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Alex Stacchini
Storia dell'Austria
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Mayerling: anatomia di un’ipotesi

Quest’inverno una mia collega triestina mi segnala un nuovo libro in uscita, riguardante la misteriosa scomparsa del rampollo asburgico ed erede al trono Rodolfo, realizzato proprio per i 215 anni dal caso Mayerling.

Incuriosito dal titolo e dai nuovi retroscena, lo cerco su internet e lo ordino.

Il libro (Mayerling – anatomia di un omicidio di Amodeo e Cereghino; ed. Mgs Press, 167 pp. € 18,00) si presenta subito avvincente, realizzato con uno stile giornalistico asciutto, senza gossip (di cui abbonda una certa letteratura sul caso) e basato sulla ricerca di prove documentate, alla luce anche di nuove rivelazioni tratte dall’Archivio nazionale britannico di Kew Gardens.

Nei nove capitoli che si leggono tutto d’un fiato si possono trovare telegrammi di ambasciatori stranieri accreditati a Vienna, come von Reuss per il Reich tedesco, del cardinal Galimberti per la Santa Sede e sir Paget rappresentante della Corona inglese; rivelazioni di chi ha vissuto in prima persone le concitate ore di quel tragico 30 gennaio 1889 (il cameriere Loschek, il cocchiere Bratfisch, il conte Hoyos e il principe Filippo di Coburgo); dichiarazioni dell’Imperatore Francesco Giuseppe e di altre teste coronate; congetture di politici dell’epoca e testimonianze degli abitanti di Alland e Mayerling.

Inoltre viene descritto in maniera analitica lo spaccato politico, economico e sociale della seconda metà dell’Ottocento, in cui versava l’impero danubiano.

Ciò che lascia perplessi, però, è il finale, già scontato dal titolo, che gli Autori intendono dare alla loro ricerca: assassinio a scopo politico.

Ed in effetti, il libro è ben articolato a tal punto da pensare che finalmente si sia fatta luce sul mistero del Bosco Viennese, eppure qualcosa sull’ipotesi finale degli Autori lascia perplessi.

Amodeo e Cereghino, meticolosi nel segnalare piccoli dettagli apparentemente banali che possano però essere utili all’indagine, omettono importanti episodi che al contrario avvalorano la tesi dell’omicidio-suicidio. Ne elencherò qui di seguito tre:

  • nel maggio 1886 Rodolfo rappresenta la Corona austriaca a Berlino e dimostrerà ottime doti diplomatiche. Eppure sta già soffrendo di forti dolori causati dalla gonorrea, quindi i medici tedeschi di corte gli prescriveranno per la prima volta la morfina, della quale ne diverrà dipendente. Fu una “prescrizione” casuale o voluta dai suoi avversari politici prussiani?
  • nell’autunno 1888 durante una battuta di caccia, Rodolfo (accidentalmente?) spara in direzione del padre, il quale si salva grazie alla prontezza di un servitore. Da quel momento Francesco Giuseppe lo farà spiare;
  • sempre in quel periodo il Principe Ereditario proporrà all’amica Mizzi Caspar un patto suicida. Lei non solo rifiuta, ma si recherà a riferirlo alla polizia.

Gli episodi che cito sono emblematici e rappresentano un decadimento psicofisico dell’Arciduca tali da portarlo verso una forte depressione, che avrebbe potuto tranquillamente sfociare in un suicidio, che sarebbe servito a porre fine alla sua parabola imperiale.

Inoltre non trovo credibili le conclusioni degli Autori. Essi affermano che Mayerling era la prima tappa di una fuga di Rodolfo dall’impero austroungarico, ma, durante la notte fra il 29 e 30 gennaio 1889, sarebbe stato assassinato da emissari di quel mondo conservatore e clericale che egli fortemente avversava.

Se veramente Rodolfo fosse stato diretto verso la Francia o l’Inghilterra perché non attendere per ucciderlo, dato che fuori dal proprio Paese sarebbe stato sicuramente più semplice realizzare il progetto (come già accaduto ad altri personaggi della Storia) ?

