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Alessandra
Italiani all'Estero
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Tornando dall’Italia: gli irrinunciabili da portare a Vienna

Sará che passata l’Epifania, che tutte le feste porta via, si torna alla normalità, sará che col brutto tempo di questi giorni viene voglia di iniziare a programmare il prossimo viaggio a Sud, sta di fatto che oggi ho sentito il bisogno di aggiornare la mia lista delle “cose da comprare in Italia”.

In realtà, dopo 12 anni a Vienna, la lista è quasi sempre uguale, ma aggiornarla è sempre il primo passetto che inevitabilmente porta alla prenotazione del prossimo volo.

Leggendo i post del gruppo degli Italiani a Vienna negli ultimi giorni mi sono trovata ad immaginare valige gonfie, piene di ogni ben di Dio fare il giro tondo sul rullo trasportatore dell’aeroporto di Schwechat.

Lasagne, olio d’oliva, detersivi liquidi, salsicce, salami, e chi piú ne ha piú ne metta.E cosí immaginavo me e voi, sulla stessa barca – o forse sullo stesso aereo – chiusi in un ideale abbraccio consolatorio fatto di sapori, odori, magliette della salute e libri italiani rinchiusi in quei sempre troppo pochi 20 chili, piú bagaglio a mano per fortuna…

Come dicevo, la mia di lista, nel corso degli anni si è assottigliata, avendo imparato ad arrangiarmi con quello che trovo in giro per Vienna e avendo scoperto che tante cose ci sono, ma si nascondono molto bene.

Vi presento quindi la mia lista degli irrinunciabili, sopravvissuta a 12 anni di scremature, con l’aggiunta di qualche consiglio su dove trovare l’introvabile:

  1. Il famigerato bicarbonato di sodio. Introvabile. O meglio, trovabile (lo si puó ordinare in farmacia, per esempio), ma si fa prima a ficcarne un pacchetto in valigia che a trovarlo.
  2. Il sapone di Marsiglia per lavare o smacchiare gli abiti a mano e per sentire l’odore di casa.
  3. Almeno un pacco di farina di grano duro (per fare la pizza e la pasta, per intenderci). A Vienna si trova solo da Buongustaio, nel primo distretto e alla Metro c’è quella della De Cecco, ma a un costo molto piú elevato che in Italia. E poi che volete che siano due chili in piú in valigia?
  4. Mostarda di Cremona, quella di frutta.
  5. Polenta istantanea, per chi vuole mangiar polenta a discapito di bicipiti allenati e paiolo di rame. Si trova anche da Merkur, nascosta bene su uno scaffale molto alto, ma non l’hanno sempre purtroppo.
  6. Friselle e taralli. Tanto per dare un tocco regionale al bagaglio.
  7. Guarnizioni per caffettiere Moka. La catena di negozi Kaufpunkt le ha, ma non di tutte le misure e quasi mai per la moka da una persona.
  8. Salsicce e/o salamelle obbligatorie per festeggiare il ritorno a Vienna con gli amici italiani (a volte si trovano anche da Merkur e Interspar, ma non quelle col finocchietto selvatico che piacciono a me).
  9. Libri italiani. Tanti, pesanti e purtroppo sempre troppo pochi, sia in valigia che quelli reperibili a Vienna.

Questa lista, ridotta ai minimi termini, non include indumenti, “sfizi” e consegne dell’ultimo minuto di leccornie e regalini da parte di zie, cugine e amiche del cuore.

Poi, dovesse rimanere qualche spiraglio di spazio tra un pacco di caffè, un paio di calzettoni e un maglione di lana fatto dalla nonna, ci pensano le mamme che, un secondo prima della fatidica chiusura della valigia, disseminano tutto, cementificando ogni millimetro d’aria rimasto vuoto, di centinaia di Dietorelle alla frutta (per rimediare ai danni calorici della polenta e della salsiccia forse?).

Se a questo punto la valigia dovesse essere troppo pesante (“ma come mai tesoro, sta vota non ti porti via quasi niente!”), consiglio di indossare strati aggiuntivi di indumenti ingombranti e pesanti, rischiando di avere un collasso termico, pur di non rinunciare neanche a un grammo del prezioso bottino, perché per fortuna al check-in ancora non hanno avuto l’idea di pesare i viaggiatori.

E voi? Cosa vi portate via dall’Italia al posto degli indumenti con vi cui eravate giunti?

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Alessandra

Scritto da Alessandra

Mi chiamo Alessandra, vengo dalla provincia di Varese e vivo e lavoro a Vienna dal 2000.

8 Commenti
  1. sandro scrive:

    cara
    concordo pienamente e per questo motivo e´nata la Salumeria Principe di Burggasse 81 dove trovi: il bicarbonato,l´olio extr.vergine (quello ottimo),le salsiccie con finocchietto,peperoncino o lardo,i taralli campani e pugliesi nonche´mozzarella di bufala campana e salsiccie da fare arrosto con relativi friarielli….se non bastasse anche il miglior caffe´di Vienna…e te lo dico io,napoletano…!!! Vi/ti aspetto

  2. Manu scrive:

    Sì sì è tutto vero! Aggiungici, quando si vola che si sta in giro poco, lo stracchino, il parmigiano, le mozzarelle e la pasta fresca (rigorosamente impacchettati in borse termiche): tortellini, ravioli, gnocchi che qui non sanno neanche cosa siano. Ma anche la pasta normale, anche la più economica pasta italiana che è troppo più buona e costa nulla.
    E assolutamente: lenti a contatto nuove e decine di bottiglie di liquidi, che da noi costano la metà.

  3. Daniela scrive:

    Libri, libri ed ancora libri. Ovviamente: parmigiano, mozzarelle di Bufala (veramente le ho trovate anche qui, buonissime e non troppo care), farina 00, bicarbonato, la burrata, lo stracchino!!! Pasta, verdura (cicoria e zucchine bianche che qui non si trovano, radicchio rosso tardivo, puntarelle…….ho dimenticato qualcosa?

  4. Monica scrive:

    Che ridere!
    A novembre avevo scritto questo sul mio blog… siamo tutti uguali! :-D
    http://www.nonsolosissi.com/i-ravioli-della-nonna-parte-seconda/

    1. Paolo scrive:

      Ciao Monica, stranamente non conoscevo il tuo blog… lo trovo molto carino e quindi lo aggiungo volentieri ai “blog su Vienna e dintorni”.
      Se magari hai voglia di scrivere un articolo anche qui, (magari presentando la tua interessante attività a Vienna…) sei la benvenuta! Sentiamoci via mail!

  5. Umberto scrive:

    confermo pienamente su salsicce, moka e libri, e aggiungo:

    – i budini stile ELAH, introvabili!!! Tutti gli altri non sono lo stesso

    – i pinoli

    – la farina di castagne

  6. […] si può ribellare con valigie piene di taralli e bicarbonato di sodio, barricandosi dietro a pile di libri in lingua di Dante o cercando di importare la cultura dello […]

  7. […] la lista delle cose da comprare e portarsi dall’ Italia, rimane da fare la lista delle cose da portare in […]

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