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5 motivi per non venire a lavorare a Vienna

89
  • di Paolo
  • in Notizie
  • — 17 giu, 2012

motivi per non andare lavorare vienna estero austria 300x224Negli ultimi tempi sembra che tutti gli italiani vogliano andare a lavorare all’estero.

Gli articoli più letti del blog sono quelli relativi alle possibilità di lavoro a Vienna e quasi ogni giorno mi giungono messaggi di persone che chiedono consigli su come trovare un lavoro in Austria.

La situazione lavorativa è oggettivamente migliore rispetto all’Italia: la disoccupazione è la più bassa d’Europa, l’assistenza sociale è molto più estesa e in generale trovare una occupazione non è difficile.

Ma come si suol dire, non tutto è oro quel che luccica, e per questo motivo ho messo insieme 5 motivi su cui riflettere prima di lanciarsi all’avventura alla ricerca di un lavoro a Vienna:

1) Il tedesco

Per la maggior parte dei posti di lavoro in Austria è ovviamente necessario sapere il tedesco, e se non avete conoscenze almeno basilari le offerte lavorative si restringono molto velocemente.

Sebbene in certi settori e aziende sia certamente possibile lavorare anche con l’inglese e in alcune rare occasioni anche con l’italiano, la conoscenza del tedesco rende molto più facile sia la vita lavorativa che quella di tutti i giorni.

Per capire meglio quanto sia importante la conoscenza della lingua del Paese dove ci trova, io faccio sempre un facile paragone: quante aziende conoscete in Italia dove si lavora con l’inglese? E che lavori potrebbe fare uno straniero che non sappia parlare italiano?

2) Il clima

A Vienna d’inverno fa freddo… molto freddo. La temperatura può arrivare fino a 20 gradi sotto lo zero, anche a causa al famigerato vento che riesce a penetrare qualunque giacca a vento.

Per compensare solitamente negli uffici e soprattutto nei mezzi pubblici il riscaldamento è acceso al massimo a tutte le ore.

Quindi se siete freddolosi pensateci due volte prima di venire nelle “steppe viennesi” o preparate in valigia una giacca veramente pesante.

Ultimo appunto: lasciate a casa gli ombrelli, a Vienna (non so perchè) non li usa nessuno (molto meglio una giacca con cappuccio).

3) Gli austriaci

Il modo di relazionarsi degli austriaci (sia sul lavoro che al di fuori) è molto diverso rispetto a quello italiano, e per alcuni può essere inizialmente un vero e proprio shock.

Mentre noi siamo aperti, socievoli e “chiacchieroni”, gli austriaci sembrano invece più freddi e distaccati.

In realtà (in base alla mia esperienza) è semplicemente un atteggiamento riservato e tranquillo.

Infatti basta uscire a bere una (e più) birre insieme e si diventa quasi subito amiconi.

4) Il cibo

Vera e proria spina nel fianco degli italiani che vengono a Vienna: non ho mai conosciuto nessuno (me compreso) che non si lamentasse della cucina austriaca e avesse nostalgia dei prodotti italiani.

Se siete grandi amanti della cucina italiana o iniziate già da ora ad abituarvi a mangiare wurstel e cotolette, oppure inizierte a fare lunghi viaggi dall’Italia con valige piene di mozzarelle, mortadelle e biscotti Mulino Bianco…

5) La lontanza da amici e parenti

Lasciare tutto per una nuova città straniera significa anche lasciare indietro la propria famiglia e le amicizie create nel corso degli anni, e rivedersi solo poche volte all’anno.

Sebbene anche a Vienna si faranno sicuramente nuove amicizie, ci vuole tempo prima di riuscire a ricreare lo stesso tipo di relazione come quella con i “vecchi amici” o con la famiglia.

Se all’inizio questo non può sembrare un problema, con il tempo ci si accorge che le amicizie lentamente si perdono, e anche che non è facile far capire alla propria famiglia la propria vita.

Venire o non venire?

Con questo articolo non voglio scoraggiare nessuno – se io vivo a Vienna senza ripensamenti da così tanti anni ci sarà sicuramente un motivo.

Questi vogliono solo essere degli spunti di riflessione per chi vuole lasciare l’Italia per venire a lavorare a Vienna che secondo me devono essere tenuti in considerazione.

Nessuno dei punti elencati è infatti insuperabile, e anzi in poco tempo verrete sicuramente “austriacizzati” anche voi e questi atteggiamenti vi sembreranno la normalità quotidiana.

Cosa pensate di questi motivi per non venire a lavorare a Vienna? Sono giusti o sbagliati? Ne conoscete altri?

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89 Commenti

  1. Simona scrive:
    17 giugno 2012 alle 23:15

    Sono d’accordo su tutto … faccio solo un appunto sul fatto della lingua
    premesso che hai ragione e che il mio è un caso particolare (parlo poco tedesco, ma a lavoro uso solo l’inglese) , credo che l’ultima frase non sia molto calzante
    In Italia solo con l’inglese non ci “sopravvivi” perchè non lo parla nessuno, ma qui è diverso: almeno nella mia esperienza è molto più frequente che qui parlino inglese che non a Roma. Ho incontrato commesse di negozi, parrucchieri, farmacisti, medici, agenti immobiliari, tutti i miei vicini di casa (austriaci), tutti parlano almeno un po’ inglese
    Detto questo, hai ragione che parlare tedesco è importante … mi sto attrezzando

    Rispondi
    • andrea scrive:
      7 marzo 2013 alle 17:58

      ragazzi io sto tanto tempo in russia e vorrei andare in austria per lavorare come cuoco o pizzaiolo e penso proprio che lítalia sia un o dei paesi meno acculturati d’europa la vita ad est delléuropa non e brutta e solo unáltro modo di vivere diverso dal nostro io nonostante sono cuoco non disprezzo il cibo estero e le persone bisogne solo conoscerle per capire come sono e non sono di certo fredde poi citta che vai devi adattarti per forza alla lingua
      ciao a tutti

      Rispondi
  2. Lidia scrive:
    18 giugno 2012 alle 06:31

    I punti elencati calzano perfettamente per qualunque paese al di fuori dell’Italia, chi parte dovrebbe mettere in conto che vivere all’estero, integrandosi con la cultura locale senza perdere le proprie origine, non è affatto facile. E vogliamo mettere la burocrazia austriaca? Ed il sistema sanitario? Col senno di poi funzionano meglio che nel nostro Paese ma ho sentito molti lamentarsene all’inizio. Chi vive qui descrive una sorta di paradiso, ma sarebbe interessante avere anche una statistica su quanti sono partiti pieni di sogni e sono tornati dopo meno di un anno con la coda tra le gambe perché non reggevano alle difficoltà o alla nostalgia.

    Rispondi
    • Simona scrive:
      18 giugno 2012 alle 07:24

      Già, sarebbe davvero interessante!
      credo tu abbia azzeccato il punto: bisogna vedere con che spirito si viene.
      Nel mio caso per esempio non mi aspettavo il paradiso ed ero consapevole delle difficoltà (tra le quali quelle dell’elenco) e ho messo sull’altro piatto della bilancia la situazione in Italia. HO deciso che potevo reggere le difficoltà per raggiungere uno scopo e al momento ci sto riuscendo.
      Vabbeh, ma io sono particolare, non mi entusiasmo mai per definizione …

      Rispondi
  3. reciolla scrive:
    18 giugno 2012 alle 07:43

    salve!

    carina questa lista di argomenti… anche se…

    cosi freddo non fa, e quando fuori fa meno 20 si sta dentro casa con un ottimo punch caldo! il problema vero é l´umiditá che anche con meno 5 ti fa percepire meno 17 aahahaha

    riguardo alla lingua sono un po piú drastico: si campa pure senza tedesco ma per vivere serve il tedesco!

    lavoro all´universitá quindi la lingua madre é l´inglese, ma finché non parli tedesco se considerato uno straniero non integrato e salti di qualitá te li scordi!

    trovo poi un po triste vivere in un paese “che ti ospita” e non imparare la sua lingua (laddove per lingua intendo pure cultura, tadizioni e occasioni)! che gusto ordinare un Eitrige al wurstelstand invece che un käsekreiner! ahahaha

    non dico che l´italiano medio in austria che sa solo l´inglese non si integri, ma si perde un sacco di cose che fanno forse passare quella tristezza per cui poi la gente lascia la citta!

    difatto, la comunitá turca sta facendo proprio questo, ma invece di tornarsene a casa, sta facendo i ghetti. il tedesco in quei quartieri é la lingua straniera!

    forza vienna….ma anche forza Roma!

    Rispondi
  4. Marta M Wolf scrive:
    18 giugno 2012 alle 07:48

    Caro Paolo,io vivo dal 96 a Vienna e conosco bene sia i disagi delle temperature che quelli riguardanti il lavoro.Vienna è cambiata molto negli ultimi 16 anni.Quando sono venuta qui,parlavo qualche parolina di tedesco che in pochissimi mesi ho imparato e perfezionato con gli anni e devo dire che questo mi ha aiutato tantissimo non solo nel mondo lavorativo ma anche quello sociale.Il mio primo inverno a Vienna è stato uno dei più freddi,-20 gradi.Col tempo ci si abitua e si impara a comprare il vestiario adatto.Personalmente mi trovo molto bene a Vienna.Sono venuta che ero ventenne,qui ho frequentato l’università,fatte le mie esperienze lavorative,qui mi sono sposata e qui è nata mia figlia…non saprei fare un paragone con la vita che facevo a Roma in quanto l’ho lasciata che ero una studentessa.Alla cucina mi sono abituata e ti dirò a casa nostra si mangia italiano e böhmisch!Sicuramente hai ragione nello scrivere che la situazione lavorativa qui è più facile rispetto a quella italiana,ma per esperienza personale mi sento di dire che negli ultimi 12 anni è diventata dura anche qui trovare un lavoro.Riguardo ai prodotti italiani è vero che ci mancano tante cose italiane a buon prezzo.Si,ci sono tanti alimentari qui ma i prezzi non sono accessibili a tutti.Rimpiango molto il discount d più che avevamo qualche anno fa!Ti auguro una buona giornata e complimenti per il tuo blog.ciao:-)

    Rispondi
  5. Andrea scrive:
    18 giugno 2012 alle 10:03

    Grazie Paolo

    per il tuo articolo.

    adesso, però, per chi come me si sta trasferendo a Vienna, dovresti fare l’elenco delle 5 cose

    per cui vale la pena andare a lavorare in Austria, almeno ci sentiamo un pò incoraggiati a

    fare questo passo.

    Condivido pienamente che è un grave errore non imparare la lingua del Paese che ti ospita.

    Senza la lingua, diminuiscono sensibilmente le chances di inserimento sociale.

    Complimenti per il tuo blog.

    Andrea

    Rispondi
    • Paolo scrive:
      18 giugno 2012 alle 14:44

      Ciao Andrea,
      avevo già in mente di fare una continuazione “positiva” di questo articolo, nel frattempo ti consiglio un’altro articolo sulle cose che amo di Vienna e dell’Austria scritto un po’ di tempo fa, lo trovi qui ==> http://www.quivienna.com/notizie/le-cose-che-amo-di-vienna-e-dellaustria/

      Rispondi
      • Andrea scrive:
        19 giugno 2012 alle 12:18

        Grazie Paolo.

        Personamente, in ogni caso, mi accingo a trasferirmi a Vienna con grandissimo entusiasmo,

        Non è la prima volta che vivo fuori dall’Italia, ma questa volta mi trasferisco con l’intenzione di

        rimanerci a lungo.

        Spero di incontrare la comunità italiana viennese in uno degli eventi che organizzi, e

        contribuire all’aggregazione degli italiani.

        Normalmente, quando viviamo all’estero, diamo il meglio di noi in termini di solidarietà e

        socialità …..vediamo se è così anche a Vienna.

        A presto.

        Andrea

        Rispondi
  6. Gaetano scrive:
    18 giugno 2012 alle 12:55

    Vivo qui da un anno e la sconsiglio fortemente a chi si trasferisce qui solo per lavoro perche’ la qualita’ e l’offerta lavorativa e’ di molto inferiore dell’Italia quando mi sono trasferito e spesso e volentieri ti serve un amico o conoscente per avere un posto. Inoltre gli stipendi non sono sempre alti come di solito dicono e i contratti sono come i cocopro da noi, spesso le aziende assumono solo per un progetto.
    Quindi se venite qui o non avete veramente niente da perdere in Italia o conoscete benissimo il Tedesco o lasciate perdere.
    Considerate che Vienna e’ confinante con i paesi dell’est e l’offerta di lavoratori spesso pure ben preparati ne ha a sufficienza, quindi non ha bisogno di noi.

