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Silvia
Cucina austriaca
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Dall’Apfelstrudel al Mohr im Hemd: i migliori dolci di Vienna

Sono una golosa e se fosse per me i dolci da provare, a Vienna e non solo, sarebbero tutti, soprattutto se a base di cioccolato.

Il mio motto è: datemi del cioccolato e vi solleverò il mondo.

Per questo il mio dolce preferito, qui, è il Mohr im Hemd, un tortino al cioccolato servito tiepido, a volte con una pallina di gelato alla vaniglia, ma sempre e comunque con la panna. Mohr im Hemd significa “negro in camicia” e, data la connotazione molto razzista e decisamente poco politically correct del nome, alcuni locali e ristoranti l’hanno ribattezzato.

Al Café Central, per esempio, è diventato Warmer Alt-Wiener Schokokuchen: torta al cioccolato calda della tradizione viennese.

Se siete in attesa di un’apologia della Sachertorte, da me non l’avrete. Trovo che la Sacher sia sopravvalutata, sia che la prendiate all’Hotel Sacher che da Demel. Provarla è d’obbligo, ma nessuno vi costringe ad amarla.

L’albicocca è un ingrediente imprescindibile della pasticceria austriaca. La Marille, termine austriaco per quello che in tedesco standard è l’Aprikose, si trova infatti sotto forma di marmellata nella Sachertorte, nelle Palatschinken (crêpe), nei Krapfen – che qui è abbastanza raro trovare alla crema – mentre intera fa da ripieno ai Knödel (i tipici gnocchi che si trovano spesso in versione salata).

Scopro ora che esiste il verbo Aprikotieren: albicoccare.

Ingrediente esotico ma diffusissimo è il Mohn, i semi di papavero, che danno la tipica colorazione nera a brioche, torte, gelato, semifreddi, Knödel e così via. Ha un sapore a mio avviso non sgradevole ma un po’ nauseante.

Molto buono è lo strudel. L’Apfelstrudel, lo strudel di mele, è meraviglioso soprattutto se servito tiepido con la salsa alla vaniglia.

Altra variante è il Topfenstrudel. Il Topfen è un formaggio ottenuto dalla lavorazione del latte di mucca. Quando degli italiani mi chiedono cos’è, dico che è una specie di ricotta, ma la Wikipedia mette in guardia da questo errore da principianti.

Con il Topfen si possono fare anche i Topfenknödel. L’unica volta che li ho mangiati è stato in ospedale, quindi ne ho un pessimo ricordo, ma non escludo che in situazioni più gradevoli possano essere buoni.

Per finire i Kaiserschmarrn. Sono una spessa crêpe stracciata, cosparsa di zucchero a velo e servita con marmellata. Ammetto di non averli mai provati, cosa che per una golosa come me è un peccato imperdonabile, ma prometto che recupererò presto.

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Silvia

Scritto da Silvia

da grande vuole diventare un colore, azzurropillin.
odia le lettere maiuscole e ama leggere.
è bravissima a trovare i quadrifogli ed è una scrittrice ma nessuno le crede.
da anni aggiorna questo blog

2 Commenti
  1. Paolo scrive:

    Ma perché “negro in camicia” deve essere per forza politicamente scorretto? A parte il fatto che forse la traduzione più corretta mi sembra “moro in camicia”, resta il fatto che non si può pretendere di modificare anche il vocabolario e la tradizione popolare per esigenze politiche. Per arrivare all’assurdo di chiamare con l’orribile neologismo “di colore” le persone che, giustamente, sono orgogliose della propria pelle nera, o gialla, o rossa.
    Cordialità.

  2. FranzK scrive:

    Leggo oggi che sulla Speisekarte del Café Central in realtà il Mohr im Hemd è stato semplicemente virgolettato :-)

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