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Italiani a Vienna
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Non lasciate l’Italia per l’estero se…

Il dibatto tra chi vuole lasciare l’Italia e chi invece vive già all’estero e vorrebbe tornare in Italia è uno dei temi più discussi di questo blog.

Un’interessante contributo a questa discussione viene da Eireen, autrice del blog Die Italienerin che ha pubblicato una interessante ricetta per un espatrio di successo.

L’articolo è un ritratto di tutti i problemi e le difficoltà a cui si va incontro quandi ci si trasferisce all’estero in cui l’autrice cerca di mettere in guardia chi ha intenzione di lasciare l’Italia ma non ha bene in mente cosa significhi vivere in un nuovo Paese con una nuova lingua e cultura.

Sebbene la “ricetta” sia basata sulle esperienze dell’autrice in Germania ha sicuramente molti punti in comune anche con Vienna e l’Austria su cui riflettere.

Nella sua “ricetta per un espatrio di successo” Eireeen sconsiglia di lasciare l’Italia per l’estero se:

  1. Lo state facendo per risolvere tutti i vostri problemi. L’espatrio non risolve i problemi, li moltiplica. Quantomeno i primi anni.
  2. Emigrate pensando che andrete a vivere nella terra di cuccagna, dove il lavoro si raccatta per strada, gli stipendi sono altissimi, le case enormi e a prezzi ridicoli, la gente è amichevole e accogliente, il clima favoloso, i servizi eccellenti, la città mozzafiato. Ora, d’accordo che ad esempio la Germania è uno dei pochi paesi in Europa che ha resistito alla crisi, ma questo non significa che essa sia un Eden. Va bene: avete letto che un operaio tedesco prende il doppio di uno italiano; ma vi siete chiesti quanto di quello stipendio va in tasse? E il costo della vita, com’è? E poi voi, venendo qui, potreste fare l’operaio? O essendo stranieri dovreste adattarvi a fare il gelataio? Siete disposti? E comunque anche per fare il gelataio, oggi in Germania ci vuole un corso di formazione certificato. Quindi….
  3. State scappando da qualche situazione interiore difficile. Se, ad esempio, fuggite perché “qua sono infelicissimo, ma all’estero troverò la gioia di vivere”, state pur sicuri che anche nel vostro paese di destinazione sarete infelicissimi. Se invece state venendo via da casa perché, esempio classico, il vostro problema è uno stipendio da ricercatore ridicolo e altrove vi offrono il triplo, allora il discorso cambia.
  4. Non siete flessibili. Dovunque andrete, ci sarà da adattarsi a vari livelli. Sia che vi spostiate da Barberino del Mugello a Wellington, Nuova Zelanda, sia che vi trasferiate da Milano a Lugano, dovrete affrontare cambiamenti più o meno ingenti. Dovrete – tra gli altri – adattarvi ad un clima diverso, a gente nuova, ad usi apparentemente bizzarri, a costumi ai vostri occhi incomprensibili, ad una lingua che spesso non è la vostra, a modi di fare forse inconsueti, ad un’alimentazione curiosa, a mentalità diverse e con cui a volte vi scontrerete anche con violenza. E siete a casa loro, non vostra. Quindi, come detto, siete voi a dovervi adattare.
  5. Non siete disposti a fare della gavetta. Anche se siete un professionista ultra-qualificato, che viene trasferito dalla propria ditta a una sede estera, dovrete comunque, per certi aspetti, ripartire dal basso. Tanto più se volete invece emigrare allo sbaraglio, con nessun titolo in tasca e nessuna certezza. Tanto per ribadire quanto detto al punto 2: magari in Italia avete conseguito una strepitosa laurea in giurisprudenza con lode e dignità di stampa, ma arrivati in Germania, ad esempio, al massimo potrete aspirare a diventare addetto call centre in Italiano, almeno all’inizio.
  6. Non avete voglia di imparare una lingua straniera. Il discorso vale in generale, tranne ovviamente se nel paese di destinazione si parla la stessa lingua del vostro paese di provenienza. Per il tedesco, come ho detto più e più volte, il discorso vale doppio. Imparare questa lingua raffinata e machiavellica richiede un’enorme costanza, dosi industriali di pazienza, secchiate di precisione e molto molto amore. Se, che ne so, siete una persona a cui già imparare lo spagnolo sembrerebbe difficile come mandare a memoria la Divina Commedia, allora lasciate proprio perdere da subito.
  7. Non avete messo in conto diversi momenti drammatici tra senso di solitudine e disorientamento, flash di machimelhafattofarismo, giorni cupi, noia, nostalgia di casa tipo mal d’Africa, depressione e certe volte anche distillati di disperazione pura. Non sto dicendo che vi verranno tutti questi sintomi insieme o che starete sempre male; anzi, magari non ve ne verrà neppure uno e sarete felicissimi fin dall’inizio. Molto dipende dal vostro carattere, va da sé.

Detto ciò, se avete controllato la check-list e constatato che, nonostante tutto il desiderio di espatriare vi è rimasto, il coraggio non vi manca, la voglia resiste, la curiosità domina, lo spirito di avventura urla dentro di voi; se bramate un cambiamento, se siete curiosi, aperti, flessibili, se piace la vita con tutto quello che porta con sé, ma davvero tutto, allora partite senza remore; non indugiate. Vi divertirete.

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Scritto da Paolo

Vivo a Vienna dal 2004 e mi occupo di programmazione, consulenza web e marketing. Ho creato QuiVienna nel 2011 come luogo di raccolta di notizie ed esperienze per gli italiani a Vienna.

97 Commenti
  1. Simona scrive:

    Bell´articolo
    mi fa pensare a certi post in questo blog in cui la persona dice di trovarsi da schifo qui e lamentarsi del clima e del cibo (cose che NOTORIAMENTE non sono come in Italia), dire che il tedesco è una brutta lingua e si rifiutano di impararlo (per poi lamentarsi che non si integrano) e così via.
    Credo che certe persone semplicemente non siano adatte a vivere all´estero. Non è un difetto nè tantomeno una colpa, ma l´autrice di questo articolo ha perfettamente ragione quando dice che ci vuole estrema flessibilità per vivere in un Paese diverso dal nostro, lontano dagli affetti e dalle cose familiari.
    L´equivoco tra chi si trova male qui e chi si trova bene secondo me sta nel fatto che i primi pensano che i secondi ritengano Vienna o l´Austria un posto perfetto (il paese della cuccagna). La verità invece (almeno per me) è che semplicemente si mettono sui piatti della bilancia le cose che vanno meglio e quelle che vanno peggio, ci si fa una auto-analisi per capire se si ha la forza, la volontà e l´apertura per accettare/sopportare ciò che non ci piace e se ne vale la pena. Le risposte a queste domande non possono che essere estremamente personali (dipendono dal carattere di ognuno, da quello che si lascia in Italia, da DOVE si viene in Italia e così via).

    1. bruna scrive:

      cara simona condivido perfettamente tutto quello che hai detto approposito dello spirito di adattamento,quando ci si trasferisce in un’altra nazione bisognerebbe conoscere i propri limiti,io per esempio ,non sono una ragazzetta di primo pelo mi sono trasferita a vienna con mio marito da 5 mesi,perche’ mio figlio con la moglie sta qui da 2 anni.ha roma (la citta’ da dove vengo )ho lasciato l’altro figlio piu’ grande,con la moglie,e le mie tre sorelle con mariti nipoti ecc.quindi quando prendiamo certe decisioni bisogna sapere a cosa si va incontro,io mi reputo fortunata perche’nel quartiere dove abito ci sono tanti italiani che hanno bar o ristoranti,con cui mio marito ha stretto amicizia,pero’a settembre mi sono prefissata l’obbiettivo di fare un corso di tedesco,perche’ non sono i viennesi che devono adeguarsi a noi ma l’esatto opposto.nessuno ci ha puntato una pistola per farci venire a vienna e’ stata una scelta nostra,se non ci troviamo bene non e’ colpa dei viennesi ma,della mancanza di volonta’ di adeguarci a loro e non impegnarci a parlare la loro lingua.il fatto della burocrazia lenta e’ una baggianata,io ho fatto tutto nel giro di 2 mesi,certo mio figlio e mia nuora non hanno trovato lavoro co’no schiocco de dita (se dice a roma),e mio figlio si sta adattando a fare l’aiuto cuoco,fino a che non trova lavoro in uno studio grafico(quello e’ il suo lavoro).questo e’ quel che si dice adattarsi,niente ti piove dal cielo,qui non e’ la vigna dei cojoni o il paese dei balocchi,te devi conquista’ tutto,come in italia con la differenza che qui puoi lavorare e vivere da sola perche’ l’affittolo puoi sostenere in italia no.un abbraccio

      1. Simona scrive:

        cara bruna
        non sai quanto mi ha fatto piacere leggere il tuo messaggio … ho veramente sentito aria di casa!
        forse io e te, e tutti quelli che vengono da Roma, hanno una esperienza diversa che chi viene da un paese o da una città di provincia non può capire.
        Chi non ha vissuto in una città bellissima ma estremamente difficile come la nostra non sa cosa significano gli affitti alle stelle, le ore e ore e ore impiegate per spostarsi da un punto all´altro della cittá, la sporcizia per strada, la delinquenza ecc ecc
        io non smetterò mai di dire che amo da morire Roma, ma so anche che al momento non ci si può vivere.
        gli ultimi mesi prima di venire qui io stavo male davvero, lo stress mi aveva fatto venire un sacco di disturbi. a chi dice che Vienna non è una città vivibile consiglio di farsi un viaggetto sui treni per pendolari del lazio e poi ne riparliamo
        ciao e auguri per tutto
        ps: anche io a settembre vorrei fare un corso di tedesco … magari ci ritroviamo insieme :-)

        1. bruna scrive:

          ciao simona,non volendo ho trovato una romana come me,e credimi la nostalgia di roma ogni tanto si fa sentire,ma poi passa basta girare un po’ in questa citta’ meravigliosa dove hai tutto aportata di mano:mezzi pubblici efficientissimi,cordialita’e gentilezza da parte dei viennesi (non e’ vero che sono sgorbutici)pensa l’altro giorno sono andata da un tabaccaio per chiedergli dove era la buca delle lettere per spedire una cartolina,ha capito che ero in difficolta’ con la lingua,mi ha tolto gentilmente la cartolina dalle mani ed e’ andato lui a spedirmela (mio marito quando ha visto la scena ha detto(aho ma’ndo va a roma?)io ho lavorato fino a gennaio in un negozio a testaccio(quartiere dove sono nata,pensa quanto posso esse romana)e abitavo in un quartiere a sud di roma(torrino sud)ogni volta che dovevo andare al lavoro la mattina era un’impresa,prendevo il treno che veniva da ostia,e non c’era mattina che non saltava la corsa, e quando finalmente arrivava riuscivamo a stento a entrare e stavamo con il viso spiaccicato sul finestrino.questa e’ roma caput mundi dell’incivilta’.l’urbanistica e’ un concetto tipico dei romani ma non e’ mai stata applicata,e dire che il concetto e’ antichissimo,in questo senso vienna urbanisticamente parlando e’ molto piu’antica di roma,purtroppo roma non e’ mai stata dei romani,almeno da 30 anni a sta parte.mi piacerebbe conoscerti,certo io non sono giovanissima ho 63 anni ma stare insieme ai giovani mi fa sentire bene,se poi conosci qualche istituto dove sai che si puo’ imparare il tedesco,mandami qualche indirizzo,te ne sarei grata.grazie per avermi ascoltata un abbraccio

          1. Simona scrive:

            ciao! per quanto mi riguarda l´etá non conta … e poi se hai deciso di trasferirti all´estero vuol dire che di fatto sei una ragazzina, anche se non anagraficamente!
            al momento non ho non una idea precisa su dove imparare il tedesco, ma ho visto che nelle Volksschule (credo siano delle scuole superiori tipo i nostri istituti tecnici) fanno dei corsi.
            Ce ne sono in ogni distretto. Io devo vedere dove fanno quello adatto al mio livello e negli orari in cui posso frequentare (dopo le 5 e nei weekend)
            cmq ti faccio sapere (se hai un profilo facebook ci possiamo scambiare la mail privata)

        2. bruna scrive:

          ciao simona scusa se non mi sono fatta piu’ sentire ma ho avuto problemi con il compiuter.Piu’ passa il tempo e piu’ mi sento a mio agio in questa citta’,forse sara’ perche’ non devo cercare lavoro e vivo qui da pensionata,pero’ vedo mio figlio e mia nuora che si stanno impegnando per studiare bene il tedesco,per ottenere cosi un posto di lavoro piu’ adeguato e meno faticoso,te l’ho detto mio figlio e’ grafico pubblicitario e fumettista(e’ veramente bravo)ha illustrato anche un libro di fiabe per uno scrittore svedese,parla correttamente l’inglese,anche la moglie ma giustamente siamo in austria e devono imparare il tedesco,e quindi inizieranno la prossima settimana,e vado anch’io,e’ giusto che comunque anche se non devo lavorare riesca a capire qualcosa quando mi parlano e rispondergli,qui sono tutti molto gentili e quindi meritanodi essere ascoltati in maniera adeguata,sono veramente contenta di avere fatto questa scelta di vita insieme a mio marito,non mi pento di nulla,non fosse altro perche’ sto con mio figlio e mia nuora,roma diventera’ la citta’ dove andare a trascorrere qualche giorno di vacanza spero di sentirti presto buona domenica ciao

        3. dave scrive:

          oh mamma … ma perchè c’è qualcuno che sostiene che Vienna non sia una città vivibile???

