglio volteggiare nel tuo cielo, / come fanno i tuoi gabbiani; / costruire un durevole nido… / no, per me non c’è dimora.”

Su Sissi si è detto, scritto, rappresentato tanto, le sue poesie sono uno straordinario documento per capire ancora più a fondo la sua lucidità e la sua inquietudine, le sue luci e le sue tenebre, la sua sorprendente abilità nello scrivere e la sua incredibile contemporaneità.

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Patrick

Scritto da Patrick

Triestino classe 1981, vive a Viareggio. Ama da sempre l'Austria. Sin da quando era studente ha portato avanti la sua passione per la scrittura e la comunicazione collaborando e lavorando per giornali, tv locali e radio e pubblicando due libri (“Luce opaca” e “20 dopo Kurt” per Giovane Holden Edizioni).

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