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Il nuovo governo in Austria: alcune riflessioni sul programma e le proposte

Foto (c) BKA/Andy Wenzel

L’insediamento del governo di centro-destra guidato da Sebastian Kurz ha riportato l’Austria sulle prime pagine dei giornali internazionali. In Italia ci si è soffermati in particolare su due aspetti: il coinvolgimento del partito liberal-nazionale (FPÖ) con il conseguente spostamento della politica austriaca verso destra e la proposta all’interno del programma di governo di dare la doppia cittadinanza agli abitanti dell’Alto Adige.

Iniziamo analizzando il primo aspetto: chi segue questo blog si ricorderà che già nella mia analisi post-elettorale la coalizione formata dal partito popolare (ÖVP) di Kurz e quello liberal-nazionale (FPÖ) guidato da Heinz-Christian Strache era vista da tempo come la più probabile visti i punti in comune e il desiderio di non proseguire con un governo di grande coalizione, ed infatti così e stato.

Molte testate e commentatori esteri hanno espresso grande perplessità e preoccupazione a causa della storia dell’FPÖ, un partito che da sempre promulga idee legate al nazionalismo e contrarie agli immigrati, ma in fin dei conti non molto diverse da quelle di partiti italiani come Lega Nord o Fratelli d’Italia, che nel nostro Paese hanno già fatto parte del governo. Inoltre bisogna ammettere che tutta la parte più estremista – nel senso vero e proprio di nostalgica del nazionalsocialismo, ebbene sì ci sono ancora – negli ultimi anni è stata estromessa il più possibile proprio in preparazione di un sempre più probabile ingresso al governo.

Questo non vuol dire che vada tutto bene. I liberal-nazionali grazie al loro peso elettorale hanno ottenuto molti ministeri importanti (tra cui interni, difesa, esteri), e sia i media che il proprio partito di coalizione come anche di opposizione vigileranno attentamente sul loro operato. Come molti sanno la forza e le capacità di un ministero non si limitato alle leggi che vengono emanate, ma soprattutto nel lavoro quotidiano, che i funzionari possono gestire in un modo o nell’altro.

Da non sottovalutare è anche però quanto l’FPÖ tenga ad avere successo come partner di governo dopo le le disastrose partecipazioni nei primi anni 2000 ed inoltre di come questo sia l’apice della carriera per Heinz-Christian Strache, che sicuramente vuole entrare nella storia dell’Austria come fautore di un governo di centro-destra che arrivi alla fine della legislatura.

In Austria la partecipazione dei liberal-nazionali non desta quindi grande preoccupazione come all’estero. Il desiderio di un forte cambiamento politico negli ultimi anni è stato grande (e Kurz è riuscito a cavalcare questo momento con grande abilità), e quindi questa nuova coalizione è seguita da molti con interesse e aspettative. Se ci sarà veramente questo cambiamento – e se sarà positivo o negativo – lo vederemo già a partire dai  prossimi mesi.

Passiamo poi alla questione “sudtirolese”: come già accennato la polemica è nata perché nel programma di governo è comparsa un po’ a sorpresa l’idea di permettere di ottenere la doppia-cittadinanza ai cittadini di lingua tedesca (e ladina) residenti in Alto Adige.  Questo ha scatenato fin da subito reazioni, forse anche un po’ esagerate e senza una vera e propria cognizione di causa, tra i media e politici italiani.

Bisogna infatti innanzitutto leggere bene il programma di governo. Non si tratta infatti di un impegno, ma di una proposta piena di condizionali in cui c’è letteralmente scritto “viene presa in considerazione” e poi “la possibilità eventuale”, insomma molto lontano da una cosa fatta e decisa. Come ha già fatto benissimo notare nella sua analisi Marco Di Blas, questa è stata molto probabilmente inserita per accontentare il partito liberal-nazionale, sempre molto legato a questo tema che nei suoi comizi in Tirolo non dimentica mai di rilanciare idee che per la maggior parte della popolazione – sia in Austria che in Alto Adige – sono chiuse.

Non dimentichiamo inoltre che proprio pochi mesi fa ci fu una grande polemica dopo le elezioni in Turchia contro coloro che erano in possesso della doppia cittadinanza austriaca e turca (formalmente illegale). In quel caso l’FPÖ si scaglio con veemenza contro costoro, annunciando mozioni in parlamento ed azioni legali per far togliere loro la cittadinanza austriaca. Insomma la coerenza è come sempre un po’ troppo breve.

Cosa ne pensate di questo nuovo governo di centro-destra in Austria e delle sue proposte? Aspetto le vostre riflessioni nei commenti!

Scritto da Paolo Manganiello

Vivo a Vienna dal 2004 e mi occupo di programmazione, consulenza web e marketing. Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

4 Commenti
  1. Mario ha detto:

    Avere una doppia cittadinanza offre maggiori opportunità, la vedo una cosa positiva.

  2. Paolo Vic. ha detto:

    No! la doppia cittadinanza la vedo solo come un’inutile provocazione.
    Non siamo nel 1936, e non vogliamo più rivedere lo stesso film.
    Spero solo che i tedeschi non abbiano anche loro le stesse vergognose idee.
    La storia deve andare avanti…

  3. Mario ha detto:

    @Paolo Vic. Se la storia deve andare avanti, allora non dobbiamo rimanere cristallizzati alle unità nazionali e dobbiamo accettare le nuove istanze e volontà dei cittadini, come in Catalogna e in tanti altri posti del mondo, Südtirol compreso. Ti ricordo poi che l’Italia ha concesso unilateralmente la doppia cittadinanza ai croati, nel 1994, non possiamo usare due pesi e due misure, l’Italia può farlo e l’Austria no, dovremmo essere invece coerenti e più aperti al cambiamento, non ultranazionalisti.

  4. Paolo Vic. ha detto:

    Dietro il finto modernismo dell’abbattimento delle frontiere, i nuovi nazisti austriaci vogliono alzare muri,
    I nostri nonni ricordano molto bene le manganellate di chi predicava il futurismo.
    Ricordiamo tutti la maxi liquidazione da un milione di euro di Eva Klotz, la passionaria del bancomat, e le sue
    lotte finite come il signor Bonaventura. Ho l’impressione che nella tasca sinistra si voglia tenere il
    portafogli italiano e nella tasca destra il passaporto austriaco. La speranza è quella di prendere soldi da tutti.
    Finiamola con queste furbate.

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