    Un saluto e non fate il mio stesso errore.
    Ciao

    Rispondi
    • Paolo scrive:
      18 giugno 2012 alle 14:47

      Ciao Gaetano, mi dispiace leggere che hai avuto esperienze così negative nel mondo del lavoro austriaco.
      Non ho mai avuto l’impressione che l’offerta lavorativa sia inferiore all’Italia, anzi tutto il contrario. Ovviamente bisogna essere flessibili, e come già scritto nell’articolo la conoscenza del tedesco offre molte più possibilità. Tu in che settore lavori?

      Rispondi
      • Gaetano scrive:
        20 giugno 2012 alle 13:27

        Ciao Paolo,
        Io non ho avuto esperienze negative anzi’, lavoro nel campo dell’informatica e sono riuscito a ottenere dei contratti a 6 mesi, sono stato molto piu’ fortunato di chi lavora in altri settori che e’ dovuto andare via.
        Io sono venuto qui solo per migliorare l’esperienza lavorativa ma devo accontentarmi di quello che capita e qualitivamente niente a che vedere con quelli che avevo in Italia su questo aggiungeteci il tempo e soldi da dedicare al tedesco e vedete che la bilancia pende solo da un lato.
        Ecco perche’ sconsiglio venire qui solo per il lavoro.

        @Simona
        Esatto la “raccomandazione” e’ molto comune in italia ma pensavo che non lo era qui. Questo come altre cose che volevo lasciarmi alle spalle venendo qui le sto ritrovando giorno dopo giorno, e danno piu’ fastidio.

        Ciao e grazie del tuo blog davvero utilissimo!

        Rispondi
        • Paolo scrive:
          24 giugno 2012 alle 11:25

          Anch’io lavoro nel campo informatico, e sono stupito che tu abbia ricevuto solo contratti a tempo determinato rinnovati ogni 6 mesi. Da come conosco il settore so che in Austria moltissime aziende sono continuamente alla ricerca di informatici e che cercano di tenerli stretti quando possibile.

          Rispondi
          • Gaetano scrive:
            25 giugno 2012 alle 10:51

            @Paolo
            Infatti non ho mai avuto un tempo determinato, sono arrivato qui con un contratto a tempo indeterminato e tanta speranza di mettere in pratica le mie esperienza in una nazione che offriva nuove sfide e nuovi progetti ma purtroppo non e’ stato cosi.
            E’ comune qui assumere in continuazione durante un progetto per poi licenziare a progetto concluso e questo a detta dei miei colleghi austriaci che mi spiegavano il loro mondo del lavoro. Adesso lavoro in un azienda europea(non posso fare nomi vero?) sta per concludere il progetto e si appresta a mandare a casa circa 50 persone e questo mi spiegano che e’ normale. Io per fortuna anche ho trovato un ingresso in un altra azienda austriaca molto famosa che assume alcuni fortunati ma e’ gia’ noto che l’anno prossimo licenziera’ per eccesso di personale.
            Posso davvero inviarti un articolo sulle mie esperienze qui?? mi piacerebbe farlo per aiutare davvero chi si trasferisce qui

            @dokken
            Anche io vengo bollato come negativo quando racconto le mie esperienze ai miei amici qui ma ho capito che e’ una questione di orgoglio. Infatti quando torno in italia a chiunque mi chiede com’e’ la vita qui mi vergogno di dire la verita’ ed esalto sempre le solite cose come la metro i parchi e i prezzi della birra.

            @Marco
            Mi si stringe il cuore a leggere l’entusiasmo con cui venite qui in austria, capisco esattamente le motivazioni ma vi consiglierei di fare una pausa verso Milano o nord italia che venire qui direttamente. Un conto e’ essere positivi e un conto essere cechi

          • Paolo scrive:
            25 giugno 2012 alle 15:04

            Il racconto della tua esperienza è certamente il benvenuto, cerco sempre qualche collaboratore per aumentare i punti di vista sulla vita in questa città.
            Scrivimi un messaggio via mail così ci possiamo mettere meglio d’accordo. Paolo.

        • Helga scrive:
          26 marzo 2013 alle 12:26

          scusa, Gaetano, penso che la tua esperienza sia veramente negativa, forse per il fatto che molte persone si pongono all’idea dell’espatrio in paesi dell’Europa Centrale, con un atteggiamento da “prevenuti”, e forse sarebbero loro che dovrebbero farsi un esamino prima di partire, per poi non dare pareri così drasticamente pessimistici. “la raccomandazione…pensavo che non lo era qui” certo, il tedesco è importante, essenziale per un paese di lingua tedesca….ma dimmi un po’ ,che ne diresti se oltre ad impararlo approfondissimo anche l’italiano? cerchiamo per una buona volta di non fare troppo gli “Italiani”. Cibo, lingua, cultura sociale…porca miseria..che ne dici di “malleabilizzarci” un po’?! (senza rancore!!!!!)

          Rispondi
    • Simona scrive:
      19 giugno 2012 alle 09:14

      beh, non so che esperienze hai in Italia, ma la frase “ti serve un amico o un conoscente” è abbastanza conosciuta nello Stivale
      Ciao

      Rispondi
    • Andrea scrive:
      1 ottobre 2012 alle 21:12

      Dipende dal lavoro. Io ho trovato posto al primo colloquio che è durato 30 minuti. Guadagno il doppio di quello che potevo pensare in Italia. Mi occupo di sviluppo software.

      Rispondi
  7. laura scrive:
    22 giugno 2012 alle 09:49

    amici
    per favore che zona consigliate a una ragazza tranquilla, per casa e lavoro?
    mi trasferiro’ in settembre
    grazie a tutti
    laura

    Rispondi
    • Paolo scrive:
      24 giugno 2012 alle 11:26

      Ciao Laura, trovi varie informazioni sulle zone di Vienna in questo articolo ==> http://www.quivienna.com/informazioni-utili/stanze-e-appartamenti-in-affitto-a-vienna-informazioni-e-consigli/

      Rispondi
  8. dokken scrive:
    22 giugno 2012 alle 14:35

    Concordo con Gaetano,a differenza dell´Italia qui si trova lavoro piu´facilmente ma cosa si trova e un altro discorso. Io faccio lo stesso lavoro che facevo in Italia, lo stipendio e´piu´basso nonostante conosca la lingua molto bene e per quanto riguarda la serieta´dei contratti sono rimasta anch´io sconvolta, in 4 posti che ho lavorato ho trovato situazioni inferiori a quelle italiane, tipo che se possono non ti danno il contratto o ritardi clamorosi sugli stipendi. Ti dico solo che sto ancora aspettando lo stipendio di Aprile dal mio vecchio datore di lavoro.
    Si, mi piacerebbe molto sentire il parere di gente che dopo esser stata a Vienna e´tornata in Italia..io sto gia´progettando la partenza ma aspetto chiaramente la situazione giusta. Dopo 3 anni e passa di Vienna credo che mi si siano schiarite totalmente le idee e quindi non posso dire che non mi sia servita l´esperienza. Finche´non ci sbatti la testa non lo puoi realizzare…Se ricordo di me, 3 anni fa, quando sono arrivata, l´idea che avevo di Vienna non ha piu´nulla a che fare di quella attuale…totalmente opposta, purtroppo.
    Per concludere volevo dire che sarebbe piu´bello se in questo blog la gente a sfavore di Vienna ( visto che al 90% in questo sito sembrano tutti entusiasti) fosse ad ogni modo piu´ rispettata e non presa per “Guastafeste”. Io capisco che questo sito e´stato creato per l´a more di Paolo per Vienna ma e´giusto che il pensiero sia vario. Spiace anche a me non esser stata fortunata come tanti altri di voi ma e´giusto che dica quello che ho vissuto sulla mia pelle e se sono negativa ho le mie buone ragioni.

    Rispondi
    • Paolo scrive:
      24 giugno 2012 alle 11:46

      Cara Dokken,
      chissà perchè ero quasi sicuro che sarebbe arrivato un tuo commento a questo articolo un po’ provocatorio e negativo verso Vienna, ma è comunque sempre il benvenuto. Come sai mi fa sempre piacere leggere i vari punti di vista di chi vive a Vienna ed ha esperienze diverse dalla mia, qualunque esse siano.

      Per quanto riguarda i problemi dell’Austria, ne avevamo già discusso nell’altro articolo e come avevo già scritto io non “amo” Vienna, anzi ci sono molte cose che non mi piacciono, ma allo stesso modo non credo che in Italia la situazione sia migliore.
      Io semplicemente cerco di portare avanti la mia vita in questa città e di migliorare la situazione in cui mi trovo, per esempio tramite questo blog in cui cerco di dare un mano agli italiani a Vienna tramite uno scambio di informazioni.

      Concludendo, questo blog non è fatto solo per mostrare i lati positivi di Vienna e anzi sarei molto felice di ospitare le esperienze e opinioni delle persone che hanno idee diverse dalle mie. Chiunque abbia voglia di scrivere un articolo o il racconto di un’esperienza personale, è il benvenuto, e quindi cara dokken, aspetto un tuo messaggio…
      Paolo.

      Rispondi
      • dokken scrive:
        24 giugno 2012 alle 12:57

        Beh, penso di aver scritto in abbondanza i fatti miei, credo proprio d´aver raccontato tutto dal mio arrivo fino a oggi..non so perche´ma io conosco sempre Italiani che come me la vivono male, per questo mi sembra a volte strano che solo in sto sito siano tutti felici e contenti.Quelle poche persone che avevo qui in parte se ne sono gia´tornate in Italia, altre se ne vogliono andare come me, compresa una mia amica austriaca che ha vissuto a Genova 8 anni e pure lei dopo 3 mesi a Vienna ha gia´programmato la fuga e se ha l´occasione tornera´ in Italia.. A me quello che mi rende felice e´quando sento gente dire che dopo l´esperienza all´estero vuole tornare e cambiare le cose nel suo paese…in fondo se si cambia il paese e´per una questione di disagio ma in realta´a poca gente fa piacere distaccarsi dai propri cari.Purtroppo andandocene non miglioriamo la situazione del nostro Paese..anzi..

        Rispondi
  9. marco scrive:
    23 giugno 2012 alle 10:48

    salve mi chiamo marco e scrivo dalla sardegna,i punti del sig.Paolo sono interessanti e credo anche fondamentali a riguardo! io e la mia compagna abbiamo già deciso di affrontare tutto ciò,costi quel che costi dato la condizione nel quale si vive in Sardegna ORA E DA SEMPRE!! doppia penalità,chi è dell isola sa di cosa sto parlando! fortuna nostra è che non abbiamo nessun tipo di vizio alimentare o altro! anche se la cucina sarda lo richieda! :) comunque rietornando al discorso io e la mia compagna non vediamo l ora di partire ed assaporare tutti questi punti positivi e negativi a riguardo! ormai nella situazione nella quale viviamo,”LAVORATIVA” non ci resta altra scelta! certo sarebbe stato meglio sfruttare il tutto come una nuova alternativa di vita,ma va bene così!! SI VIVE UNA VOLTA SOLA!!!!!!! grazie comunque per tutti i bei consigli sig.Paolo ne faremo etesoro! ajòòòòòòòòòò

    Rispondi
  10. Lucrezia scrive:
    25 giugno 2012 alle 02:49

    Grazie Paolo per i consigli :-) Anche io sono della sardegna e mi trasferirò a Vienna con il mio compagno, che per fortuna è viennese, tra qualche settimana. Sono consapevole che non saranno tutte rose e fiori, ma la situazione qui in Italia e sopratutto in sardegna non è facile. Purtroppo non so ancora la lingua ma spero di trovare un corso di tedesco per italiani che sia gratuito che mi dia almeno una base, poi farei pratica con il mio compagno, sapete indicarmi qualche corso che fa al mio caso? Penso che inizialmente potrei cercare lavoro nel campo della ristorazione italiana, come aiuto cuoca o lavapiatti, così non sarà indispensabile conoscere la lingua. Avrei anche diverse idee per lavorare in proprio ma sarà possibile svilupparle solo dopo che avrò imparato il tedesco. Buona fortuna a tutti e ci vediamo a Vienna :-)

    Rispondi
    • marco scrive:
      25 giugno 2012 alle 07:37

      parole sante! w sa saldigna!! :) magari io e la mia compagna ci incontreremo a vienna kn voi! :) grazie mille..un pò di positività può fare solo bene…

      Rispondi
    • cecilia rossi scrive:
      25 luglio 2012 alle 12:53

      devi andare all´ufficio del lavoro (AMS) del tuo quartiere, dopo che il tuo compagno ti ha dato il certificato di residenza (meldezettel) e, per darti la possibilita´di trvare lavoro, ti daranno sicuramente la possibilita´di frequentare gratis corsi di tedesco; puo´addirittura succeere che tu venga pagata per frequentare un corso, quando si imparano anche altre cose, ad es. lavoro al computer come e´capitato a me, quindi non preoccuparti per questo: non ce n´e´ motivo e il tuo compagno e´sicuramente in grado di portarti all´AMS del quartiere in cui vive.