      2. davide perrone scrive:

        ciao! ho letto il blog, mi farebbe piacere ricevere delle informazioni… se possibile per favore vorrei mettermi in contatto con chi come me da roma va via.
        ho moglie e due figlie e qua non ci sta lavoro nemmeno a pagare oro e se chiedi aiuto ti levano i figli… sono un ragazzo di 30nni molto dedito al lavoro e siamo cmq una giovanissima famiglia, voglio solo poter crescere le mie figlie niente di piu.

  2. vanbasten scrive:

    Bell articolo! Anchio sconsiglio vivamente di emigrare. Da noi si sta meglio che da qualsiasi altra parte e le difficolta apparentemente insormontabili in Italia qui vengono moltiplicate anziche attenuate. State alla larga da Vienna, se non siete dei giramondo incorreggibili.

    1. Paolo scrive:

      VanBasten da come l’ho capito io l’articolo non sconsiglia di emigrare, alla fine infatti c’è scritto:

      “se siete curiosi, aperti, flessibili, se piace la vita con tutto quello che porta con sé, ma davvero tutto, allora partite senza remore…”

      Il senso è che bisogna essere realisti e come in tutte le cose avere bene in mente a cosa si va incontro quando si lascia l’Italia, altrimenti succedere che poi si rimane delusi e si continua solamente a dire (o scrivere tra i commenti di certi blog….) come tutto vada male e faccia schifo rispetto all’Italia quando invece come in ogni cosa bisogna avere la capacità di adattarsi.

      1. Simona scrive:

        beh, Paolo anche io ho dato la stessa interpretazione
        ciò non toglie che se uno è non curioso, chiuso, rigido e gli piace solo l´orto di casa sua, è meglio che sta a casa
        anche io a certe persone sconsiglio di emigrare …

      2. vanbasten scrive:

        Per una volta che ero pienamente d´accordo su un post…incredibile…
        Vale risparmiami la tua tristezza va, c´e chi sta peggio di me, magari intrappolato qui con figli ecc, senza potersene andare.
        Paolo, santo cielo, ma li hai letti i 7 punti dell´articolo? Chi vorrebbe mai emigrare a queste condizioni? Dei Santi? O forse quelli coi conti in banca a 6 zeri e mentalita imprenditoriale? Piu´ probabile. Stiamo parlando di Italiani, non di Liberiani.. quale neolaureato si farebbe i call center all´estero? L´articolo e´ fatto DAVVERO bene, finalmente e´ stato POSTATO, per merito anche tuo, ed e´ un supporto, una guida importante per chi vuol provare ad emigrare. Approvato pienamente! Gli italiani scontenti sono in aumento sul blog (credo sia normale non avere il tempo di chattellare su internet se devi spaccarti la schiena in qualche cucina). I primi post che leggevo dipingevano una situazione idilliaca, invitavano apertamente a venire a Vienna anche senza tedesco, che qui fa solo ´freddino´ e la cucina e´ ´cosi cosi ma ci si abitua´ e altre superficiali amenita. Ora il sito e´ MOOOLTO piu obiettivo, grazie anche a queste nuove voci. Io dico – ONORE a tutti quei marocchini, tunisini, albanesi, rumeni, egiziani, i quali ogni giorno sopportano una vita durissima nel nostro paese per reale necessita, per dare un futuro alle loro famiglie! Io posso solo vincere il mongolino d´oro per esser stato qua due anni…mi prenderanno tutti in giro ahahahah. I miei amici austriaci invece sono tutti increduli, che me ne sto per tornare a casa. Si, come no, prendo la mia falicia di kartone, il mio mantolino e lascio la capitale mondiale della Lebensqualitaet! Comunque sarebbe interessante un topic su cio che dicono e pensano dell´Italia da queste parti. Intendo testimonianze personali, cose che sentiamo ogni giorno qui. Come ci si puo aspettare, la maggior parte della gente a Vienna sa a mala pena dove si trova Lignano e che da noi si mangia tanta pizza. Questo perche nelle fabbriche prendono 1500 al mese, gran bella cosa, ma non certo incentivante per la Cultura e gli studi. Dopo le medie tanti fanno scuole aziendali per dirigere squadroni di immigrati slavi e qualche mosca bianca italiana. Gerarchie infinite di manager, gestori, capisquadra, gente che pensa che Socrate fu un calciatore brasiliano, o che Michelangelo sia un cioccolatino italiano. Pero ci sono anche quelli svegli. Come quel signore che in pizzeria, quando scopriva che ero italiano, mi diceva ´Ma tu che diavolo ci fai qui? Sei pazzo?´ :) Su con la vita a tutti dai…sdrammatizziamo…la verita e che un po mi diverto a prendervi/prenderli in giro (ma questo lo avrete capito ormai). Voi insistete sulle vostre teorie e io sulle mie, la verita si avvicina sicuramente di piu ad una via di mezzo, anche in questo caso come in tutte le cose. O forse esistono solo le molteplici realta soggettive… anche oggi mi sono dilungato un po troppo…a presto!!!

        1. Simona scrive:

          ma dai vanbasten! da quello che scrivi sembra che in Italia siano tutti super acculturati!! ma dove vivi!! e questa la chiami obiettivitá????

          dire che a Vienna si sta male perchè la gente non sa chi è Socrate o che la burocrazia è lenta o che c`è corruzione non é essere obiettivi, è arrampicarsi sugli specchi per giustificare il fatto che tu sei voluto tornare.
          Tutte queste cose sono tali e quali (se non mooooooolto peggio) in Italia. Altro che Socrate! L´hanno scorso hanno fatto un sondaggio su Garibaldi e la stragrande maggioranza della gente non sapeva chi era. GARIBALDI!!!
          Non parliamo di corruzione e burocrazia lenta: se dici che qui (in Austria) è peggio hai davvero il prosciutto sugli occhi …

          Non si tratta di essere obiettivi, ognuno scrive la sua esperienza, solo che per te se uno dice che si trova bene è un cretino non obiettivo che vive in un immaginario idiliio, se uno dice che si trova male allora lui si che ha capito tutto …
          che tristezza!

          1. giancarlo Martini scrive:

            Vienna é sicuramente una delle tante città che offre delle opportunità.Dipende però da te,da cosa cerchi e da ciò che sai fare. Dal nulla vien nulla, e chi non sa far nulla deve con molta umiltà iniziare a fare un alcunchè e poi con il tempo vedrà che in fin dei conti, quasi tutti i lavori hanno una dignità e ti fanno guadagnare il tuo degno stipendio.
            Io sono laureato in Sociologia e da molti anni lavoro nel settore ristorazione e gelateria .
            Ho fatto ciò che non avrei mai pensato di fare : il cameriere,il gelatiere,il banconiere e ho pulito anche i cessi , però alla fine quando diventi un imprenditore vero e guardi indietro capisci che ne valeva la pena.Niente si raggiunge in breve tempo,e spesso i lavori più difficili sono quelli più remunerativi e che ti daranno più soddisfazioni. per cui andare all’ estero ed imparare un paio di lingue e fare delle esperienze lavorative formanti, è per un giovane sempre un ottimo inizio. Lavorando sodo si ottengono poi i risultati,e ci si mette in evidenza. Le offerte di crescita verranno da sole se saprai essere onesto e serio. Roma è una città fantastica e sicuramente una delle più belle al mondo, anche se forse in alcuni settori è più facile lavorare a Berlino,Parigi,o Vienna,dipende da ciò che uno cerca. Io che ho vissuto x 15 anni a Dùsseldorf ,verrei subito a Roma , perchè la trovo una metropoli splendidamente provinciale e piena di opprtunità per un imprenditore attivo nel commercio.Molto meglio delle 3 città sopracitate, proprio perchè non invasa dai mille negozi tutti uguali delle multinazionali . Conosco molto bene Vienna e commercialmente posso dire che è molto calata, anche se i locali italiani lavorano quasi tutti piuttosto bene.Insomma datevi da fare e vedrete che dopo un inizio dal basso raggiungerete un discretto successo personale. Non capisco chi si lamenta sotto i 40 anni. Un saluto.Viva L’Italia

        2. Sebastian scrive:

          Ci sono persone che nn sono adatte ad emigrare, almeno tu ci hai provato! nn esistono verità assolute, ognuno fa il proprio percorso di vita. Io sono un trentino con mentalità tedesca che a vedere le incoerenze del sistema Italia gli veniva il vomito e allora emigrare per me è stata una necessità. Ci sono altre persone per le quali un buon caffè e il resto che l’italia ha da offrire vale piú di quello che c’è qui! se tu adesso vuoi fare un discorso di tipo assolutista dicendo che Vienna fa schifo solamente per sentirti piú a posto con te stesso nel tornare fai pure, ma stai ingannando te stesso. Tu torni a casa perché nn eri adatto alla mentalità viennese e vienna (città obiettivamente bella, pulita, efficiente ecc) che può farci? E sul fatto della cultura guarda, nn potevi dire cosa più stupida (scusa, mi permetto di rado di dare giudizi qualitativi simili ma credimi che è un’assurdità). Un italiano sulla Gemania e sull’austria nn sa NULLA. ma proprio NULLA e soprattutto nella maggior parte dei casi nn ci è mai andato. a malapena sa che la capitale è berlino, a monaco c’è l’oktoberfest e che a vienna c’è la sacher; ti sfido a trovare un austriaco che nn sia mai venuto in italia.

          1. dokken scrive:

            Se gli Italiani non vanno in Austria e´perche´oltre ad un paio di citta´non c´e´nulla, si mangia male e la gente non e´famosa per essere simpatica. L´Austria e´tutta uguale e con una storia e cultura che manco lontanamente e´paragonabile alla nostra…certo che tutti gli Austriaci vengono in Italia, e´piu´che normale visto che e´uno dei piu´belli e vari al mondo. L´Austria e´paragonabile al Blegio, Lichtenstein, una volta che hai visto un posto, hai visto tutto.
            E cmq se vieni da Tagliafico a Genova la Sacher la fa mille volte meglio che la migliore di Vienna!
            Goditi Vienna!

        3. Valentina scrive:

          Sono d’accordo con te su tutto quello che dici! Io vivo qui da 3 mesi, prima ero in Spagna e stavo molto meglio ma l ‘azienda mi ha cambiato e sono venuta qui.. una scelta un po obbligata ..non so quanto resistero

          1. Valentina scrive:

            volevo dire che sono d’accordo con vanbasten ovviamente

  3. vale scrive:

    vanbasten mi fa davvero tristezza leggere tutti i tuoi commenti dove non fai altro che lamentarti di vienna. in italia si sta meglio perchè noi siamo italiani… ogni emigrato ha nostalgia del proprio paese, sia che si trovi bene sia che si trovi male nel paese che lo ospita.
    non si può sicuramente paragonare il “temperamentvoll” degli italiani con la fredezza e il distacco dei tedeschi. ma se vuoi vivere qua è una cosa a cui devi abituarti.
    quanto torno in italia alle persone che me lo chiedono non nego mai che l´italia mi manca però chiarisco anche quello che qui ho e che, se fossi stato straniero in italia , non avrei mai avuto. io ho imparato il tedesco frequentando un corso pagato dall ´ams . ho avuto un ottima insegnante e mi sono impegnata tantissimo. gli stranieri in italia un corso pagato dallo stato se lo possono sognare.
    quindi ritengo inutile continuare a “diffamare ” l´austria.
    per quanto riguardo la burocrazia l´unico problema che fino ad ora ho avuto è stato quello per il riconoscimento del mio diploma, ma voglio chiarire che il consolato italiano a vienna non mi sta per niente aiutando.
    in tutto quello che si fa bisogna saper essere flessibili…e pazienti.. proprio come ci dice l´autrice dell´articolo.

    1. dokken scrive:

      L´Italia offre anche molti corsi d´italiano per stranieri gratuiti, sta alla persone se farli o no, e´diverso..
      Ma racconta di piu´la tua storia o altrimenti non sei chiara…ad esempio da quanto vivi qui e cosa fai a Vienna?

      1. margherita scrive:

        Infatti, in italia trovo molti corsi sia di lingua che di altro, gratuiti, per stranieri. È che all estero, giustamente, pretendono l integrazione della gente che viene da fuori con le persone del posto. Se invece si pretende qui in italia siamo razzisti. E’ che a tanta gente che viene in italia non gliene importa una mazza di integrarsi alle nostre usanze, ma impongono le loro…si, fallo in austria o germania!!

  4. Anna scrive:

    Io, italiana ancora per poco residente in Italia, ho trascorso 2 anni a Graz, durante il periodo universitario. Si trattava del 1995, quando ancora la crisi in Italia era lontana. Però quando mi sono ritrovata di nuovo nel mio paese, l’Austria mi mancava eccome. Ho apprezzato come uno studente riesce a mantenersi agli studi senza grosse fatiche, la puntualità e la precisione delle persone e delle istituzioni. Certo il mondo è bello perché è vario, ed ogni paese ha la sua bellezza. L’importante è essere consapevoli di ciò che si sceglie, anche se poi, non sai mai veramente quello che ti aspetterà, lista o non lista dei pro e contro, possiamo programmare tutto tranne il destino.
    Ora parlo più per me che per qualsiasi altra persona, infatti dopo circa 15 anni trono a Graz.
    saluti a tutti!