Non crea più disagi, oltre a maggiori sospetti, organizzare un omicidio lì ove il Principe poteva contare anche su una rete di amici pronti a proteggerlo?

Gli Autori inoltre ammettono che manca la “pistola fumante”, ovvero la prova regina che avvalori la tesi dell’omicidio su commissione.

A mio parere, le numerose dichiarazioni riportate nei primi concitati momenti fino a quelle dell’ultima imperatrice Zita, se da un lato possono aiutare a chiarire una situazione, che fin dal suo inizio appare “un noir ottocentesco”, dall’altro sicuramente hanno aumentato la confusione e allontanato dalla verità.

E’ un libro che consiglio vivamente di leggere, in quanto mette in risalto la documentazione sul caso Mayerling aiutando a rivivere e comprendere meglio uno dei misteri più appassionanti della Storia.

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Alex Stacchini

Scritto da Alex Stacchini

Romagnolo DOCG, nasce lo stesso giorno di Mozart ma qualche anno più tardi. Collabora con un importante tour operator italiano per il quale viene spesso “inviato” a Vienna e in Austria, tanto da definirla ormai la sua seconda patria. E nell'attesa di diventare prima o poi cittadino viennese, prova a dare qualche consiglio su come scoprirla e amarla di più. Nella speranza che possano esservi utili.

4 Commenti
  1. Alberto scrive:

    Complimenti Alex per le riflessioni profonde sul libro. L’ho letto appena uscito, ma non mi ha particolarmente coinvolto, forse perché in quel periodo ne avevo letti altri su Rodolfo. Mi propongo di rileggerlo con calma sperando di apprezzarlo di più.
    ALBERTO

  2. Alex scrive:

    Grazie Alberto per il commento e i complimenti di cui spero di essere all’altezza :) .
    Come si evince dalla mia recensione il libro presenta lati interessanti sulla vicenda anche se nel contempo ne tralascia alcuni di vitale importanza per una valutazione a 360° dell’affaire Mayerling; comunque credo che gli Autori abbiamo svolto una indagine degna di essere seguita però sempre con occhio critico e attento.

    Alex

  3. Moni scrive:

    Ciao Alex, molto bello l’articolo. Sto pensando di acquistare il libro e mi ha fatto piacere leggere un commento critico sul lavoro degli autori. Ho letto alcuni libri sull’argomento, ma mi piacerebbe trovare un libro recente, anche in tedesco, che esamini i fatti e le varie ipotesi.Ne conosci qualcuno?
    grazie mille! Moni

    1. Alex scrive:

      Gentile Moni,

      comincio innanzitutto con lo scusarmi se rispondo solamente ora, ed inoltre desidero ringraziarti per il tuo intervento (e per i complimenti :) – spero meritati…).

      Ora veniamo alla tua domanda: di libri che indagano sulla “leggenda” di Mayerling ne sono stati scritti fin troppi se vogliamo, in quanto è più affascinante credere ad una “spy-story” in salsa viennese rispetto ad una valutazione nuda e cruda dei fatti. La personalità del Principe Ereditario unita ad un’epoca nella quale tutto stava modificandosi, porta ad interessare studiosi e semplici curiosi, e così si può arrivare a mistificare quanto avvenuto nel freddo ed innevato Bosco Viennese quel lontano 30 gennaio 1889. Quindi per quanto riguarda altri libri editi negli ultimi anni non ne sono a conoscenza (parlo di quelli in lingua italiana), mentre per quanto concerne quelli scritti in tedesco mi atterrei sempre alla più conosciuta biografa della famiglia Asburgo, ovvero Brigitte Hamman colei che più di altri possiede una conoscenza approfondita sulla vita della casata Asburgo, e più specificatamente il “Kronprinz Rudolf: Ein Leben” del 2005.

      Spero di esserti stato utile :)

      Alex

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