      Rispondi
  11. dokken scrive:
    25 giugno 2012 alle 14:50

    VENITE,VENITE A LAVORARE IN AUSTRIA, QUI SI STA BENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Sono fuori di me, altro che Italia….hanno appena licenziato il mio ragazzo, da un giorno all´altro perche´qualcuno ha rubato dei soldi al bar, chiarmente non lui e ora licenzieranno altre 2 persone, fantastico!!Gli hanno detto che hanno scelto chi licenziare a seconda di chi ritenevano avesse meno problemi (infatti lui manco riusciva a sopravvivere con 750 euro al mese…e quindi pensate ora..) Questa e´la grande Austra! E´diversa dall´Italia, vero?!
    E ora vorrei proprio sapere cosa faremo visto che quello ero l´unico aggancio che avevo io….(dopo un lungo anno di ricerca era riuscito a trovare questo posto, giusto perche´prima c´ero stata io,un posto orribile dove lo sfruttavano pesantemente e dove era pagato pure malissimo) .Spero che avvenga il miracolo e che salti fuori un lavoro a Trieste cosi´prendiamo e ce ne andiamo via di corsa…maledetto il giorno che sono venuta qui, mi odio profondamente per la c…ta che ho fatto. E voi pensateci bene prima di andarvene dall´Italia..

    Rispondi
  12. Simona scrive:
    26 giugno 2012 alle 08:30

    @Dokken: ecco cosa succedeva poco tempo fa nella bellissima Italia e nella civilissima Emilia:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/31/terremoto-ricatto-degli-imprenditori-agli-operai-o-lavori-con-scosse-o-vai-in-ferie/247184/
    come vedi anche lì non è il paradiso
    Chiedi rispetto e possibilità di esprimere (giustamente) la tua opinione, ma non fai lo stesso con chi ha la “sfortuna” di trovarsi bene qui
    Come Gaetano che ci definisce “ciechi”

    Rispondi
    • dokken scrive:
      26 giugno 2012 alle 18:29

      Non hai capito probabilmente cosa voglio dire…e tu appunto sei una di quelle che per prima controbatte appena scrivo qualcosa…pensi che non conosca la situazioni in Italia? Pensi che la situazione a Genova sia rosa e fiori?
      Se iniziamo a fare la solita lamentela italiana, che da noi c´e´la mafia, la violenza, l´ingiustizia, la poverta´, non la finiremo mai e proprio con questi discorsi non si migliora la situazione. Non sento dire altro che la gente se ne vuole andare ma mai nessuno che ha le palle di dire che resta e che cerchera´di migliorare nel suo piccolo. Per non contare che tanta gente in Italia si lamenta che non ha lavoro ma non si vuole abbassare comunque a fare altre cose. Io ho sempre pensato che i momenti di crisi siano normali e in 10 anni a Genova non sono mai stata un giorno a casa pur avendo cambiato spesso lavoro.A volte occorre anche la flessibilita´mentale, che non tutti hanno.
      Sto semplicemente cercando di far capire che questo non e´purtroppo un Paese fantastico come tutti credono, soprattutto prima di partire, i negozi falliscono anche qui, si viene licenziati senza neanche avere un preavviso ( nel senso che manco lo sospetti lontanamente visto che magari sei tra i migliori) e se non hai i classici agganci e´difficile trovare un buon lavoro. Ho gia´detto che non ho ancora preso lo stipendio di Aprile, no?…o forse credi che racconti cose false per fare quella negativa?!
      Dimmi, tu come ti sentiresti invece ad aver fatto un super lavoro in Italia, pagato bene, appunto perche´sei una persona che vale e da quando vive qui prende esattamente la meta´e viene trattata come la persona dei piu´bassi strati sociali, come un analfabeta (dopo che magari possiedi la laurea) da persone che ricoprono un ruolo che non era neanche la meta´del tuo? Ti farebbe sentire bene? Capisci cosa vuol dire la parola frustrazione e depressione?
      Qualcuno come tutte le persone che arrivera´a Vienna piena di speranze,dovrebbe mettere anche in conto che potrebbe andare peggio e non meglio…ma qui pare che nessuno lo pensi..l´Austria e´diventata l´America dei bei tempi passati ora…peccato che se prendi il Nord Est Italia e´piu´ricco di tutta l´Austria intera…e allora perche´non ci trasferiamo tutti nel Veneto o nella Lombardia ad esempio?
      Certe cose le capisci purtroppo quando sbatti davanti ad un muro…ma tu per prima dovresti pensare che da un giorno all´altro la tua situazione potrebbe cambiare radicalmente…magari proprio quando meno te lo aspetti..

      Rispondi
      • Simona scrive:
        26 giugno 2012 alle 19:38

        non ti preoccupare questa è l’ ultima volta che ti rispondo perché sono convinta che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
        innanzi tutto se ti rileggi le prime volte che ti ho risposto ho anche detto che potevo capire che ognuno ha le sue esperienze e che capivo che nella tua situazione potevi sentirti a disagio. ma evidentemente preferisci leggere attacchi e critiche laddove non ce ne sono.
        in secondo luogo se c’è qualcuno che “controbatte” quella sei tu. io esprimo semplicemente la mia opinione, se non ci arrivi, è un problema tuo.
        ho già detto più volte che qui non è il paradiso non è su questo che non sono d’ accordo con te. ho detto anche che non sono arrivata qui con illusioni ma che invece mi rendo conto dei lati negativi, ma anche questo preferisci ignorarlo.
        quello che contesto è che mentre tu chiedi agli altri di rispettare le tue opinioni tu non lo fai. Accusi me di controbattere ogni volta a quello che scrivi mentre sei tu che ogni volta che c’è un post su come si vive a Vienna o simili scrivi subito quanto fa schifo: ma magari ti aspetti che gli altri non si permettano di risponderti. Sottolinei la tua esperienza personale come se fosse la verità assoluta ma non ammetti che qualcuno magari potrebbe anche averne una completamente opposta e diversa dalla tua. stai sempre a lamentarti di come ti trovi qui ma non ammetti che gli altri si lamentino di come si sta in italia
        beh, sai che c’è? io la situazione che descrivi tu l’ho vissuta, ma al contrario. sono laureata col massimo di voti, parlo 3 lingue straniere, ho 10 anni di esperienza lavorativa e in Italia facevo un lavoro qualificato ma senza ALCUN RICONOSCIMENTO nè economico nè di altro tipo, vedendo di continuo che gli amici degli amici andavano avanti senza meriti. non mi ero ancora potuta permettere di andare ad abitare da sola perchè a roma un appartamento ti costa oltre 1000 euro, ovunque. quindi come vedi, so benissimo di cosa parli. so benissimo cosa è la depressione e la frustrazione, ma al contrario di te non la auguro a nessuno anzi a te auguro che ti succeda quello che è successo a me e cioè di riuscire a risolvere i tuoi problemi. ma certo questo livore che ti ritrovi non aiuta, credi.
        se puoi/vuoi torna in italia, ma non so se ti capita di leggere giornali italiani o vedere tg. se non ti capita, ti do una notizia: in italia la disoccupazione è a livelli record, anche il veneto e in lombardia. lo stato sociale, il diritto dei lavoratori, la scuola: tutto questo lo stanno smantellando. è il paese più corrotto d’europa. e non accetto che accusi me o altri di essercene andati senza tentare di migliorare le cose. tu non mi conosci, non sai cosa ho fatto o tentato di fare prima di venire qui. e comunque te ne se andata prima di me. auguri per il futuro

        Rispondi
        • dokken scrive:
          26 giugno 2012 alle 21:41

          E´solo che come vedi non sono l´unica che ha avuto brutte esperienze e non mi va di sentire elogi su Vienna tutto il tempo..mi da fastidio sentire denigrare il mio Paese tutto il giorno e mi sembra piu´che normale. Io ho detto infatti che la realta´e´che non a tutti va bene e non ho mai detto che io ho la verita´assoluta,vorrei semplicemente che la gente fosse piu´obiettiva, tutto qui. Non ti ho cmq augurato che le cose ti vadano male, ti ho detto solo di stare attenta che pure le cose qui sono incerte come in Italia.Le notizie le seguo ogni giorno e sento le persone che ho in Italia molto spesso, anche per sapere distinguere la realta´da quello che scrivono i giornali, ai quali non credo piu´di tanto…Ad ogni modo non me ne sono andata dall´Italia per il lavoro, non era di certo quello che mi mancava e non posso chiaramente raccontare certi fatti personali, per me l´Austria era un Paese come un altro…

          Rispondi
  13. Lucrezia scrive:
    26 giugno 2012 alle 13:19

    Le esperienze che si fanno in un paese straniero dipendono da diversi fattori, la prima cosa da tenere presente sono le aspettative che dovrebbero essere il più realistiche possibili e non bisogna aspettarsi di trovare subito un buon posto di lavoro ma si potrebbe procedere a piccoli passi. Poi per ognuno è diverso perchè le capacità di ognuno sono diverse. Io non ho nulla da perdere in Italia perchè dopo 12 anni ho dovuto chiudere la mia attività in Sardegna a causa della crisi. Invece in una città come Vienna con 2 milioni di abitanti credo ci sia tanto da fare, se si ha una mentalità imprenditoriale si può pensare di mettersi in proprio e con le idee giuste e un pizzico di fortuna si può avere successo. (per Marco, sarò felice se potremmo conoscerci di persona a Vienna :-) )

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    • marco scrive:
      30 giugno 2012 alle 18:18

      giustissimo lucrezia!!! dipende la magior parte dalla determinazione delle persone e credo, anche se non è tanto facile,dal non farsi soprafare dal panico in certe circostanze! … perlomeno io parlo a nome mio e della mia compagna,poi ognuno ha il proprio carattere e sistema per affrontare le cose!! per lucrezia se ti va ti posso lasciare il numero di tel. della mia compagna così appena partiamo ci teniamo in contatto per un caffè… :) senza disturbo ovviamente. ciaooooooo…. :) )))

      Rispondi
  14. sareeba scrive:
    28 giugno 2012 alle 19:43

    Sono d’accordo con Lucrezia, credo che l’importante sia avere delle aspettative realistiche. Penso che gli italiani, essendo cresciuti ascoltando tutti denigrare l’italia, siano abituati a idealizzare certi paesi stranieri. Mi sono accorta anche io del mio stupore quando ho imparato che anche qua esistono la corruzione, le raccomandazioni, persino i borseggi e certi condomini trasandati inizialmente mi stupivano!! Adesso questo mi sembra un atteggiamento da “rosarote Brille”, come si dice qua.
    Penso che l’articolo sia ben scritto, soprattutto perché sottolinea l’importanza del tedesco. Certo che coll’inglese si campa, anche bene, però se vuoi davvero inserirti – e questo fino a un certo punto ti protegge anche dai lavori senza contratti, pagati male e in ritardo, oltre che da altre fregature – un buon livello di tedesco è fondamentale. Solo così si potrà apprezzare davvero quello che ti offrono la città (il cinema, per fare un esempio banale) e la gente.
    Mi trovo davvero bene qua, anche se ci sono molte cose che mi mancano dell’Italia, innanzitutto la mia famiglia e i miei amici, però non tornerò in Italia finché non avrò la possibilità di fare un lavoro dignitoso. Sarà anche vero che la Lombardia è più ricca dell’Austria (non conosco i numeri, cito Dokken), ma sicuramente a Vienna la ricchezza è più equamente divisa, e i costi di vita sono più bassi.