  5. vale scrive:

    quando dico che vanbasten mi fa tristezza intendo proprio quello che dice simona!!!! grazie per aver chiarito il concetto… io sono triste quando penso alla mia famiglia lontano ma non sono sicuramente triste quando penso a una persona come vanbasten che continua a ribadire il suo “PERSONALE” parere e a screditare chi ha idee differenti dalle sue.

    1. dokken scrive:

      Vanbasten scrive questo forse perche´dopo 2 anni di situazioni poco piacevoli non ne puo´piu´..ma come vedi anche lui se ne va, non stara´qui a lamentarsi…secondo te cosa dovrebbe fare, saltare di gioia o pensare che se ci si mette d´impegno tra 10 anni (e anche se l´avesse fatto da subito gliene mancherebbero ancora 8!) sapra´bene il tedesco, tanto da potersi riprendere il suo lavoro che aveva in Italia? Non pensi che sia un´ENORME perdita di tempo?

  6. vale scrive:

    concordo che ci sia anche gente che si rifiuta di seguire corsi di lingua. ma la maggior parte degli stranieri che conosco io non hanno avuto nessun tipo di offerta per corsi di lingua se non a pagamento. ma nn parlo solo dei corsi di lingua gratuiti che ams offre ma anche dei tanti corsi di preparazione e ricerca del lavoro in cui la gente viene anche pagata… ma ci sono tanti discorsi dietro a questo
    . io mi sono trasferita a vienna 2 anni e mezzo fa. purtroppo il mio diploma non è ancora stato riconosciuto quindi non posso anora lavorare nel mio ambito. quello di educatrice di asilo nido. con la mia attuale “non qualifica” purtroppo non ho molta scelta per un lavoro. ho mandato curriculum soprattutto a negozi di alimentari. quasi tutti con esito negativo in quanto la concorrenza è abbastanza alta… e quindi per ora sono disoccupata. posso comunque dire che fino ad ora sono state più le cose che ho apprezzato di vienna rispetto a quelle di cui ho avuto da lamentarmi.

    1. dokken scrive:

      In Italia ci sono molte associazioni dove insegnano la lingua gratuitamente, basta cercarle su internet e averne appunto la voglia. Conosco gente che l´ams ha proprosto soldi per corsi di lingua che poi non hanno mai dato perche´hanno nascosto la clausola delle ore minime da fare e che cosi´hanno sperperato 6 mesi il proprio denaro con questa convinzione anziche´cercare da subito un lavoro. Conosco anche austriache che tramite AMS non riscono a trovare un lavoro, nonostante si siano iscritte a lungo tempo. Una mia amica e´stata praticamente obbligata a prendere un lavoro che non le piaceva e molto inferiore al suo campo perche´la minacciavano di toglierle i sussidi se alla 5 volta che faceva un colloquio non accettava….quindi non diciamo che l´AMS e´sta gran cosa….E poi ti dico anche questa, ho lavorato 3 anni e mezzo a Vienna e ora che torno in Italia non posso neanche prendere la disoccupazione perche´la posso ricevere solo se rimango qui, mentre in Italia puoi riceverla anche se sei gia´in Austria.
      Ti consiglio di avere pazienza e comunque scusami ma tu in Italia non hai neanche cercato molto, prima di dire che non trovavi. Ho scritto un post dove ho detto che la lingua e´fondamentale e soprattutto per il tuo mestiere lo e´ancora di piu´…non potrai certo insegnare una lingua sbagliata a dei bambini, capisci, no?
      Vedi, come ho gia´scritto nel post “5 motivi” per non lavorare a Vienna, io ho avuto eccome la voglia di imparare la lingua in Italia per 8 anni, visto che conosco 5 lingue, e´il mio campo in pieno (oltre al fatto che ho sempre viaggiato e mi e´sempre piaciuto conoscere nuove culture) ..ma nonostante tutto dopo 3 anni e mezzo me ne torno indietro, proprio perche´in Italia ho fatto lo stesso lavoro che qui, non mi ha cambiato nulla ma a Vienna ho in piu´ perso mille altre cose che ritengo importanti per vivere in felicita´. Quindi vorrei che tutti voi che siete cosi´positivi, capiate che non si lamentano solo le persone che non parlano la lingua. E ripeto come ho detto altre volte,all´inizio ero contenta anch´io come tutti voi di fare l´esperienza ecc ma solo dopo 2 anni ho iniziato a capire veramente come vanno certe cose, quello che si puo´ottenere con estremi sforzi e quello che mai si potra´ottenere…ho soppesato i vantaggi e i svantaggi e ho tratto la mia decisione piu´saggia, quella di andarmene.

  7. dokken scrive:

    Ah, tra l´altro mi e´venuta in mente proprio la mia amica che e´qui da 6 mesi e fa esattamente la tua professione, lei parla tedesco benissimo essendo madrelingua sia italiana che austriaca, ha sempre fatto questa professione in Italia, esattamente per la Montessori, che c´e´pure qui per altro…ad oggi non ha ancora un lavoro e ha ben pochi soldi per vivere…figurati com´e´se non hai neanche la lingua perfetta. Io ti auguro ogni bene o che piuttosto troverai un altro lavoro ma sappi che non e´facile se cerchi questo.In bocca al lupo!

  8. Eireen scrive:

    Salve a tutti, sono l’autrice del post riprodotto e volevo ringraziare sia chi ha scelto il mio articolo per pubblicarlo, sia chi lo ha commentato, sia chi mi ha fatto i complimenti. È proprio così come in diversi avete scritto: il senso del mio post era di mettere in luce il fatto che bisogna espatriare con realismo e senza false illusioni. Se si emigra credendo di andare in paradiso, è più facile rimanere delusi; se invece si parte pensando che la vita sarà diversa, forse migliore, ma anche più difficile per certi aspetti, allora le probabilità di successo aumentano. Ciao e ancora grazie! E.

  9. vanbasten scrive:

    Simona: resta pure qui, e´ perfetto per te. Potrai anche vantarti con tutti che sei una Austriaca. Che figata!
    Vale: sono senza parole, in Italia lavoreresti gia da tempo. Torna sulla retta via! Io almeno ho piu o meno sempre lavorato qua….che c&%%o ci fai in Austria se non lavori????!?? Per la buona cucina???

    1. Simona scrive:

      caro vanbasten
      io sono italianissima e comunque non sono una che si vanta di nulla
      amo svisceratamente la mia città (Roma) e io mio paese e sono orgogliosa delle cose belle che abbiamo e che abbiamo donato all´umanità.
      però non nascondo la testa sotto la sabbia. credo che sia inutile nonchè non molto furbo dire che l´Italia sia un paese dove vige un codice etico impeccabile e dove corruzione e burocrazia siano banditi dalla vita pubblica e gli italiani un popolo che legge sartre e dicute di socrate e hegel mentre fa colazione al bar
      tutto ciò semplicemente non è vero
      ci sono tantissime cose che non mi piacciono di vienna e degli austriaci, ma credo sia abbastanza ridicolo annoverare fra queste corruzione e burocrazia, come esempio di ciò che qui (vienna) non va e in Italia sì.
      Vogliamo anche nascondere il fatto che in Italia centinaia di migliaia di laureati straqualificati sono sfruttati (quando va bene) o disoccupati? Sei senza parole per la situazione di Vale? Ma per favore! in Italia é la norma, è così che vanno le cose da decenni, mica solo ora con la crisi. Non so che lavori hai fatto (più o meno) tu, ma io ne conosco decine di laureati che o non lavorano, o fanno un lavoro qualificato senza riconoscimenti (vedi ricercatori universitari) o fanno un lavoro che non c´entra nulla con la laurea (e quindi soldi pubblici per la loro formazione buttati dalla finestra).
      bella scoperta che in Austria se sei uno straniero non ti danno subito i l lavoro superqualificato (e in Italia si vero?). Per lo meno se sei austriaco qualche chance ce l´hai, mentre in italia si continua a buttare letteralemente al cesso i grandissimi talenti che ci sono.
      Se ti va di fare finta che non è cosi`, beato te. Io amo talmente il mio paese che invece tutto ciò mi fa tantissima rabbia.
      Forse da questo orecchio non ci senti(te) ma lo ribadisco tanto per farmi del male: nessuno qui dice che Vienna e l´Austria siano il bengodi. Certe cose sono meglio, altre sono peggio.
      E sicuramente come ci si trova qui è una questione estremamente personale: per questo trovo scorrette certe affermazioni e certe esortazioni. Se è vero come è vero che c´è chi sui è trovato male e chi si è trovato bene, non mi pare coerente consigliare di rimanere a casa e di non venire a Vienna, Magari se è andata male a te a qualcun´altro può andare bene. Stessa cosa al contrario: a nessuno consiglio di venire senza farsi le domande che l´autrice dell´articolo suggerisce., QUESTO E`ESSERE OBIETTIVI. Non certo sparare a zero su un paese e una città solo perchè tu non ti sei trovato bene, mascherando una esperienza tutta personale per una verità incontrovertibile.
      Per quanto riguarda me: certo che rimango qui. con tutti i problemi e le difficoltà che questo comporta, perchè lo sto facendo per raggiungere i miei obiettivi.

  10. vale scrive:

    vanbasten: non posso capirti non avendo ancora vissuto un´esperienza negativa come la tua . l´unica cosa che dico è che la tua esperienza non deve per forza diventare il destino di tutti gli italiani che decidono di trasferirsi in austria. non mi sono trasferita qua nella speranza di una vita migliore quindi non avevo grandi aspettative. non sono perciò rimasta delusa. potessi tornare indietro tornerei a fare le stesse scelte. non ho un lavoro, è vero ma mio marito prende uno stipendio che ci permette di mantenerci e avanza anche qualcosa.quindi per ora posso anche concedermi di non fare un lavoro che non mi piace. non credo che se fossi in italia avrei un lavoro. anzi… non lo avrebbe neanche mio marito,non parlando italiano. ho amiche laureate in scienze della formazione. l´unico straccio di occupazione che fino ad ora hanno trovato sono campi estivi. 3 mesi e poi sei di nuovo a casa.
    dokken: non ho detto che l´ams sia fantastico o cose del genere. ho semplicemente detto che dà agevolazioni migliori rispetto ai nostri uffici di collocamento.posso dirti per esperienza che l´idea di efficienza dell´ams dipende molto dal “Berater” che ci si ritrova. c´è quello scontroso che vuole solo toglierti dalle scatole e te lo dimostra e quello un po´ più gentile che tiene a chiarire le cose. per il minimo di ore per il pagamento bastava chiedere. a me è bastato domandare una sola volta e mi è subito stato chiarito che si riceve qualcosa a partire da un minimo di 20 ore settimanali. quindi ti ripeto : dipende molto dalla singola esperienza. poi…capita in tutti i paesi del mondo di dovere fare un lavoro anche se non ci piace… c`è chi può permettersi di non farlo ( come me) e chi è obbligato….

    ci sono tante altre cose che non funzionano comunque nel sistema austriaco. sono giovane , forse non ho abbastanza esperienza con quello italiano, ma tutte le volte che torno in italia sento solo persone che si lamentano di come l´italia funziona, di come i nostri politici continuino a sperperare i soldi della gente comune senza mai fare i conti in tasca a sè stessi… quindi per ora preferisco rimanere qua

    1. vanbasten scrive:

      Allora mettiamo i puntini sulle i…se ti puoi fare mantenere e´un´altra cosa ma da li a dire che Vienna e´figa e che tutto funziona…tu sei un esempio! In Italia ti assicuro al 100% che un posto anche da commessa o cosa simili lo trovavi. Mia sorella vive a Savona dove c´e´un annuncio alla settimana in questo settore, inclusa la gastronomia e pure lei in 12 anni non e´mai rimasta a casa…se ti adatti ad un lavoro un po´piu´basso in Italia lo trovi, stai tranquilla.Anch´io in Italia se avessi potuto potrei essermi fatta mantenere dal mio fidanzato, visto che aveva un ottimo stipendio…qui prende la meta´esatta ed io lo stipendio che prendevo in Italia.Ma io non mi farei mai mantenere e quindi e´diverso, nonostante cio´accetto la gente che lo fa.
      Riguardo l´ams sono andata ben da ben 5 berater proprio perche´non volevo che il mio fidanzato potesse fraintendere il discorso. Abbiamo chiesto esplicitamente a tutte queste persone se era vero che col corso davano i soldi e ce l´hanno assicurato tutti…e come potevo pensare che c´era l´inghippo se non me lo dicono?? E´il loro lavoro e quel lavoro devi farlo se hai anche la passione di aiutare la gente..altrimenti va a fare dell´altro, no? Per non parlare che mentre eravamo con uno al colloquio ha iniziato a parlarci subito male dell´Italia e di Belusconi..no comment!
      Tutti qui parlano di corruzione, di politica, certo in Italia e´uno schifo lo so anch´io ma cmq cio´non toglie che il lavoro non mi e´ mai mancato. Tutte le volte che ripetiamo questi discorsi non concludiamo nulla, bisogna agire, stare in Italia e cercare di cambiare le cose, non lamentarci da qui quando poi succedono cose come a te, che personalemente ritengo piuttosto tristi..

  11. Gaetano scrive:

    Aggiungerei :
    8) Se non conoscete bene il posto in cui state andando!

    Espatriare a caso pur di scappare dall’italia non e’ la cosa migliore, perche’ nonostante l’italia non sia il “Belpaese” ci sono posti peggiori o uguali e dopo che si fa? si torna indietro o si espatria dinuovo?

