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Anna
Lavoro
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Lavorare in un museo a Vienna: consigli e precisazioni

Quando, a febbraio di quest’anno, scrissi un articolo sulla mia esperienza di ricerca di lavoro a Vienna, non credevo avrei ricevuto così tante e-mail con richieste di consigli e suggerimenti! Anche durante questo (eccezionalmente!) torrido luglio, i messaggi continuano ad arrivare ed ho quindi pensato di scrivere una continuazione di quel resoconto, prendendo spunto dalle domande che ricevo più di frequente.

Molti di voi mi hanno chiesto in quale lingua abbia stilato il curriculum vitae. Ebbene, la risposta è in tedesco: non ci sono altre vie. Potete eventualmente decidere di redigere il vostro Lebenslauf anche in inglese, per dimostrare di padroneggiare anche un’altra lingua straniera, ma il curriculum va comunque prima di tutto scritto in tedesco.

Personalizzato o meno? Nel mio caso, poiché mi rivolgevo solo a musei, era sempre il medesimo; altrettanto dicasi della lettera di presentazione. Unica accortezza: modificare SEMPRE il nome della persona, cui la candidatura va indirizzata, cercandolo all’interno dei siti di ogni museo (lo so, è un po’ noioso, ma necessario); qualora non fosse possibile identificare la persona di riferimento, un semplice Sehr geehrte Damen und Herren sarà perfetto!

Per quanto riguarda la consegna del Lebenslauf, mi sono servita solo della posta elettronica: nessuna consegna a mano. In questo specifico caso, infatti, temo sarebbe poco efficace: si rischia di lasciare la propria candidatura in portineria o alla cassa e di non raggiungere mai il proprio obiettivo; l’email invece sarà sicuramente letta o inoltrata alla persona incaricata e, mirabile visu, riceverete anche una risposta (negativa o positiva) da pressoché tutti musei: qualcosa di incredibile per chi proviene dal mondo lavorativo italiano…

Al secondo posto nella classifica delle domande più gettonate c’è il come ho fatto a trovare il tirocinio, che mi ha permesso di venire qui. Si trattò di una borsa di studio, finanziata dal Veneto (regione, da cui provengo) e intitolata Tirocinio interregionale e transnazionale; a quel che so, però, i fondi sono attualmente esauriti: provate comunque a verificare.

Consiglio a tutti voi di controllare quotidianamente internet, selezionando alcuni siti di maggior interesse (ad esempio, Informagiovani, siti delle Regioni, Eures, ClickLavoro, ecc.): le occasioni ci sono, ma serve ovviamente pazienza e perseveranza.

Ci tengo infine a fare una precisazione importante, perché forse non sono stata sufficientemente chiara nel precedente articolo: anche per svolgere una mansione come la mia (guardasala) serve conoscere già il tedesco, almeno un B1 buono! Non potete pensare di candidarvi e di imparare contemporaneamente la lingua. Questo per dei banali motivi: prima di tutto, il colloquio va sostenuto in tedesco; in secondo luogo, il lavoro, quantunque non richieda spiccate capacità oratorie, prevede l’uso del tedesco (con i visitatori del museo, che vi chiederanno spesso informazioni, ma soprattutto per relazionarvi con capi e colleghi). Morale della favola: PRIMA tedesco, POI candidatura.

Last, but not least, alcuni di voi mi hanno segnalato che il link dell’azienda Siwacht non funziona: scrivete il nome “CKV GRUPPE” unito a “WIEN” in Google e troverete subito ciò che cercate.

Segnalo inoltre una nuova azienda, di cui sono venuta recentemente a conoscenza e che si occupa di fornire personale per i musei con compiti di guardasala, guardaroba, cassa, ecc.: si chiama MUSORG (www.musorg.at).

Toi toi toi per le vostre candidature e, per ogni altro chiarimento, resto come sempre a disposizione!

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Anna

Scritto da Anna

Sono laureata in lettere antiche e vivo da maggio 2014 a Vienna. Attualmente lavoro all'Albertina come guardasala: studio il tedesco solo da 8 mesi, perciò mi sto rimboccando le maniche con tanta buona volontà, partendo dal basso!

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