    Rispondi
  15. vanbasten scrive:
    5 luglio 2012 alle 20:59

    Ciao a tutti, mi unisco anchio alla discussione e mi limitero´ a raccontare la mia carriera lavorativa in Austria, qualora ci fosse qualcuno con precedenti simili che volesse fare il grande passo e venire qui… cosa che sconsiglio in generale, ma si sa, non si puo fare di tutta l erba un fascio. C´e´ anche chi qui e´ felice, e ci mancherebbe altro, evitiamo polemiche.
    Premetto che ho 32 anni e che in Italia ero impiegato nel commerciale in un´azienda di gestione tecnica navale. Ottima paga. Responsabilita. Inoltre suonavo (sono un rockettaro) e nel mio paese ho registrato 4 dischi e suonato ad un centinaio di concerti con la mia band, il che non e pochissimo. Ho fatto nei ritagli il DJ nei club rock, arrotondavo molto bene.
    Vengo a Vienna. Non so perche. Il pessimismo che c era da noi, il fascino di Vienna vissuta da turista.
    Primo passo, corso di tedesco dell´AMS. L´impiegata in Inglese mi dice che c e un corso di 3 mesi che viene addirittura retribuito dall UE. Mi iscrivo e ringrazio. In Italia queste cose me le sogno, penso tra me e me. Il corso era penoso, l´insegnate una ragazzina razzista che cercava di inculcare la cultura germanica a egiziani, turchi ecc. Tipo che andare in giro seminude e´ giusto ecc. Arriva a chiedere a un ragazzo Iracheno, se nel suo paese esitono le poste e i numeri civici. Uno psichiatra egiziano di 50 anni, presente al corso, se ne va dopo due settimane, irritato. Il che e tutto dire. Finisce il corso, chiedo i soldi. Non ho lavorato, dovevo fare il corso. Niente, i soldi non ci sono, e ho capito male riguardo i contributi UE. cacchio, eppure l Inglese lo parlo bene.
    Secondo passo, inizio a cercare lavoro. E´un momento sfigato, lo ammetto, e´ estate. Curriculum (tradotto in Tedesco)ad Aziende Italiane. Niente. Aziende internazionali. Niente. Rispondo a tutti gli annunci per la mia mansione specifica. Un paio di colloqui in Inglese, in un caso avevo addirittura esperienza da vendere (vista l´azienda), ma niente. In un altro caso, chiedo lo stesso stipendio che avevo in Italia (non si tratta di cifre astronomiche) e letteralmente mi ridono in faccia. I nervi sussultano, ma tengo duro. Non so il tedesco, e´ normale che non ce la faccio.
    Inizio a cercare lavori bassi per tirare avanti e imparare la lingua. I soldi stanno finendo. Mi assumono in un grosso ristorante, nuova apertura, stadio dell hockey su ghiaccio. Attendo settimane il primo giorno di lavoro, perdendo tempo e soldi. I colleghi ed i capi sono incredibilmente antipatici, ma tengo duro. Io e la mia collega di colore (aiuti cuochi) montiamo letteralmente la cucina di quel luogo, per due settimane, turni anche di 13 ore a scaricare camion. Alla faccia dell alta cucina. Nella pausa pranzo mi faccio un panino col crudo, e bevo una buona birra austriaca, come si fa dopo un esperienza dura, spossante, nei film. A questo punto vengo licenziato in tronco. Niente alcol sul lavoro. Una scusa, scopriro poi parlando con la dirigenza. Stavo sulle palle al cuoco. Eppure mi sono spaccato in due, con volonta, come vuole la cultura del lavoro austriaca. Niente. Vado in un ristorante italiano. La paga e´ ok, ma vogliono turni di 12 ore tre giorni consecutivi, poi un solo giorno di pausa. Rinuncio. Ho comunque una vita da vivere, penso. Continuo a cercare, i mesi passano. Trovo un divertente ma ben poco remunerativo impiego al Burgtheater. Me lo tengo stretto ancora oggi. Poi supplenze di Italiano. Troppo poco, non si vive. A questo punto la mia ragazza chiede disperatamente al suo ex datore di lavoro (fast food) di assumermi. Lui ci sta. Entro, ed e´ allucinante. Disumano, sottopagato, colleghi da tutto il mondo piu arretrato e sfortunato. Mi impegno, e il tedesco migliora in modo rilevante. I colleghi dicono di lavorare volentieri con me, alcuni addirittura mi elogiano coi capi. Dopo molti mesi, mi licenziano con scuse varie. Crisi ecc. Ero uno degli ultimi arrivati, non importa quanto mi impegnassi e quanto Aulin ho dovuto ingurgitare per il mal di schiena. Scene che ti viene da vomitare, a guardarli mangiare.
    Adesso ho una prova in un supermarket, chissa se mi terranno. Ad ogni modo ci rimarro poco tempo, sto gia facendo le valigie.
    Passiamo ora al mio altro settore, la musica rock. Negli anni passati mi serviva per tenere duro nella routine del lavoro d ufficio. La mia evasione privata, e qualche soddisfazione vera ogni tanto. Chiedo di lavorare in un grosso club di qua (il PIU grosso direi), e la gran capa, pur ripetendomi che in Italia non c e nulla, che non ho esperienza, che solo loro conoscono il rock ecc, una volta letto il mio CV, mi fa fare una prova di due giorni. Tecnicamente va tutto bene. Il problema sono i colleghi. Entro, saluto, sorrido. Niente, silenzio. Un altra volta, mi rivolgo alla barista del club, si gira irritata. Quello nuovo che vuole soffiarle il posto. Pure Italiano.
    La capa mi chiama, mi offre un part time. ´Hanno parlato tutti bene di te, o perlomeno non hanno parlato male. Vuoi provare?´. Su questi presupposti, NO GRAZIE. E non per snobismo. Non posso dare il meglio in un ambiente simile. NESSUNO MI HA RIVOLTO LA PAROLA PER DUE GIORNI.
    Realizzo che anche in questi settori piu specifici e normalmente artico/civilizzati, valgono le regole spietate della bassa manovalanza dell´immigrato in Austria.
    Cerco di mettere su una band qui (la mia label mi chiede ancora nuovo materiale del mio vecchio gruppo), e scopro che in Austria suonare rock non e´ molto diverso dal giocare alla Playstation. Provo con una decina di musicisti vari. Nessuno conosce le mie influenze musicali. Nessuno possiede cd. Tutti su youtube. Do un occhiata ai concerti in zona. A parte i grossi nomi, quelli che trovi anche a Milano, vedo roba che da noi andava 3-4 anni fa. Parlo di rock underground, di nuovi stili, trend futuri. Adesso vengono band a Vienna con cui ho condiviso il palco nel mio paese 4 anni fa, e li spacciano per nuovi. Ma come, non era l´italia il paese dove non c e nulla? Poi vado a vedere due, tre band di amici Italiani che passano da ste parti in tour (a proposito, quante band viennesi fanno tour in Italia?) ´Che pubblico freddo´ mi dicono. ´Sempre meglio che da noi in Italia, dove non ci sono nemmeno i soldi per far suonare la gente´ aggiungono. Non condivido. Io qua non solo non ho suonato dal vivo, ma non ho nemmeno trovato ancora una band degna di tale nome.

    Scusate se mi sono dilungato – la prossima volta trattero gli argomenti CIBO e AMICIZIE – anzi no, meglio di no, quello per fortuna si sa gia´ in partenza. Nessuno verrebbe qui per questi motivi.

    Concludo dicendo che anche chi viene qui perche e disperato e ha bisogno di lavorare, dovra scontrarsi con una mentalita lavorativa molto diversa, e non in senso positivo. Da noi la personalita forte in un collega viene rispettata, se egli si impegna con tutte le sue forze per mantenere il posto e migliorare il lavoro di tutti. Come mantenere il posto qui a Vienna? E´ facile: mettetevi a novanta, sparlate del Belpaese, ditegli che la cotoletta alla Milanese (perche e cosi che si chiama quella cosa) e´ buonissima, che la vostra cultura millenaria e´ in decadenza e che quello che conta e´ solo ARBEITEN, ARBEITEN, ARBEITEN.
    Compratevi un cd dei Rammstein, tutti in bici sul canale/fogna (investite pure i passanti se non sono sulla pista pedonale, qui e´ lecito) e soprattutto abituatevi ad avere esclusivamente amici disperati, alienati, immigrati come VOI.

    Rispondi
    • Alessandro scrive:
      14 luglio 2012 alle 10:00

      Mi spiace molto che la tua esperienza sia stata cosí negativa e comprendo la frustrazione di poterti essere sentito non compreso ed evitato. Quando descrivo Vienna ai miei amici, spesso dico che é una cultura al 100% diversa dalla nostra a sole 6 ore da casa (mia). visto che fai musica (anche io): Vienna non é la cittá del rock ma dell´elettronica e delle sperimentazioni. Se ti interessi su questo fronte trovi cose molto molto interessanti, piccole etichette con release splendide e party spontanei in location stupende (o inusuali per me italiano del nord est abituato che la polizia arriva a chiedere i documenti se solo stai in piazza con la chitarra) con atmosfera rilassata e gente simpatica e disponibile al dialogo (il pubblico freddo che hai descritto purtroppo l´ho trovato solo ai concerti rock tipo sul gürtel.. ma piú che freddo direi depresso.. peró permettimi, é la musica che fa il suo pubblico).
      Potendo dire la mia, ho avuto la fortuna di frequentare sempre austriaci il che mi ha permesso di migliorare la lingua in poco tempo e di integrarmi perché ho compreso i loro modi di fare (che all´inizio mi avevano creato un certo shock culturale). Racconti di quando sei entrato nel club sorridendo “all´italiana” (mi viene da dire): questa é resilienza purtroppo, mentre con culture diverse bisogna parlare “lessici” diversi. E a Vienna il sorriso va guadagnato, ma poi viene e con lui una grossa disponibilita´. Ovviamente questa é la mia esperienza e deriva dalle frequentazioni all´universitá e al lavoro.

      Rispondi
  16. laura scrive:
    6 luglio 2012 alle 12:51

    rispondo a Vanbasten:
    anch’io ho avuto lo stesso tuo problema a relazionarmi ma non solo all’estero, anche in Italia.
    L’ho risolto con la lettura di un semplice libro che ti consiglio: Zero limits (di Joe Vitale).
    Ho imparato a relazionarmi in modo piu’ positivo, ti fara’ sorridere ma ho capito che il vero problema ero (e rimango) io.
    Ultima cosa: in settembre mi trasferiro’ a Vienna e non mi sento affatto impaurita dai vostri commenti! Magari vi riscrivero’ chiedendo aiuto! Anche se non credo.. Onestamente non mi sembra che in Italia le relazioni lavorative e del tempo libero siano qualitativamente cosi’ alte..
    Buon proseguimento a tutti voi e .. bevi una buona birra che ti passa! (Io non vedo l’ora)