    Io piu’ vivo qui e piu’ la trovo uguale all’italia in tutti i difetti…. non resta che emigrare :)

  12. bruna scrive:

    ma che cosa c’e’ in italia che funziona?amo molto la mia nazione e la mia citta’(roma)ma mio figlio e sua moglie sono voluti scappare ed io e mio marito li abbiamo raggiunti dopo 2 anni che loro si erano trasferiti,perche’ io ho lavorato per 23 anni in un negozio e mi hanno messo in regola dopo 15 anni e per di piu’ segnata part time mentre io lavoravo a tempo pieno,io avevo qualche contribbuto versato e se mi avessero messo i contribbuti giusti ora me ne sarei andata in pensione con almeno 600 euro di pensione invece me la sono presa in quel posto,quindi dato che avevo un mutuo da pagare ancora per 15 anni con la pensione di mio marito non ce l’avremmo fatta a far quadrare i conti ho fatto baracca e burattini e mi sono trasferita,sto con mio figlio e mia nuora,ognuno vive per conto proprio e stiamo benissimo,qui a vienna cose del genere non accadono perche’ il cittadino e’ piu’ tutelato,e le aziende piu’ controllatee’ inutile in italia ognuno fa quello che gli pare e nessuno controlla nulla,a maggior ragione adesso se trovi un posto da commessa,sei sottopagata,non messa in regola se vuoi lavorare e’ cosi altrimenti arrivederci,bella roba e tu stai a lavorare perche’ comunque ne hai bisogno e i padroni fanno soldi con il tuo lavoro’che ingiustizia!

  13. vanbasten scrive:

    (il post precedente e stato scritto in realta da dokken, la mia ragazza, il mio nick era in memoria)

    Stiamo gia facendo i preparativi per andarcene da Vienna dopo 2 anni, e ora ce la stiamo godendo (tra un turno massacrante ed un altro) come questa citta va goduta: da turisti.

    Comunque ai vari punti aggiungo:

    Se non ci si rende conto di quanto si puo arrivare ad amare un paese e di quanto si ama l`Italia

    1. Gaetano scrive:

      Nonostante non amo l’italia, anzi la Odio, vi invidio perche’ metterete fine alla terribile esperienza viennese e da quello che hai scritto e’ stata un incubo.
      Io sono contento di aver lasciato l’italia e questo mi ha aperto alla possibilita’ di avere nuovi punti di vista.
      Ho fatto solo la scelta sbagliata di venire a Vienna e pensavo che l’Estero era Estero da qualsiasi parte invece non e’ cosi.
      Vienna mi ha deluso da qualsiasi punto di vista, lavoro sicurezza e servizi (esclusi i trasporti).
      Ma questo non e’ un buon motivo per arrendersi e tornare in italia ci sono altri paesi in cui emigrare, prima pero’ me li studiero’ bene e cerchero’ di non ripetere lo stesso errore che ho fatto venendo qui.
      Io comunque non c’e’ l’ho con Vienna o con gli austriaci, hanno la fortuna di avere uno stato che li tutela e fa in modo da ridurre il piu’ possibile Noi immigrati ed e’ proprio questo il motivo che la rende tanto invivibile da parte nostra.

  14. maurizio60 scrive:

    l’articolo mi ha proprio smontato, sopra-ttutto riguardo la -lingua tedesca-

  15. roberto scrive:

    io dico la mia da giramondo: finita la scuola e preso il diploma, mi sono recato a Dublino per un anno dove ho lavorato come cameriere in un pub e poi a Londra per due anni. nel frattempo, ho conseguito un brevetto di volo di secondo grado e la patente D, e mi sono perfezionato in arti marziali. A Londra ed a Dublino ho fatto lavori umili ma mi sono serviti per imparare alla perfezione l’inglese ed a Londra ho avuto un colpo di fortuna; ho conosciuto un industriale della nascente industria privata russa, che mi ha assunto come autista e guardia del corpo con un ottimo stipendio e mi sono trasferito a Mosca, dove ho imparato il russo. dopo quattro, il mio capo ha aperto una filiale in medio oriente, il Libano per la precisione. qui ho imparato il francese e l’arabo, poi sono stato trasferito a Sharm e, poco prima delle rivolte il mio capo mi ha richiamato a Mosca per darmi un importante incarico alla filiale di San Pietroburgo. Qui ho conosciuto la mia ragazza, mi sono sposato ed attualmente guadagno il doppio di quello che prenderei in Italia. certo, il clima fa schifo ma meglio il freddo che l’afa, il cibo ci si adatta ed ogni tanto una carbonara od una matriciana me li faccio senza problemi, la religione è un’altra, ma io sono ateo… in Italia avrei trovato lavoro solo come buttafuori in discoteca o in qualche ristorante con stipendi inferiori. il costo della vita è elevato, ma più o meno come in italia, la malavita non mi ha mai dato problemi: in italia ho avuto un furto in apppartamento, due scippi ed un borseggio!!! e parlo di milano non di piedigrotta. conclusione: sono contento e non rientrerò in italia se non per brevissimi periodi di vacanza.

  16. federica scrive:

    Vivo a Vienna da 2 anni e mezzo e non ho mai avuto intenzione di tornare in Italia, a Roma, una città culturalmente e civilmente morta ormai da anni. Lavoravo in aeroporto prima di trasferirmi e mio marito in uno studio grafico senza contratto dove doveva anche montare dei pali in strada senza protezione se voleva lo stipendio. Così tanti miei amici e conoscenti. Mia madre fa le pulizie in nero da 15 anni e mio padre ormai non lavora più da 5 anni e alla pensione ci mancano 10 anni…non trova più nulla.
    Qui a Vienna abbiamo trovato facilmente lavoro, certo senza la conoscenza adeguata della lingua tedesca bisogna adattarsi ai lavori più umili, ma anche in altri stati è così, in inghilterra, francia, germania e via dicendo. Io ho lavorato in un tour operator austriaco per più di sei mesi, poi sfrotunatamente sono stata molto male e ho dovuto lasciarlo per motivi personali. Chi dice che in italia si può prendere la disoccupazione anche con la residenza all’estero sbaglia di grosso, io l’ho percepita durante il 2010/2011 e ho dovuto lasciare il domicilio in italia e farmi prendere in nero dall’azienda dove lavorare perchè altrimenti all’estero non puoi percepirla. prima di parlare bisogna informarsi almeno!!! Chi parla male dell’ams dovrebbe ricordarsi del nostro collocamento, un posto dove per trovare qualcosa devi essere raccomandato e i corsi di formazione te li sogni!!! Non ti chiama nessuno e non ti trovano nessun lavoro.
    Sento continuamente italiani che si lamentano di ogni stato dove sono emigrati, chi del canada dove la gente è fredda, non è il paese che uno pensa, non si trova lavoro, il clima, meglio l’italia e così per ogni fottuto posto nel mondo…il problema siamo noi italiani che non riusciamo a vedere nient’altro che il nostro punto di vista e il nostro paese d’origine che pensiamo sia il migliore, il più bello, pieno di cultura e soprattutto ospitale. Lavorando anni nel turismo a Roma posso dire che gli stranieri non la vedono così, pensano che siamo poco ospitali, sporchi, maleducati e ignoranti. Vedono il nostro paese solo come un posto per fare vacanza, ma assolutamente out per poterci vivere perchè niente funziona, il lavoro non c’è e tutto costa carissimo, compresi gli affitti da pazzi, Roma in particolare. Al sud Italia o nei paesi la situazione sicuramente è diversa per quanto riguarda gli affitti, ma per il lavoro devono spostarsi nelle città dove non si trova nulla se non si conosce dio! Ma noi invece pensiamo di essere i migliori al mondo, i più intelligenti, fashion, acculturati e accoglienti. Bisogna cominciare intanto a scendere da questo piedistallo di menzogne, siamo come tutti gli altri, con pregi e difetti, il nostro paese sta lentamente morendo per causa nostra e del nostro fare da mafiosi, ognuno guarda il proprio orticello e se ne frega se il prossimo muore di fame. Gli stranieri in Italia maledicono il giorno in cui sono arrivati nel nostro paese, tanti sono prigionieri perchè la polizia non li lascia partire, non gli restituiscono i documenti, non possono neanche tornare nel loro paese d’origine e devono addirittura pagare di tasca loro il rimpatrio se hanno la fortuna di riavere il passaporto!!! Tanti senegalesi, marocchini, nigeriani, di alcuni paesi dell’est odiano l’Italia e gli italiani che vedono come razzisti e menefreghisti. Purtroppo conosco il problema dal vero perchè ho tanti amici stranieri in Italia.
    Un mio amico è emigrato in Olanda, ha avuto tantissimi problemi quando diceva di essere italiano e il motivo era perchè gli italiani maschi partono per l’estero e fanno gli schifosi con le donne, le mettono anche incinte e poi le abbandonano. Quando ho fatto il corso di tedesco qui a Vienna le persone mi hanno chiesto come noi donne italiane potessimo sopportare gli uomini italiani che vedono maniaci, perversi e mafiosi. Parlo di Argentine, Giapponesi, Americane e Inglesi…
    Questo per dirvi che prima di sputare addosso agli altri bisognerebbe guardare nel proprio piatto e rendersi conto che anche noi abbiamo la cacca dentro e anche molta.

    1. dokken scrive:

      Cito: “Quando ho fatto il corso di tedesco qui a Vienna le persone mi hanno chiesto come noi donne italiane potessimo sopportare gli uomini italiani che vedono maniaci, perversi e mafiosi.”

      Il fatto che un austriaco ti abbia detto questo dovrebbe farti riflettere sull´arroganza di questo popolo. Come se tutti gli italiani fossero dei delinquenti! Io invece mi vergognerei a stare con un austriaco senza palle, sottomesso dalle donne che occupano ormai il loro ruolo. E poi che ridere, ti hanno detto che siamo dei pervertiti…non ho mai sentito tanta gente che fa sadomaso e cose del genere quanto a Vienna, piu´di tutte le storie che ho sentito in 30 anni in Italia!

      Colgo l´occasione cmq per parlare della mia esperienza da rimpatriata in Italia dopo 3 anni e mezzo di Vienna. Sono tornata nella mia citta´natale, Genova, l´11 ottobre. Non posso descrivere il meraviglioso calore umano che ho ritrovato dopo tutto quel gelo viennese e per la prima volta mi sono permessa di tiare un sospiro di sollievo. Cosi´ieri per la prima volta mi sono messa a cercare lavoro come receptionist (come facevo a Vienna) e alla prima porta che ho bussato mi hanno assunta, da non credere!
      Questo per dire la manipolazione mediatica che c´e´all´estero, ci fanno credere che in Italia ci siano morti di fame, quando qui la gente continua ad avere 2 macchine a famiglia (nonostante la benzina sia arrivata 1,8 € ), 2 o 3 cellulari, tv incredibili, ecc..Il problema nostro e´che siamo dei gran viziati e come prima cosa la gente dovrebbe iniziare a rottamare le loro macchine, altro che a comprarne sempre piu´per poi lamentarsi della benzina e dei mezzi pubblici, e´vergognoso!
      Certo che la situazione al centro-sud e´peggiore ma l´Italia non e´composta solo da quello e ha una buona meta´che non sta certo cosi´male. E nemmeno tra tutte le persone che conosco ho sentito ancora qualcuno che ha perso il lavoro a causa della crisi.
      Ma ora vorrei parlare della questione della disoccupazione, che forse non tutti conoscono.
      Finito di lavorare a Vienna sono andata all´Ams per chiedere come fare per ottenere il sussidio pur dicendo che sarei tornata immediatamente in Italia. Alla terza persona con cui parlavo e´spuntata una clausola che ti danno 3 mesi di sussidio al 55% del tuo stipendio, a patto che rimani ancora un mese in Austria, dove ti propongono corsi e lavori. Chiaramente in un mese ti trovano qualcosa e e se tu rifiuti perdi il diritto alla disoccupazione, quindi e´come se ti dicessero dall´inizio che se espatri non prendi niente. Io, avendo gia´da tempo organizzato il trasloco, non ho potuto accettare.
      Allora una volta a Genova sono andata subito al centro per l´impiego per iscrivermi e da li mi hanno mandata al patronato, poiche´mi hanno detto che c´e´una disoccupazione per i rimpatriati. Non conta assolutamente quanto tempo hai lavorato in Europa, basta poterlo dimostrare e per 6 mesi ricevi il 30% del lordo del tuo ultimo stipendio.
      Ora spero di aver incoraggiato le persone che desiderano tornare in Italia a farlo, senza ascoltare quello che i media e le persone dicono, screditando un paese che ha bisogno di essere tirato su con la buona volonta´di tutti e non abbandonato come certi pensano.

      1. Licia scrive:

        Quelle cose perverse che dici tu, le fanno ovunque, anche in Italia! Solo che in Italia nessuno ne parla… Altirmenti il parroco li bacchetta!

    2. ariel scrive:

      Volevo solo introdurmi per fare un’osservazione che forse c’entra poco con questo post, ma una frase mi ha spinto a farla: “Qui a Vienna abbiamo trovato facilmente lavoro, certo senza la conoscenza adeguata della lingua tedesca bisogna adattarsi ai lavori più umili, ma anche in altri stati è così, in inghilterra, francia, germania e via dicendo.” In italia, invece, si dice continuamente che gli stranieri sono costretti a fare lavori umili. Non sarà anche perché conoscono poco la lingua? Allora, perché gli italiani all estero capiscono che non possono fare lavori particolarmente qualificati e invece gli stessi italiani in italia parlano sempre e solo di razzismo quando chi viene da fuori fa lavori più umili? Io faccio la commessa e sono laureata…chiudo la parentesi.

