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In Italia nessuno conosce il tedesco

Offrire un contratto a tempo indeterminato per un lavoro da impiegato commerciale a Milano ma non trovare candidati. Tutto per colpa della lingua tedesca. È il caso di Arredatutto.it, un portale di e-commerce di mobili ed elettrodomestici che sta cercando dallo scorso luglio un giovane che conosca il tedesco ma invano.

L’opportunità, oltre all’agognato posto fisso, prevede anche uno stipendio di circa 1350 euro per 14 mensilità e un ambiente di lavoro confortevole (un cortile in zona Navigli, in uno dei quartieri più belli della città). Eppure, sembra che nessuno possieda il requisito fondamentale: parlare l’idioma di Goethe, la prima lingua più parlata in Europa.

A denunciare la vicenda è Demetrio Triglia, uno dei due proprietari di Arredatutto.it, con una lettera al forum Italians di Beppe Severgnini. «Il nostro è un sito multilingue: ci manca solo – ha aggiunto Triglia alla Nuvola – qualcuno che tratti con i clienti tedeschi o che parlano tedesco. La figura che cerchiamo deve occuparsi di assistenza clienti, ordini, logistica, rapporti con il corriere: ce ne sono di ragazzi che lo possono fare. Peccato che dei 33 giovani che si sono candidati, solo una minima parte conoscesse il tedesco. E quei pochi, non andavano bene».

(…)

Gli italiani quindi non conoscono il tedesco. Nonostante la Germania sia il primo partner commerciale dell’Italia e le opportunità di impiego non manchino. Come è possibile?

La risposta è la più ovvia: non è studiato. Anche se il Goethe Institut registra in termini relativi un aumento del 18% degli iscritti ai corsi di lingua tedesca dal 2011 al 2012 e di una crescita del 10% nell’anno precedente, il numero di giovani italiani che studia il tedesco a scuola come seconda lingua è ancora esiguo.

In base ai dati del Ministero dell’Istruzione, nel 2012/13 i ragazzi di medie e superiori che lo hanno scelto come seconda lingua straniera sono stati poco più di 280 mila: 100 mila nelle scuole secondarie di primo grado e 180 mila in quelle di secondo grado. Se si fa il confronto con la popolazione complessiva degli studenti delle superiori (2,55 milioni), la percentuale di allievi che studia il tedesco è del 7%. Segno che tra i banchi di scuola l’interesse per la lingua parlata dai connazionali di Angela Merkel è modesto.

«Il tedesco è studiato poco nelle scuole italiane – osserva il sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini – perché da parte delle famiglie c’è il pregiudizio che si tratti di una lingua troppo difficile. In realtà ha una grammatica molto chiara e con poche eccezioni: se si inizia da piccoli, la si può imparare con grossa soddisfazione».

L’altro problema, secondo il sottosegretario, è la poca consapevolezza dell’utilità di questa lingua in ambito lavorativo: «Nel decidere sull’istruzione dei figli, molti genitori non si rendono conto di quanto possa essere importante avere la padronanza del tedesco».

Ugolini è però pronta a scommettere che la diffusione della lingua tedesca tra gli studenti italiani crescerà parecchio. «I motivi per essere ottimisti – dice – ci sono: primo, l’Italia è l’unico Paese europeo in cui lo studio della seconda lingua straniera è obbligatorio nelle scuole secondarie di primo grado; secondo, la riforma del 2010 ha attivato i licei linguistici, dove si studiano fin dal primo anno tre lingue, e si può sempre scegliere il tedesco».

Fonte: Corriere.it

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Scritto da Paolo

Vivo a Vienna dal 2004 e mi occupo di programmazione, consulenza web e marketing. Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

8 Commenti
  1. Lidia ha detto:

    Perché “quei pochi (che conoscono il tedesco), non andavano bene”? Probabilmente perché veniva richiesta anche una certa esperienza nel settore commerciale e non era sufficiente la sola conoscenza della lingua tedesca, anche si trattasse di un laureato in lingue. Studiare una lingua straniera è un investimento. Nella mia scuola, un liceo scientifico parificato, non si poteva scegliere, solo inglese. Effettivamente se uno deve imparare una sola lingua straniera, meglio che sia l’inglese di questi tempi. Nelle scuole del mio paese, invece, il tedesco era molto diffuso causa turismo termale da Germania ed Austria, ma ora iniziano a dominare i russi, cambieranno le scelte linguistiche alle scuole medie locali?
    Insomma, è una questione di domanda ed offerta. Ora non possiamo lamentarci se pochi Italiani hanno studiato tedesco. Semmai potremmo biasimare quelli che vogliono venire a Vienna e non l’hanno studiato o non lo studiano pur vivendoci da anni (contratti di ricerca esclusi).