    Rispondi
    • vanbasten scrive:
      6 luglio 2012 alle 14:20

      Cara Laura grazie per il consiglio ovviamente. Ora sto leggendo ´L Austria era un paese ordinato´, un vecchio libro di miei ex-concittadini. Come qualcuno diceva opportunamente su questo sito, il problema sono le aspettative. Le mie erano certamente alte, nel senso che venendo qui volevo ALMENO MIGLIORARE la mia vita, che non era niente male prima, e cio come hai potuto ben leggere, non e´ avvenuto. Esperienze personali a parte, bisogna cercare punti saldi, oggettivi. Qui in Austria ci sono in alcuni casi migliori condizioni per quanto riguarda servizi e (dicono) mondo del lavoro, ma credo che nel 90% dei casi un Italiano non sa che farsene di queste cose e persone (sempre che non sia talmente disperato da accettare lavori molto bassi e di intraprendere uno studio infinito di una lingua affascinante da un lato, come ogni lingua a questo mondo, ma cacofonica e antimusicale da un altro). Diffidate delle apparenze! Vi trasferireste mai a Bucarest o a Belgrado o senza andare troppo lontano Budapest? Perche´ mai? Ecco credo che sia anche questo il punto: una cosa e´ l´Austria ´austriaca´ delle alpi e dei paesini (un rassicurante scenario di cui anche la nostra penisola, senza fare troppi sforzi, possiede un pezzo da vivere e visitare), un altra la sua unica citta e capitale, una citta assolutamente dell est, composta da gente dell est culturalmente, di conseguenza distante anni luce dai nostri costumi. Spero davvero tanto che tu conosca bene questo luogo, prima di prendere questa decisione. Dico questo perche´ quello che si dice di Vienna nel nostro paese (normalmente elogi) non e´ nient altro che uno stereotipo assimilabile a ´Italiani tutti mafiosi´. Concetti come grande civilta, ordine, precisione, la gestione intelligente ecc, che di solito noi citiamo come caratteristiche di questo piccolo paese, crollano in breve tempo davanti a una barbarie inaudita nei costumi e nelle relazioni, che non appare immediatamente ai nostri occhi quando facciamo i turisti da queste parti. E queste caratteristiche si sono sviluppate per far sopravvivere questo lembo di terra, a scapito di molta arretratezza in altri campi. Un rapido calcolo personale puo essere fatto da ognuno di noi: se assumiamo che c´e´ piu lavoro qui, ma che partiamo enormemente svantaggiati, e aggiungiamo che praticamente ogni valore tradizionale di un Italiano viene qui smentito da comportamenti assurdi, osceni, di cattivo gusto, ridicoli a cui bisognerebbe addirittura uniformarsi, e che peggiorano moltissimo la qualita della vita cui siamo abituati (SI, la qualita della vita in ITALIA), allora il piatto non potra che pendere dalla parte della nostra penisola. A meno che, ripeto, non abbiate un valore nel mercato del lavoro talmente alto che il popolo austriaco invoca a gran voce il vostro nome e la vostra esperienza. Ricordo molto bene cio che mi disse un anziano signore in un ristorante della Porzellangasse, alla mia domanda ´secondo Lei potro trovare lavoro come impiegato qui / qualcosa di simile al mio lavoro di prima?´. Mi disse ´puoi portare soldi e clienti italiani all´Austria? In tal caso forse´. Mi sembro uno scherzo, fuori dalla dimensione del singolo essere umano o della vita quotidiana, e invece questo signore aveva ragione (tra l´altro, forse a causa del vino, si autodichiarava di estrema destra!..e bravo lui..).. Quello che vorrei far capire a quelli che come me volevano andarsene, e´ che non serve venire in Austria per trovare Vienna, basta andare a Milano, conservando i propri strumenti di sopravvivenza (LA LINGUA) e, nonostante la decadenza nei costumi ben nota del capoluogo meneghino, vi potrete pure sbafare una Schnitzel di gran lunga superiore. Il mio vero problema e stato nascere e crescere in un posto come Trieste, una citta italianissima (la cultura predominante, sfido chiunque a contraddirmi, e´ quella VENETA), ma con una generazione che ancora si ostina a decantare le lodi della Grande Austria. Fin da bambino, i miei nonni, pur davanti alla partita dell´Italia e ad un piatto di spaghetti, mi hanno inculcato il fatto che loro sono meglio di noi. Stronzate. Noi ora stiamo male perche esiste una crisi, un sistema che sta collassando, il quale colpisce maggiormente determinate zone geografiche (europa meridionale tutta), e non come fa tanto comodo dire, perche siamo cattivi, mafiosi ecc. L´Italia e´ l´ottava potenza mondiale, l´Austria ha l´11 PIL in Europa, come la Lombardia se fosse autonoma (wikipedia). NON SERVE FARE TANTI CHILOMETRI E MANGIARE COSI TANTE COTOLETTE per trovare lavoro. E se il lavoro non c´e´, allora bisogna contrinbuire a dare la mazzata finale a questo sistema. Scappare e´ stato un gesto codardo di cui mi vergogno molto.

      Rispondi
  17. laura scrive:
    7 luglio 2012 alle 09:06

    Buon giorno Vanbasten!
    mi volete dare la mazzata finale o meglio iniziale visto che devo ancora partire!
    Volevo precisare la tua ultima frase in cui tu dici di essere scappato dall’ Italia e di cui adesso ti vergogneresti.. Credo che tu abbia soltanto voluto fare un’esperienza diversa e imparare una lingua nuova, se sei tornato a casa deluso e’ forse perche’ sei partito con molte aspettative, adesso che sei rientrato ti sembrera’ di vivere nell’ isola felice ma ti assicuro che non durera’ molto! es tut mir Leid!
    Io sono di Verona, la lingua la parlo abbastanza, il motivo per cui ho deciso di fare un’ esperienza a Vienna e’ puramente pratico: da Verona ci sono voli economici e settimanali per Vienna, mentre verso la Germania sono piu’ costosi.
    Premetto che ho avuto altre esperienze all’estero, se parliamo di Germania posso raccomandare Bamberg, in Baviera che e’ un’ autentica perla, mentre non parlerei bene di Heidelberg dove mi e’ andato piu’ o meno tutto storto.
    Non ho aspettative su Vienna, l’ ho visitata da turista e mi e’ piaciuta molto, pero’ lasciare gli affetti di qui e condividere un’ abitazione con persone che ti possono anche stare sulle palle richiede come sempre una certa dose di coraggio.
    La mia natura e’ di essere una rondine, io vado e torno, ovviamente ti possono anche abbattere per strada, ma anche ad essere un albero ti possono segare..
    Per il libro ti consiglio vivamente di leggerlo! Buona fortuna!

    Rispondi
    • vanbasten scrive:
      8 luglio 2012 alle 10:08

      Ciao Laura, se sei gia stata in Germania per un po non devo insegnarti nulla… sai cosa aspettarti… comunque hai capito male io non sono ancora rientrato, ahime´! Io non sono una rondine, io sono incazzato come un toro!!! ;)

      Rispondi
  18. sareeba scrive:
    9 luglio 2012 alle 17:15

    Vanbasten, capisco il tuo atteggiamento amaro, la tua esperienza all’estero sembra essere stata davvero difficile. Però mi manca un po’ il distacco oggettivo nel tuo racconto, mi sembri troppo preso dalla rabbia. Penso che nella maggior parte delle esperienze negative – soprattutto se durano a lungo nel tempo – ci sia anche un po’ di responsabilità nostra. Insomma, non sei come una piuma che viene sbattuta di qua e di là dal vento, sei una persona adulta e responsabile e hai a tua disposizione tanti possibili modi di comportarti. Non è solo colpa degli altri se qua non hai trovato il lavoro che ti piaceva, se non hai fatto amicizia con gli austriaci, se dovevi mangiare tanti schnitzel, se… forse ci stava anche qualcosa che potevi fare tu in più?! Per fare un esempio: conosco troppi italiani che si lamentano della freddezza degli austriaci, ma frequentano solo italiani e quando escono in gruppo, parlano solo italiano, a prescindere da chi altro sta nel gruppo che non parla italiano…
    Non sono d’accordo che l’Italia sta andando in rovina perché è sfortunata, come dici tu (“non perché siamo cattivi, mafiosi ecc”). L’Italia sta andando peggio di altri paesi non solo perché c’è la crisi, ma anche perché ci sono i singoli italiani che si comportano in modo da nuocere alla collettività: L’evasione fiscale, per fare un esempio. è una mancanza di senso civico, e se in Austria non si evade a livelli italiani, è perché la gente ha più senso civico. Insomma, secondo me l’italia si trova in una crisi così profonda anche (ma non solo) perché ci vivono gli italiani. Ma questo è un altro punto di discussione!

    Rispondi
    • vanbasten scrive:
      12 luglio 2012 alle 13:51

      Ciao sareeba, c e del vero in quello che dici, nel senso che di solito scrivo quando mi sento piu arrabbiato. Altrimenti non troverei la motivazione (non sono mai stato uno da forum). C e tanta rabbia, non lo nascondo, e tanto di personale (in fondo sono un artista no? almeno come temperamento). Ma credo che la mia analisi sia comunque utile a qualcuno: la fuori ci sono sicuramente persone simili a me e con simili aspettative (realistiche o sbagliate che siano). Avventurieri. Ad ogni modo, i fatti riportati nelle mie vicessitudini sono tutti veritieri. Non vi incavolate, ma ho la sensazione che la persona-tipo che posta su qui vienna e´ un esterofilo, fighetto, con famiglia mezza germanica (e quindi tedesco ben assimilato), intimamente affascinato da quel senso di superiorita in voga da queste parti. Credo che il contributo scritto di chi era partito con una buona posizione in Italia (non solo lavorativa, anche umana e sociale) e si e ritrovato a scaricare 1200 casse di birra a braccia sia comunque da tenere in considerazione. Inoltre vorrei, piu che ribadire, AMPLIFICARE il concetto espresso da Paolo al punto 1: il tedesco. Non sognatevi neppure di venire qui senza un OTTIMO TEDESCO. Non migliorerete le vostre condizioni lavorative senza un OTTIMO TEDESCO. Il tedesco e MOLTO DIFFICILE perche e BRUTTO. Le prime 2 settimane vi sforzerete di pronunciare correttamente una parola come Trotzdem e ci riuscirete, poi vi romperete le balle e direte ´trosden´ come me. Anche le corde vocali vogliono la loro parte! Se avete un senso estetico, fallirete in principio:) Scherzi a parte, non ascoltate chi vi dice che ci si puo arrangiare senza un OTTIMO TEDESCO. Chi lo fa appartiene a una delle categorie sovracitate, o ha meno di 24 anni. Con l inglese, ci fate ben poco. Se non troverete un megaposto da manager subito infatti, vi ritroverete in un lager a parlare in inglese con gente che non ha fatto nemmeno le elementari. Oppure a lavare piatti con connazionali avanzi di galera rovinati…. e diciamole le COSE COME STANNO.

      Rispondi
  19. Gika scrive:
    10 luglio 2012 alle 22:50

    Ciao a tutti. Molto utili tutti i commenti, sia positivi che negativi. E’ proprio la mancanza di senso civico e buon senso che mi allontana dall’Italia.
    L`Austria per me rappresenta un buon terreno dove impiantare la mia vita e quella della mia famiglia. Basso debito pubblico, senso civico e di appartenenza.

    Chi mi da un consiglio in che distretto aprire il mio primo negozio che si occupa di vendita e riparazione jeans?
    Forza ragazzi, esportiamo il nostro saper fare, mettiamoci in gioco.

    Un caro saluto a tutti

    Rispondi
  20. Simona scrive:
    12 luglio 2012 alle 14:40

    caro vanbasten
    rispetto la tua esperienza. Ma come diverse persone che non hanno avuto una buona esperienza qui a Vienna tendi un tantinello a generalizzare.
    “la persona-tipo che posta su qui vienna e´ un esterofilo, fighetto, con famiglia mezza germanica (e quindi tedesco ben assimilato)”
    Io sicuramente non sono fighetta e di certo la mia famiglia non è mezza germanica (mio padre é umbro e mia madre calabrese, figurati)
    Sul tedesco: “non ascoltate chi vi dice che ci si puo arrangiare senza un OTTIMO TEDESCO. Chi lo fa appartiene a una delle categorie sovracitate, o ha meno di 24 anni.”
    Io, ahimè, i 24 anni li ho passati da un pezzo. Non parlo un ottimo tedesco, ma un ottimo inglese e un sufficiente tedesco (by the way: ma che in Italia si può lavorare senza parlare italiano?)
    Ebbene: qui mi trovo bene e faccio un bel lavoro, di gran lunga migliore di quello che facevo in Italia. Ora, come detto prima accetto e sono aperta ad ogni opinione/esperienza. Ma per cortesia, BASTA con queste frasi tipo: “diciamole le COSE COME STANNO”. Le cose stanno come uno le vive e finiamola con questi atteggiamenti “io ho la verità in tasca” . Non ti arrabbiare, ma sembra che per giustificare il fatto che a voi è andata male dovete per forza trovare una ragione (negativa) per cui ad altri é andata o va bene (dicono cose non vere, sono fighetti ecc).

    Rispondi
    • vanbasten scrive:
      13 luglio 2012 alle 16:00

      Concordo sulle generalizzazioni, la mia intenzione e´ comunque solo quella di scoraggiare (o comunque dare una panoramica piu vasta) quelle persone che credono di venire nel paese dei balocchi… le cose possono andare anche molto molto male. Trovo giusto che ci sia una rosa piu ampia di opinioni.

      Rispondi
      • Alessandro scrive:
        14 luglio 2012 alle 10:02

        vabasten, sei forse triestino?