  17. federica scrive:

    Parlo di Argentine, Giapponesi, Americane e Inglesi…
    Olandesi per il caso del mio amico.
    è chiaro come il sole quello che ho scritto, le critiche contro i maschi italiani mi sono state fatte da queste persone qui sopra, non dai viennesi, leggi bene.
    sei prevenuta non c’è che dire, leggi anche cose non scritte pur di tenere il tuo punto. anzi accusi loro di essere arroganti, i maschi senza palle e del fatto che facciano del sadomaso ( lo fanno anche in italia non preoccuparti).
    di genova conosco tante persone e tutte mi hanno detto che c’è molta disoccupazione, troppa, il lavoro non lo trovano affatto come dici tu. sarai stata molto fortunata…
    per le persone che vogliono espatriare vi consiglio di non leggere i commenti negativi al 100% degli italiani, ma prendere quelli che hanno pro e contro e che sono obbiettivi…io prima di partire stavo facendo questa fine, ovunque leggevo, in ogni luogo del mondo, dal canada all’australia c’era scritto non venire, non trovi lavoro, la gente puzza è sporca, mangiano la cacca e ti trattano male. stavo per rinunciare, ma poi ho capito che non dovevo dar retta a quei commenti, mi è stato suggerito da molti altri che dicono di non dar credito a certi italiani che si lamentano a prescindere e l’unico posto adatto a loro è l’italia e gli italiani, il resto non lo tollerano.
    per chi vuole fare il salto io consiglio di accelerare i tempi e buttarsi, scegliete un posto e fate la vostra esperienza, sarà diversa, impegnativa, certe volte vi troverete a pensare se avete fatto bene o meno presi dalla nostalgia di casa, degli affetti, faticherete, ma l’arricchimento personale e la soddisfazione di avercela fatta è impareggiabile.

    1. dokken scrive:

      Se sei sveglio dopo 3 anni e mezzo capisci quello che puoi tollerare e quello che proprio non puoi. Nel tempo tutto s´e´fatto sempre piu´intollerabile e quindi me ne sono andata.Ho fatto la scelta giusta e ora sono felice.

      1. federica scrive:

        scelta giusta per te, non per molti altri. non bisogna generalizzare e sputare sentenze solo perchè si hanno dei pregiudizi o sei stata tanto sfortunata da incontrare solo gentaccia (io trovo quasi tutti molto gentili e disponibili, poi lo stronzo è mondiale). ti sei trovata male, stai meglio a genova, meglio per te che te ne sei andata e hai lasciato spazio a qualcun altro che vuole tentare. non bisogna fare critiche sterili, ma essere costruttivi e utili per il prossimo.

        1. dokken scrive:

          Beh ma visto che scrivo da tanto qui e come potrai leggere c´e´piu´gente di quella che pensi che ha avuto problemi, questo voleva essere uno sprono per chi non ha il coraggio per rientrare, pioiche´tutti, sia Italiani che Austriaci gli dicono che da noi tutto fa schifo ed e corrotto, che e´impossibile vivere, ecc.. Sono stata spesso indignata nel leggere i giornali piu´importanti di Vienna, di come parlano dell´Italia, trattandoci come un Paese del terzo mondo, in tutti i sensi. Per non parlare di Austriaci che mi hanno detto in faccia che gli Italiani sono tutti dei mafiosi. Mi spiace ma io non me li prendo gli insulti e se devo essere schiava del lavoro, preferisco esserlo per un Italiano, che mi porta sicuramente piu´ rispetto.E soprattutto io non ho mai giudicato un Austriaco, visto che sono andata la con mille propositi e con ottimi requisiti per potermi assimilare a loro, l´ho iniziato a fare dopo anni di cose orribili che ho sentito e che ho dovuto subire in prima persona.
          Voi sarete stufi di sentire parlare me cosi´ma io sono ancora piu´stufa di sentire parlare male del Paese dove s´e cresciuti.

  18. federica scrive:

    ma tu pensi che a un italiano fa piacere sapere che il proprio paese sta messo così male? pensi che la maggior parte che scappa all’estero lo fa per puro piacere personale? io sono indignata con il mio paese perchè continua a morire e a rendersi ridicolo ai miei occhi e a quelli di tutto il mondo. ogni volta che metto piede a roma mi sale la rabbia per quello che vedo, sporcizia, delinquenza, smog a tutto spiano, gente maleducata e ignorante che cerca di pestarti se la guardi per più di 5 secondi negli occhi e tanto altro ancora.
    tu hai assistito ad austriaci che prendono in giro noi italiani, ma tu non sei migliore di questi perchè ti comporti esattamente uguale, parli male di loro basandoti su critiche sterili e piene di pregiudizi. vorrei farti capire questo, ok ti sei trovata male, sei stata sfortunata, ma non puoi affermare che gli uomini sono senza palle, che non si trova lavoro mentre in italia si, che la gente è stronza e che la disoccupazione funziona meglio da noi perchè non è così!!! in italia si percepiscono 8 mesi di disoccupazione in base al reddito, superati i 45 anni mi sembra o i 50 12 mesi. in austria la prendi per un anno e nel frattempo ti danno la possibilità di fare corsi e colloqui. vogliamo parlare della maternità? delle condizioni lavorative? della qualità della vita? dei mezzi di trasporto? del costo della vita?
    qualche mio amico dall’estero è tornato in italia pentendosi amaramente della scelta. sono tutti scappati di nuovo fuori.
    non conosci persone che hanno perso il lavoro per via della crisi? beata te perchè io ne conosco tante, troppe, solo dove lavoravo a roma migliaia…i miei amici hanno perso il posto per tagli al personale e così tanti altri. molte persone che conosco qui a vienna sono del nord italia, milano, trieste, veneto, liguria e piemonte, quindi non è vero che la crisi è solo nel centro-sud.
    ho letto di gente che ha problemi,poche persone, ma tutte cose superficiali, il clima, le persone fredde, il puzzo, lo sporco delle persone, il fatto di avere subito delle aspettative alte quando bisogna rimboccarsi le maniche e sudare un pò, anche anni, nessuno ti regala nulla. se uno parte così è meglio che se ne rimanga a casa propria in italia, in nessun luogo potrebbe mai trovarsi bene.

  19. dokken scrive:

    La base per star bene per me e´il rispetto, non la carriera e i soldi. Se non ho il rispetto dalla gente che mi circonda, io in quel posto non ci posso stare. Ti assicuro che non e´bello essere trattati come emigrati di ultima categoria da persone anche di livello inferiore al tuo. Dopo 3 anni e mezzo ho capito le cose che per me contano nella vita e non sono certo cose superficiali, come il buon caffe´o il clima migliore..

    1. federica scrive:

      Se tu per prima hai dei pregiudizi e giudichi in base ad essi,non avendo a tua volta rispetto per gli altri allora hai fatto la scelta migliore a ritornare nel tuo paese.rimani in Italia che reputi migliore come gli italiani stessi.

      1. dokken scrive:

        Qui i primi che hanno mancato di rispetto sono gli Austriaci, io pregiudizi non li ho mai avuti per nessuno. Ma dopo 3 anni che senti insulti da persone arroganti che manco si sono mai guardate allo specchio…allora e´giusto poter dire di loro, visto che loro ci sputtanao in continuazione. Noi almeno l´autocritica ce l´abbiamo sempre avuta e non ci vergognamo a metter in prima pagina i nostri problemi.Loro avevano il mio rispetto ma comportandosi cosi´l´hanno perso. E la cosa piu´triste che tutto questo l´ho ricevuto da gente anche di un certo livello, che non ti aspetti che possa pensare certe cose. Ancora il giorno prima di andarmene via mi sono sentita dire da un laureato in storia di 40 anni che e´vero, che per loro gli Italiani sono inferiori come tutti quelli che abitano al di sotto dell´Austria, vedi tu..

  20. federica scrive:

    mi sembra che tu stia facendo di tutta l’erba un fascio…se hai avuto brutte esperienze lavorative non significa che tutti gli austriaci siano così, altrimenti tutti gli italiani sono mafiosi, mammoni, razzisti e gli uomini dei maniaci. luoghi comuni di persone molto ignoranti. anche a me è capitato di essere sfruttata e insultata sul posto di lavoro, ma ero a roma, qui a vienna mi è capitato con una ragazza italiana nel tour operator dove lavoravo, gli altri austriaci che ci lavoravano dentro dicevano che era pazza. mio marito e mia sorella, vive anche lei qui, vengono sfruttati e trattati a pesci in faccia dai loro superiori italiani quotidianamente, così altre persone che ci lavorano e non sono italiane. allora cosa dovrebbero pensare? le tue stesse cose al contrario? questi italiani sfruttatori e razzisti che si pensano superiori? mia sorella sembra una ragazza dell’est, le stavano facendo mobbing perchè credevano fosse una “sporca puttana” polacca, questo pensano questi meravigliosi esempi di italiani medi.
    prima di trasferirmi ho letto su un forum inglese di non andare a lavorare per italiani che sono i primi sfruttatori e ti pagano una miseria approfittandosi del fatto che ti serve una mano. era un italiano che lo diceva.
    ora purtroppo tutto il mondo è paese, puoi trovare gente poco onesta e ignorante ovunque, ma non mi permetterei mai di affermare che sono così tutti, che i maschi non hanno le palle, che tutti pensano di essere superiori a te povero italiano e altre cose che si dicono solo per dar fiato alla tromba.
    io giudico le persone, non la nazionalità o l’etnia. se trovo persone poco carine nei miei riguardi cambio lavoro se posso o stringo i denti, ma non metto sul piatto della bilancia tutti gli abitanti del luogo.

  21. dokken scrive:

    Hai ragione, non sono tutti cosi´ma quasi tutti quelli che purtroppo ho conosciuto lo erano e di conseguenza ho agito e me ne sono andata. Una cosa e´certa, c´e´tanta gente anche nelle fascie piu´elevate che dicono cose del genere di noi e se allora tutto il mondo e´paese, allora preferisco starmene nel mio. In fondo ho sempre voluto dire quello, che l´Austria non e´meglio dell´Italia come tanti pensano, e´un altro paese, con abitudini diverse e con tanti difetti, ne´piu´, ne´meno dei nostri, tutto qui.

  22. federica scrive:

    l’austria o la germania, l’inghilterra,il canada sono paesi tutti diversi e simili fra loro, la corruzione, la gente stronza, i difetti così come i pregi li abbiamo tutti e tutti criticano gli altri e non guardano nel loro piccolo. per alcune cose l’italia è terribile, per altre forse no. così come tutti, ci sono cose migliori e cose uguali o peggiori. bisogna adattarsi e capire se fa per noi, ma non generalizzare solo perchè si ha avuto la sfortuna di incappare in situazioni spiacevoli.
    bisogna essere obbiettivi e dare informazioni giuste a chi vuole andarsene, altrimenti si rischia di smontare la gente che per terrore rimane dov’è senza poter conoscere quel qualcosa di nuovo e diverso che potrebbe potenzialmente migliorare la vita a lungo termine.

    1. dokken scrive:

      Ma se tu leggi tutto questo sito sembra che l´Austria stia sul piedistallo e noi nella melma…per molte cose non e´cosi´. Sarebbe solo bello non sentire gente che continua a screditare sempre l´Italia, soprattutto quando si trova all´estero, come se non ne facesse piu´parte, come se quelli che rimangono siano dei delinquenti e quelli che espatriano dei grandi. Se siamo a questo punto e´grazie a tutti noi e voi.

  23. federica scrive:

    dokken nessun italiano scredita il proprio paese se non ha ragioni valide. tu non vedi la realtà, neanche la crisi o la miriade di gente che non ha lavoro, io e tanti altri che ne sono coinvolti si invece. l’austria non sta messa male come l’italia sotto questo punto di vista e comunque su questo sito non ci sono solo elogi, ma cose concrete e info per chi vuole venire o per un turista.
    poi ognuno può aggiungere la propria esperienza, ma senza far finta che l’italia sia il paese dove si trova lavoro prima e meglio dell’austria o di qualche altro paese europeo e che tutto funziona a meraviglia. è proprio per questo che va male e le persone continuano a non capire, il far finta che tutto sia ok e che da noi si sta bene è completamente sbagliato. se non si cambia su questo punto si andrà sempre peggio. è come tante persone di una certa età che conosco e che dicono e che vuoi fare, le cose fanno così non ci si può far niente, è così e sempre sarà così, rimanendo nel loro immobilismo e prosciutto agli occhi annesso. questo è un lato degli italiani che detesto, basta che hanno la macchina e le cose inutili e tutto va bene, fanno la manifestazione per la squadra di calcio, ma poi per le cose serie no!!! questo deve cambiare e forse il paese potrà ripartire.
    detto questo nessun paese è senza macchia e il paradiso, ma certi meccanismi e le cose più semplici almeno funzionano, da noi sono impossibili.

    1. dokken scrive:

      La crisi c´e´qui come in tutta Europa, c´e´chi ne ha piu´, c´e´chi ne ha meno.Se leggi la differenza di disoccupazione che c´e´stata a Gennaio 2012 in Italia e in Austria, scoprirai sorprendentemente che la differenza non e´molta. Ma di questo s´e´gia´discusso in passato.
      Io rimarro´qui cercando con le persone che hanno il buon senso di rimettere su tutto, visto che ora porto con me anche l´esperianza fatta all´estero. Ora ho piu´voglia di prima di cambiare, soprattutto vedendo che tutto il mondo e´paese. Prima di vivere all´estero, stupidamente, non lo credevo.

