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Alex Stacchini
Libri
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La “Melodia di Vienna”: realtà e fantasia in un pezzo di storia viennese

A volte vorremmo vivere in altri Paesi e città, confrontarci con situazioni differenti rispetto a quelle che viviamo nella quotidianità e, magari, provare se un’epoca del passato possa essere migliore di quella attuale.

Se almeno una volta nella vita, sospirando avete affermato:”ah, come sarebbe meraviglioso vivere nella Vienna durante il periodo della belle époque!”, sappiate che potreste riuscirvi. In quale modo? Immergendovi nelle vicende della famiglia Alt, dinastia di costruttori di pianoforte, nella Vienna fra il 1888 e il 1945.

Il romanzo La Melodia di Vienna di Ernst Lothar (edizione “Gli Intramontabili”, € 18,00) è scritto dall’autore alla metà degli anni Quaranta quando egli, di origini ebree, si trovava negli Stati Uniti per fuggire dalla furia nazista e, tramite il suo libro, ci riporta a vivere situazioni apparentemente surreali, ma in realtà possibili, in una civiltà in continua evoluzione fra la fine del regno di Francesco Giuseppe e la Seconda guerra mondiale. Lothar conduce passo dopo passo il lettore attraverso gli splendori e le contraddizioni di un’epoca che ha smarrito una generazione, quella appunto dell’autore del romanzo.

Le vicende di Franz Alt, di sua moglie Henriette Stein e del primogenito Hans si dispiegano fra le pieghe del tempo, durante il quale incontriamo personaggi che hanno fatto la Storia e segnato la cultura dell’Austria: Francesco Giuseppe e suo figlio Rodolfo, passando per Strauss, Freud, Mahler, Hitler e Schlusschig, assaporiamo il clima festoso e incosciente del “fin de siécle” fino al duro realismo della Prima guerra mondiale e alla nascita della repubblica socialista. Gli ultimi capitoli ci fanno assistere all’arrivo del Nazionalsocialismo e alla perdita d‘identità di un popolo dal glorioso passato.

La famiglia Alt è una rappresentazione dell’Austria nelle sue differenti sfaccettature ed ogni personaggio, che ruota attorno alla casa di Sailerstaette 10, ha un ruolo definito, che ripercorre il tempo in cui si dipanano le differenti vicende. Proprio questo sorprenderà il lettore, che sarà rapito dal fascino contraddittorio di Henriette Alt; dalla cortesia, dalla nobiltà e, al contempo, dalla cecità dell’animo del suo consorte Franz; dall’onestà, ma fredda, rettitudine di Otto Eberhardh; dagli estrosi Drauffer; dal fascinoso Paskiewicz, dal massone Fritz e da tanti altri. Ognuno di loro segnerà il destino della casa e della famiglia, che, in fondo, seguirà quello del loro Paese.

Ogni capitolo si legge in fretta e, seguendo le descrizioni dell’Autore, riusciremo ad immedesimarci nelle varie scene, trovandoci così a passeggiare lungo i viali alberati del Prater; a ballare il valzer al suono dell’orchestra di Johann Strauss al Palazzo Metternich; a camminare nelle polverose e malsicure strade della Vienna del Primo Dopoguerra e a sentire un brivido scorrere lungo la schiena mentre Hitler percorre il Ring preceduto dalle sue truppe. Interessante anche il dialogo fra Hans e il cugino Fritz, riguardo alle differenze fra l’Europa e gli Stati Uniti, nel quale lo stesso Lothar ha vissuto, per sfuggire alle persecuzioni degli ebrei.

Il romanzo, pubblicato nel lontano 1944 a New York, è diventato immediatamente un best seller sia negli Stati Uniti sia, qualche anno dopo, in Austria. In Italia è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1982 con il titolo “L’Angelo Musicante”, mentre un film, “La casa dell’angelo”, è stato realizzato nel 1948.

Come per tutti i romanzi, che intrecciano sapientemente le vicende dei personaggi con la Storia, con i momenti epocali che hanno cambiato per sempre la vita delle persone, lascia un senso di indefinita ed indicibile malinconia per i tempi passati, per un’epoca che non ritornerà mai più.

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Alex Stacchini

Scritto da Alex Stacchini

Romagnolo DOCG, nasce lo stesso giorno di Mozart ma qualche anno più tardi. Collabora con un importante tour operator italiano per il quale viene spesso “inviato” a Vienna e in Austria, tanto da definirla ormai la sua seconda patria. E nell'attesa di diventare prima o poi cittadino viennese, prova a dare qualche consiglio su come scoprirla e amarla di più. Nella speranza che possano esservi utili.

1 Commento
  1. Stellina scrive:

    ….sembra, attraverso queste poche righe, di potersi immergere in quella Belle Epoque, semplicemente grazie agli occhi di chi sapientemente la sa guardare…

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