        Rispondi
        • vanbasten scrive:
          15 luglio 2012 alle 17:48

          Sissignore, anche se genovese d´adozione, immagino lo sia anche tu. Sarebbe bello conoscersi, ma io comunque tra un paio di mesi me ne vado… la mia mail e´… anzi no prima dimmi se la vuoi avere.

          Rispondi
          • Alessandro scrive:
            17 luglio 2012 alle 12:12

            no, non lo sono. te lo chiedevo perché mi pareva di aver letto qualche riferimento a ts tra i tuoi commenti. e siccome conosco bene trieste e i triestini mi sento di dire che generalmente ragionano proprio come te, ovvero che tutto il resto del mondo deve per forza essere come vogliono loro.

          • vanbasten scrive:
            17 luglio 2012 alle 12:29

            Appero´! Che simpatia travolgente! Sembra che io non sia l´unico qui a generalizzare un po´ troppo con le ´´razze´´… certo che pensare che gli abitanti di una citta ragionino tutti allo stesso modo mi sembra ancora piu pesante di certe mie affermazioni su vienna. Trieste e´ notoriamente spensierata, socievole e festaiola (beona). Ma mi sa che hai avuto anche tu qualche brutta esperienza fuori dal tuo territorio..o sbaglio?

      • Simona scrive:
        14 luglio 2012 alle 14:57

        scusa ma c’ è una bella differenza tra dire che l’ Austria non è il paese dei balocchi (per cui bisogna avere delle aspettative realistiche), cosa su cui concordo, e dire che qui si assiste a comportamenti “barbari e inauditi”. Sinceramente questi due aggettivi li utilizzerei più per i comportamenti dei nostri compatrioti.
        Mi piacerebbe che facessi degli esempi, perchè di fronte alle strade pulite, le piste ciclabili, la raccolta differenziata, gli asili per i bambini, il fatto che in diversi posti parlino inglese (posta, banca, agente immobiliare, farmacie …esperienza personale), le macchine che parcheggiano SOLO nei posti dove si può, i mezzi pubblici efficienti, puntuali e puliti, e potrei continuare, beh, di fronte a tutto questo le parole che mi vengano in mente non sono certo “barbaro e incivile”. Certo, forse a Trieste queste cose sono normali, ma prova a venire a Roma e vedrai quanta civiltà trovi per le strade, quanti fantastici lavori trovi pur essendo italiano.
        Il problema è che qui c’è una cultura “completamente diversa dalla nostra” ? bella scoperta! certo, se uno va in un altro paese e si aspetta di trovare la stessa atmosfera di casa sua allora è ovvio che rimane deluso. Oppure se la tua idea era di venire a Vienna è trovare gente disposta a darti un lavoro qualificatissimo appena arrivato è ovvio che così non poteva essere. Dimmi tu in quale paese al mondo succede una cosa del genere! chiunque si sposta deve essere disposto a fare sacrifici e gavetta se vuole migliorare la propria posizione. Altrimenti stai a casa e ti accontenti di quello che hai, cosa che mi pare giustissima, ci mancherebbe. Personalmente sto facendo un sacrificio a stare qui da sola e lo faccio in piena consapevolezza, per migliorare le mie possibilità lavorative, e di certo preferirei stare nel mio Paese.
        Come ho detto, è giusto dire che qui non è il paese dei balocchi, ma credo sia altrettanto irrealistico e forse un po’ ipocrita dire che qui fa tutto schifo, parlare di barbarie ed inciviltà e quant’altro.
        Infine: io le cotolette non le mangio mai. Non so in quale parte di Vienna vivessi tu ma finora nessuno mi ha mai costretto a mangiare Schnitzel pena l’espulsione …. basta sapersi adattare ed organizzarsi.

        Rispondi
        • vanbasten scrive:
          15 luglio 2012 alle 17:59

          Ciao Simona, mi piacerebbe parlarti col mio solito tono di quasta barbarie, ma sono sicuro che verrebbe mal interpretata dagli utenti. Certamente parto dal presupposto che in Italia c e mediamente molta incivilta. Cio nonostante qui ne ho trovata in tipologie del tutto nuove. Sono stato forse pesante nei miei post e forse il mio linguaggio deve essere un po piu rispettoso di chi ha avuto piu fortuna e qui si trova bene, comunque mi riferisco all igiene personale della gente in generale, dei luoghi di lavoro e della ristorazione, delle case private (ogni volta scopro mondi nuovi), dei comportamenti sessuali, dell ignoranza diffusa dovuta credo a un sistema di istruzione troppo specifico che non da spazio alla cultura generale (sono sicuro di quello che dico, e una cosa impressionante), alle abitudini alimentari (ok, il relativismo non e il mio forte lo ammetto… ma bersi il sugo al formaggio con dentro un litro di aceto balsamico da noi non succede)…ecc…comunque principalente l igiene. Ho vissuto in una zona terribile in italia per anni ma la gente, anche gli stranieri, non puzzavano quasi mai… ho notato che da ste parti la gente usa un po troppo la bici prima di andare al lavoro, e se non ti lavi la sera poi il giorno dopo e un problema. Lo so che di fronte allo stivale che puzza (come viene definita ogni tanto la nostra penisola) magari sono meglio, ma tant´e… io qui a mangiare fuori non ci vado piu ;)

          Rispondi
          • Simona scrive:
            16 luglio 2012 alle 06:59

            beh, su questi punti sono abbastanza d’accordo
            aggiungerei che non mi piace molto l’educazione un po’ spartana dei bambini
            ciao

      • Gaetano scrive:
        17 luglio 2012 alle 12:38

        Se ti avessi letto prima mi sarei fatto venire qualche dubbio, penso che il tuo racconto sia la normale conclusione di chi va a vievere in una citta’ dell’est come Vienna.
        Credo che sia giusto andare via dall’italia pero’ bisogna anche sapere dove si va a finire.
        Consigliare ad un italiano di venire a Viena e’ come consigliare ad un senegalese di andare in italia, e’ vero che la situazione economica dell’italia e’ migliore del senegal (forse) ma che vita va a fare, c’e’ spazio per lui? come verrebbe considerato dagli italiani?
        Vienna sara’ pure ricca e piena di opportunita’ ma e’ satura da ondate di gente dell’est che parla pure meglio di noi l’inglese o il tedesco.
        Ok quindi se avete perso il lavoro, o avete chiuso la vostra attivita’, prendete famiglia bagagli e il cane e portateli via da li ma il mio consiglio e’ di non venire qui se la vostra aspettativa e’ rifarvi una vita dignitosa.

        Rispondi
  21. Enrico scrive:
    23 luglio 2012 alle 17:07

    Ho letto il tema e un po’ di interventi, e vorrei dare il mio piccolo contributo.
    Ho capito le ragioni delle persone che qui si trovano bene, e ho capito le ragioni di chi invece si trova tutt’altro che bene.
    La mia personale opinione è che non sia possibile dichiarare a priori che spostarsi a Vienna sia una cosa giusta o sbagliata.
    Dipende a chi chiedi, dipende dalla loro esperienza e da quanto felici o frustrati sono.
    Anche i dati chiamiamoli “oggettivi” non contano molto. L’Austria ha il tasso di disoccupazione più basso d’Europa e Vienna è stata eletta più volte come la città che offre la più alta qualità della vita. Sono parametri oggettivi, ma sono sufficienti? No. Che qui la disoccupazione sia bassa è un dato oggettivo, ma questo non significa che qui troverai il lavoro e la condizione lavorativa dei tuoi sogni. Dipende dalla tua impostazione, da come affronti la cosa, dipende da cosa offri e da cosa cerchi, dipende da come reagisci agli eventi. Dipende cioè anche da moltissimi parametri troppo soggettivi, personalissimi.

    Io vedo la mia esperienza, io faccio parte di coloro che qui stanno bene (almeno per ora incrociamo le dita!). Ho avuto un’esperienza positiva che mi ha arricchito, ho avuto condizioni di lavoro che in Italia molto probabilmente non potrei avere (e adesso meno che mai, ne ho appena ricevuta una ridicola proprio dall’Italia, se paragonata alla mia condizione attuale) Faccio una vita che mi piace. Ovvio che per me è più facile tessere lodi per questo posto che mi ha dato chance più grandi.
    Dall’altra parte è comprensibile che chi vive una situazione di frustrazione quotidiana (che può dipendere da svariati motivi) non potrà mai dire “posto fantastico venite anche se a me è andata male”. Chi dei due ha ragione?

    Quindi, l’opinione mia personale è: avete deciso di venire a Vienna o in generale all’estero? Chiedete a tutti. Fatevi un’idea. Chiedete a chi ci si trova da schifo e chiedete a chi ci si trova male. Ognuno avrà la propria opinione basata sulla propria personalissima esperienza. Se siete furbi non prendete come oro colato niente, decidete con la vostra testa cercando di immedesimarvi nelle situazioni di cui verrete a conoscenza. Vi interessa la lingua e siete disposti ad impararla? Vi interessa la cultura di qui, le usanze di qui o sapete già che non potete sopportarle? Tante domande, tanti pesi sulla bilancia. E poi tirate le somme. Evitate di seguire consigli delle persone che vi dicono “si vieni assolutamente” o “no qui fa tutto schifo”. Sono solo opinioni.

    Chi pretende di disegnare un quadro riassuntivo di tutto basandosi solo sulla sua esperienza, vi darà probabilmente un consiglio che vale poco.
    Bisogna sempre ricordare che “Le opinioni sono come le scoregge, piacciono solo a chi le fa” :-)

    Non createvi aspettative troppo rosee ma non abbiate neanche paura di trovare l’inferno. Arrivate qui con la bilancia al centro, e poi vedete da che parte pende!

    E se decidete per il sì, non abbiate mai timore di chiedere aiuto, che qui tutti sono stati aiutati.

    Ciao a tutti

    E.

    Rispondi
    • Simona scrive:
      24 luglio 2012 alle 08:22

      Complimenti, bellissimo post!

      Rispondi
      • Gaetano scrive:
        25 luglio 2012 alle 16:37

        E’ divertente il fatto che in un post dal “5 motivi per non venire a lavorare a Vienna” le persone si battono per fornire in tutti i modi un motivo valido per alimentare lo stereotipo di citta’ bella e vivibile. Ci sono tantissime cose che mi piacciono qui e sono sicuro anche ad altri che hanno raccontato la loro esperienza purtroppo negativa ma costruttiva spiegando perche’.
        Sono comunque contento a chi la vita va bene, ma qui si parla di lavoro, e il tasso di disoccupazione dell’Austria e’ poco inferiore (precisamente un 0,6 in meno gennaio 2012) a quello dell’Italia.
        Quindi chi lascia l’italia per lavoro fa bene a controllare anche questi dati che mi sembrano non legati all’esperienza di nessuno.

        Rispondi
        • Enrico scrive:
          26 luglio 2012 alle 20:28

          Gaetano, dove li hai presi i dati?
          Riguardano uno scaglione preciso di popolazione o sono generici?

          Secondo il corriere stiamo a circa 10.9, mentre in austria a giugno hanno registrato il 5.9, con tendenza nettamente calante.
          fonti:
          http://www.corriere.it/economia/12_giugno_01/disoccupazione-italia-istat_5b255fc0-abc1-11e1-b908-fbecd0c99c6b.shtml
          e
          http://www.wissenswertes.at/index.php?id=arbeitslos-2012

          Lasciamo poi perdere le statistiche dei disoccupati alla ricerca del primo impiego (scaglione 15-24 anni) per pietà :-)

          Inoltre qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Disoccupazione_nell%27Unione_europea ci si fa un’idea sommaria fino al 2010. ;-)

          Rispondi
        • Enrico scrive:
          26 luglio 2012 alle 20:35

          Molto interessanti anche questi articoli qui:
          http://ipeuropa.comune.modena.it/europedirect/disoccupazione-in-ue-nuovi-dati-ed-un-esempio-di-dibattito-che-viene-dal-nord

          e

          http://www.eurodesk.it/node/7522

          Cmq ho guardato, e hai ragione tu, a gennaio c’era una differenza di soli 0.6 punti percentuali.