  24. federica scrive:

    sorprendentemente l’austria continua ad avere il più basso tasso di disoccupazione europeo, l’italia uno dei più alti. ma capisco che sono concetti troppo difficili da accettare quando si è così appassionatamente innamorati del proprio paese da essere completamente ciechi.
    ti auguro di essere finalmente felice a genova e di non avere più la necessità di fare esperienze fuori, ne soffriresti troppo. in realtà spero che l’italia si rialzi e che nessun altro abbia più questa necessità, ma la vedo dura.
    buona fortuna!

    1. Simona scrive:

      Federica lascia perdere. Non c`è peggior sordo di chi no vuol sentire, di chi si parla (o si scrive) addosso senza degnarsi di comprendere quello che gli viene risposto.
      Di fronte a chi persiste a dire che solo lei è sveglia, solo lei ha buon senso, solo lei ha capito come é davvero l´Austria e che tutti gli altri non hanno capito nulla e sono ipocriti a dire che in Austria si sta meglio non c`è nulla da fare. Inutile continuare a farle notare che NESSUNO qui dice che l´Austria è il paese del bengodi, ma che è non ha senso nascondere i problemi che ci sono in Italia con una marea di luoghi comuni mascherati da verita incontrovertibili.
      la veritá é che è dura ammettere il proprio fallimento. Quello che non si capisce é come si fa a “rimettere le cose a posto” se si negano i problemi e perchè, se si è stufi di sentire criticare l´Italia, si continua a frequentare un blog di Italiani a Vienna. Forse spera di trovare qualche altri deluso per dire “vedete? non sono solo io …”

    2. GeertWilders4President scrive:

      Io invece l’italia la odio (e ci vivo ancora purtroppo).
      E odio me stessa perchè sono italiana. Perchè se andrò all’estero, per quanto mi sforzerò, sarò sempre incivile e maleducata, ed essendo questi aspetti della mia cultura, non sarò neppure in grado di rendermi conto di quanto il mio comportamento sia incivile.

      Certo, in giro per strada cerco di buttare l’immondizia negli appositi bidoni ed insisto affinchè anche gli altri intorno a me lo facciano, ma questo non mi rende una persona per bene, ma solo un’italiana che scimmiotta alla benemeglio la civiltà dei paesi del resto d’europa.

    3. ariel scrive:

      Io leggo di tantissimi italiani che all’estero si trovano molto bene, anche perché è ormai nota la profonda esterofilia dell’italiano medio. Invece tutte le volte che ho avuto a che fare con stranieri, li ho sentiti sempre e solo lamentarsi dell’italia. È vero ci sono tanti problemi in questo paese, ma nessuno mette una pistola alla tempia di nessuno per venirci a vivere…comunque anche a me, persone che sono state a vienna per una semplice vacanza, hanno raccontato di brutti episodi di razzismo nei loro confronti…saranno casi sporadici, ma che gli austriaci in genere considerino gli italiani gente di serie b è risaputo…e poi forse non si vuol capire che l italia oggi è sottoposta ad una dittatura europea che mira alla distruzione del tessuto sociale economico e culturare attraverso una guerra imperialistica silenziosa, ma non troppo.., e se adesso ci troviamo in queste condizioni bisogna ricercare le cause anche al di fuori dei nostri confini…austria germania, gran bretagna, sono paesi non intaccati da una dittatura criminale, altrimenti avrebbero fatto il crollo molto prima dell italia…

      1. GeertWilders4president scrive:

        “poi forse non si vuol capire che l italia oggi è sottoposta ad una dittatura europea che mira alla distruzione del tessuto sociale economico e culturare attraverso una guerra imperialistica silenziosa”

        Tipica mentalità italioide che vuol cercare il colpevole fuori.
        Perchè farsi un esame di coscienza è difficile.

  25. Daniela scrive:

    Bah…il problema io non lo vedo. Dokken ha avuto sicuramente delle brutte esperienze, qui in Austria…ora tornerà a Genova e sarà felice e contenta, no? :D
    Il nostro è un paese bellissimo, ma Vienna e l’Austria hanno dato infinite possibilità agli “auslaender” come me che trovato lavoro dopo i 50 (perché la sottoscritta VOLEVA lavorare!), percepito la pensione ai 60 suonati…non so, cosa volete di più??

    1. GeertWilders4President scrive:

      Mi dai speranza :)
      Anche se non è l’Austria il mio obiettivo. E nemmeno l’Olanda, a dispetto del nick (dovrei chiamarmi ‘SivJensen4President)

  26. Daniela scrive:

    Scusate, volevo dire Dokken e Vanbasten (visto che sono fiancé :) )

  27. bruno scrive:

    care ragazze,io ho lavorato in olanda, e la prima cosa che mi hanno detto, italiani mafia,poi quando ci hanno conosciuto bene, ci invitavano a mangiare a casa loro, eravamo due triestini, il datore di lavoro ci ha detto, ricordatevi che in questo paese nussuno vi voleva ospitare,perche italiani, ho lavorato dieci anni in svizzera, per trovare un alloggio ha dovuto farmi da garante il nio direttore, ora sono in pensione e abito a genova, si sta come in tutta l’italia piu o meno,le delusioni io le ho prese piu in italia che all’estero, sono un vecchietto triestino abitante a genova,pero’ sento un po di nostalgia della svizzera, non stavo male, ma la moglie ha voluto venire in italia e cosi siamo qui saluti a voi bruno

  28. Erika scrive:

    Ciao sono Erika e vorrei, se possibile, avere un contatto con te Federica. Vorrei poterti chiedere delle informazioni e farti delle domande in merito al tuo trasferimento a Vienna!!!
    Se vuoi puoi contattarmi a questo indirizzo mail: brandy13@libero.it.
    Ti ringrazio e spero di sentirti presto!

  29. bruno scrive:

    non aver paura di lasciare l’italia per un paese che ti puo offrire , lavoro, lavoro, lavoro. l’austria e bella e vienna ancor di piu, nella vita bisogna aver fiducia di tanti paese, vienna per quello che so io merita questa fiducia, poi ce gente che non starebbe bene in nessun posto, se hai la possibilita di andare a lavorare a vienna ,vacci di corsa, e quando ssarai arrivata basta comportarsi bene molto bene,ciaooo bruno

  30. Valentina scrive:

    Io ho 30 anni e viaggio da 10, ho gia vissuto due anni a Salisburgo quando ero molto giovane e parlo molto bene il tedesco. Ormai sono qui a Vienna da 3 mesi e potessi tornerei in Spagna dove vivevo prima a gambe levate.. Il contratto li mi scadeva e l’unica possibilita era trasferirmi qui a Vienna e ho avuto il coraggio di accettare. Innanzitutto credo di non avere mai conosciuto un popolo piu privo di umorismo e triste di questo. Il lavoro non ‘e nemmeno pagato tanto bene e quasi ogni giorno mi sento ripetere che noi italiani non abbiamo voglia di lavorare e che siamo un popolo limitato. Ieri in pausa pranzo una stronza ‘e arrivata a dire che noi italiani siamo tutti bassi per la pessima alimentazione.. cosa detta spero solo per provocarmi. Sono in un ufficio di 12 persone e sono l’unica straniera.,. in spagna eravamo tutti di nazionalita diverse e nessuno faceva stupide battute su nessuno. Purtroppo qui c’ e scarsa cultura e tanta arroganza da vendere. In italia non siamo perfetti ma qui il problema’e che loro sono convinti di esserlo.

  31. PaoloB scrive:

    Ci sono molti Italiani che attualmente si trasferiscono nel nord dell’Europa, per non parlare di Spagnoli e Greci. Ci sono pochi tedeschi, olandesi austriaci o scandinavi che si trasferiscono in Italia: certo qualche artista benestante di uno di questi paesi si comprerà un appartamento a Trastevere! Insomma il nostro paese per molte cose chiaramente non funziona. I dati sull’occupazione giovanile quì da noi sono agghiaccianti…. chi vuol partire verso nord parta… parta però con la consapevolezza che bisogna sapersi adattare altrimenti stia a casa!!! Inutile andare all’estero a decantare gli spaghetti e il caffè senza entrare nella cultura del posto

  32. Daniele scrive:

    Dopo 3 anni in Olanda a me é tornata la voglia di tornare in Italia forse perché non sono piú abituato a vivere le inefficienze del nostro paese e di conseguenza la nostalgia di cose come il cibo buono il miglior clima e un paese effettivamente molto piú bello dell’Olanda mi hanno fatto venire voglia di tornare indietro. Ma sono dell’idea che se in Italia ci fosse lavoro come era prima della crisi l’effettiva superioritá del nostro paese nel saper ben vivere (sempre grazie al cibo paesaggio e clima di cui dicevo prima) compensino piú che sufficientemente l’atavica inefficienza e disorganizzazione. Tornando a me siccome non c’é lavoro al momento resto in Olanda e sono contento cosí ma sogno il rientro!

  33. Alessandra scrive:

    io a fine mese mi traserirò a Vienna, perchè ho voglia di affrontare tutte le difficoltà descritte nell’articolo. ho una laurea in giurisprudenza e ho un titolo da avvocato ma non lavoro…certo preferisco rischiare, affrontare tutti i rischi del caso, morire di freddo e mangiare male piuttosto che vivere in un paese dove ormai esiste solo il buon cibo e il clima. Caratteristiche che l’Italia non si è guadagnata ma che ci sono per puro caso. Si la mia vita adesso fa schifo perchè una vita senza lavoro è una vita di merda…e onestamente dico a chi è nella mia stessa condizione: “ragazzi non spaventatevi, buttatevi, cambiate la vostra vita stare qui non serve più a nulla. cominciamo ad andarcene a fare vedere che non siamo bamboccioni che ce la possiamo fare come ce l’hanno fatta i nostri antenati 60 anni fa”.

    1. dave scrive:

      Cara Alessandra, ognuno ha i suoi “perchè” per lasciare il proprio Paese e tentare una nuova vita all’estero. Tutti hanno un percorso di vita ed esperienze diverse e tutti hanno ovviamente attitudini e personalità differenti.. c’è chi è più flessibile e chi meno ec ec…

      detto questo, non sarò tra quelli che ti faranno temere il “gran passo”, sarai tu stessa a fare le tue sole esperienze e dare un tuo giudizio su tutto.

      per chi dice che:

      – SI MUORE DI FREDDO: ti metti un bel cappotto lungo, un paio di guanti e scarpe da neve (costano na trentina d’euro e sei contenta). Le temperature non sono tanto peggiori di quelle del Norditalia, del Molise o dell’Irpinia.

      – SI MANGIA DI MERDA: cazzi tuoi se non ti sai fare da mangiare decentemente scusa, mercati e supermercati ci sono ad ogni angolo di strada fai la spesa e arrivederci. Al massimo se sei napoletano (come me) e muori dalla voglia di una pizza come si deve ci sono alcune pizzerie con cuochi napoletani che ti faranno assaporare il gusto di casa tua.

      – LE PERSONE SONO FREDDE: cazzi tuoi se non ti sai fare amici, io sono qui da fine novembre e tutte le settimane ricevo inviti per feste, serate, concerti e birrette varie. Come tutte le cose, dipende da te essere musona o meno ;)

      – IL MONDO DEL LAVORO è DIFFICILISSIMO: ok fermo restando che in Italia siamo rovinati (non sto a raccontare i fatti miei su internet, chi volesse scambiare due chiacchiere bevo una birra volentieri) …. molte persone emigrano credendo di diventare top manager e quant’altro… il culo te lo devi fare comunque in quattro in ogni posto del mondo… poi dipende come ho detto dal percorso di ognuno.

      – IL TEDESCO è UNA LINGUA BRUTTA E DIFFICILE: che vai a fare in Austria scusa???

      – L’ AMS FUNZIONA DA SCHIFO: ringrazia Dio che ti offre la possibilità di imparare il tedesco aggratis e ti dà pure un sussidio. Sputare anche su questo non va proprio bene… c’è gente che piglia i soldi da come ho letto e pure ci sputa sopra.

      cortesemente aggiungerei che chi critica questa città dovrebbe bellamente andarsene e lasciare posto a chi vuole restare, o almeno tentare di farlo, ed ha più motivazione.

      Un saluto a tutti e un augurio di ogni bene per il fututo.