  2. Pier ha detto:

    Nell’articolo non viene però menzionata una cosa secondo me importantissima, cioè la difficolta di trovare corsi di tedesco in italia.
    Faccio un esempio. Quando circe sette anni fa ho deciso di incominciare a studiare tedesco, in previsione di cercare lavoro in Austria o Germania, mi sono reso conto che in TUTTA Bologna, città dove allora abitavo, vi erano solamente DUE possibilità.
    Una era il Goethe (dove alla fine mi sono inscritto), dove per la “modica” cifra di circa 800 euro si potevano frequentare due semestri. L’altra era una scuola non molto conosciuta dove alla fine si pagava addirittura di più.
    Questo per dire che se ci fosse la possibilità di studiare lingue straniere a prezzi ragionevoli (tipo come alla VHS a Vienna, ed in talte altre città anche molto più piccole di Vienna) probabilmente più persone studierebbero una lingua straniera, anche solo come passa tempo.

  3. Simone ha detto:

    Beh in Italia si conosce già poco l’Inglese, non c’è da stupirsi che il tedesco lo sia ancor meno.

    Per il lavoro in questione, difficile fare assunzioni perchè bisognerebbe considerare altri dettagli, ma mi viene da dire che a prescindere dalla conoscenza della lingua è lo stipendio che non sembra particolarmente allettante, considerando che si parla di Milano peraltro.. sarà mica quello il motivo per cui non hanno trovato nessuno?

  4. PaoloB ha detto:

    Non so se alle volte articoli come questo sono veritieri o no…
    vi spiego infatti cosa mi è accaduto! La mia ragazza una mattina mi dice: corri vai su internet che ho letto per caso questo articolo inerente il mobilificio Arredatutto.it in difficoltà nel trovare una persona che esaudisca le esigenze del profilo lavorativo da loro cercato. Mi collego alla pagina,del forum “Italians” leggo l’articolo e i moltissimi commenti delle persone. Poi sono andato sulla pagina web di Arredatutto.it In effetti come molti lettori di Italians lamentavano nei commenti, non si trovava nessun accenno a posizioni lavorative aperte. Non c’era nemmeno l’icona “lavora con Noi” come spesso si trova sui grandi siti ma solo un numero dove per curiosità ho chiamato anche io. Mi hanno risposto dopo 5 volte che il telefono suonava a vuoto ed entrava il nastro di attesa. Poi risponde una voce, che con tono scocciato dice senza nemmeno darmi tempo di presentarmi e di dire che parlo tedesco dalla nascita ed esperienza commerciale, che hanno già trovato.

    Ma allora di cosa si parla di aria fritta….. giusto per scrivere…

  5. Umberto ha detto:

    Il problema è che una persona capace madrelingua italiana che conosca bene il tedesco non va a Milano a fare la FAME per 1350 euro/mese, ma si sposta un trecento km più a nord per guadagnare immediatamente il doppio

  6. Erberto ha detto:

    a 1.350 euro ci vai a lavorare tu…. Scusa la battuta ma il problema è tutto qua. Di gente che parla il tedesco ce n’è ma per quella cifra fanno bene a non andare.

  7. Alessandro Petta ha detto:

    Si si certo, 1.350 per vivere a Milano, nel medio periodo = fame. Come ha scritto Umberto, il soggetto si sposterebbe subito oltre le Alpi.

  8. […] varie volte ho scritto di imprenditori italiani alla ricerca di personale che sappia il tedesco a livello professionale, ma difficili da trovare in Italia. Ebbene non […]

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