          Rispondi
    • cecilia rossi scrive:
      25 luglio 2012 alle 12:19

      sono assolutamente d´accordo con te: sono nata in toscana dove i prof. ci hanno insegnato a non “imparare a pappagalo” e ad usare sempre la nostra testa come anche tu, in pratica, giustamente dici

      Rispondi
  22. cecilia rossi scrive:
    25 luglio 2012 alle 12:13

    anche io vivo da anni a Vienna e la mia esperienza insegna che fare amicizia non e´diffiile e non occorre bere assieme delle birre: nei locali tipici quando qualcuno seduto ad un altro tavolino parla con qualcuno di un argomento da me ritenuto interesante io intervengo, esprimo la mia opinione ed inizio una conversazione. Tutto questo, al contrario che a Reggio Emilia, non disturba nessuno ragion per cui l´idea secondo cui gli austriaci siano freddi e distaccati ( fosse cosi´non mi sarei innamorata di un austriaco, il quale, comunque, parla poco dei suoi sentimenti ragion per cui riguardo all´apparenza posso darti ragione) non e´ altro che un pregiudizio

    Rispondi
  23. emanuela scrive:
    29 luglio 2012 alle 18:31

    io vivo a vienna da poco piu di un anno e non ne sono entusiasta.Non parlo il tedesco e mi rifiuto di impararlo,un po per pigrizia ma soprattutto perche´ e´ proprio brutto.Lavoro in un impresa di pulizie,lavoro che sono riuscita a trovare grazie alla mia conoscienza della lingua serba (il mio compagno e´ serbo),ma ovviamente e´ un lavoro che non mi piace.Non conosco nessun italiano e per non contare cibo,freddo,ecc..Spero che la crisi che c´e´ in Italia migliori al piu´ presto e sogno quanto prima di tornare.Non apprezzi cosi tanto il tuo paese di origine come quando sei all´estero,o per lo meno io lo apprezzavo gia da prima,ma tutto qui acquista piu valore.

    Rispondi
    • dokken scrive:
      31 luglio 2012 alle 07:27

      Purtroppo il tedesco non e´affatto una lingua semplice, questo e´un grosso problema che tutti si dovrebbero porre prima di affrontare quest´avventura. Molti arrivano qui che nemmeno lo sanno…una follia! Magari qualcuno trovera´anche lavoro ma normalmente i casi sono due: o si trovano impieghi molto bassi, che tanto vale fare in Italia oppure si ha una buona qualifica e si ha la fortuna di lavorare in qualche ufficio internazionale..ad ogni modo non ci sono molte vie di mezzo. Posso dire che avendo fatto l´universita´di lingue e dopo aver studiato 3 anni di tedesco alle superiori e 5 all´universita´, sono arrivata qui che all´inzio avevo problemi, soprattutto perche´il tedesco che s´impara in Italia non e´l´austriaco e quindi ci si demoralizza anche un po´. Ho iniziato a parlare fluentemente ” l´austriaco” dopo una anno e passa che ero a Vienna e dopo 3 anni e mezzo non avrei problemi a farmi assumere…certo che come diceva anche Anya, non pensate di superare un austriaco se e´in lista con voi.Consiglio un bel corso preparatorio in Italia tanto per farsi un´idea della lingua (che non e´facile come l´inglese) per non perdere troppo tempo qui, mettendo in conto che per parlare un tedesco perfetto ci vorranno 10 anni…

      Rispondi
      • Martello scrive:
        31 luglio 2012 alle 16:23

        Sono a Vienna da un’anno circa anche io , dopo una decina di anni di avanti e indietro.
        Vienna è una bella citta’ per farci una vacanza, il clima non e’ poi cosi’ male, ma viverci e’ uno schifo assoluto.
        Lavorarci ancora peggio. C’e’ un sacco di corruzione, dovuta anche all’uso smodato del contante, la burocrazia e’ lentissima e farraginosa, come pure i servizi sociali. Le tanto bistrattate Napoli o Reggio Calabria hanno di che rallegrarsi. La piccola delinquenza e’ elevata, paragonabile a Milano, per esperienza. I viennesi sono ben disposti verso gli stranieri, soprattutto quelli dell’ ex impero (Ungeresi in testa) ma sono prevenuti verso gli Italiani in particolare, in un modo che si puo’ definire solo razzista. Ebbene si’ sono un “negro” qui.
        Sara’ per quello che siamo cosi’ pochi, rispetto ad altre citta’ europee.
        Io purtroppo sono praticamente obbligato a starci per motivi personali, ma se vado avanti cosi’ tra poco finiro’ per fare il barbone.
        Aggiungo pe inquadrare il problema, che sono un libero professionista, laureato a pieni voti in una prestigiosa universita’ italiana, so bene l’nglese (ho lavorato in America) e male il tedesco (ho solo Deutsche A1, ma mi e’ passata la voglia di impararlo, a che pro?) e ho sono stato per lavoro in una trentina di paesi nel mondo.

        Rispondi
        • Simona scrive:
          1 agosto 2012 alle 08:39

          Scusami Martello, ma tu in Italia dove vivevi?
          no, perchè a me non risulta che in Italia ci sia un uso meno smodato del contante, meno corruzione, meno burocrazia e servizi sociali efficienti.
          Fortunatamente per me, non ho dovuto avere a che fare con la burocrazia o i servizi sociali austriaci per cui se dici che non sono efficienti ci credo.
          Sono inoltre d´accordo al 100% che non bisogna pensare che qui è tutto perfetto, ma credo che ci voglia anche un po´di obiettività e che non si debba nemmeno idealizzare la natìa Italia.
          Uso del contante, corruzione, familismo e inefficienza dello Stato a tutti i livelli credo siano un fatto non negabile in Italia. Poi si può dire che visto che qui è uguale, tanto vale stare nel nostro Paese e su questo sono d´accordo.
          Quanto alla delinquenza, anche in questo caso non ho avuto esperienze (ma il fatto che ai primi piani delle case non ci siano le inferriate mentre a Roma ciò sarebbe impensabile) mi da da riflettere. Infine, per quanto riguarda il razzismo nei confronti di noi italiani, anche qui ho avuto una esperienza diversa ma ciò credo dipenda anche dagli ambienti che frequenti.

          Rispondi
    • vanbasten scrive:
      1 agosto 2012 alle 10:11

      Tieni duro emanuela, io credo che serbo o tedesco qui sia uguale, tanto fino a certi livelli qui si parla serbo (supermercati e commercio/forniture in generale), e finche´ non tornerai in Italia, magari col tuo compagno, la tua situazione sociale non potra migliorare o superare queste attivita che ho citato. Io ci ho messo 2 anni per finire a lavorare in un supermarket, cosa che in Italia crisi o non crisi avrei ottenuto in meno tempo. Ovviamente mi sono fatto aiutare da terzi, e si aspettano anche che io sia riconoscente in ogni momento per questa fantastica prospettiva che mi e´ stata data. pensano che l´Italia sia il terzo mondo…ahahahah. Testa alta Emanuela, e comincia a fare i bagagli. Torna presto! Con la pancia piena si ragiona meglio…

      Rispondi
  24. Anya scrive:
    30 luglio 2012 alle 19:02

    Vivo e fortunatamente da un pò lavoro a Vienna. Una città per la quale assolutamente non vi basterà avere un’idea da turista qualora vogliate viverci, se avete la possibilità venite una decina di giorni senza soggiornare nel primo distretto e seguire i consigli della Lonely Planet! Gli stereotipi di Vienna coincidono con la realtà soltanto quando si parla di puntualità (ovunque) e in linea di massima pulizia (assolutamente non ovunque). Per dirne alcuni: i viennesi (anche se è diverso parlare di “viennese” e di “austriaco”) non sono tutti freddi, hanno dei piatti tipici deliziosi, il freddo è assolutamente normale (nella mia città nevica ogni inverno e si arriva a -16, qui nulla di tutto ciò, almeno quest’anno) piuttosto quando fa caldo è peggio di roma, la corruzione esiste anche qui, la raccomandazione all’”italiana” anche, il personale degli uffici pubblici è altrettanto scontroso e stanco di NOI “stranieri” (è inutile che venite qui a farvi gli orgogliosi della bella Italia, sarete comunque immigrati che intasano la città) tanto come nella penisola. Io consiglierei di trasferirsi qui a chi ha già trovato un lavoro, a chi ha già almeno una base di tedesco (parlano tutti inglese, molto meglio di noi, ma naturalmente non gradiscono molto usarlo) o a chi è ancora abbastanza giovane da accontentarsi di qualsiasi lavoretto capiti, fin quando (e se) dura. Per tutti gli altri, ci vuole solo un in bocca al lupo, perchè il vostro futuro viennese sarà solo questione di fortuna… per questo, pensate bene a quello che volete fare ed abbassate le vostre aspettative, altrimenti sarà difficile accettarne i difetti (ai pregi ci si abitua facilmente). Non trasferitevi se avete un lavoro dignitosamente retribuito in Italia, se credete di venire qui per fare salti di carriera (se ti permettono di entrare nel sistema lavorativo austriaco, non vuol dire che ti permettono di passare davanti ad un austriaco) e soprattutto se non avete intenzione di studiare la lingua e accettare le differenze culturali. In quest’ultimo caso, se adeguarvi non fa per voi, fate bene a restare dove siete nati, non è mica un obbligo complicarsi la vita! :)

    Rispondi
  25. Serena scrive:
    31 luglio 2012 alle 16:23

    Non vivo a Vienna ma a Graz ma quello che scrivi si applica comunque molto bene.Pur sapendo molto bene il tedesco, rimane lo socntro con la mentalitä locale e le abitudini diverse…insomma si devono soppesare molte cose!

    Rispondi
  26. Giuliano scrive:
    20 agosto 2012 alle 08:08

    Nulla di più sbagliato, quando si ha voglia di lavorare,si è seri,si pensa a vivere,guadagnare si ,ma non rubare o fottere la gente…l’austria compresa Vienna è l’ideale!!!!!

    Rispondi
  27. Michele scrive:
    28 ottobre 2012 alle 13:21

    Un posto che fa per me.Mi piace il freddo è odio il caldo.
    Stare da solo mi piace è quindi non avrei nessun problema.
    Bere birra mi piace è quindi mi addatto alla perfezione.
    Mi adaato a tutte le situazioni.

    Rispondi
  28. Alfredo scrive:
    9 novembre 2012 alle 14:26

    Si sa quando uno fa un trasferimento sia in Italia che all’estero avra’ i suoi lati positivi e negativi,comunque a mio punto di vista abitare,lavorare e conoscere persone con usi e costumi differenti e un bel bagaglio di vita

    Rispondi
  29. NuovoViennese scrive:
    25 dicembre 2012 alle 12:43

    Articolo interessante, con dei commenti che lo sono ancora di più.

    Ovvio che ognuno ragioni secondo il proprio vissuto, credo che per tutti valgano dei principi comuni:

    1) Siamo stranieri. Se non ci piacciono le cose possiamo tornare in Italia.

    2) Prima di ogni lamentela su usi, costumi, lingua, lavoro rileggetevi il primo punto.

    3) Non è colpa degli austriaci se il nostro paese è in declino.

    4) Ognuno deve farsi bene i suoi calcoli. In alcuni casi conviene muoversi in Austria, e più in generale all’estero, in altri meno.

    5) Esistono al mondo dei paese in cui si può ancora emigrare per farsi una vita, imparare la lingua in loco e, forse, fare fortuna. Ne cito due: Australia e Canada. Nella vecchia Europa, la vedo molto più ardua, a meno che non si abbia una specifica professionalità da rivedendere o una comprovata conoscenza della lingua locale.