  34. Danilo scrive:

    Salve, parlo della mia esperienza da turista ma credo che possa anche allacciarsi ai vari post.
    Sono stato in austria e germania come turista lo so che e’ diverso dal viverci e lavorarci tuttavia se si ha spirito di osservazione ed intelligenza certe cose si capiscono lo stesso premesso che innsbruck, salisburgo, monaco di baviera, vienna ecc. Sono dal punto di vista turistico posti fantastici forse monaco di baviera leggermente meno ma l’ho trovata una citta’ affascinante lo stesso, dicevo apparte la parte estetica credo che il problema sia culturale e cioe’ noi italiani siamo latini e loro germanici sono 2 culture e temperamenti completamente diversi, un italiano trovera’ molto piu’ cose in comune con uno spagnolo rispetto ad un tedesco o austriaco rispettoa quest’ultimi da quello che ho potuto vedere, hanno in generale un comportamento completamente differente verso noi italiani a secondo se sei un turista oppure se stai li per cercare lavoro, se sei turista sono gentili e premurosi perche’ gli porti i soldi e ti rispettano, se invece stai li per lavoro a menoche’ sei uno speicialista, comunque ti vedono come noi vediamo gli ucraini che vengono in italia, grosso modo.Ho terminato il mio viaggio a nordligen un paesino nell’entroterra della germania era fine luglio il paese era carino ma completamente morto, in giro c’erano 4 gatti il clima era a dir poco orrendo nuvole nere che alle 2 del pomeriggio sembrava notte, poi la tristezza mi e’ venuta in serata l’unico svago per gli abitanti del luogo era andare a mangiare nella locanda sono entrato dentro c’erano coppie di tedeschi moglie e marito che seduti uno davanti all’altra non dicevano una parola certe faccie da depressi l’unico svago era andare a mangiare e vedere chi c’era alla locanda.Ora mi domando ma anche se in quel posto mi avessero offerto un lavoro da menager a 4000 euro al mese, ma che senso ha trasferirsi a vivere li? Si avrai soldi un bel lavoro ma uscito dall’ufficio che vita triste,, ma non e’ meglio fare un lavoro magari precario anche mal pagato ma cavolo fine luglio in italia c’e’ il sole la gente comunque si parla vedeste che faccie annoiate che avevano. Sono uscito dalla locanda sono andato in un internet point ho chiamato un albergo a tossa de mar costa brava spagna, la mattina dopo sono partito 1300 km tutta una tirata, ma tutta un’altra vita clima completamente diverso sole mare la sera sangria la gente che parlava che bello mi sono ripreso me stava a veni’ la depressione la!

  35. roberto scrive:

    mi riferisco al mio commento precedente. io sono stato a lavorare in irlanda, inghilterra, russia, egitto ed ora di nuovo in russia. Mi sono trovato sempre bene, in russia mi sono sposato ma questa è un’altra storia, il segreto sta nell’imparare la cultura, ovviamente conoscere già la lingua anche dal solo punto scolastico per capire e farsi capire- Come potete vedere ho lavorato in paesi dalle religioni diverse, per non parlare dei costumi e della cucina, ma mi sono sempre adeguato. Ho degli ottimi amici e ci sentiamo via facebook quasi quotidionamente. il segreto è tutto qui. lasciate i spaghetti.

  36. Emigrare vuol dire ricominciare tutto da capo, chiudere un capitolo della propria vita e ricominciare da zero. I sacrifici sono necessari altrimenti si rischia di non vivere al meglio la propria esperienza oppure di voler tornare indietro perche’ troppo legati alle nostre vecchie abitudini.

  37. globtrotter82 scrive:

    l’italiano ha un grosso problema soffre di complesso d’inferiorità e sa essere molto ma molto meschino. Tedeschi e Inglesi difficilmente perdonano e tutto questo fa dell’italiano all’estero un underdog insofferente. So comunque di italiani che fuori dai nostri confini si sono realizzati e penso sia a costoro che dobbiamo guardare. auguri!

  38. Pasoli scrive:

    Salve a tutti,

    vivo in Germania dal 1988, allora quando decisi di partire avevo appena finito la scuola professionale.
    Ero giovane e alla ricerca di una vita più sicura, con un reddito mensile fisso. Cose che in un paese come il nostro sono più difficili da raggiungere, specialmente al sud dell’Italia. A tutti coloro che desiderano lasciare l’Italia per andare a vivere in Germania, desidererei raccontare la mia “Odissea”, se pensano di venire qui ed essere accolte a braccia aperte si sbagliano di grosso. Specialmente da quando i paesi dell ovest d’Europa stanno sbarcando a fiumi, sembri che di gente i tedeschi non ne vogliano più a casa propria. “Si ma noi siamo Europei: ITALIANI” si, col ca–o! Qui gli Italiani sono ancora visti come I LADRI DI AUTORADIO, con o senza qualifica! A proposito qualifica: la mia qualifica di elettronico industriale a quei tempi non me l’hanno riconosciuta e quindi mi hanno “DEGRADATO” mi è stata riconosciuta pari alla quarta elementare tedesca. e addo vai con la quarta elementare? Facile vai a fare l’aiutante muratore, come se in Italia il lavoro nel campo dell’edilizia a quei tempi mancasse. Fatto stà che sono passati così circa 10 anni, come aiutante naturalmente, si perchè il muratore lui guadagnava 13Euro puliti l’ora ed io 8,50Euro come lavoratore non qualificato s’intende. Però il cu– te lo dovevi fà lo stesso!! Quando un tedesco di chedeva “ma da dove vieni?” naturalmente rispondivi dall’Italia… bum! ecco che si chiudeva il cielo, ribattendoti “ah la mafia, pericolosi, ecc…”. Quando andavi in cerca di un appartamento in affitto, la domanda e lo scenario era lo stesso. Un chiaro no, non viogliamo stranieri da noi! Quando gli chedevi se avessero qualcosa contro gli Italiani ti rispondevano “noi.. noi, non abbiamo niente”, si col ca–o, sicuramente voleva dire niente che li possa aiutare!!
    Stesso scenario quando sono andato alla cassa di risparmio per aprire un conto corrente, la gentile sigiora mi diede una risposta stupefacente, infatti mi disse così: no, non è possibile fare un conto agli stranieri, perchè poi quando fanno debiti se ne scappano al proprio paese e non abbiamo più la possibilità di rintracciarli. Si così con 2000Lire vado a fare il bunga bunga pure io, pensava lei!! oh nemmeno ste stasse parlando di 2milioni di euro naturalmente perchè per meno non ne vale la pena di fuggì!! Quindi, prestiti in germania, solo se hai la cittadinanza tedesca, chiaro? Quindi, il nocciolo del storia è ancora migliore, perchè? Il tedesco per la sua natura è un popolo che fà pochi figli e l’unica gente che vedi per le strade è tutta gente coi capelli grigi e i pantaloni color caki. Però la Angela Merkel ha trovato la soluzione “facciamo venire i giovani dall’estero, tutti coloro che hanno una laurea in Ingegneria, medicina o scenze economiche può venire ad abitare da noi”, Si, povera stro–za, BELLISSIMO!! All’Italia è proprio quella la gente che gli serve e lei la cancegliera pensa o crede che i giovani laureati vengano a lavorare in germania per un salario di 1300Euro mensili, stando al fatto che non li DEGRADI alla quarta elementare come hanno fatto con me.
    Perchè non hanno agievolato i propri figli e agevolato gli studenti. Invece oggi si trovano con una generazione di “RAMI SECCHI” e una di “CIUCCI spinellati”!! Beh, oramai è troppo tardi chi ha dormito non ha preso pesci!!

    Grazie
    PASOLI

    1. silvio lussi scrive:

      Ciao !
      Ho letto il tuo articolo e sono pienamente d’accordo
      Ho appena aperto un negozio di abbigliamento a Monaco e le difficoltà sono enormi e non vedo ora come tornare in Italia con meno danno possibile.
      Intanto la vita e una sola e poi vuoi mettere la nostra mentalità il sole la gente che sorride ( anche se ha problemi ) Poi per un Italiano ci vogliono tre tedeschi come intelligenza
      Tutti quelli che si lamentano di Italia che vadano pure in Germania

  39. gino scrive:

    se un posto è invivibile bisogna lasciarlo anche se non sa cosa troverà sulla nuova strada

  40. Matteo scrive:

    Scusate, ma forse però non si considera un aspetto, il lavoro !
    L’ Italia sarà pure bellissima, ma per un laureato con specializzazione come me è difficile trovare un lavoro e ancora di più un lavoro che offra un salario decente !
    E infatti sapete che ho fatto ?
    Sono andato negli Usa e ho cercato annunci per microbiologi e ho trovato un buon lavoro con una buona paga .
    E adesso sono qui, lontano da casa, però felice di fare un lavoro che mi piace !
    Informatevi prima di parlare !

  41. Marco scrive:

    Ho letto tutti quanti i post. Vi volevo chiedere se potete elencarmi e spiegarmi i motivi per cui non vi piace vivere a Vienna o in altri posti.
    Quello del trasferimento in un’altra nazione è sempre un argomento delicato perchè è un percorso personale e dipende da tutta una serie di fattori (aspettative, cosa si lascia cosa si crede di trovare, la padronanza o meno della lingua locale che molti, non so perchè, considerano secondaria!! etc etc etc).
    Ora, è chiaro che se si parte da una zona di mare, piena di sole, clima temperato tutto l’anno etc. per andare a Vienna con un clima continentale rigido, mentalità, cultura, cibo, usanze etc completamente differenti è ovvio che ci si traumatizzi! Ed ecco anche perchè moltissimi italiani si sono rifugiati in Spagna dove il clima, la popolazione, la mentalità (in parte) e molti dei pregi e difetti italiani hanno reso tutto più facile! Sento dire spessissimo sono andato/a via dalla Spagna per Germania/olanda/inghilterra e via dicendo ma se potessi tornerei di corsa a Barcellona/Madrid etc etc.Se volete, in piccolo, si ritrova la stessa differenza quando ci si trasferisce dal sud o da posti sul mare al nord italia (tipo Milano, Torino, Trentino, Sud Tirolo, Veneto, Aosta etc).
    Io mi trasferii da Napoli a Milano e trovai molti punti di differenza (sia positivi che negativi). Andai anche a Genova e trovai un clima (culturale, meteo, cibo) molto più simile a Napoli (così come i difetti: città sporca, caotica, disoccupazione più alta etc).

  42. paolo scrive:

    Invertiamo il discorso. Perchè non ve ne tornate in Italia, l’Italia di oggi e non ci date il vs posto di lavoro? Non vi immaginate nemmeno cosa sia oggi l’Italia…per questo scrivete le vostre consideraizoni, altrimenti vi terreste buono il posto di lavoro che con tanta disponibilità degli stranieri vi hanno dato.

  43. Marco scrive:

    Ma qualcuno ci sa elencare i motivi per i quali invece ha senso rimanere in questa italia?…

  44. steeve81 scrive:

    Sono nuovo nel vs. Forum ma lavoro da anni in Austria, con una breve parentesi in Germania. Devo dire che sia a Viena che in Austria in generale non è che abbia mai guadagnato chissà che stipendi e non è che abbia msi trovato chissà che offerte di lavoro. In Stiria, viceresponsabile uff. Commerciale……apprendista a 800 euro al mese (assunto come stagista…..peccato che lavoravo come se non più degli altri) e poi, sicome valevo, la direzione ha fatto in modo discaricarmi dall’ oggi al domani come un appestato. Spedisco cv a Viena e per tutta l’austria e, molto spesso manco mi rispondono. Oppure, le scuse più fantasiose per non assumermi. Ora non lavoro a Vienna ma in una cittadina del tirolo e, sinceramente, non è che sia così entusiasta del mondo del lavoro austriaco. Lavoro bene, mi impegno, porto risultati ma, se i colleghi possono darti addosso, lo fanno eccome. A parte rare eccezioni, ho trovato sempre gente fredda e distaccata che, se può evitare di complimentarsi lo fa.

  45. stefano pignatelli scrive:

    E, continuando, non é che abbia mai visto la grandiosa efficenza austriaca: oddio, forse medici e dentisti meno cari di quelli italiani, burocrazia magari meno asfisiante, meritocrazia sul lavoro (oddio, forse non sempre……spesso devo fare anche il lavoro dei miei colleghi e, sinceramente lo fai 1-2 volte, ma mon ogni santo giorno!!!! E, ovviamente, guai a protestare!!!!). E non sempre i costi sono più bassi rispetto all’italia: per un mono pago 300 euro tutto compreso ma, se andavo in questa cittadina, minimo 600 euro e bollette a parte….Ho dovuto cambiare le targhe e fare quele austriache, ho fatto l’assicurazione e mi sono partiti quasi 900 euro……ho una clio 1100 e non un porsche!!!! E poi, stereotipi su stereotipi sugli stranieri: uno dei miei capi ha la moglie croata che lavora in una assicurazione: io non dovevo fare l’ assicurazione auto con lei per non farle sapere nulla su di me……,,,, e vabbe’. Lavoro con una collega russa molto brava e valida: russe pxxxxxe e txxxe……e vabbe’. Lasciamo perdere poi gli stereotipi sugli italiani: banditi, mafiosi, calcio, pizza, mafia……….Dopo che in Stiria mi hanno silurato, due mie colleghe si scusano con me perché pensavano che ero venuto a farmi una vacanza e non a lavorare……….e allora dov’ eri, sulla luna??????????

  46. Salvo scrive:

    Salve ragazzi, vorrei tanto andare a vivere in Austria. Non è tanto una necessità (ho un lavoro e non me la passo tanto male), quanto per un desiderio, ogni giorno sempre più crescente, di lasciare l’Italia: il paese più bello al mondo ma sempre più bigotto e corrotto. Me ne vergogno perché è come parlar male di propria madre ma sono sicuro che chi è italiano conosce benissimo la mia frustrazione. La domanda è: portando con me il massimo della flessibilità (sono un agente assicurativo qui ma pronto a fare l’aiuto cuoco per iniziare una vita oltr’alpe), a chi mi rivolgo una volta uscito dall’aeroporto di vienna? non conosco proprio nessuno. Esistono centri tipo job center o qualcosa di simile? se qualche anima pia volesse illuminarmi via email ( oliverisalvo@live.it ), avrà una cena offerta da me una volta giunto a vienna. E se faccio l’aiuto cuoco, gliela cucino pure ;) Grazie anticipate.