    Oltre a questi elementi che ritengo siano comuni, aggiungo anche la mia parte soggettiva. Avendo vissuto in diversi paesi, debbo dire che finora a me l’Austria piace e mi ci trovo bene. Finora non conosco molti austriaci, ma se non migliorerò la lingua non potrò pretenderlo.
    E’ possibile che negli anni il mio giudizio cambi, ma in quel caso mi rileggerò il punto 1) pure io :-)

    Rispondi
  30. luca scrive:
    6 gennaio 2013 alle 21:33

    Buona sera a tutti,ho lettotutta la pagina e devo dire che il mio entusiasmo ne e’ uscito abbastanza ridimensionato.
    ho 33 anni eda 10 vivo in Messico PAESE BELLISSIMO del quale ne ho pero piene le tasche, pensavo quindi di trasferirmi a Vienna su offerta di un amico.Mi occupo di gestione di ristoranti e bar purtoppo pero non so un H di tedesco quindi andrei a fare il pizzaiolo almeno all’inizio.
    Premettendo che secondo me ognuno fa la vita che vuol fare, che molto dipende dal tuo livello culturale, da quanto sociale sei, interessi etc etc pero vorrei sapere : e’ propio cosi difficile imparare il tedesco? c’e’ qualcuno che e’ riuscito ad impararlo anche con corsi in un anno?
    grazie mi sarete di gran aiuto

    Rispondi
    • fabio scrive:
      3 marzo 2013 alle 11:00

      Ciao Luca!
      Io il tedesco già lo conscevo prima e non sono parte in causa ma difficilissimo imparare il tedesco in un solo anno partendo da zero nel senso di essere totalmente autonomi e di potersi gestire autonomamente professionalmente e socialmente. Poi non scordare che qua moltio parlano viennese che non è proprio morbido come dialetto.
      Sul lavoro lascia perdere. La gastronomia austriaca è inflazionata da lavoro nero e lavoratori precari che vengono da slovacchia e ungheria. Guadagneresti una fame in una società fondamentalmente triste. Rimani in Messico…

      Rispondi
  31. Flying Dragoness scrive:
    16 gennaio 2013 alle 07:50

    Il punto n. 5 è sopravvalutato, per perdere le amicizie non serve espatriare, basta cambiare città in Italia.
    Per la mia esperienza è quasi impossibile intrattenere amicizie con chi vive anche solo a 200 km di distanza, o meglio, riesci a sentirti ogni tanto e mandare gli auguri ma vedersi è abbastanza raro e comunque perdi la rete delle conoscenze, e non è nemmeno così facile crearsi ex novo una rete di nuove amicizie in una città italiana, io vivo da 4 anni in una città del nord e solo adesso posso dire di essere diventata amica di due persone. Anche questo è un pregiudizio (se pur positivo) da sfatare.

    Rispondi
  32. pippo scrive:
    21 gennaio 2013 alle 11:11

    ottimo “articolo” la conferma che in Italia siamo dei provincialotti

    Rispondi
  33. fabio scrive:
    3 marzo 2013 alle 10:56

    Sul fatto che gli austriaci SEMBRANO solo freddi è distaccati non sono molto d’accordo. Sono freddi e distaccati. In due anni non sono praticamente a farmi un amico austriaco. Sul posto di lavoro tutti cortesi e gentili ma staccato poi ognuno a casa sua…

    Rispondi
  34. giovanni scrive:
    3 marzo 2013 alle 20:22

    Sono un artista-artigiano italiano che vorrebbe commercializzare i suoi prodotti a Vienna, città bellissima, cerco un piccolissimo locale in centro magari anche affittato mese per mese.
    Qualcuno di buona volontà potrebbe aiutarmi? Grazie

    Rispondi
  35. Fabrizio scrive:
    19 marzo 2013 alle 23:24

    L’articolo di per se e’ discutibile e un po’ superficiale, ma la cosa che mi ha più colpito e’ il poter aver nostalgia e rimpiangere i biscotti del mulino bianco. Non credo che possano essere presi in considerazione come eccellenze italiane..

    Rispondi
  36. Antonella scrive:
    20 marzo 2013 alle 23:02

    È da un po’ che penso di venire a lavorare in Austria, ma come Lei hai spiegato il mio problema è il tedesco. Come faccio a venire senza avere nessuno in Austria che ti aiuta. mi piacerebbe trovare un lavoro in fabbrica. Ma per iniziare potrei andare anche a lavorare in qualche ristorante, essendo abbastanza brava. Cosa mi consiglia di fare??? Quando Lei se trasferito c’è stato qualcuno che gli ha dato una mano??? Mi piacerebbe una risposta, grazie

    Rispondi
    • Paolo scrive:
      21 marzo 2013 alle 22:06

      Ciao Antonella, ognuno ha la propria storia ed è normale che all’inizio si abbiano tanti dubbi e paure riguardo ad un passo così grande come trasferirsi all’estero.
      Se non parli tedesco non è sicuramente facile, il mio consiglio è di pensare bene al perchè ci si vuole trasferire e cosa si vuole fare in Austria e iniziare a cercare lavoro dall’Italia utilizzando internet. Inoltre perchè limitarsi all’Austria? Perchè non la Germania o qualunque altro paese in Europa.
      Ti consiglio anche di leggere questo articolo per cercare di chiarirti le idee: http://www.quivienna.com/italiani-a-vienna/non-lasciate-litalia-per-lestero-se/
      Spero che di esserti stato utile!

      (Il commento di Giovanni è stato invece eliminato, quello si che era veramente inutile…)

      Rispondi
  37. Danilo scrive:
    24 marzo 2013 alle 08:53

    Salve, vorrei aggiungere la mia se permettete, credo che le varie opinioni diverse tra loro abbiano un comune denominatore che vedo non e’ stato preso sufficientemente in considerazione e cioe’ le varie esperienze “positive” o “negative” che siano, sono influenzate dalle classi sociali di appartenenza e dalle conoscenze che ne derivano, faccio un esempio per essere piu’ chiaro:
    A- se un polacco che viene a vivere in italia laureato o non laureato che sia, viene qui all’avventura molto probabilmente si ritrovera’ a lavare i vetri delle auto ai semafori.
    Ed il suo giudizio sull’italia come puo’ essere? Dira’ ai suoi connazionali che la vita in italia e’ dura che non ti fa luce nessuno e la gente spesso e’ anche sgarbata.
    B- poniamo invece che un’altro polacco di ceto sociale piu’ elevato con delle conoscienze in certi ambienti importanti “vaticano ecc.” Venga qui in italia, le sue frequentazioni non saranno barboni o disperati, ma ambienti accademici politici legati anche alla chiesa biblioteche ecc. Secondo voi questo polacco avra’ le stesse difficolta’ a trovare un lavoro dignitoso?e quando parlera’ dell’italia ai polacchi dira’ che c’e’ gente cortese non razzista anzi ci sono anche opportunita’ di lavoro! E la stessa cosa succede a Vienna come credo in altre parti del mondo.

    Rispondi
  38. Elena scrive:
    20 aprile 2013 alle 10:42

    Non pensavo fosse facile ma nemmeno così difficile! Io putroppo non so il tedesco ma abbastanza bene l’inglese. Ho provato a studiarlo online e devo dire che è ostico alla grande.
    A Vienna, da 2 anni, abita il mio ex marito con la sua attuale moglie e i bambini. Lui, essendo serbo, mi dice che hanno un pò di problemi con il permesso di lavoro essendo cittadini extra ue, ma sono in 5 e gli ammortizzatori sociali permettono loro una vita dignitosa.
    Io, ex impiegata ed ex piccola imprenditrice, 46 anni portati benino, diploma di maestra elementare, cosa cavolo posso andare a fare a Vienna? Loro, almeno temporaneamente mi ospiterebbero, ma tra che non parlo tedesco e gli skills che non sono il top, finirò sotto un ponte, che dite?
    Qui in Italia putroppo, in un anno e mezzo non sono riuscita a reinserirmi nel mercato del lavoro causa crisi, la mia età e migliaia di contratti che agevolano solo lo sfruttamento giovanile e i datori di lavoro. Qui sono assolutamente tagliata fuori.
    In Austria, Vienna, c’è qualche possibilità per i vecchietti come noi? Intendo lavori di basso profilo eh, mica diringenziali. In Italia non riesco nemmeno a trovare un lavoro come babysitter, anzi, sì, a 2 euro l’ora per 2 ore al giorno…vergognoso!
    Qualcuno che abbia all’incirca la mia età e che ci abbia provato?
    Grazie…

    Rispondi
  39. laura scrive:
    20 aprile 2013 alle 17:43

    cara Elena
    sono laura di verona e abito a vienna da 8 mesi.
    Ho 42 anni e nella vita penso di avere cambiato almeno 50 lavori. Nel mio caso sono una grande ottimista, di discreta presenza e anche il mio tedesco e’ buono, ho iniziato a impararlo 4 anni fa. secondo me dovresti credere un po’ piu’ in te stessa, gonfiare un po’ il curriculum che mandi alle aziende e un posto nei grandi magazzini lo si trova sempre.
    Se poi il tuo ex marito e’ in grado di ospitarti per un po’ di tempo va bene, poi ci sono comunita’ di italiani con gelaterie e ristoranti dove almeno un posto iniziale come lavapiatti dovresti riuscire a trovare. Pero’ senza grinta e ottimismo la vedo dura.
    qui e’ pieno di asiatici che arrivano da paesi sottosviluppati, che lavorano e si sono integrati.
    Vuoi che un italiano medio faccia cosi tanta fatica a trovare qualcosa? nel mio caso non credo!

    Rispondi
  40. Elena scrive:
    21 aprile 2013 alle 09:51

    Ciao Laura.
    Grazie per l’incoraggiamento!
    Dopo quasi 2 anni di rifiuti, ho il morale a terra. L’ottimismo non so nemmeno dove stia di casa.
    Tu, che vivi a Vienna da così tanto tempo, confermi quello che dicono gli altri utenti sul fatto che gli austriaci ci vedono male e non ci danno confidenza? Sarà che io, pur vivendo in una regione “chiusa” come il Veneto, sono molto disponibile verso gli stranieri.
    Mi suona così strano sentire che qualcuno, consapevole di avere di fronte una persona che viene da un altro paese, si comporti così…
    Ci penso ancora un pò e poi prenderò questa difficile decisione. Qui in Italia non c’è più futuro…

    Rispondi
  41. Elena scrive:
    21 aprile 2013 alle 09:57

    Ah!!! Scusa Laura, mi era sfuggito che sei veneta anche tu. Eravamo poco distanti, io sono di Vi.
    Allora mi capisci meglio di qualcun’altro…
    Ciao

    Rispondi
  42. laura scrive:
    21 aprile 2013 alle 21:26

    In italia non c e futuro?????? e l’ ottimismo?????
    sei mai stata in un paese dove si vive con un pugno di riso al giorno e non c’e’ l’ acqua neanche per lavarsi i denti? (e le persone sono molto ma molto piu’ serene di noi)
    Ti sento abbattuta ma non considero il nostro paese fra i peggiori. Dovremmo forse fare un passo indietro (io per prima), sprecare meno e accontentarsi delle cose semplici.
    Gli austriaci sono come gli italiani, simpatici e antipatici, disponibili e cafoni. Se hai grandi aspettative nessun paese al mondo fa per te. Se parti da lavori umili con un po’ di volonta’ qualcosa trovi. Io finora ho lavorato come commessa, poi ho litigato col propietario per le ore straordinarie che non mi sono state pagate e perche’ secondo lui non avevo pulito abbastanza,dopo che per 3 ore ho passato tutti gli scaffali, solo che e’ salito con un dito sopra l’angolo della tapparella e ha detto: visto che lurido?ah ah. adesso sono disoccupata e conto di rimanerci per una settimana perche’ il sole splende, i negozi cercano commesse e le gelaterie sono in piena stagione. Non troviamo un posto come lavapiatti in qualche ristorante? Forse perche’ non lo vogliamo? Coraggiooooo

    Rispondi
  43. Agnes scrive:
    8 maggio 2013 alle 10:03

    Hello! I’m an Austrian and my italian is not as good as my english but i had understood. What i didn’t understand is that you have to know we are the north of europe but as well the south! If you want to have more open minded people you will find it. If you want to have more mild climate you will find it in Burgenland! We have in Austria as well locations that seem’s like Toscana!!! But YOU have to search it!!! AND… PLEASE: When i go abroad i have to know everything is changing! BUT EVERYWHERE you are going everything is changing. So if you go to england there is the climate as well not sunny all time long! AND: The Austrian’s are very open minded!!!! And we love it to go out, meet knew people! Why do you think we have so many bars, disco and restaurants? And you can live here in Austria how an italian! We have the same products like you in Austria. Like SPAR ! DESPAR products we have as well so you need not to go to italy! But you have a better quality to live here in austria! And when you want to learn German, i know so many austrian which are speaking perfect italian which would love to learn with you because they are loving your country.

    Your
    Agnes

    Rispondi
    • Elena scrive:
      8 maggio 2013 alle 11:16

      Hi Agnes!
      I’m terribly sorry…Italians don’t want to offend Austrians…We don’t know anything about your country so we ask to someone who lives there what he thinks about it…
      We are frightened to change our life and we want to know all about people, job, food etc…someone says that Austria is a beautiful country, others that the people are not friendly. It depends…
      Thanks for your information. I’m sure it’s true.
      WWW Austria!!!

      Rispondi

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