  47. Andrea scrive:

    Ogni persona fa quello che vuole. Ci vuole restare resta chi se ne vuole andare va fine della storia.
    Se fosse per me ne ritornerei in Irlanda.Poi non è vero che in Italia sia più facile trovare lavoro come dicono .Oppure si vive bene come dicono.La cultura non esiste più.
    Infatti ci sono scritte sui muri gente che urina sui muri. Le statue vengono imbrattate o distrutte.
    Ha parliamo di Roma: C’è gente che ama Roma alla follia è non vede che si vive male. Ma fatela finità.
    Roma è una città arrogante e presuntuosa.Si vive malissimo è so di cosa parlo ho vissuto per sei mesi è me ne sono scappato a gambe elevate. Violenza di ogni genere. Gente che ti spara adosso o ti mette sotto con la macchina, scippi, rapine ecc. benvenuti a Roma.Se non ci fosse il Papa nessuno ci metterebbe piede.

  48. Luna scrive:

    Mi sono convinta, dopo la mia esperienza in Canada, che se il prezzo da pagare per vivere in un paese economicamente stabile e con più opportunità, sia quello di sentirsi costantemente soli, abbandonati da tutti, senza meta, PERSI e con un costante senso di nostalgia delle persone a cui vogliamo bene a abbiamo lasciato indietro, non ne vale davvero la pena.
    Perché sognare di trovare il paradiso e finire in una società dove tutto ruota SOLO e UNICAMENTE attorno ai soldi, senza preoccupazione di chi “sta in basso” rovina molto la qualità di vita e la fama di ospitalità di un paese.
    L’Italia sarà tutto ciò che di più brutto possiate pensare, ma almeno io mi sentivo a casa, qui invece no. In Italia ho ancora persone che mi vogliono bene, qui sono tutti cordiali e fingono interessamento verso i tuoi problemi, ma appena volti le spalle la verità salta fuori, e cioè che non gliene può fregare di meno e anzi sembrano contenti che tu ce li abbia e pure te li sia meritati. Sono esserei umani anche loro, non è che perché vivono in un paese migliore siano loro stessi delle persone migliori. Così poca empatia e totale disinteresse (eccetto in ambito finanziario o comunque sempre “affari di soldi”) l’ho trovata solo qui… in Italia ho sempre trovato molta più solidarietà in 20 anni, forse perché alla fin fine siamo tutti sulla stessa barca e riusciamo a relazionarci meglio.
    In Italia certo avevo i miei problemi come tutti, ma cogliere l’opportunità di incontrare il mio ragazzo per “scappare” per un po’ e prendersi una pausa dall’Italia, i problemi me li ha solo moltiplicati.
    Non vengo considerata perché non parlo una delle due lingue ufficiali, e dopo più di un anno ancora non mi sento a casa mia, e mi sbagliavo a dire “Sarà solo questione di tempo” perché so che non mi sentirò MAI parte di questo paese.
    Alla fine non me ne sono andata perché “Il Canada è sempre stato il mio sogno” o perché ero disperatamente in cerca di un lavoro, me ne sono andata per incontrare la persona che amo, il ciò non implica che automaticamente “oh mi piace lui = mi deve piacere anche il paese dove vive”, anzi parlando di cose più banali, già il fattore “clima” non mi ha mai attirata un granché… non sopporto il freddo e qui persiste per 8-9 mesi all’anno, non sopporto la quasi totale assenza di sole e ore di luce soprattutto in autunno e inverno, non mi è mai piaciuta la montagna e i boschi e qui è pieno di quelle casette in mezzo al nulla da eremita fatte di legno.
    Insomma, si vivrà anche meglio dal punto di vista economico, ma non fa proprio per me. Tanti che mi dicono “Ah ma sei matta se quando torni decidi di restare in Italia! Non c’è lavoro, non ci sono aiuti, va sempre peggio, resta là che è meglio ecc.” …. “Meglio” Per chi? Per le mie tasche? Per il mio futuro? Chi lo sa che sarà MEGLIO per me e non peggio come invece lo è stato per più di un anno? Si parte tutti dal basso certo, ma più sto qui e più mi sento come se stessi correndo su per una salita che però non avrà mai un traguardo, se non quando sarò troppo stanca e troppo vecchia per correre.
    Non ci sarà molto lavoro questo è vero, ma non vedo nemmeno tutto questo grande entusiasmo e determinazione in tanti giovani come me di cercarsene uno. Per ottenere qualcosa nella vita bisogna anche guadagnarselo e se dovrò lottare per restare in un paese che sta andando in rovina, ma che mi fa stare bene con me stessa e dove ho costruito pochi ma buoni rapporti con le persone, in QUESTO caso ne vale la pena.
    Quindi ragazzi e ragazze, signore e signori, non partite se amate davvero il vostro paese, per quanto brutto lo possano etichettare, e non fatevi imbrogliare dal mito del “Da qualsiasi altra parte del mondo si sta meglio che in Italia” perché non è tutto rose e fiori come ci suggeriscono tante testimonianze, blog o anche solo le immagini che ci frullano in testa del nostro paese dei sogni… perché ve lo assicuro, un giorno potrete anche avere il portafoglio pieno, una casa a tre piani e due macchine sportive in garage, ma fare i conti con la propria coscienza, coi propri ricordi, con gli affetti che abbiamo perso, coi rimorsi di ciò che abbiamo lasciato andare, una bella macchina, una bella casa e una bella vita non riusciranno a colmare il vuoto che sentite quando vi manca tutto (anche se PENSATE di avere tutto) e vi sentite soli e dispersi anche se vivete in una città di 500.000 abitanti di un paese che detestate e vi ha fatto comodo solo per le tasche.

  49. Lia scrive:

    Luna, come ti capisco! Io sono in un altro paese, ma nella tua stessa situazione, ho seguito il mio lui, che per fortuna e’ italiano quindi speranza di tornare ce ne sta, anche se fra anni, ma ragazzi e’ durissima. Un esperienza la consiglio a tutti se possono farla, ma trasferirsi per sempre e’ un altra cosa, la nostalgia mi sta divorando, i rimorsi pure incominciano a farsi largo. Insomma ognuno l’affronta a modo suo, ma per me l’Italia rimane il piu’ bel paese, anche se con mille difetti. E a quelli che si lamentano direi che sono anni che sono qua e sto zitta quando se ne discute, ma ora sinceramente se state tanto bene perche’ non vi leggete solo le notizie in inglese? Peche’ guardate blog sull’Italia per parlarne male? Ah, si’, giusto… perche’ una vita non ce l’avete! Tutto il giorno al mare, caldo a Gennaio ma poi… alle 6pm cena e se vuoi fare amicizia via ad ubriacarsi, senno’ stattene a casa davanti al pc tutta la sera. Portafogli pieno, ma vita sociale, affetti non ce ne sono. IO SPERO DI TORNARE. Ciao Dall’Australia

  50. Elisa scrive:

    Io da 3 anni sono emigrata in Germania… mi dispiace ma sto facendo solo pessime esperienze e non sono una che non si adatta, ma purtroppo pretendo di aver uno stipendio minimo che non sia da fame. Ho perso il lavoro a 38 anni da un giorno all’altro (una storia assurda tanto che nessuno mi crede), ero iscritta nel frattempo (per hobby) al 2′ anno di uni e non volevo abbandonare e ho fatto lavoretti da poco in nero continuando a cercare qualcosa di serio. Laureata ho preso e sono partita per la Spagna prima offerta valida, 6 mesi animazione. Finita la stagione torno un mese nella mia città (che nn offre nulla) e decido di andare a Francoforte. La lingua un po’ la sapevo poi ho fatto due mesi di studio intensivo e ho cominciato a vedere su internet come scrivere curriculum e lettera di motivazione. Trovo subito lavoro in aeroporto (parlo anche inglese, francese e spagnolo) paga 1000 netti con i turni, ma dico bene faccio la gavetta, miglioro la lingua poi cambio. NO. Cerco di passare a lavoro più qualificante, stipendio da fame, peggio del precedente ma più qualificante (hostess di terra), ci metto insieme un nebenjob anche in aeroporto, lavoro 9 gg di seguito coi turni, stringo i denti e vado avanti un anno. Poi niente rinnovo, finisco nel limbo della Arbeitsagentur, dove mi classifficano come una che nn vuole lavorare perchè 8.5 all’ora sono pochi per sopravvivere. Cerco corsi per fare Umschulung, Ausbildung, me li bocciano tutti perchè non sono attinenti coi lavori fatti qui. Quello che ho fatto prima mi viene detto chiaro e tondo è carta straccia. I miei diplomi non sono reglementierte Arbeit e non rientrano sotto la Anerkennung. In Italia facevo il tecnico di laboratorio, qui mi hanno detto di scordarmelo. Ovunque per lavorare vogliono la Ausbildung. La idea che mi sono fatta della Germania è che si basa sullo sfruttamento del lavoro di Azubi, Nebenjobber e gente che vive con un part time e poi si fa dare aiuti dallo stato (o è così fortunata da avere una classe fiscale che non è la 1). I posti a tempo pieno sono rari. Se riesci a guadagnare 1100 euro ha una gran fortuna solo che qui i costi sono un po’ più alti dell’Italia (abbonamento mezzi 87 euro). Non è che abbia nostalgia del mio paese è che qui non mi sento benvenuta e mi sono anche sentita dire sempre dalla Arbeitsagentur torna in Italia. E credo proprio che lo farò e poi magari provo un altro paese, ma qui non lo consiglierei mai a nessuno a meno che non veniate sotto i 30 con l’idea di studiare di nuovo (e portate diplomi e pagella e circa 300 euro per il processo di riconoscimento) o che non siate professionisti (medico, architetto etc) per i quali si può cercare di fare riconoscere il titolo.

  51. Luca scrive:

    L’esempio della germania è interessante. Un mio caro amico si è laureato in ingenieria aerospaziale in italia… ovviamente senza trovare uno sputo di lavoro.
    i soldi stavano finendo e gli erano rimasti solo 300 euro… ha preso ed è andato in germania.
    La sera stessa ha trovato lavoro in un ristorante… adesso dopo 3 mesi ha una casa sua in affitto e 700 euro di risparmi in banca…

  52. Dorina scrive:

    Ciao a tutti, mi piacerebbe trasferirmi a Vienna ma non so da che parte iniziare. Potete darmi qualche consiglio? Io e mio marito abbiamo uno studio fotografico da molti anni. Mio marito è un grande fotografo ma purtroppo in Italia non si riesce a guadagnare abbastanza per vivere dignitosamente. Con la crisi è aumentato l abusivismo e chi paga le tasse non riesce a sopravvivere. Ci teniamo aggiornati e siamo ancora giovanili nonostante i 50 anni e passa. Lasceremmo 3 figli e 1 nipote , i nostri affetti, ma purtroppo dobbiamo farlo. Grazie anticipatamente.

  53. Giovanni scrive:

    Ciao a tutti ragazzi! Leggendo il blog mi sono ritrovato molto nelle esperienze di Luna, Lia ed Elisa, purtroppo il prezzo da pagare è lo stesso, e non solo per chi vuole emigrare in Germania, ma in qualsiasi altro paese come ad esempio L’inghilterra e Londra dove ho vissuto per 3 anni. Londra come tutti sanno è uno delle mete preferite da noi italiani, forse anche più della Germania. La città è caotica, e come tutte le metropoli ha i suoi difetti, come i prezzi salati degli affitti, il caos, la gente che non ti fila per nulla etc. La criminalità purtroppo esiste pure là, addirittura in certe zone in perfiferia bisognava stare attenti pure al mattino, prima che qualche gang di jamaicani o turchi ti assalisse. Il mito del lavoro è relativo, visto che la concorrenza arriva alle stelle, tra plurilaureati con master dalla Cina e dall’India che ad alcuni nostri laureati italiani gli fanno un baffo (senza offesa), in più si aggiungono i laureati dall’Europa, e ovviamente quelli dalle università inglesi, che a mio parere ce ne sono parecchi senza lavoro. Da italiano sono stato più volte vittima di razzismo da parte di manager di colore, indiani, pakistani etc dove in italia al massimo lavano i piatti, ma li purtroppo si stanno prendendo una rivincita razziale(ovviamente questo non vale per tutti, ma per una buona fetta di loro si). Il fatto che un paese come il nostro con una cultura cosi stupenda, sia visto all’estero come il paese della mafia, della pasta e della pizza all’idea mi disgusta e mi mette un po’ di rabbia. In più smentisco il fatto che i ”tutti” i giovani in italia non trovino lavoro, visto che la maggior parte di loro parte per l’estero anche prima di provare a cercarlo! un pò mi domando se sia vera la necessità di emigrare o meno, Fino ad ora ho visto molte famiglie disperate che sono emigrate, e qui posso capire a pieno, ma molti 20enni partono all’estero con la scusa della crisi soltanto perchè va di moda, e guardate che ce ne moltissimi!

  54. Michele scrive:

    Perché in Italia si stà bene? Non c’è lavoro, ti trattano da vecchio quando hai 40 anni.Non cambia mai niente per migliorare le cose.

  55. SALVATORE scrive:

    concordo pienamente brava

  56. Anonimo scrive:

    Beh volevo dire a tal proposito che capisco che ci si debba adattare alle regole imposte dalla società dove ci si va a trasferire in un paese estero, ma non condivido che una persona del posto dove ci si vada a vivere in quel paese abbia il diritto di poter offendere e quindi di calpestarti i piedi solo perchè è di quella nazione, questo è importante sottolinearlo, è la stessa cosa che quando qui si vedono persone che provengono da altri paesi, io quantomeno li tratto come persone del posto se non con più rispetto, dipende tutto dal tipo di persone che hai a che fare, se sono persone civili ok, se no sono persone da evitare

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